Racconto di un giornalista che è stato due mesi in Svezia

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porterrockwell
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Racconto di un giornalista che è stato due mesi in Svezia

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https://www.atlanticoquotidiano.it/rubr ... ainstream/

È l’ultimo giorno di permanenza a Stoccolma, dopo due mesi e mezzo di pausa che ho avuto la fortuna di prendermi. Pausa dal delirio mass mediatico della pandemia, dal delirio di cittadini italiani terrorizzati, in giro in mascherina all’aperto come fossimo a Chernobyl dopo l’esplosione nucleare. È il giorno in cui i ragazzi tornano a scuola dopo le vacanze di Natale. È anche il primo giorno in cui, dopo due mesi di grigiore costante, esce un tiepido sole invernale su un paesaggio innevato e freddo. Sull’autobus che mi porta alla metro salgono tanti ragazzi, tutti senza mascherina. Come me, del resto. In Svezia nessuno porta la mascherina a meno che non voglia, perché magari si sente più sicuro. Nessuno glielo impedisce, ma nessuno impedisce a me di non portarla, anche al chiuso. E io non la porto mai. È uno dei motivi per cui mi sono preso una pausa da questo delirio italiano folle e insensato.

In tv lo dicono chiaramente; lo spiegano coi loro medici, con Anders Tegnell, il guru del governo socialdemocratico che ha curato Ebola in Africa: la mascherina non serve a nulla perché la gente non la sa usare e perché bisognerebbe cambiarla almeno 4 o 5 volte al giorno. Serve di più la distanza di sicurezza per difendersi dal possibile contatto col Covid-19. Le mascherine non sono obbligatorie nemmeno sui mezzi pubblici; sono raccomandate nelle ore di punta (dalle 7 alle 9 di mattina e dalle 4 alle 6 di pomeriggio). È bellissimo vedere soprattutto le ragazzine di 15, 16, 17 anni che si abbracciano, si baciano, si siedono una sulle gambe dell’altra; sembra il vecchio mondo, quello che qualcuno ci ha portato via.

Di pomeriggio alcune volte sono andato a passeggiare nel bosco o in riva al mare. Un mare gelido, piatto, immobile come l’aria che mi circondava. Come l’inverno spietato del grande nord che, come diceva Baudelaire nel suo Spleen, ha “un cielo basso e greve”, che “pesa come un coperchio sullo spirito che geme in preda a lunghi affanni e versa, abbracciando l’intero giro dell’orizzonte, una luce diurna più triste della notte”.

Il governo di Stoccolma, al contrario di quello italiano che minaccia di chiuderci in casa, invita la gente a uscire per stare in contatto con la natura, fare passeggiate, corse, andare in bici. In città tutto è aperto; nessuno si sognerebbe mai di fare il lockdown nazionale; prima di tutto è incostituzionale e poi Tegnell e soci dicono che è più dannoso a livello psicologico del virus.

C’è un’altra cosa, fondamentale e che differenzia un Paese civile come la Svezia da un postaccio da quarto mondo come l’Italia e il suo attuale governo di fuorilegge. Lì, ogni passaggio viene fatto attraverso il Parlamento. Negli ultimi giorni in cui ero lì, il Parlamento ha concesso al governo dei poteri speciali per poter intervenire lì dove necessario per limitare gli ingressi in alcune aeree pubbliche (mai private), per contingentare gli ingressi nei centri commerciali, sanzionare ristoratori che non rispettano il distanziamento. Se un locale viene fatto chiudere (com’è successo a marzo) può riaprire dopo pochi giorni.

Certo, il malcontento fra le categorie è presente anche lì. Ma se paragonate il loro malcontento, per esempio quello dei ristoratori, alle puntuali e continue vessazioni operate dal governo Pd-5S nei confronti dei nostri ristoratori, vi renderete conto che stiamo parlando di pinzillacchere (come direbbe Totò). L’altro ieri, per esempio, leggevo che uno chef stellato di Stoccolma ha inscenato una protesta a suon di pentole nel centro della capitale per protestare contro il ritardo dei “ristori” (e vi ricordo che loro non hanno mai chiuso, anche se il volume d’affari è comunque diminuito perché la gente sta di più a casa). Sapete cos’ha risposto il ministro delle finanze? Si è scusato (almeno quello) adducendo ritardi per via dell’Ue, e della sua diabolica burocrazia.

