ceti sociali e partiti politici

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Sayon
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Re: ceti sociali e partiti politici

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giaguaro ha scritto: 25 nov 2021, 19:15 Anzi, Oriana Fallaci, nonostante sia stata una delle scrittrici/scrittori del 20° secolo più importanti d'Italia, è stata sempre criticata malamente proprio da una certa sinistra, fino a costringerla ad emigrare.
La Fallaci diceva quello che pensava, e la sua bravura fu quella di far dire quello che pensavano a molti "Grandi" della storia. Purtroppo in una societa' in cui si venera il "politicamente corretto", dire o ascoltare la verita' e' un NO NO. Questo la fa piu frequentemente la sinistra, molto ipocrita, ma e' praticato anche da alcuni partiti della destra ai quali la verita' fa male, e si preferisce non ascoltarla.
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Leno Lazzari
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Re: ceti sociali e partiti politici

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giaguaro ha scritto: 25 nov 2021, 19:15 Anzi, Oriana Fallaci, nonostante sia stata una delle scrittrici/scrittori del 20° secolo più importanti d'Italia, è stata sempre criticata malamente proprio da una certa sinistra, fino a costringerla ad emigrare.
Non so se lei l'essere finita a New York l'abbia vissuto come un esilio o piuttosto come una liberazione . Ma é certo che questo paese, per la sua classe politica, le stava stretto .

Di sicuro s'addiceva di più al suo carattere la cosmopolita Manhattan dove comprò ed elesse a suo buen retiro un palazzetto a pochi isolati da Central Park .
La politica è l’arte d’impedire agli avversari di fare la loro

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Leno Lazzari
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Re: ceti sociali e partiti politici

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Sayon ha scritto: 25 nov 2021, 19:37
giaguaro ha scritto: 25 nov 2021, 19:15 Anzi, Oriana Fallaci, nonostante sia stata una delle scrittrici/scrittori del 20° secolo più importanti d'Italia, è stata sempre criticata malamente proprio da una certa sinistra, fino a costringerla ad emigrare.
La Fallaci diceva quello che pensava, e la sua bravura fu quella di far dire quello che pensavano a molti "Grandi" della storia. Purtroppo in una societa' in cui si venera il "politicamente corretto", dire o ascoltare la verita' e' un NO NO. Questo la fa piu frequentemente la sinistra, molto ipocrita, ma e' praticato anche da alcuni partiti della destra ai quali la verita' fa male, e si preferisce non ascoltarla.
Mi sono letto su WIKI (vedi che a qualcosa serve ?) l'elenco dei personaggi e capi di stato che era riuscita ad intervistare e fa impressione .

Giornalista con le palle e data per morta due volte, una in Messico dopo un massacro della polizia e una volta in Vietnam, altro che certi giornalisti da salotto alla Severgnini o quel cesso di Gad Lerner !
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Re: ceti sociali e partiti politici

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Leno Lazzari ha scritto: 25 nov 2021, 20:50
giaguaro ha scritto: 25 nov 2021, 19:15 Anzi, Oriana Fallaci, nonostante sia stata una delle scrittrici/scrittori del 20° secolo più importanti d'Italia, è stata sempre criticata malamente proprio da una certa sinistra, fino a costringerla ad emigrare.
Non so se lei l'essere finita a New York l'abbia vissuto come un esilio o piuttosto come una liberazione . Ma é certo che questo paese, per la sua classe politica, le stava stretto .

Di sicuro s'addiceva di più al suo carattere la cosmopolita Manhattan dove comprò ed elesse a suo buen retiro un palazzetto a pochi isolati da Central Park .
Non fu una grande scrittrice....ma un Everest giornalistico...e non delle giornaliste da scrivania o da talk show ma da campo....per di piu' di guerra vera!!!!!
Grande Oriana...uno spirito libero in mezzo a venduti per un tozzo di pane!!!E come avrebbe potuto rimanere nella sua amata Italia con questa gente?
Che tristezza pensare a come fu trattata....
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La realta' è solo un'allucinazione dovuta a carenza di alcol (...un saggio)
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Re: ceti sociali e partiti politici

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Triste ma quanto mai vero Carletto .

