Come superare dialetticamente il turbo-capitalismo?

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Come superare dialetticamente il turbo-capitalismo?

Messaggioda DomenicoMisale » 05/04/2019, 0:35

Vi espongo cosa vado pensando nelle ultime settimane (premesso che sono un chimico e non un umanista, abituato al pragmatismo): 1) Il capitalismo nella sua degenerazione ultra-liberista produce sempre maggiore divaricazione sociale, fatto matematico dimostrabile. 2) ci troviamo, per la prima volta nella storia , in un contesto di mondo globalizzato, con libero scambio di merci e di persone e sempre più interconnesso dal punto di vista della comunicazione 3) Qualunque forza politica oggi proponga un'agenda politica di stampo vagamente socialista nel caso in cui riesca ad affermarsi alle elezioni con il voto delle classi sociali più disagiate, nel giro di pochi mesi se provasse a mettere in pratica il programma politico verrebbe immediatamente isolata dal resto del mondo a stampo neo-liberista(istituzioni transnazionali, multinazionali, singoli stati) per cui il risultato finale sarebbe un peggioramento economico in primis della classe sociale di riferimento.4) occorre quindi uno stato pilota che conduca questo esperimento neo-socialista e che abbia le caratteristiche "genetiche" per poter sopportare la reazione di cui al punto 3. In nome di cosa? Un'ideologia che sia capace di tenere insieme un popolo. Quale? Non mi viene in mente niente di migliore del nazionalismo. Parliamo quindi di neo nazional-socialismo deprivato da istanze imperialiste.5) in quale stato si può sperimentare un tale laboratorio politico? Il discorso sarebbe ancora lungo.......
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Re: Come superare dialetticamente il turbo-capitalismo?

Messaggioda nerorosso » 05/04/2019, 0:54

DomenicoMisale ha scritto:Vi espongo cosa vado pensando nelle ultime settimane (premesso che sono un chimico e non un umanista, abituato al pragmatismo): 1) Il capitalismo nella sua degenerazione ultra-liberista produce sempre maggiore divaricazione sociale, fatto matematico dimostrabile. 2) ci troviamo, per la prima volta nella storia , in un contesto di mondo globalizzato, con libero scambio di merci e di persone e sempre più interconnesso dal punto di vista della comunicazione 3) Qualunque forza politica oggi proponga un'agenda politica di stampo vagamente socialista nel caso in cui riesca ad affermarsi alle elezioni con il voto delle classi sociali più disagiate, nel giro di pochi mesi se provasse a mettere in pratica il programma politico verrebbe immediatamente isolata dal resto del mondo a stampo neo-liberista(istituzioni transnazionali, multinazionali, singoli stati) per cui il risultato finale sarebbe un peggioramento economico in primis della classe sociale di riferimento.4) occorre quindi uno stato pilota che conduca questo esperimento neo-socialista e che abbia le caratteristiche "genetiche" per poter sopportare la reazione di cui al punto 3. In nome di cosa? Un'ideologia che sia capace di tenere insieme un popolo. Quale? Non mi viene in mente niente di migliore del nazionalismo. Parliamo quindi di neo nazional-socialismo deprivato da istanze imperialiste.5) in quale stato si può sperimentare un tale laboratorio politico? Il discorso sarebbe ancora lungo.......


Me lo domando spesso anche io, il Venezuela è lì a dimostrarci quanto sia dura la strada. E questo sarebbe lo stesso per qualunque media potenza. Il sistema capitalista globalizzato potrebbe far vedere i sorci verdi anche a nazioni del calibro di una Germania…

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Re: Come superare dialetticamente il turbo-capitalismo?

Messaggioda DomenicoMisale » 05/04/2019, 1:03

Me lo domando spesso anche io, il Venezuela è lì a dimostrarci quanto sia dura la strada. E questo sarebbe lo stesso per qualunque media potenza. Il sistema capitalista globalizzato potrebbe far vedere i sorci verdi anche a nazioni del calibro di una Germania…[/quote]

La Germania è proprio lo stato a cui pensavo come nazione dalle spalle abbastanza larghe per poter sopportare un peso del genere. Ma ad oggi la situazione della Germania non mi sembra tale da prefigurare uno scenario del genere
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Re: Come superare dialetticamente il turbo-capitalismo?

