Lasciamo l'Euro, o ci cacciano dall'Euro? Questo è il problema...

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heyoka
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Re: Lasciamo l'Euro, o ci cacciano dall'Euro? Questo è il problema...

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Ragazzi...
Io non butterei la croce addosso al nostro amico holobice o come caspita si chiama.
Dei buoni argomenti a suo favore ce ne sono.
O vogliamo dire che la mafia non esiste?
La vita è come un ponte, puoi attraversarla ma non costruirci una casa sopra.
(Proverbio dei Sioux)
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Valerio
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Re: Lasciamo l'Euro, o ci cacciano dall'Euro? Questo è il problema...

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heyoka ha scritto: 10 apr 2020, 18:33 Ragazzi...
Io non butterei la croce addosso al nostro amico holobice o come caspita si chiama.
Dei buoni argomenti a suo favore ce ne sono.
O vogliamo dire che la mafia non esiste?
Bah, io non ne vedo più, ve la siete presa tutta voi. Qui è rimasta solo un po' di Massoneria, fra palazzo di Giustizia e Università, e pochi delinquenti di basso livello legati al mondo dello spaccio.
Sovranità al Cittadino.
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Re: Lasciamo l'Euro, o ci cacciano dall'Euro? Questo è il problema...

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Valerio ha scritto: 10 apr 2020, 19:07
heyoka ha scritto: 10 apr 2020, 18:33 Ragazzi...
Io non butterei la croce addosso al nostro amico holobice o come caspita si chiama.
Dei buoni argomenti a suo favore ce ne sono.
O vogliamo dire che la mafia non esiste?
Bah, io non ne vedo più, ve la siete presa tutta voi. Qui è rimasta solo un po' di Massoneria, fra palazzo di Giustizia e Università, e pochi delinquenti di basso livello legati al mondo dello spaccio.
Hai ragione...si è evoluta...adesso si è spostata al Nord e all'estero...ma comuinque di fatto c'è ...hai voglia se c'è e se non c'è la Mafia,ci sono Camorra,N'drangheta,Sacra Corona....hai voglia a mafie....
La realta' è solo un'allucinazione dovuta a carenza di alcol (...un saggio)
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Re: Lasciamo l'Euro, o ci cacciano dall'Euro? Questo è il problema...

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Il tipo non ha capito nulla oppure è un troll. La Germania e le lobby che siedono alla poltrona di comando del carrozzone europeo sono terrorizzate dai miniBot e dalla prospettiva di un'uscita italiana dall'Euro. (Cosi come hanno fatto di tutto per evitare Brexit). Tutto il trappolone salterebbe.
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Re: Lasciamo l'Euro, o ci cacciano dall'Euro? Questo è il problema...

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Holubice ha scritto: 10 apr 2020, 17:07
Pescetti&Scherzetti ha scritto: 9 apr 2020, 21:20 A ben pensarci già una volta l'italia è uscita dall’Euro. (Certo era un po diverso. Stavolta non si tratterebbe del semplice disaggancio dallo SME, ma creare dal nulla e immettere in circolazione una nuova moneta. Cosa ben più complessa).
Nel 1992 l’Italia uscì dallo SME, non prima di aver tentato a tutti i costi di difendere il cambio dilapidando buona parte delle riserve in valuta estera nazionali.
Ebbene questi i risultati:
Un anno dopo, Corriere della sera del 1993:
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"Lira magica, unica, vera colonna dell'Italia" Corriere della Sera 14 febbraio 1996.
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Quello che tu dici è vero. Ed è, né più, né meno, quello che ha fatto la Cina nei confronti degli USA, e del resto del Pianeta, svalutando in continuazione il suo Renminbi. Il problema è che i tuoi partner commerciali, dopo un po', si sfavano, e come ha iniziato a fare il buon Trump, dopo ti mettono ....

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... dazi, dazi, meravigliosi dazi. E la tua, in pochi mesi, diventa una Vittoria di Pirro. Tieni conto, poi, che uscendo dall'Euro, esci anche dalla U.E. (in malomodo) e, di lì in avanti, non ti verrà più riservato alcun trattamento di favore e/o accomodante. Ma ci risponderanno colpo su colpo, in mezzo alle gambe...

