Il TAGAF sta diventando quello che è il carro armato nelle non democrazie

Forum di discussione sulla politica italiana, i partiti e le istituzioni.
Avatar utente
porterrockwell
Connesso: No
Messaggi: 3770
Iscritto il: 9 giu 2019, 11:47
Ha Assegnato: 464 Mi Piace
Ha Ricevuto: 2420 Mi Piace

Il TAGAF sta diventando quello che è il carro armato nelle non democrazie

Messaggio da leggere da porterrockwell »

https://www.ariannaeditrice.it/articoli ... silenzioso

Sorprendentemente, la maggior parte dei media tradizionali, che dovrebbero controllare l’esercizio del potere, stanno plaudendo alle decisioni dei TAGAF, invece di opporsi. Non è chiaro se siano accecati dall’odio per Trump o se siano già parte integrante del nuovo ordine mondiale. Dopo tutto alcuni di loro sono di proprietà dei TAGAF (The Washington Post è di Bezos, The Atlantic è di Laurene Powell Jobs, la vedova di Steve Jobs) e tutti dipendono dai TAGAF per la propria sopravvivenza. Gli eventi di questo fine settimana dimostrano che un’azione coordinata dei TAGAF può mettere in ginocchio qualsiasi attività o azienda. Una volta che è stato dimostrato il principio, non c’è bisogno di ulteriori esibizioni muscolari. Da economisti sappiamo che la minaccia è sufficiente ad ottenere obbedienza.

Non discuto il diritto delle corporations di prendere una posizione morale o politica. Infatti, ho lanciato un appello affinché gli azionisti potessero avere più voce sulle questioni sociali. Se gli azionisti di ViacomCBS (proprietari di Simon & Schuster) odiano l’idea di essere associati al Senatore Josh Hawley al punto da preferire di pagargli i danni piuttosto che rispettare gli obblighi contrattuali, è loro diritto farlo. La loro libertà non danneggia quella del Senatore Hawley. In un mercato competitivo, ci sono tanti editori disposti a stampare il libro di Hawley, specialmente dopo la pubblicità gratuita che ha appena ricevuto. In un monopolio, però, questa libertà scompare. In un oligopolio, è fortemente ridotta, se non eliminata.

Il colpo di stato silenzioso non sarebbe stato possibile senza l’estrema concentrazione del settore digitale. Facebook da solo conta quasi il 70 percento dell’utilizzo dei social media negli Stati Uniti, con Twitter che domina un altro 10 percento. Apple e Google controllano il 90 percento del mercato delle App, e Amazon controlla il 45 percento dei servizi di cloud computing. La concentrazione favorisce coordinamento e collusione.

La maggior parte degli economisti - vedi ad esempio la mia discussione con Tyler Cowen - rifiuta le tradizionali misure per combattere le concentrazioni considerandole irrilevanti, dato che dovrebbe essere la minaccia di nuovi ingressi a limitare il potere degli operatori storici. A supporto della posizione di Cowen, dopo la sospensione di Trump molte persone hanno abbandonato Twitter e hanno provato a spostarsi su Parler. Le decisioni prese da Apple, Google e Amazon hanno reso questo passaggio semplicemente impossibile.

Dovremmo discutere di quale possa essere la corretta politica di moderazione delle piattaforme social, ma questa non può essere decisa da cinque compagnie private. Agendo in modo coordinato, i TAGAF hanno il potere di mettere un individuo all’equivalente degli arresti domiciliari (nel pieno di una pandemia, qual è la differenza tra gli arresti domiciliari e l’esclusione dai social media?). Quindi, Cowen aveva ragione a ritenere che la minaccia di nuovi ingressi potrebbe limitare il potere delle piattaforme digitali, ma gli eventi dello scorso weekend dimostrano che il Report dello Stigler Center era corretto: la concentrazione nel settore digitale è arrivata al punto da poter disinnescare la minaccia di ingresso. I TAGAF sono un power trust. Anche se non incide sul benessere dei consumatori, reprime la libertà dei cittadini.

In molte democrazie alle prime armi è impossibile governare senza il sostegno dell’esercito. È raro vedere i carri armati in mezzo alle strade, ma la minaccia è così presente che i rappresentanti eletti devono stare molto attenti all’interesse dell’esercito quando prendono le loro decisioni. Gli Stati Uniti si trovano in questa situazione, eccetto che il potere dell’esercito risiede nei TAGAF. La professione economica ha in gran parte ignorato questo rischio: ha ignorato le conseguenze politiche della concentrazione di potere economico nelle piattaforme digitali. Penso che sia giunto il momento di discutere questo problema. Con questo articolo vorrei aprire un dibattito su ProMarket per capire se i TAGAF stiano minacciando la nostra democrazia. Ogni opinione sarà benvenuta. A differenza della maggior parte delle testate, ci piacciono le opinioni dissenzienti.
Scorra come acqua il diritto e la giustizia come un torrente perenne. Amos 5,24
Avatar utente
Ovidio
Connesso: No
Messaggi: 3554
Iscritto il: 25 set 2020, 17:08
Ha Assegnato: 352 Mi Piace
Ha Ricevuto: 862 Mi Piace

Re: Il TAGAF sta diventando quello che è il carro armato nelle non democrazie

Messaggio da leggere da Ovidio »

Penso che da sempre il potere economico governa. Non è una prrticolarità dei tempi correnti.

E, cosa ancora più preoccupante, penso che l'attuale potere economico ti fa apparire le decisioni prese non come decise da lui ma dalle tue stesse libere scelte.

1. Trump veicola fakes news
2. Trump va oscurato
3. Tu plaudi a questa azione perché è quello che reputi giusto

Ma sta di fatto che praticamente tutta la stampa si è opposta a questa procedura. Ergo ... non siamo ancora in fondo al burrone. Il TAGAF si deve fare più scaltro. E si farà, puoi giurarci!
Tenere sempre a mente la „regola d‘oro“
Rispondi