Nessuno lì a Natale o a Capodanno si è sognato di entrare nelle case delle persone. Hanno raccomandato, certo, un numero limitato di ospiti per casa. Ma nessuno ha imposto divieti. Lì le feste nelle case con più di 8 persone (noi eravamo in 11) si sono fatte. Lì, se gli anziani, che vengono tenuti costantemente sotto osservazione e ai quali vengono consigliati spostamenti limitati, non si sentono di stare a contatto coi giovani, li si va a trovare a casa, a distanza. Noi abbiamo passato il giorno di Natale all’aria aperta (tipo a 0 gradi), sotto una nevicata furiosa, a mangiare Corv (il tipico salsicciotto svedese), perché due coppie di genitori anziani non se la sentiva di passarlo in casa con noi (eravamo almeno una ventina fra 50/40enni e 20enni). Immaginate la mia gioia, vestito come un palombaro, a sognare il mare e il sole delle Canarie o di Ibiza in mezzo a una foresta innevata. E il tepore della casa lì accanto che mi sollecitava… e sulla soglia il pipistrello vampiro Covid che sorvegliava l’ingresso col suo ghigno sino-comunista.

Le palestre private sono aperte (non quelle pubbliche). Io andavo regolarmente. C’è il limite di otto persone per ambiente, per stanza. Chi non lo rispetta viene sanzionato (il gestore). I cinema sono aperti, ma vigendo la regola delle otto persone massime non conveniva tenere aperto. I musei erano chiusi. Lo sport professionistico e dilettantistico praticato. Gli allenamenti giovanili sospesi fino al 24 gennaio. Negozi, bar, ristoranti, tutto aperto. L’alcol era vietato dopo le 20 (lì hanno lo spettro dei ragazzi che si ubriacano di brutto). Il ristorante poteva restare aperto dopo le 20 ma non poteva servire alcol. Qualcuno ha deciso di chiudere, altri, come le pizzerie, sono rimasti aperti; considerate che, come in tutto il nord Europa, la cena è alle 19.

In Italia ha fatto notizia il re, che si sarebbe lamentato della mala-gestione della pandemia. Vediamo però cos’ha realmente detto il re di Svezia. Quel suo “We have failed. We have a large number who have died and that is terrible. It is something we all suffer with” (Abbiamo fallito. Abbiamo un numero enorme di decessi ed è terribile. E tutti ne soffriamo) non è chiaro a chi fosse riferito, se alla Svezia o all’Ue nel suo complesso. Alcuni hanno pensato alla prima, altri alla seconda. Andatevi a risentire il suo discorso su YouTube.

Fatto sta che i mass media, italiani in particolare, che hanno tenuto in piedi questo governo di falliti – che ha fallito su tutta la linea nella gestione del virus e che si è rivelato tirannico a livelli indecenti – hanno tentato in tutti i modi di far sembrare la gestione svedese del virus irresponsabile e incosciente; le masse, indottrinate dagli show di Casalino, ci hanno creduto. Ma ci hanno creduto perché, come si dice a Roma, in fondo in fondo rosicano perché lì si fa ancora una vita quasi normale. Mentre noi siamo agli arresti domiciliari per via di un manipolo di virologi incapaci, di un CTS fatto dalla maggioranza di scienziati col numero di pubblicazioni più basse del mondo, secondo quanto riporta il Giornale.

Una ultima annotazione. La Svezia ha gestito male le sue case di cura, dove c’è stato il maggior numero di morti fra gli anziani e lo hanno riconosciuto. Ed è su quello, non su altro, che a Stoccolma si è avuto un dibattito intenso. Ma all’interno della fascia di popolazione più a rischio il virus è circolato come negli altri Paesi, con la stessa incidenza, grado di letalità e diffusione. Il che dimostra, inequivocabilmente, che i lockdown non funzionano, che le mascherine non funzionano, ma generano “un falso senso di protezione” (come ricordato dall’OMS in tempi non sospetti). E che i danni psicologici delle chiusure sono molto più gravi di quelli del virus. E poi ricordiamolo sempre. L’Italia, con tutte le sue chiusure e con tutta la sua tirannia sanitaria, ha in proporzione il peggior numero di morti di tutta l’Europa. Il governo Conte/Casalino/Pd ha fallito. E in qualsiasi Paese civile dovrebbe andare a casa.
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Sayon
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Re: Racconto di un giornalista che è stato due mesi in Svezia

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Quante idiozie che dici. Stattene in Svezia cosi presto o tardi ti prendi il COVID anche tu, e la farai finita con lo spargere queste notizie. Se hai piu di 65 anni, SCAPPA dalla Svezia e vai in un Paese che rispetta di piu l' anzianita' Mi ricordi le parole di Trump e di Johnson che ora sono alle prese con l' epidemia piu micidiale di ogbni altra nazione, a parte forse il disorganizzato Brasile. Mi chiedo se questa campagna anti-vaccini o restrizioni sia aizzata da qualche ideologia politica, perche mi sembra ripetuta sempre dalle stesse persone.
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porterrockwell
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Re: Racconto di un giornalista che è stato due mesi in Svezia