Messaggioda Sayonlytruth » 05/04/2019, 1:25

DomenicoMisale ha scritto:Vi espongo cosa vado pensando nelle ultime settimane (premesso che sono un chimico e non un umanista, abituato al pragmatismo): 1) Il capitalismo nella sua degenerazione ultra-liberista produce sempre maggiore divaricazione sociale, fatto matematico dimostrabile. 2) ci troviamo, per la prima volta nella storia , in un contesto di mondo globalizzato, con libero scambio di merci e di persone e sempre più interconnesso dal punto di vista della comunicazione 3) Qualunque forza politica oggi proponga un'agenda politica di stampo vagamente socialista nel caso in cui riesca ad affermarsi alle elezioni con il voto delle classi sociali più disagiate, nel giro di pochi mesi se provasse a mettere in pratica il programma politico verrebbe immediatamente isolata dal resto del mondo a stampo neo-liberista(istituzioni transnazionali, multinazionali, singoli stati) per cui il risultato finale sarebbe un peggioramento economico in primis della classe sociale di riferimento.4) occorre quindi uno stato pilota che conduca questo esperimento neo-socialista e che abbia le caratteristiche "genetiche" per poter sopportare la reazione di cui al punto 3. In nome di cosa? Un'ideologia che sia capace di tenere insieme un popolo. Quale? Non mi viene in mente niente di migliore del nazionalismo. Parliamo quindi di neo nazional-socialismo deprivato da istanze imperialiste.5) in quale stato si può sperimentare un tale laboratorio politico? Il discorso sarebbe ancora lungo.......


Domenico, nel mondo sono state sperimentate varie formule sociali ed economiche. Alcune sono miseramente fallite, altre hanno regalato ai loro cittadini lunghi periodi di prosperita'. Le nazioni che ne hanno beneficiato, e ne beneficieranno di piu', sono quelle capaci di adattarsi alle nuove esigenze. Fra i tentativi sociali che sono falliti ci sono stati quelli del comunismo (fallito dapprima in Europa, e poi in ogni altra parte del mondo) , quelli delle dittature di destra e di sinistra e quelli dove la societa' ha dinostrato di non sapersi adeguare ai nuovi tempi. Se vogliamo restare in Italia, l'Italia rientre nell' ultima categoria dove parte dell' imprenditoria ha capito perfettamente come adeguarsi e ne sta ricavando i suoi frutti, mentre la societa' in toto e il settore pubblico sono rimasti FERMI al passato, ai contratti collettivi, al posto fisso, ai sindacati, ai settori pubblici dominati dalla ineficienza e burocrazia. Io conosco decine e decine di Paesi in grande evoluzione economica dove il benessere cresce a ritmo molto rapido, esistono innumerevoli posti di lavoro ed esiste un futuro. Fra questi NON C'E' l' Italia che, proprio in questi mesi, ha scelto esattemente la formula politica che la condannera' all' immobilismo: un governo paralizzato da se stesso (due visioni opposte del futuro), e proposte di "riforma" al limite dell' assurdo (che spingono all' inattivita': pensione anticipata e incitamento a non lavorare), zero investimenti, Laboratorio politico? A cosa serve? la formula vincente esiste gia inaltri Paesi'. Adattarsi ai tempi traendone benefici, investimenti, efficienza governativa, trattati internazionali che consentano pace duratura, giovani ed imprese intraprendenti, crescita regolare della popolazione, migliore educazione. Bene, se resti in Italia, vedi tutto il contrario. Per questo che siamo gli ultimi in Europa. Il niostro nemico maggiore? l'ideologia che non ci permette di pensare con le nostre teste, ma ci vuole far restare al passato.
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Re: Come superare dialetticamente il turbo-capitalismo?

Messaggioda giaguaro » 05/04/2019, 9:11

Tutti i ragionamenti delle persone in buona fede, come quelli di questo forum, sono ispirate dal buon senso e dal desiderio di contribuire per far crescere l'Italia. Perciò, quando leggo che molti altri paesi stanno crescendo alla grande sia sotto l'aspetto economico che sotto l'aspetto sociale, mi viene da chiedere: quali sono questi Paesi?
Ed una volta elencati: qual'è il rapporto Spesa pubblica/pil? Qual'è la differenza del peso tributario dei cittadini dei diversi paesi? qual'è la differenza del costo di lavoro, e quindi del costo dei prodotti e dei manufatti, tra quei paesi e l'Italia?
Ci sarebbero tanti altre domande da fare, ma per il momento ritengo di dovermi fermare qui.
Gradirei risposte concrete, grazie.
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Re: Come superare dialetticamente il turbo-capitalismo?

Messaggioda DomenicoMisale » 05/04/2019, 10:10

Buongiorno Sayonlytruth , grazie della tua risposta. Avevo intitolato il mio modesto intervento specificando “dialetticamente” per sottolineare che andare oltre il capitalismo richiede innanzitutto un cambio di prospettiva che a sua volta richiede come primo momento la spoliazione da ogni preconcetto ideologico. Nel tuo intervento ritrovo molti passaggi in cui (forse sbaglierò..) riconosco il mainstream odierno: competitività, deburocratizzazione, lavoro flessibile, etc. Trovo questa narrazione profondamente ideologica, anzi oserei dire teologica nel momento in cui il mercato appare come legislatore universale a cui tutti, volenti o nolenti, devono uniformarsi e agire di conseguenza. Credo che alla fine il capitalismo verrà superato da sé stesso ma cercavo di capire il “come” non il “perché”. Spostare il problema da scala globale a realtà nazionale Italia non risolve il nocciolo della questione: il modello di sviluppo neo-liberista non è compatibile con il benessere della comunità intera. Può matematicamente reggere solo finché viene applicato da una piccola porzione della popolazione mondiale che drena risorse dal resto del pianeta.