Era intellettualmente troppo onesta e culturalmente troppo libera per poter vivere in questo paese di politici nani, ballerine e checche ipocrite .
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Re: ceti sociali e partiti politici

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luce allievi ha scritto: 25 nov 2021, 10:48 Me lo domandavo giusto ieri ragionando sulla differenza tra social-democratici e liberali.

E per l'ennesima volta mi sono trovata davanti alla complessità della società italiana.
Cioè, in teoria l'idea social-democratica dovrebbe unire i lavoratori, soprattutto i lavoratori appartenenti ai ceti più bassi (quelli che una volta venivano definiti "proletari").
E invece questi lavoratori "proletari" votano in parte per la Lega (cioè un partito di Destra) e in parte per il M5S (cioè un movimento populista).
Al contrario l'idea liberale dovrebbe unire i padroni, soprattutto quelli più grossi.
E invece proprio i padroni più grossi (quelli che siedono nel "salotto buono" della finanza italiana, quelli che possiedono i giornali di più alta tiratura) stanno quasi tutti con il PD (cioè il partito che più rivendica e predica l'idea social-democratica).

Come si spiega questo paradosso?
Io credo che derivi dalla peculiare conformazione della struttura produttiva italiana.
Rispetto agli altri Paesi occidentali economicamente avanzati, la struttura produttiva italiana è formata da un numero superiore di piccole e piccolissime imprese.
Le grandi imprese sono lo 0,1%, le medie imprese sono il 3,9% e il restante 96,0% è rappresentato da imprese piccole e piccolissime nelle quali è molto difficile distinguere la figura del padrone dalla figura del lavoratore.
In altre parole la struttura produttiva italiana è formata in gran parte da imprese dove i padroni sono anche lavoratori (e spesso ex-operai).

A questo si aggiunge il conflitto tra grandi imprese e piccole imprese.
Tipico il caso della FIAT che ha sempre tiranneggiato e vessato le piccole imprese sue fornitrici.
Tipico il caso di altre grandi imprese che in altre zone d'Italia si reggono su sistemi di tirannia/vessazione ancora peggiori, che rasentano il sistema mafioso.

Perciò è comprensibile che i padroni e i lavoratori delle piccole imprese, accomunati dall'odio verso le grandi imprese, decidano di votare CONTRO quella idea social-democratica-ipocrita che viene propagandata dai giornaloni pseudo-progressisti dei grandi padroni pseudo-progressisti.

Credo che oggi un grande partito che voglia portare avanti l'idea social-democratica debba prendere atto di questa situazione paradossale.
E credo che debba prendere le distanze dai grandi padroni che tentano di blandirlo.
E soprattutto deve evitare le polpette avvelenate che i grandi padroni vogliono propinargli (vedi il caso pietoso delle Sardine che, dopo avere contribuito a eleggere il Governatore dell'Emilia Stefano Bonaccini, sono andate in pellegrinaggio da Benetton).
Una analisi azzeccata.
Ma ho un appunto sulla questione PD: il PD predica socialdemocrazia ma fa esattamente l'opppsto. Il suo predicare è solo ipocrisia per gettare fumo negli occhi di chi ancora lo vota per nostalgia del vecchio PCI, mentre in realtà stanno votando per il partito della finanza, delle privatizzazioni selvagge, dei tagli di vario tipo a settori quali la scuola o la sanità.

Esempio tipico l'ultima nefasta (contro)riforma della scuola, quella di Renzi…
Il PD NON È PIÙ "SINISTRA". Si può collocare nell'area liberale/liberista. Praticamente un PR di massa…
SLAVA ROSSIJA!!! 🇷🇺
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Re: ceti sociali e partiti politici

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Complimenti per l'onestà intellettuale di entrambe .

