Magna Graecia capta ferum victorem cepit

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Magna Graecia capta ferum victorem cepit

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“Graecia capta ferum victorem cepit et artes intulit agresti Latio”, dice Orazio (Epistole, Il, 1, 156), riassumendo brillantemente la storia greco-romana, che ha visto seguire alla conquista militare romana della Grecia, la conquista culturale greca di Roma.
Credo che a questo punto della storia italiana si possa dire qualcosa di simile: “Magna Graecia capta ferum victorem cepit”. Il Meridione, conquistato dal Nord (questo il suo sentire), in realtà dal Piemonte, casomai, come tutto il resto dell’Italia, o meglio da un misto di azioni popolari diffuse, ambizioni piemontesi e processo europeo di generale convergenza verso assetti nazionali, dopo aver covato rancore, assieme alla Chiesa, soggetta allo stesso destino, ha lentamente occupato il territorio italiano e la sua amministrazione, con una burocrazia onnipotente e ostile.
Due vittorie analoghe, ma assai diverse. Una benefica, la greca, che ha elevato ed arricchito il livello culturale romano e di tutto l’impero, fino alla sua caduta, seguita e assecondata dall’invasione semitica cristiana, che riporta a tempi bui, fino al Rinascimento, alla riscoperta della cultura classica, in Italia ed Europa. Grande storia.
Misera l’altra, che determina il fallimento del cd Risorgimento, la riorganizzazione ottocentesca dell’Europa in nazioni, ovunque riuscita, tranne qui, per l’ostilità irriducibile delle due forze contro: il meridionalismo ed il cattolicesimo, cui se ne aggiungerà una terza, il comunismo internazionalista.
Oggi abbiamo un governo meridionale in molti sensi. Lo scontro tra cultura del nord e del sud potrebbe riassumersi nell’alternativa tra ordine e disordine, oppure, che è lo stesso, tra Stato e anti-Stato. La ragione storica ha portato il Meridione all’ostilità e al sabotaggio dello Stato, percepito come nordico, ma parallelamente i meridionali se ne sono impadroniti. Così oggi abbiamo la situazione paradossale delle forze anti-stato che controllano lo Stato stesso.
Vediamo nella quotidianità come la cultura meridionale indulga verso il crimine ed il caos, cui applica una vernice quasi positiva, in sintonia col sentire della Chiesa e dei comunisti. Così si applaude idiotamente all’invasione del paese dal parte di gente aliena, che distruggerà questa società, da loro così odiata, mentre si respinge l’immigrato legale che con documenti e offerta di lavoro non può comunque entrare in questo misero paese. L’illegale è percepito come più familiare, evidentemente.
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Re: Magna Graecia capta ferum victorem cepit