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Sayon ha scritto: 19 gen 2021, 14:51 Quante idiozie che dici. Stattene in Svezia cosi presto o tardi ti prendi il COVID anche tu, e la farai finita con lo spargere queste notizie. Se hai piu di 65 anni, SCAPPA dalla Svezia e vai in un Paese che rispetta di piu l' anzianita' Mi ricordi le parole di Trump e di Johnson che ora sono alle prese con l' epidemia piu micidiale di ogbni altra nazione, a parte forse il disorganizzato Brasile. Mi chiedo se questa campagna anti-vaccini o restrizioni sia aizzata da qualche ideologia politica, perche mi sembra ripetuta sempre dalle stesse persone.
Sayon, hai qualche turba dell'ideazione forse. L'articolo che ho postato non contiene la parola vaccino e tu, dopo l'immancabile tirata contro Trump e Johnson che ti concedo altrimenti stanotte non riesci a prendere sonno, tiri fuori la campagna anti-vaccini.
Se un giorno rornerà di moda la commadia dell'arte alle sue maschere classiche come Pantalone, Brighella, Colombina ecc aggiungeremo il Sayon,
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Sayon
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Re: Racconto di un giornalista che è stato due mesi in Svezia

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Semplicemente non sono "esaltato" ne' dai sistemi praticati in UK ne' da quelli usati in Svezia. Se fossero stati praticati in Italia, avremmo assaltato il governo con i forconi.
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Ratio
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Re: Racconto di un giornalista che è stato due mesi in Svezia

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Sayon ha scritto: 19 gen 2021, 20:28 Semplicemente non sono "esaltato" ne' dai sistemi praticati in UK ne' da quelli usati in Svezia. Se fossero stati praticati in Italia, avremmo assaltato il governo con i forconi.
In effetti hai ragione. Non sei esaltato dai sistemi. Sei esaltato e basta. :mrgreen:
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nerorosso
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Re: Racconto di un giornalista che è stato due mesi in Svezia

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porterrockwell ha scritto: 19 gen 2021, 14:41 https://www.atlanticoquotidiano.it/rubr ... ainstream/

È l’ultimo giorno di permanenza a Stoccolma, dopo due mesi e mezzo di pausa che ho avuto la fortuna di prendermi. Pausa dal delirio mass mediatico della pandemia, dal delirio di cittadini italiani terrorizzati, in giro in mascherina all’aperto come fossimo a Chernobyl dopo l’esplosione nucleare. È il giorno in cui i ragazzi tornano a scuola dopo le vacanze di Natale. È anche il primo giorno in cui, dopo due mesi di grigiore costante, esce un tiepido sole invernale su un paesaggio innevato e freddo. Sull’autobus che mi porta alla metro salgono tanti ragazzi, tutti senza mascherina. Come me, del resto. In Svezia nessuno porta la mascherina a meno che non voglia, perché magari si sente più sicuro. Nessuno glielo impedisce, ma nessuno impedisce a me di non portarla, anche al chiuso. E io non la porto mai. È uno dei motivi per cui mi sono preso una pausa da questo delirio italiano folle e insensato.

In tv lo dicono chiaramente; lo spiegano coi loro medici, con Anders Tegnell, il guru del governo socialdemocratico che ha curato Ebola in Africa: la mascherina non serve a nulla perché la gente non la sa usare e perché bisognerebbe cambiarla almeno 4 o 5 volte al giorno. Serve di più la distanza di sicurezza per difendersi dal possibile contatto col Covid-19. Le mascherine non sono obbligatorie nemmeno sui mezzi pubblici; sono raccomandate nelle ore di punta (dalle 7 alle 9 di mattina e dalle 4 alle 6 di pomeriggio). È bellissimo vedere soprattutto le ragazzine di 15, 16, 17 anni che si abbracciano, si baciano, si siedono una sulle gambe dell’altra; sembra il vecchio mondo, quello che qualcuno ci ha portato via.

Di pomeriggio alcune volte sono andato a passeggiare nel bosco o in riva al mare. Un mare gelido, piatto, immobile come l’aria che mi circondava. Come l’inverno spietato del grande nord che, come diceva Baudelaire nel suo Spleen, ha “un cielo basso e greve”, che “pesa come un coperchio sullo spirito che geme in preda a lunghi affanni e versa, abbracciando l’intero giro dell’orizzonte, una luce diurna più triste della notte”.