E il mio non é sarcasmo Beer
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Re: ceti sociali e partiti politici

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ereticamente ha scritto: 25 nov 2021, 8:51 econdo voi, come dovrebbe votare una persona a secondo della sua posizione sociale ?

premessa la dose di corruzione e di incompetenza presente( in misura diversa ?) in ogni partito, quali sono i voti più corretti per "autotutelarsi" per categorie come studenti, donne giovani, uomini maturi, studenti, pensionati, autonomi, imprenditori, impiegati pubblici, impiegati statali,....

ad esempio:

uno potrebbe dire che la lega è per abbassare le tasse sugli autonomi mentre la sinistra è per abbassarli sui dipendenti (non dico che sia vero ma è un esempio)
Le categorie che giustamente menzioni, a mio parere sono "specchietti per allodole".
Fanno parte della grande mistificazione che mira a far sparire la grande questione, quella "di classe".

Se anche vogliono farci credere che le classi sociali non esistono più, è una menzogna. Vogliono farci credere che le "classi" siano state sostituite, come per improvviso miracolo, dalle varie categorie, variamente "interclassiste".

Ma non è così. Certo, la vecchia "classe operaia" si è divisa in mille rivoli a causa soprattutto di delocalizzazione e precariato, cose di cui dobbiamo "ringraziare" soprattutto la sedicente "sinistra", anche se il discorso potrebbe essere ampliato parlando della liquidazione dell'IRI da parte del "sinistro" Prodi…

Rimane il fatto che le classi sociali non sono le mille categorie e sotto-categorie, ma sempre le solite due definite da Marx.
Per farla breve e venire alla domanda iniziale, allo stato attuale, alle prossime politiche, se sarà presente nelle liste elettorali il mio voto andrà al PC. Se non lo sarà, mi asterrò.
SLAVA ROSSIJA!!! 🇷🇺
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Sayon
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Re: ceti sociali e partiti politici

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Leno Lazzari ha scritto: 25 nov 2021, 20:50
giaguaro ha scritto: 25 nov 2021, 19:15 Anzi, Oriana Fallaci, nonostante sia stata una delle scrittrici/scrittori del 20° secolo più importanti d'Italia, è stata sempre criticata malamente proprio da una certa sinistra, fino a costringerla ad emigrare.
Non so se lei l'essere finita a New York l'abbia vissuto come un esilio o piuttosto come una liberazione . Ma é certo che questo paese, per la sua classe politica, le stava stretto .

Di sicuro s'addiceva di più al suo carattere la cosmopolita Manhattan dove comprò ed elesse a suo buen retiro un palazzetto a pochi isolati da Central Park .
Non lo sapevo. Avere un palzzetto a pochi isolati da Central Park, adesso costerebbe varri milioni di dollari. Vuol dire che la pagavano molto bene, per essere solo una giornalista e scrittrice.
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Re: ceti sociali e partiti politici

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Sayon ha scritto: 26 nov 2021, 1:22
Leno Lazzari ha scritto: 25 nov 2021, 20:50

Non so se lei l'essere finita a New York l'abbia vissuto come un esilio o piuttosto come una liberazione . Ma é certo che questo paese, per la sua classe politica, le stava stretto .

Di sicuro s'addiceva di più al suo carattere la cosmopolita Manhattan dove comprò ed elesse a suo buen retiro un palazzetto a pochi isolati da Central Park .
Non lo sapevo. Avere un palzzetto a pochi isolati da Central Park, adesso costerebbe varri milioni di dollari. Vuol dire che la pagavano molto bene, per essere solo una giornalista e scrittrice.
Credo l'avesse comprato a metà anni novanta, in ogni caso, e non voglio fare i conti in tasca alla Fallaci, ha scritto un sacco di libri che sono letti in giro per mezzo mondo quindi penso che le entrasse un "discreto" gruzzoletto ogni mese .
Che tra l'altro mi pare che nella famiglia stiano ancora litigando per la sua eredità .