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Vento ha scritto: 25 lug 2020, 22:50 “Graecia capta ferum victorem cepit et artes intulit agresti Latio”, dice Orazio (Epistole, Il, 1, 156), riassumendo brillantemente la storia greco-romana, che ha visto seguire alla conquista militare romana della Grecia, la conquista culturale greca di Roma.
Credo che a questo punto della storia italiana si possa dire qualcosa di simile: “Magna Graecia capta ferum victorem cepit”. Il Meridione, conquistato dal Nord (questo il suo sentire), in realtà dal Piemonte, casomai, come tutto il resto dell’Italia, o meglio da un misto di azioni popolari diffuse, ambizioni piemontesi e processo europeo di generale convergenza verso assetti nazionali, dopo aver covato rancore, assieme alla Chiesa, soggetta allo stesso destino, ha lentamente occupato il territorio italiano e la sua amministrazione, con una burocrazia onnipotente e ostile.
Due vittorie analoghe, ma assai diverse. Una benefica, la greca, che ha elevato ed arricchito il livello culturale romano e di tutto l’impero, fino alla sua caduta, seguita e assecondata dall’invasione semitica cristiana, che riporta a tempi bui, fino al Rinascimento, alla riscoperta della cultura classica, in Italia ed Europa. Grande storia.
Misera l’altra, che determina il fallimento del cd Risorgimento, la riorganizzazione ottocentesca dell’Europa in nazioni, ovunque riuscita, tranne qui, per l’ostilità irriducibile delle due forze contro: il meridionalismo ed il cattolicesimo, cui se ne aggiungerà una terza, il comunismo internazionalista.
Oggi abbiamo un governo meridionale in molti sensi. Lo scontro tra cultura del nord e del sud potrebbe riassumersi nell’alternativa tra ordine e disordine, oppure, che è lo stesso, tra Stato e anti-Stato. La ragione storica ha portato il Meridione all’ostilità e al sabotaggio dello Stato, percepito come nordico, ma parallelamente i meridionali se ne sono impadroniti. Così oggi abbiamo la situazione paradossale delle forze anti-stato che controllano lo Stato stesso.
Vediamo nella quotidianità come la cultura meridionale indulga verso il crimine ed il caos, cui applica una vernice quasi positiva, in sintonia col sentire della Chiesa e dei comunisti. Così si applaude idiotamente all’invasione del paese dal parte di gente aliena, che distruggerà questa società, da loro così odiata, mentre si respinge l’immigrato legale che con documenti e offerta di lavoro non può comunque entrare in questo misero paese. L’illegale è percepito come più familiare, evidentemente.
Punto fatto, ma perche' biasimare il Meridione per una decisione che riguarda il governo centrale e che non fu fatta neppure dal governo giallo-verde con rappresentanza legaiola? Detto questo l' asurdita' che l' Italia, che ha bisogno di IMMIGRATI legali e che ha una riserva di disocccupati, sfaticati, assorbi-soldi che ricevono RdC, si sia ridotta ad accettare invece i PEGGIORI in senso assoluto, che iniziano la loro permanenza in Italia in maniera del tutto illegale. Non si tratta infatti di "salvati" ma di gente che sta arrivando in Italia scegliendo i barconi invece che i voli aerei, il visto, o una richiesta di lavoro. Il primo passo dovrebbe essere quello di ripristinare il REATO di clandestinita' allo stesso tempo di facilitare l' entrata di chi lo faccia in maniera legale. In pratica, chi arriva con il barcone andrebbe direttamente in prigione (magari un'isola destinata a questo) o perlomeno inizierebbe la sua attivita'con una condanna penale. C'e' stata troppa propaganda concernenete il "salvataggio" di queste persone di cui moltissimi con precedenti penali , indocumentati a proposito, e che vengono in Italia non per lavorare, ma per diventare "ricchi" attraverso prostituzione e spaccio di droga. Agendo in questa maniera, anche con eventuali trasportati dalle ONG, s' eliminerebbe questo vegognoso favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Occorre anche creare allo stesso tempo una situazione FAVOREVOLE verso gli immigrati con visto di lavoro entrati legalmente.
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Re: Magna Graecia capta ferum victorem cepit