Il governo di Stoccolma, al contrario di quello italiano che minaccia di chiuderci in casa, invita la gente a uscire per stare in contatto con la natura, fare passeggiate, corse, andare in bici. In città tutto è aperto; nessuno si sognerebbe mai di fare il lockdown nazionale; prima di tutto è incostituzionale e poi Tegnell e soci dicono che è più dannoso a livello psicologico del virus.

C’è un’altra cosa, fondamentale e che differenzia un Paese civile come la Svezia da un postaccio da quarto mondo come l’Italia e il suo attuale governo di fuorilegge. Lì, ogni passaggio viene fatto attraverso il Parlamento. Negli ultimi giorni in cui ero lì, il Parlamento ha concesso al governo dei poteri speciali per poter intervenire lì dove necessario per limitare gli ingressi in alcune aeree pubbliche (mai private), per contingentare gli ingressi nei centri commerciali, sanzionare ristoratori che non rispettano il distanziamento. Se un locale viene fatto chiudere (com’è successo a marzo) può riaprire dopo pochi giorni.

Certo, il malcontento fra le categorie è presente anche lì. Ma se paragonate il loro malcontento, per esempio quello dei ristoratori, alle puntuali e continue vessazioni operate dal governo Pd-5S nei confronti dei nostri ristoratori, vi renderete conto che stiamo parlando di pinzillacchere (come direbbe Totò). L’altro ieri, per esempio, leggevo che uno chef stellato di Stoccolma ha inscenato una protesta a suon di pentole nel centro della capitale per protestare contro il ritardo dei “ristori” (e vi ricordo che loro non hanno mai chiuso, anche se il volume d’affari è comunque diminuito perché la gente sta di più a casa). Sapete cos’ha risposto il ministro delle finanze? Si è scusato (almeno quello) adducendo ritardi per via dell’Ue, e della sua diabolica burocrazia.

Nessuno lì a Natale o a Capodanno si è sognato di entrare nelle case delle persone. Hanno raccomandato, certo, un numero limitato di ospiti per casa. Ma nessuno ha imposto divieti. Lì le feste nelle case con più di 8 persone (noi eravamo in 11) si sono fatte. Lì, se gli anziani, che vengono tenuti costantemente sotto osservazione e ai quali vengono consigliati spostamenti limitati, non si sentono di stare a contatto coi giovani, li si va a trovare a casa, a distanza. Noi abbiamo passato il giorno di Natale all’aria aperta (tipo a 0 gradi), sotto una nevicata furiosa, a mangiare Corv (il tipico salsicciotto svedese), perché due coppie di genitori anziani non se la sentiva di passarlo in casa con noi (eravamo almeno una ventina fra 50/40enni e 20enni). Immaginate la mia gioia, vestito come un palombaro, a sognare il mare e il sole delle Canarie o di Ibiza in mezzo a una foresta innevata. E il tepore della casa lì accanto che mi sollecitava… e sulla soglia il pipistrello vampiro Covid che sorvegliava l’ingresso col suo ghigno sino-comunista.

Le palestre private sono aperte (non quelle pubbliche). Io andavo regolarmente. C’è il limite di otto persone per ambiente, per stanza. Chi non lo rispetta viene sanzionato (il gestore). I cinema sono aperti, ma vigendo la regola delle otto persone massime non conveniva tenere aperto. I musei erano chiusi. Lo sport professionistico e dilettantistico praticato. Gli allenamenti giovanili sospesi fino al 24 gennaio. Negozi, bar, ristoranti, tutto aperto. L’alcol era vietato dopo le 20 (lì hanno lo spettro dei ragazzi che si ubriacano di brutto). Il ristorante poteva restare aperto dopo le 20 ma non poteva servire alcol. Qualcuno ha deciso di chiudere, altri, come le pizzerie, sono rimasti aperti; considerate che, come in tutto il nord Europa, la cena è alle 19.

In Italia ha fatto notizia il re, che si sarebbe lamentato della mala-gestione della pandemia. Vediamo però cos’ha realmente detto il re di Svezia. Quel suo “We have failed. We have a large number who have died and that is terrible. It is something we all suffer with” (Abbiamo fallito. Abbiamo un numero enorme di decessi ed è terribile. E tutti ne soffriamo) non è chiaro a chi fosse riferito, se alla Svezia o all’Ue nel suo complesso. Alcuni hanno pensato alla prima, altri alla seconda. Andatevi a risentire il suo discorso su YouTube.