Lo stesso discorso vale anche Sullivan St e tutto il Greenwich Village (dall'altra parte di Central Park) dove abbiamo abitato noi tra il '56 e il '63 . Ieri era il quartiere degli italiani mentre da anni é inavvicinabile .
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giaguaro
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Re: ceti sociali e partiti politici

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Sayon ha scritto: 26 nov 2021, 1:22
Leno Lazzari ha scritto: 25 nov 2021, 20:50

Non so se lei l'essere finita a New York l'abbia vissuto come un esilio o piuttosto come una liberazione . Ma é certo che questo paese, per la sua classe politica, le stava stretto .

Di sicuro s'addiceva di più al suo carattere la cosmopolita Manhattan dove comprò ed elesse a suo buen retiro un palazzetto a pochi isolati da Central Park .
Non lo sapevo. Avere un palzzetto a pochi isolati da Central Park, adesso costerebbe varri milioni di dollari. Vuol dire che la pagavano molto bene, per essere solo una giornalista e scrittrice.
Una buona parte dei dollari che ha utilizzato per l'acquisto di quel palazzetto, sicuramente li ha ricavati dalla vendita dei suoi libri, compresi quelli che ho acquistato io, per me e per regalarne ad amici e parenti in occasione dei loro compleanni.
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serge
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Re: ceti sociali e partiti politici

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Sayon ha scritto: 25 nov 2021, 12:50
ereticamente ha scritto: 25 nov 2021, 8:51 econdo voi, come dovrebbe votare una persona a secondo della sua posizione sociale ?

premessa la dose di corruzione e di incompetenza presente( in misura diversa ?) in ogni partito, quali sono i voti più corretti per "autotutelarsi" per categorie come studenti, donne giovani, uomini maturi, studenti, pensionati, autonomi, imprenditori, impiegati pubblici, impiegati statali,....

ad esempio:

uno potrebbe dire che la lega è per abbassare le tasse sugli autonomi mentre la sinistra è per abbassarli sui dipendenti (non dico che sia vero ma è un esempio)
Una domanda la tua che ...fa male. L' idea di votare per il partito politico che fa comodo a me, mi fa tornare alla mente le "lotte sociali", l' odio fra "proletari" e "padroni", fascisti e comunisti e cosi via. tutte divisioni che hanno fatto male all' Italia e impedito un suo sviluppo sociale, economico e morale. L' idea di votare per chi ci fa piu comodo e' sbagliata operche' implica che tutti possano pensare solo a se stessi, in maniera cieca e senza rispetto per gli altri. Come ha fatto notare, forse meglio di tutti, Luce la societa' italiana e' di per se stessa un controsenso. Non siamo piu negli anni 50 dove si votava per la sinistra se poveri o dipendenti, e per la destra se si era ricchi o impresari. Si e' arrivati all' esatto contrario, con grande confusione di idee, di valoro e di vantaggi politici. Ma questo e' un BENE> Significa che un elettore deve essere intllgente e capire ad esempio che se le imprese (i ricchi) guadagnano, ci guadagnera' anche il lavoratore (il proletario) e che se le imprese trattano bene con stipendi ed aiuti ai suoi lavoratori, magari facendoli azionisti, ci guadagnera' anche l' impresa. Ed allora occorre votare per i partiti che hanno migliore visione del futuro, che sono moderati nelle loro esigenze politiche, che vogliono costruire e non distruggere, che cercano soluzioni a largo raggio e non a espedienti a fini elettorali. E allora si guarda a chi sono i Leaders di questi partiti, quali idee, quali ideali essi hanno. Pensano solo a se stessi o seguono ideali VALIDI per tutta la nazione? Cone vedi io escluso la forma egoistica del votare per chi mi favorisce. Si vota per chi vuole presentare un modello valido per tutta la nazione, e non per chi presenta forme di contrasto, di lotta, di odio sociale. Escluderei tutti i sindacati da questo discorso perche credo che abbiano creato piu danni all' Italia che non vantaggi ai lavoratori, ed ogni partito di tendenze battagliere e di contrasto. Quindi eretico pensaci bene. Io personalmente seguo la saggezza appresa nei millenni che ci hanno preceduti: meglio l' amore all' odio, meglio la moderazione alla lotta, meglio uno sviluppo totale che l' interesse personale. E quindi cerco di rimanere nell'odiatissimo centro, che apre le porte a tutti e non le chiude a nessuno
Caro amico,il tuo intervento è in gran parte condivisibile. Però a me sorge una domanda:non crederai mica anche tu alla favola secondo cui l'ex Cavaliere sarebbe "sceso in campo" per salvare(!) l'Italia dai comunisti? O forse anche a te è venuto il dubbio che,venuto a mancare il suo noto protettore,il buon Silvio abbia deciso di intervenite in prima persona a difendere i propri interessi e quelli delle sue aziende?
Alla faccia del bene del Paese....
ciao
Bye
Gli uomini di solito prendono delle cantonate per la loro stolta parzialità, e, perseverando nel loro erroneo giudizio, sono poi costretti a pentirsene dinanzi all'evidenza.(Fedro)
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Re: ceti sociali e partiti politici