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Sayon ha scritto: 26 lug 2020, 0:11
Vento ha scritto: 25 lug 2020, 22:50 “Graecia capta ferum victorem cepit et artes intulit agresti Latio”, dice Orazio (Epistole, Il, 1, 156), riassumendo brillantemente la storia greco-romana, che ha visto seguire alla conquista militare romana della Grecia, la conquista culturale greca di Roma.
Credo che a questo punto della storia italiana si possa dire qualcosa di simile: “Magna Graecia capta ferum victorem cepit”. Il Meridione, conquistato dal Nord (questo il suo sentire), in realtà dal Piemonte, casomai, come tutto il resto dell’Italia, o meglio da un misto di azioni popolari diffuse, ambizioni piemontesi e processo europeo di generale convergenza verso assetti nazionali, dopo aver covato rancore, assieme alla Chiesa, soggetta allo stesso destino, ha lentamente occupato il territorio italiano e la sua amministrazione, con una burocrazia onnipotente e ostile.
Due vittorie analoghe, ma assai diverse. Una benefica, la greca, che ha elevato ed arricchito il livello culturale romano e di tutto l’impero, fino alla sua caduta, seguita e assecondata dall’invasione semitica cristiana, che riporta a tempi bui, fino al Rinascimento, alla riscoperta della cultura classica, in Italia ed Europa. Grande storia.
Misera l’altra, che determina il fallimento del cd Risorgimento, la riorganizzazione ottocentesca dell’Europa in nazioni, ovunque riuscita, tranne qui, per l’ostilità irriducibile delle due forze contro: il meridionalismo ed il cattolicesimo, cui se ne aggiungerà una terza, il comunismo internazionalista.
Oggi abbiamo un governo meridionale in molti sensi. Lo scontro tra cultura del nord e del sud potrebbe riassumersi nell’alternativa tra ordine e disordine, oppure, che è lo stesso, tra Stato e anti-Stato. La ragione storica ha portato il Meridione all’ostilità e al sabotaggio dello Stato, percepito come nordico, ma parallelamente i meridionali se ne sono impadroniti. Così oggi abbiamo la situazione paradossale delle forze anti-stato che controllano lo Stato stesso.
Vediamo nella quotidianità come la cultura meridionale indulga verso il crimine ed il caos, cui applica una vernice quasi positiva, in sintonia col sentire della Chiesa e dei comunisti. Così si applaude idiotamente all’invasione del paese dal parte di gente aliena, che distruggerà questa società, da loro così odiata, mentre si respinge l’immigrato legale che con documenti e offerta di lavoro non può comunque entrare in questo misero paese. L’illegale è percepito come più familiare, evidentemente.
Punto fatto, ma perche' biasimare il Meridione per una decisione che riguarda il governo centrale e che non fu fatta neppure dal governo giallo-verde con rappresentanza legaiola? Detto questo l' asurdita' che l' Italia, che ha bisogno di IMMIGRATI legali e che ha una riserva di disocccupati, sfaticati, assorbi-soldi che ricevono RdC, si sia ridotta ad accettare invece i PEGGIORI in senso assoluto, che iniziano la loro permanenza in Italia in maniera del tutto illegale. Non si tratta infatti di "salvati" ma di gente che sta arrivando in Italia scegliendo i barconi invece che i voli aerei, il visto, o una richiesta di lavoro. Il primo passo dovrebbe essere quello di ripristinare il REATO di clandestinita' allo stesso tempo di facilitare l' entrata di chi lo faccia in maniera legale. In pratica, chi arriva con il barcone andrebbe direttamente in prigione (magari un'isola destinata a questo) o perlomeno inizierebbe la sua attivita'con una condanna penale. C'e' stata troppa propaganda concernenete il "salvataggio" di queste persone di cui moltissimi con precedenti penali , indocumentati a proposito, e che vengono in Italia non per lavorare, ma per diventare "ricchi" attraverso prostituzione e spaccio di droga. Agendo in questa maniera, anche con eventuali trasportati dalle ONG, s' eliminerebbe questo vegognoso favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Occorre anche creare allo stesso tempo una situazione FAVOREVOLE verso gli immigrati con visto di lavoro entrati legalmente.
Non vuoi capire che ormai è una scelta antropologica che è stata fatta, dal Meridione per rancore, dalla Chiesa anche e dai comunisti per odio e ideologia. Lo Stato ripugna a queste forze, che vogliono eliminarlo. Vivendo in un contesto di Stati che non lo consente, si limitano ad annichilirlo, ridicolizzarlo e svenderlo a chiunque. Sono le tre forze del male che hanno preso il sopravvento, plagiando menti deboli e arruolando complici e criminali di varia natura, nell’impresa comune di mettere fine all’Italia.
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Re: Magna Graecia capta ferum victorem cepit

