Corte Ue, l'Italia ha violato la direttiva qualità aria

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Shamash
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Corte Ue, l'Italia ha violato la direttiva qualità aria

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L'Italia ha violato in maniera sistematica e continuata i valori limite Ue sulle concentrazioni di PM10 nell'aria, nel periodo fra il 2008 e il 2017, come deciso dalla di Giustizia UE.

L'Italia ha dichiarato, a sua discolpa, che tale fatto è avvenuto in un luogo circoscritto (la Pianura Padana), non in tutto il Paese.
Un po' come il bambino che cade e si rovina i pantaloni nuovi e la mamma lo redarguisce. Lui, discolpandosi, fa notare che è solo la zona del ginocchio ad essersi rovinata, tutto il resto è sano. :|

Sarebbe ora di rivedere seriamente le politiche legate all'ambiente, alla viabilità e all'inquinamento.
E non venitemi a dire che le domeniche senza auto o le targhe alterne siano soluzioni, perché ciò è del tutto inutile. Serve un progetto a lungo termine.

Ad esempio, spostare il grosso del trasporto merci su rotaia, prevedere forti sgravi fiscali e aiuti per le imprese affinché possano modernizzare gli impianti e dunque inquinare meno e soprattutto migliorare la viabilità pubblica. Perché con i treni che non arrivano o arrivano in ritardo, i pendolari devono necessariamente usare l'auto, tutti i giorni.
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RedWine
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Re: Corte Ue, l'Italia ha violato la direttiva qualità aria

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Shamash ha scritto: 10 nov 2020, 15:07 L'Italia ha violato in maniera sistematica e continuata i valori limite Ue sulle concentrazioni di PM10 nell'aria, nel periodo fra il 2008 e il 2017, come deciso dalla di Giustizia UE.

L'Italia ha dichiarato, a sua discolpa, che tale fatto è avvenuto in un luogo circoscritto (la Pianura Padana), non in tutto il Paese.
Un po' come il bambino che cade e si rovina i pantaloni nuovi e la mamma lo redarguisce. Lui, discolpandosi, fa notare che è solo la zona del ginocchio ad essersi rovinata, tutto il resto è sano. :|

Sarebbe ora di rivedere seriamente le politiche legate all'ambiente, alla viabilità e all'inquinamento.
E non venitemi a dire che le domeniche senza auto o le targhe alterne siano soluzioni, perché ciò è del tutto inutile. Serve un progetto a lungo termine.

Ad esempio, spostare il grosso del trasporto merci su rotaia, prevedere forti sgravi fiscali e aiuti per le imprese affinché possano modernizzare gli impianti e dunque inquinare meno e soprattutto migliorare la viabilità pubblica. Perché con i treni che non arrivano o arrivano in ritardo, i pendolari devono necessariamente usare l'auto, tutti i giorni.
la valle padana è una zona chiusa su tre lati da alte montagne e con i venti prevalenti che arrivano da ovest, quindi con le montagne che fanno da barriera, per giunta è ad altissima industrializazione e densità abitativa.
del tutto ovvio che sia soggetta a un altissimo inquinamento.
cosa fare?
si possono fare tante cose, se...
una parte dei soldi drenati dallo stato da lombardia emilia romagna piemonte venissero destinati allo scopo. ma suppongo che tutto il resto d'italia non sia d'accordo e preferisca violare i livelli di inquinamento e pagare la multa europea.
(tanto i soldi sempre da li provengono)
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Re: Corte Ue, l'Italia ha violato la direttiva qualità aria

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Shamash ha scritto: 10 nov 2020, 15:07