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Leno Lazzari ha scritto: 26 nov 2021, 6:11
Sayon ha scritto: 26 nov 2021, 1:22

Non lo sapevo. Avere un palzzetto a pochi isolati da Central Park, adesso costerebbe varri milioni di dollari. Vuol dire che la pagavano molto bene, per essere solo una giornalista e scrittrice.
Credo l'avesse comprato a metà anni novanta, in ogni caso, e non voglio fare i conti in tasca alla Fallaci, ha scritto un sacco di libri che sono letti in giro per mezzo mondo quindi penso che le entrasse un "discreto" gruzzoletto ogni mese .
Che tra l'altro mi pare che nella famiglia stiano ancora litigando per la sua eredità .

Lo stesso discorso vale anche Sullivan St e tutto il Greenwich Village (dall'altra parte di Central Park) dove abbiamo abitato noi tra il '56 e il '63 . Ieri era il quartiere degli italiani mentre da anni é inavvicinabile .
Scusami, egregio Leno, ho risposto d'impeto a Sayon senza leggere questo tuo ultimo intervento, molto più preciso ed esauriente del mio.

Smiling
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Re: ceti sociali e partiti politici

Messaggio da leggere da Leno Lazzari »

giaguaro ha scritto: 26 nov 2021, 13:01
Leno Lazzari ha scritto: 26 nov 2021, 6:11

Credo l'avesse comprato a metà anni novanta, in ogni caso, e non voglio fare i conti in tasca alla Fallaci, ha scritto un sacco di libri che sono letti in giro per mezzo mondo quindi penso che le entrasse un "discreto" gruzzoletto ogni mese .
Che tra l'altro mi pare che nella famiglia stiano ancora litigando per la sua eredità .

Lo stesso discorso vale anche Sullivan St e tutto il Greenwich Village (dall'altra parte di Central Park) dove abbiamo abitato noi tra il '56 e il '63 . Ieri era il quartiere degli italiani mentre da anni é inavvicinabile .
Scusami, egregio Leno, ho risposto d'impeto a Sayon senza leggere questo tuo ultimo intervento, molto più preciso ed esauriente del mio.