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Vento ha scritto: 26 lug 2020, 0:30
Sayon ha scritto: 26 lug 2020, 0:11
Vento ha scritto: 25 lug 2020, 22:50 “Graecia capta ferum victorem cepit et artes intulit agresti Latio”, dice Orazio (Epistole, Il, 1, 156), riassumendo brillantemente la storia greco-romana, che ha visto seguire alla conquista militare romana della Grecia, la conquista culturale greca di Roma.
Credo che a questo punto della storia italiana si possa dire qualcosa di simile: “Magna Graecia capta ferum victorem cepit”. Il Meridione, conquistato dal Nord (questo il suo sentire), in realtà dal Piemonte, casomai, come tutto il resto dell’Italia, o meglio da un misto di azioni popolari diffuse, ambizioni piemontesi e processo europeo di generale convergenza verso assetti nazionali, dopo aver covato rancore, assieme alla Chiesa, soggetta allo stesso destino, ha lentamente occupato il territorio italiano e la sua amministrazione, con una burocrazia onnipotente e ostile.
Due vittorie analoghe, ma assai diverse. Una benefica, la greca, che ha elevato ed arricchito il livello culturale romano e di tutto l’impero, fino alla sua caduta, seguita e assecondata dall’invasione semitica cristiana, che riporta a tempi bui, fino al Rinascimento, alla riscoperta della cultura classica, in Italia ed Europa. Grande storia.
Misera l’altra, che determina il fallimento del cd Risorgimento, la riorganizzazione ottocentesca dell’Europa in nazioni, ovunque riuscita, tranne qui, per l’ostilità irriducibile delle due forze contro: il meridionalismo ed il cattolicesimo, cui se ne aggiungerà una terza, il comunismo internazionalista.
Oggi abbiamo un governo meridionale in molti sensi. Lo scontro tra cultura del nord e del sud potrebbe riassumersi nell’alternativa tra ordine e disordine, oppure, che è lo stesso, tra Stato e anti-Stato. La ragione storica ha portato il Meridione all’ostilità e al sabotaggio dello Stato, percepito come nordico, ma parallelamente i meridionali se ne sono impadroniti. Così oggi abbiamo la situazione paradossale delle forze anti-stato che controllano lo Stato stesso.
Vediamo nella quotidianità come la cultura meridionale indulga verso il crimine ed il caos, cui applica una vernice quasi positiva, in sintonia col sentire della Chiesa e dei comunisti. Così si applaude idiotamente all’invasione del paese dal parte di gente aliena, che distruggerà questa società, da loro così odiata, mentre si respinge l’immigrato legale che con documenti e offerta di lavoro non può comunque entrare in questo misero paese. L’illegale è percepito come più familiare, evidentemente.
Punto fatto, ma perche' biasimare il Meridione per una decisione che riguarda il governo centrale e che non fu fatta neppure dal governo giallo-verde con rappresentanza legaiola? Detto questo l' asurdita' che l' Italia, che ha bisogno di IMMIGRATI legali e che ha una riserva di disocccupati, sfaticati, assorbi-soldi che ricevono RdC, si sia ridotta ad accettare invece i PEGGIORI in senso assoluto, che iniziano la loro permanenza in Italia in maniera del tutto illegale. Non si tratta infatti di "salvati" ma di gente che sta arrivando in Italia scegliendo i barconi invece che i voli aerei, il visto, o una richiesta di lavoro. Il primo passo dovrebbe essere quello di ripristinare il REATO di clandestinita' allo stesso tempo di facilitare l' entrata di chi lo faccia in maniera legale. In pratica, chi arriva con il barcone andrebbe direttamente in prigione (magari un'isola destinata a questo) o perlomeno inizierebbe la sua attivita'con una condanna penale. C'e' stata troppa propaganda concernenete il "salvataggio" di queste persone di cui moltissimi con precedenti penali , indocumentati a proposito, e che vengono in Italia non per lavorare, ma per diventare "ricchi" attraverso prostituzione e spaccio di droga. Agendo in questa maniera, anche con eventuali trasportati dalle ONG, s' eliminerebbe questo vegognoso favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Occorre anche creare allo stesso tempo una situazione FAVOREVOLE verso gli immigrati con visto di lavoro entrati legalmente.
Non vuoi capire che ormai è una scelta antropologica che è stata fatta, dal Meridione per rancore, dalla Chiesa anche e dai comunisti per odio e ideologia. Lo Stato ripugna a queste forze, che vogliono eliminarlo. Vivendo in un contesto di Stati che non lo consente, si limitano ad annichilirlo, ridicolizzarlo e svenderlo a chiunque. Sono le tre forze del male che hanno preso il sopravvento, plagiando menti deboli e arruolando complici e criminali di varia natura, nell’impresa comune di mettere fine all’Italia.
No, non la penso cosi' Vento. Ci sono delle ragioni che tu non vuoi vedere. "Congiure" contro lo stato o cosi via non possano esistere in un Paese cosi' individualista come l' Italia dove ognuno la pensa a modo suo. E' ovvio che as Sud preferiscano l' immigrazione selvaggia ma solo perche' hanno aree agricole dove prevalgono i caporali e lo sfruttamento di gente debole ed indocumentata. Quello che fa rabbia casomai e' che queste sono anche le aree dove decine di migliaia di persone godono del RdC che del lavoro manuale nei campi se ne fregano altamente. Al Nord invece prevalgono le industrie e anche zone agricole specializzate dove anche serve mano d'opera, operai soprattutto, e quindi immigrati con visto di lavoro e che puo essere addestrata e che potra' garantire una prestazione a tempi lunghi. Lascia perdere le congiure e pensa pratcamente: l' Italia deve agire su tre fronti. 1. Costringere a calci in culo ai nostri giovani di STUDIARE, lavorare e fare figli. I migliori lo fanno , molti altri non studiano, non lavorano e vanno all' estero a fare figli. 2. Creare il reato di clandestinita', facendo la vita impossibile a chi entra con barconi e cerca lavoro. La loro prospettiva deve essere il carcere o l' espulsione. 3 Creare le condizioni per FACILITARE l' entrata di immigrati regolari usando allo scopo le ambasciate e consolati dei vari paesi da dove proviene l' immigrazione. Sei nigeriano? entri solo con il visto e con una qualifica che ti permetta di lavorare anche subito. Il razzismo caro Vento, verso italiani o stranieri non serve altro che complicare un semplice situazione caso dove basterebbe la legalita' e la scelta di personale qualificato, anche immigrato. Chi ci guadagnerebbe di piu"? Le industrie del Nord.
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Re: Magna Graecia capta ferum victorem cepit