Ad esempio, spostare il grosso del trasporto merci su rotaia, prevedere forti sgravi fiscali e aiuti per le imprese affinché possano modernizzare gli impianti e dunque inquinare meno e soprattutto migliorare la viabilità pubblica. Perché con i treni che non arrivano o arrivano in ritardo, i pendolari devono necessariamente usare l'auto, tutti i giorni.
Sarebbe bello fosse possibile mettere le merci su rotaia e noon su gomma, ma non e tecnicamente possibile per il lean manufacturing e il just in time, che prorpio si basano sul poter muovere velocemente i semilavorato da un impianto all altro.
Si può fare molto, moltissimo, ma non le cose che non sono tecnicamente fattibili. Anche una elettrificazione spinta del trasporto su gomma avrebbe dei problemi, perhcé un auto eletrica emette poco particolato in meno di un diesel euro6, perhcé l particolato emesso dai pneumatici è importante e aumenta in maniera esponenziale con il peso del veicolo, e le elettriche causa peso delle baterie sono molto pesanti.
Andrebbero lavate le strade per abbattere le polveri (misura semplice ed economica che peró non si fa), piantati alcuni tipi di alberi vicino alle strade (che peró non si puo fare perché perla sicurezza stradale non puoi averli piú di tanto vicini alla carreggiata) etc etc.
È un problema di non facile soluzione, ma sicuramente molto si può e si deve fare, a partire dalla elettrificazone spinta dei riscaldamenti delle case (pompe di calore, radiatori elettrici etc) all´eliminazione delle stufe a pellet (fanno un sacco di particolato) e dell´abitudine d usare i caminetti a legna (che fa bello e fa inverno, vai di castagne e vno rosso intorno al fuoco ma fanno tante d quelle polveri...)
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Ovidio
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Re: Corte Ue, l'Italia ha violato la direttiva qualità aria

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Studente ha scritto: 10 nov 2020, 15:56
Shamash ha scritto: 10 nov 2020, 15:07

Ad esempio, spostare il grosso del trasporto merci su rotaia, prevedere forti sgravi fiscali e aiuti per le imprese affinché possano modernizzare gli impianti e dunque inquinare meno e soprattutto migliorare la viabilità pubblica. Perché con i treni che non arrivano o arrivano in ritardo, i pendolari devono necessariamente usare l'auto, tutti i giorni.
Sarebbe bello fosse possibile mettere le merci su rotaia e noon su gomma, ma non e tecnicamente possibile per il lean manufacturing e il just in time, che prorpio si basano sul poter muovere velocemente i semilavorato da un impianto all altro.
Si può fare molto, moltissimo, ma non le cose che non sono tecnicamente fattibili. Anche una elettrificazione spinta del trasporto su gomma avrebbe dei problemi, perhcé un auto eletrica emette poco particolato in meno di un diesel euro6, perhcé l particolato emesso dai pneumatici è importante e aumenta in maniera esponenziale con il peso del veicolo, e le elettriche causa peso delle baterie sono molto pesanti.
Andrebbero lavate le strade per abbattere le polveri (misura semplice ed economica che peró non si fa), piantati alcuni tipi di alberi vicino alle strade (che peró non si puo fare perché perla sicurezza stradale non puoi averli piú di tanto vicini alla carreggiata) etc etc.
È un problema di non facile soluzione, ma sicuramente molto si può e si deve fare, a partire dalla elettrificazone spinta dei riscaldamenti delle case (pompe di calore, radiatori elettrici etc) all´eliminazione delle stufe a pellet (fanno un sacco di particolato) e dell´abitudine d usare i caminetti a legna (che fa bello e fa inverno, vai di castagne e vno rosso intorno al fuoco ma fanno tante d quelle polveri...)
Non sono d'accordo. La Svizzera viene attraversata ogni anno da centinaia di migliaia di autotreni provenienti dall'Italia e diretti al nord che intasano le autstrade e producono inquinamento nonostante potrebbero senza problemi essere caricati su treno accorciando di molto i tempi di transito in Svizzera. Il problema non sono i tempi di percorrenza delle merci, che su treno, al contrario che su camion, possono viaggiare anche di notte, ma il fatto correlato ai così detti padroncini.

Un problema facilmente risolvibile unendo trasporto treno per lunghi percorsi con trasporto gomma per la distribuzione al dettaglio, come avviene in molti paesi europei. Ma, come al solito, manca la volontà politica.

Il secondo problema, a mio avviso, risiede nei bruciatori sia familiari che industriali di vecchia generazione, e nelle auto che vedo in giro, molte tenute talmente male, da ritenere che non siano sottoposte a controlli stringenti per quanto riguarda i gas di scarico.

In ultimo la politica. La Svizzera ha varato il programma a livello nazionale che coinvolge privati e industrie volto a dimezzare le emissioni di CO2, rispetto al 1990, entro il 2050, tramite un largo ventaglio di provvedimenti legislativi, emissioni regolarmente monitorate. Non mi risulta un simile programma in Italia.

Scusate se faccio riferimento al paese dove vivo, ma penso che fare termini di paragone sia utile!
Tenere sempre a mente la „regola d‘oro“
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