p.s. il comunismo è stato certamente un fallimento nella sua applicazione pratica ma è innegabile che fino al 1989 il principale suo merito principale è stato quello di migliorare le condizioni di vita (welfare, diritti sociali, etc) nei paesi non comunisti.
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Re: Come superare dialetticamente il turbo-capitalismo?

Messaggioda heyoka » 05/04/2019, 10:21

Topic da sostenere!!!!!! 3fp
L' argomento è VITALE.
Mi riservo di intervenire appena ho del tempo.
Anticipo che sono totalmente a favore del superamento di questo SUPERDEMONE, quale è diventato il Capitalismo Globalizzato.
Penso che per partire serva una Supertassa MONDIALE ( gestita ONU?) a tutte le aziende ( qualsiasi sia la loro sede legale) con un fatturato superiore ad una determinata cifra.
Supertassa che andrebbe a finanziare TUTTE le aziende che hanno una partecipazione azionaria superiore al 50%, in mano agli stessi dipendenti.
È più pericolosamente falso Chi non dice tutta la verità, rispetto a chi dice solo bugie.
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Re: Come superare dialetticamente il turbo-capitalismo?

Messaggioda DomenicoMisale » 05/04/2019, 12:13

heyoka ha scritto:Topic da sostenere!!!!!! 3fp
L' argomento è VITALE.
Mi riservo di intervenire appena ho del tempo.
Anticipo che sono totalmente a favore del superamento di questo SUPERDEMONE, quale è diventato il Capitalismo Globalizzato.
Penso che per partire serva una Supertassa MONDIALE ( gestita ONU?) a tutte le aziende ( qualsiasi sia la loro sede legale) con un fatturato superiore ad una determinata cifra.
Supertassa che andrebbe a finanziare TUTTE le aziende che hanno una partecipazione azionaria superiore al 50%, in mano agli stessi dipendenti.


Sono contento che finalmente abbiamo spostato il terreno della discussione sul piano pratico, detto questo come non essere d'accordo con te ma temo che la supertassa mondiale sia inverosimile stante la situazione attuale ovvero tutte le leve decisionali REALI praticamente in mano ai potentati finanziari globali. Per questo parlavo di "stato pilota" che mostri una via percorribile a livello locale, sperando che poi il modello contagi anche altre realtà. Un po' come sosteneva Gramsci quando parlava di via italiana verso il socialismo
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Re: Come superare dialetticamente il turbo-capitalismo?

Messaggioda heyoka » 05/04/2019, 12:25

Il Mahatma Gandhi sconfisse l' imperialism Britannico, con l' arma del boicottaggio.
Si deve creare un movimento GLOBALE che boicotti tutti i prodotti che non rispettano determinati canoni.
Lo Stato Pilota sarebbe facile VITTIMA del boicottaggio da parte dei Potentati Turbocapitalisti.
Ci vuole una VOLONTÀ MONDIALE per boicottare i Turbocapitalisti.
Se solo un MILARDO di persone decidono di non comperare più i prodotti dei Turbocapitalisti il sistema CROLLA.
NON VEDO alternative al metodo che ci ha
insegnato Gandhi.
È più pericolosamente falso Chi non dice tutta la verità, rispetto a chi dice solo bugie.
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Re: Come superare dialetticamente il turbo-capitalismo?

Messaggioda DomenicoMisale » 05/04/2019, 12:34

heyoka ha scritto:Il Mahatma Gandhi sconfisse l' imperialism Britannico, con l' arma del boicottaggio.
Si deve creare un movimento GLOBALE che boicotti tutti i prodotti che non rispettano determinati canoni.
Lo Stato Pilota sarebbe facile VITTIMA del boicottaggio da parte dei Potentati Turbocapitalisti.
Ci vuole una VOLONTÀ MONDIALE per boicottare i Turbocapitalisti.
Se solo un MILARDO di persone decidono di non comperare più i prodotti dei Turbocapitalisti il sistema CROLLA.
NON VEDO alternative al metodo che ci ha
insegnato Gandhi.


eh ma appunto Gandhi operava in un contesto delimitato, io vedo un problema logistico nell'organizzare un movimento di portata mondiale che metta insieme popoli con storie e culture diverse. Al contrario le elite mondiali , che parlano tutte la stessa "lingua" e che sono numericamente in numero limitato, possono facilmente coordinarsi fra loro e indirizzare le politiche. Come del resto già fanno da decenni.
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