Smiling
Ma ci mancherebbe altro . Una distrazione capita a tutti, me compreso . Smiling
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Re: ceti sociali e partiti politici

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serge ha scritto: 26 nov 2021, 11:45
Sayon ha scritto: 25 nov 2021, 12:50

Una domanda la tua che ...fa male. L' idea di votare per il partito politico che fa comodo a me, mi fa tornare alla mente le "lotte sociali", l' odio fra "proletari" e "padroni", fascisti e comunisti e cosi via. tutte divisioni che hanno fatto male all' Italia e impedito un suo sviluppo sociale, economico e morale. L' idea di votare per chi ci fa piu comodo e' sbagliata operche' implica che tutti possano pensare solo a se stessi, in maniera cieca e senza rispetto per gli altri. Come ha fatto notare, forse meglio di tutti, Luce la societa' italiana e' di per se stessa un controsenso. Non siamo piu negli anni 50 dove si votava per la sinistra se poveri o dipendenti, e per la destra se si era ricchi o impresari. Si e' arrivati all' esatto contrario, con grande confusione di idee, di valoro e di vantaggi politici. Ma questo e' un BENE> Significa che un elettore deve essere intllgente e capire ad esempio che se le imprese (i ricchi) guadagnano, ci guadagnera' anche il lavoratore (il proletario) e che se le imprese trattano bene con stipendi ed aiuti ai suoi lavoratori, magari facendoli azionisti, ci guadagnera' anche l' impresa. Ed allora occorre votare per i partiti che hanno migliore visione del futuro, che sono moderati nelle loro esigenze politiche, che vogliono costruire e non distruggere, che cercano soluzioni a largo raggio e non a espedienti a fini elettorali. E allora si guarda a chi sono i Leaders di questi partiti, quali idee, quali ideali essi hanno. Pensano solo a se stessi o seguono ideali VALIDI per tutta la nazione? Cone vedi io escluso la forma egoistica del votare per chi mi favorisce. Si vota per chi vuole presentare un modello valido per tutta la nazione, e non per chi presenta forme di contrasto, di lotta, di odio sociale. Escluderei tutti i sindacati da questo discorso perche credo che abbiano creato piu danni all' Italia che non vantaggi ai lavoratori, ed ogni partito di tendenze battagliere e di contrasto. Quindi eretico pensaci bene. Io personalmente seguo la saggezza appresa nei millenni che ci hanno preceduti: meglio l' amore all' odio, meglio la moderazione alla lotta, meglio uno sviluppo totale che l' interesse personale. E quindi cerco di rimanere nell'odiatissimo centro, che apre le porte a tutti e non le chiude a nessuno
Caro amico,il tuo intervento è in gran parte condivisibile. Però a me sorge una domanda:non crederai mica anche tu alla favola secondo cui l'ex Cavaliere sarebbe "sceso in campo" per salvare(!) l'Italia dai comunisti? O forse anche a te è venuto il dubbio che,venuto a mancare il suo noto protettore,il buon Silvio abbia deciso di intervenite in prima persona a difendere i propri interessi e quelli delle sue aziende?
Alla faccia del bene del Paese....
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Si Serge, secondo me Berlusconi scese in campo politico proprio perche' , con la distruzione dei partiti, vide imminente l' arrivo del comunismo al potere. Logicamente per un ricco. il comunismo era anatema ma anche cosi il suo motivo principale era che, sentendosi un vincitore in ogni campo a quell'epoca, vedeva il comunismo come lo sprofondare in una fossa per una Paese come l' Italia. C'e' una tendenza in Italia a considerare ogni mossa di Berlusconi come motivata da interessi personali. Significa volutamente ignorare che invece Berlusconi ha veramente simpatia verso l' essere "Italiano" nel senso magnifico ella parola, ovvero pieno d'iniziativa, d'immaginazione, di calore umano, di musica. al contrario della meschinita di sinistri e alcuni destri che si sentono in dovere di vedere l' Italia come un Paese di nanerottoli, di meschini e d'incapaci. Quindi Serge in questo non sono d'accordo con te. Berlusca e' il politico che piu' ama l' Italia,
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