Fatto sta che i mass media, italiani in particolare, che hanno tenuto in piedi questo governo di falliti – che ha fallito su tutta la linea nella gestione del virus e che si è rivelato tirannico a livelli indecenti – hanno tentato in tutti i modi di far sembrare la gestione svedese del virus irresponsabile e incosciente; le masse, indottrinate dagli show di Casalino, ci hanno creduto. Ma ci hanno creduto perché, come si dice a Roma, in fondo in fondo rosicano perché lì si fa ancora una vita quasi normale. Mentre noi siamo agli arresti domiciliari per via di un manipolo di virologi incapaci, di un CTS fatto dalla maggioranza di scienziati col numero di pubblicazioni più basse del mondo, secondo quanto riporta il Giornale.

Una ultima annotazione. La Svezia ha gestito male le sue case di cura, dove c’è stato il maggior numero di morti fra gli anziani e lo hanno riconosciuto. Ed è su quello, non su altro, che a Stoccolma si è avuto un dibattito intenso. Ma all’interno della fascia di popolazione più a rischio il virus è circolato come negli altri Paesi, con la stessa incidenza, grado di letalità e diffusione. Il che dimostra, inequivocabilmente, che i lockdown non funzionano, che le mascherine non funzionano, ma generano “un falso senso di protezione” (come ricordato dall’OMS in tempi non sospetti). E che i danni psicologici delle chiusure sono molto più gravi di quelli del virus. E poi ricordiamolo sempre. L’Italia, con tutte le sue chiusure e con tutta la sua tirannia sanitaria, ha in proporzione il peggior numero di morti di tutta l’Europa. Il governo Conte/Casalino/Pd ha fallito. E in qualsiasi Paese civile dovrebbe andare a casa.
Porter, io dico: viva la Svezia e viva anche la Tanzania, con il loro approccio "razionale" a un virus influenzale.
Ma tu pensi che, in Italia, un governo di CdX si sarebbe comportato diversamente dai giallo-rosa? Io ne dubito, la vulgata euro-atlantista è quella, e sono euro-atlantisti almeno quanto i giallo-rosa…
Sayon ha scritto: 19 gen 2021, 14:51 Quante idiozie che dici. Stattene in Svezia cosi presto o tardi ti prendi il COVID anche tu, e la farai finita con lo spargere queste notizie. Se hai piu di 65 anni, SCAPPA dalla Svezia e vai in un Paese che rispetta di piu l' anzianita' Mi ricordi le parole di Trump e di Johnson che ora sono alle prese con l' epidemia piu micidiale di ogbni altra nazione, a parte forse il disorganizzato Brasile. Mi chiedo se questa campagna anti-vaccini o restrizioni sia aizzata da qualche ideologia politica, perche mi sembra ripetuta sempre dalle stesse persone.
Sayon, io è da marzo che lavoro, vedo gente e non metto museruola, e il kakkio di "coviddi" non lo vedo e non lo conosco.

'Fanculo le menzogne che ci stanno ammannendo…
SLAVA ROSSIJA!!! 🇷🇺
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serge
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Re: Racconto di un giornalista che è stato due mesi in Svezia

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nerorosso ha scritto: 19 gen 2021, 21:15
porterrockwell ha scritto: 19 gen 2021, 14:41 https://www.atlanticoquotidiano.it/rubr ... ainstream/

È l’ultimo giorno di permanenza a Stoccolma, dopo due mesi e mezzo di pausa che ho avuto la fortuna di prendermi. Pausa dal delirio mass mediatico della pandemia, dal delirio di cittadini italiani terrorizzati, in giro in mascherina all’aperto come fossimo a Chernobyl dopo l’esplosione nucleare. È il giorno in cui i ragazzi tornano a scuola dopo le vacanze di Natale. È anche il primo giorno in cui, dopo due mesi di grigiore costante, esce un tiepido sole invernale su un paesaggio innevato e freddo. Sull’autobus che mi porta alla metro salgono tanti ragazzi, tutti senza mascherina. Come me, del resto. In Svezia nessuno porta la mascherina a meno che non voglia, perché magari si sente più sicuro. Nessuno glielo impedisce, ma nessuno impedisce a me di non portarla, anche al chiuso. E io non la porto mai. È uno dei motivi per cui mi sono preso una pausa da questo delirio italiano folle e insensato.