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Sayon ha scritto: 26 lug 2020, 0:46Il razzismo caro Vento, verso italiani o stranieri non serve altro che complicare un semplice situazione caso dove basterebbe la legalita' e la scelta di personale qualificato, anche immigrato. Chi ci guadagnerebbe di piu"? Le industrie del Nord.
Ecco che anche te ci caschi, nella retorica meridionalcattocomunista. Il razzismo (la razza del resto è stata ufficialmente abolita dal tribunale polcor della sinistra mondiale) è una potente invenzione della propaganda della sinistra, che tappa la bocca all'avversario politico, impedendo alla gente di guardare la realtà e ragionarci, rimanendo così in balia della visione avversaria, senza potersi difendere. I comportamenti dei popoli, delle comunità, variano nel tempo e dipendono da vari fattori: valori, esperienze, delusioni, temperamenti, ecc.. Se non si possono esaminare perché si urta la suscettibilità di qualcuno, si va poco lontano.
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Re: Magna Graecia capta ferum victorem cepit

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Vento ha scritto: 25 lug 2020, 22:50 Credo che a questo punto della storia italiana si possa dire qualcosa di simile: “Magna Graecia capta ferum victorem cepit”. Il Meridione, conquistato dal Nord
bella sintesi.
negli anni settanta, nella magistratura oggi come allora fortemente meridionalizzata, si era formata l'idea che per combattere le varie organizzazioni criminali (mafia camorra ecc...) si dovesse sradicare i singoli delinquenti dal loro ambiente d'origine. quindi cominciarono con il sistema della residenza obbligatoria a trasferire forzatamente i criminali nei paesi e città del nord italia.
inutile dire che dopo pochissimi anni si scopri che le suddette organizzazioni criminali avevano messo radici e prosperavano in tutta italia.
mi sono sempre chiesto se questa politica di trasferimento criminale forzato fosse stata a causa di imbecillità, pianificata, o forse suggerita.....
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Re: Magna Graecia capta ferum victorem cepit

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In tutte le vostre pippe mentali, il "meridione" non c'entra niente. Di sicuro non la Sicilia.
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Re: Magna Graecia capta ferum victorem cepit

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Valerio ha scritto: 28 lug 2020, 12:57 In tutte le vostre pippe mentali, il "meridione" non c'entra niente. Di sicuro non la Sicilia.
Mi addolora che non si riesca a confrontarsi su questi temi, senza finire nell'emotività. Mi sento un pò estraneo alla tensione nord-sud, che però costituisce secondo me, almeno a livello inconscio, la principale faglia che divide l'Italia e da cui partono i conflitti. Un esame autocritico del passato dovrebbe aiutare a muoversi più lucidamente nel presente, ma appena si tocca il tema tutto si blocca.
In realtà non si tratta di questioni personali, degli individui, ma collettive, dei governi, dei partiti, delle forze che hanno fatto andare le cose in un certo modo. Errori sono stati fatti di certo da più parti e cercare di individuarli aiuterebbe, credo.
Ugualmente in Europa si dovrebbe (gli intellettuali, gli storici) riprendere a riflettere sul passato con coraggio, senza fermarsi alle demonizzazioni (nazifascisti-comunisti), perché le energie che muovono i popoli sono sempre più o meno le stesse e bisogna inevitabilmente rimetterci le mani.
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