In tv lo dicono chiaramente; lo spiegano coi loro medici, con Anders Tegnell, il guru del governo socialdemocratico che ha curato Ebola in Africa: la mascherina non serve a nulla perché la gente non la sa usare e perché bisognerebbe cambiarla almeno 4 o 5 volte al giorno. Serve di più la distanza di sicurezza per difendersi dal possibile contatto col Covid-19. Le mascherine non sono obbligatorie nemmeno sui mezzi pubblici; sono raccomandate nelle ore di punta (dalle 7 alle 9 di mattina e dalle 4 alle 6 di pomeriggio). È bellissimo vedere soprattutto le ragazzine di 15, 16, 17 anni che si abbracciano, si baciano, si siedono una sulle gambe dell’altra; sembra il vecchio mondo, quello che qualcuno ci ha portato via.

Di pomeriggio alcune volte sono andato a passeggiare nel bosco o in riva al mare. Un mare gelido, piatto, immobile come l’aria che mi circondava. Come l’inverno spietato del grande nord che, come diceva Baudelaire nel suo Spleen, ha “un cielo basso e greve”, che “pesa come un coperchio sullo spirito che geme in preda a lunghi affanni e versa, abbracciando l’intero giro dell’orizzonte, una luce diurna più triste della notte”.

Il governo di Stoccolma, al contrario di quello italiano che minaccia di chiuderci in casa, invita la gente a uscire per stare in contatto con la natura, fare passeggiate, corse, andare in bici. In città tutto è aperto; nessuno si sognerebbe mai di fare il lockdown nazionale; prima di tutto è incostituzionale e poi Tegnell e soci dicono che è più dannoso a livello psicologico del virus.

C’è un’altra cosa, fondamentale e che differenzia un Paese civile come la Svezia da un postaccio da quarto mondo come l’Italia e il suo attuale governo di fuorilegge. Lì, ogni passaggio viene fatto attraverso il Parlamento. Negli ultimi giorni in cui ero lì, il Parlamento ha concesso al governo dei poteri speciali per poter intervenire lì dove necessario per limitare gli ingressi in alcune aeree pubbliche (mai private), per contingentare gli ingressi nei centri commerciali, sanzionare ristoratori che non rispettano il distanziamento. Se un locale viene fatto chiudere (com’è successo a marzo) può riaprire dopo pochi giorni.

Certo, il malcontento fra le categorie è presente anche lì. Ma se paragonate il loro malcontento, per esempio quello dei ristoratori, alle puntuali e continue vessazioni operate dal governo Pd-5S nei confronti dei nostri ristoratori, vi renderete conto che stiamo parlando di pinzillacchere (come direbbe Totò). L’altro ieri, per esempio, leggevo che uno chef stellato di Stoccolma ha inscenato una protesta a suon di pentole nel centro della capitale per protestare contro il ritardo dei “ristori” (e vi ricordo che loro non hanno mai chiuso, anche se il volume d’affari è comunque diminuito perché la gente sta di più a casa). Sapete cos’ha risposto il ministro delle finanze? Si è scusato (almeno quello) adducendo ritardi per via dell’Ue, e della sua diabolica burocrazia.

Nessuno lì a Natale o a Capodanno si è sognato di entrare nelle case delle persone. Hanno raccomandato, certo, un numero limitato di ospiti per casa. Ma nessuno ha imposto divieti. Lì le feste nelle case con più di 8 persone (noi eravamo in 11) si sono fatte. Lì, se gli anziani, che vengono tenuti costantemente sotto osservazione e ai quali vengono consigliati spostamenti limitati, non si sentono di stare a contatto coi giovani, li si va a trovare a casa, a distanza. Noi abbiamo passato il giorno di Natale all’aria aperta (tipo a 0 gradi), sotto una nevicata furiosa, a mangiare Corv (il tipico salsicciotto svedese), perché due coppie di genitori anziani non se la sentiva di passarlo in casa con noi (eravamo almeno una ventina fra 50/40enni e 20enni). Immaginate la mia gioia, vestito come un palombaro, a sognare il mare e il sole delle Canarie o di Ibiza in mezzo a una foresta innevata. E il tepore della casa lì accanto che mi sollecitava… e sulla soglia il pipistrello vampiro Covid che sorvegliava l’ingresso col suo ghigno sino-comunista.

Le palestre private sono aperte (non quelle pubbliche). Io andavo regolarmente. C’è il limite di otto persone per ambiente, per stanza. Chi non lo rispetta viene sanzionato (il gestore). I cinema sono aperti, ma vigendo la regola delle otto persone massime non conveniva tenere aperto. I musei erano chiusi. Lo sport professionistico e dilettantistico praticato. Gli allenamenti giovanili sospesi fino al 24 gennaio. Negozi, bar, ristoranti, tutto aperto. L’alcol era vietato dopo le 20 (lì hanno lo spettro dei ragazzi che si ubriacano di brutto). Il ristorante poteva restare aperto dopo le 20 ma non poteva servire alcol. Qualcuno ha deciso di chiudere, altri, come le pizzerie, sono rimasti aperti; considerate che, come in tutto il nord Europa, la cena è alle 19.

In Italia ha fatto notizia il re, che si sarebbe lamentato della mala-gestione della pandemia. Vediamo però cos’ha realmente detto il re di Svezia. Quel suo “We have failed. We have a large number who have died and that is terrible. It is something we all suffer with” (Abbiamo fallito. Abbiamo un numero enorme di decessi ed è terribile. E tutti ne soffriamo) non è chiaro a chi fosse riferito, se alla Svezia o all’Ue nel suo complesso. Alcuni hanno pensato alla prima, altri alla seconda. Andatevi a risentire il suo discorso su YouTube.

Fatto sta che i mass media, italiani in particolare, che hanno tenuto in piedi questo governo di falliti – che ha fallito su tutta la linea nella gestione del virus e che si è rivelato tirannico a livelli indecenti – hanno tentato in tutti i modi di far sembrare la gestione svedese del virus irresponsabile e incosciente; le masse, indottrinate dagli show di Casalino, ci hanno creduto. Ma ci hanno creduto perché, come si dice a Roma, in fondo in fondo rosicano perché lì si fa ancora una vita quasi normale. Mentre noi siamo agli arresti domiciliari per via di un manipolo di virologi incapaci, di un CTS fatto dalla maggioranza di scienziati col numero di pubblicazioni più basse del mondo, secondo quanto riporta il Giornale.

Una ultima annotazione. La Svezia ha gestito male le sue case di cura, dove c’è stato il maggior numero di morti fra gli anziani e lo hanno riconosciuto. Ed è su quello, non su altro, che a Stoccolma si è avuto un dibattito intenso. Ma all’interno della fascia di popolazione più a rischio il virus è circolato come negli altri Paesi, con la stessa incidenza, grado di letalità e diffusione. Il che dimostra, inequivocabilmente, che i lockdown non funzionano, che le mascherine non funzionano, ma generano “un falso senso di protezione” (come ricordato dall’OMS in tempi non sospetti). E che i danni psicologici delle chiusure sono molto più gravi di quelli del virus. E poi ricordiamolo sempre. L’Italia, con tutte le sue chiusure e con tutta la sua tirannia sanitaria, ha in proporzione il peggior numero di morti di tutta l’Europa. Il governo Conte/Casalino/Pd ha fallito. E in qualsiasi Paese civile dovrebbe andare a casa.
Porter, io dico: viva la Svezia e viva anche la Tanzania, con il loro approccio "razionale" a un virus influenzale.
Ma tu pensi che, in Italia, un governo di CdX si sarebbe comportato diversamente dai giallo-rosa? Io ne dubito, la vulgata euro-atlantista è quella, e sono euro-atlantisti almeno quanto i giallo-rosa…
Sayon ha scritto: 19 gen 2021, 14:51 Quante idiozie che dici. Stattene in Svezia cosi presto o tardi ti prendi il COVID anche tu, e la farai finita con lo spargere queste notizie. Se hai piu di 65 anni, SCAPPA dalla Svezia e vai in un Paese che rispetta di piu l' anzianita' Mi ricordi le parole di Trump e di Johnson che ora sono alle prese con l' epidemia piu micidiale di ogbni altra nazione, a parte forse il disorganizzato Brasile. Mi chiedo se questa campagna anti-vaccini o restrizioni sia aizzata da qualche ideologia politica, perche mi sembra ripetuta sempre dalle stesse persone.
Sayon, io è da marzo che lavoro, vedo gente e non metto museruola, e il kakkio di "coviddi" non lo vedo e non lo conosco.

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Attento: per la legge dei grandi numeri........
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RedWine
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Re: Racconto di un giornalista che è stato due mesi in Svezia

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nerorosso ha scritto: 19 gen 2021, 21:15

Porter, io dico: viva la Svezia e viva anche la Tanzania, con il loro approccio "razionale" a un virus influenzale.
Ma tu pensi che, in Italia, un governo di CdX si sarebbe comportato diversamente dai giallo-rosa? Io ne dubito, la vulgata euro-atlantista è quella, e sono euro-atlantisti almeno quanto i giallo-rosa…
si, si sarebbe comportato in maniera differente.
se non per altro motivo, per il fatto che non glielo avrebbero permesso.
prova a immaginarti gli intellettuali organici i magistrati i centri sociali come avrebbero reagito alle stesse misure che ha imposto conte!
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Re: Racconto di un giornalista che è stato due mesi in Svezia

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serge ha scritto: 20 gen 2021, 16:20Attento: per la legge dei grandi numeri........
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P.S. Indossare la mascherina significa portare rispetto per il prossimo.
Dimenticavo che anche sul lavoro non la mettiamo, anche se in effetti non è che lavoriamo proprio a stretto contatto.
Quanto alla mascherina, all'aperto, soprattutto in luoghi non particolarmente affollati, non serve a niente ed è un'inutile costrizione. Io la odio. Poi la "ggente" può pensare quel che vuole, ma io non la metto a meno che non sia costretto perchè devo entrare da qualche parte.
In ogni caso io credo che il posto in cui lavoro sia emblematico del fatto che viene fatta una narrazione terroristica di una influenza che può anche essere grave, ma solo in determinate condizioni. Ti dirò anche che da noi qualcuno lo ha preso, ma dopo la canonica mutua è rientrato al lavoro.
L'assenza più lunga di quasi due mesi, ma ha quasi 60 anni e secondo me ci ha pure un pò marciato. Tanto che adesso, rientrato, continua imperterrito a tenere la mascherina si, ma sotto il mento…
PS
È da notare che è un responsabile, quindi anche particolarmente "attenzionato"…
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Sayon
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Re: Racconto di un giornalista che è stato due mesi in Svezia

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L' importante per la mascherina e' avercela,anche sul mento, per tirarla su ogni volta che ce ne sia bisgno. Ma a parlare della epidemia come fosse una influenza qualsiasi ce ne vuole. Se una persona anche giovane, ha qualche problema polmonare (basta essere fumatori) o cardiaco (aritmia, alto colesterolo) la probabilita' che raggiunga uno stato critico sono molto alte. Dispiace anche la scarsa considerazione verso le persone d'eta' (tu addirittura parli di 60 anni, quando io vincevo tornei di tennis e sciavo pendii doppio diamnate). Gli anziani o vecchi sono indispensabili proprio in Italia, dove credo che ciascuno di loro con la loro pensione mantenga almeno una famiglia o un nipote. Questa mancanza d'interesse e' proprio quella che ha creato una situazione d'emergenza (come quelle degli USA ed UK, ma anche Paesi scandinavi cove c'e' voluta la critica del Re di Norvegia per fargli intraprendere misure piu' decise). Morire di COVID e' anche una "brutta" morte : si muore segregati dalla famiglia ed asfissiati, come in un affogamento.
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Valerio
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Re: Racconto di un giornalista che è stato due mesi in Svezia

Messaggio da leggere da Valerio »

Una notizia per i catastrofisti.

Una mia parente acquisita ha beccato il Coronavirus a Barcellona Pozzo di Gotto (ME), qualche giorno in ospedale ed è tornata fra i suoi cari guarita.

76 anni e fumatrice accanita.

A proposito di terrorismo....... Beer
Sovranità al Cittadino.
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In onore dei pennuti heyokani: Non ereditiamo la terra dai nostri antenati, la prendiamo in prestito dai nostri figli.
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Re: Racconto di un giornalista che è stato due mesi in Svezia

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Sayon ha scritto: 20 gen 2021, 23:55 L' importante per la mascherina e' avercela,anche sul mento, per tirarla su ogni volta che ce ne sia bisgno. Ma a parlare della epidemia come fosse una influenza qualsiasi ce ne vuole. Se una persona anche giovane, ha qualche problema polmonare (basta essere fumatori) o cardiaco (aritmia, alto colesterolo) la probabilita' che raggiunga uno stato critico sono molto alte. Dispiace anche la scarsa considerazione verso le persone d'eta' (tu addirittura parli di 60 anni, quando io vincevo tornei di tennis e sciavo pendii doppio diamnate). Gli anziani o vecchi sono indispensabili proprio in Italia, dove credo che ciascuno di loro con la loro pensione mantenga almeno una famiglia o un nipote. Questa mancanza d'interesse e' proprio quella che ha creato una situazione d'emergenza (come quelle degli USA ed UK, ma anche Paesi scandinavi cove c'e' voluta la critica del Re di Norvegia per fargli intraprendere misure piu' decise). Morire di COVID e' anche una "brutta" morte : si muore segregati dalla famiglia ed asfissiati, come in un affogamento.
Sayon è un miracolo. Anche se l'accenno l'hai messo, hai scritto un post senza nominare, Trump, Johnson e Salvini. Il sangue di San Gennaro potrebbe liquefarsi
Scorra come acqua il diritto e la giustizia come un torrente perenne. Amos 5,24
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