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BALLE. Si tratta di recuperare la sovranità monetaria e gli strumenti economici che lo Stato aveva a disposizione per controllare la propria economia, che sono stati progressivamente smantellati. In particolare il prestatore in ultima istanza. Per la sovranità e l'indipendenza nazionale.
Siamo in una crisi da debito privato causata dall'Euro e speculazione finanziaria selvaggia.
Non a caso nel famoso piano B di Savona per il ritorno alla sovranità economica e monetaria  si prevedeva espressamente il ricorso alla divisione tra banche d'affari e banche commerciali di credito (e tutela del risparmio), Glass-Steagall Act.
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Re: Lasciamo l'Euro, o ci cacciano dall'Euro? Questo è il problema...

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Holubice ha scritto: 10 apr 2020, 16:41
Pescetti&Scherzetti ha scritto: 9 apr 2020, 20:37 Poveri noi, potremo mai sopravvivere senza l'Eurone? Panico.
(Ma dai. Con la Lira l'Italia era una potenza industriale di prim'ordine)
L'articolo di cui sopra, ad occhio e croce, si colloca tra andare a fare la andare a fare la spesa con le cariola e non potremo più permetterci il pieno alla macchina.
Non so quanti anni tu abbia, sospetto pochi. Io, purtroppo, o per fortuna, ho visto di che sostanza fosse fatta la Potenza Industriale di primo ordine. Lo vidi, quando la Potenza si mise (nottetempo) a fare ordine nel mio conto corrente. In tempi non sospetti, ovvero nel 1992, ovvero quando l'Euro era solo un lontano e ipotetico progetto. Ovvero quando nessuno (nel Mondo) era più disposto ad acquistare i nostri BOT e CCT, divenuti ormai Titoli Radioattivi/Esplosivi...

Il prelievo forzoso sui conti degli Italiani, Amato e il collasso della Lira. Per non dimenticare

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"Sono ormai passati quasi 27 anni da quella maledetta notte e dalla svalutazione della lira italiana che portò le finanze pubbliche al collasso.
Era il 1992 quando il governo di Giuliano Amato, al potere solo da pochi mesi, prese una decisione senza precedente: applicare una patrimoniale sui conti correnti degli italiani, il famoso 6 per mille sui capitali che, in realtà, erano già al netto delle imposte. Quelle tasse erano già state pagate, ma il crollo della lira italiana - alimentato dal noto speculatore George Soros, lo stesso che per i suoi interessi economici finanzia l’arrivo dei migranti in Italia - non lasciò altra scelta, come ricorda lo stesso Amato in un’intervista al Corriere in occasione del venticinquesimo anniversario dell’evento.
Il passato, però, sembra non aver insegnato molto alla cara e vecchia Italia: lo spettro di una nuova patrimoniale sui conti correnti, infatti, aleggia ancora sui nostri risparmi.
Era la sera 13 settembre del 1992: alla televisione un preoccupato Giuliano Amato parlava della presenza di tensioni e della necessità di un riallineamento. Il giorno dopo la lira italiana aveva già perso il 7% del suo valore contro il marco tedesco, la valuta di riferimento per le monete europee prima dell’avvento dell’Euro. Quel giorno si rivelò essere l’inizio del periodo di sospensione della lira dal Sistema monetario europeo (Sme). Una crisi del debito paragonabile solamente a quanto successo nel 2011.
Pochi mesi prima, la patrimoniale sui conti correnti
Solo pochi mesi prima, a luglio, il prelievo del 6 per mille sui conti degli italiani sconvolse l’opinione pubblica. Oggi Amato lo ricorda come un “male necessario”.
Servivano gli ultimi 8 mila miliardi di lire per la manovra correttiva da 30, Amato e i tecnici del Tesoro e delle Finanze non videro altra soluzione.
E già: l’aumento dell’IVA era fuori discussione per il rischio di aumento dell’inflazione; aumentare l’Irpef avrebbe colpito soprattutto la fascia più debole dei cittadini.
Ma l’idea di tagliare i costi della Pubblica Amministrazione, durante quella notte di confronto non venne in mente a nessuno. Però alle 4 del mattino, come ricorda Amato, l’allora ministro delle Finanze Giovanni Goria propose l’idea del prelievo forzoso. L’indomani, al Consiglio dei Ministri, il decreto passò.
Il contesto
Nei primi anni ‘90 l’economia italiana era frenata dai tassi di interesse molto alti e da un cambio valutario forte, fattori che ostacolavano l’accesso al credito alle imprese, incidendo sulla loro competitività a livello internazionale. Nell’anno del fattaccio Carlo Azeglio Ciampi era governatore della Banca d’Italia, Piero Barucci ministro del Tesoro, Mario Draghi direttore del Tesoro, come ricorda Amato.
La svalutazione poteva sembrare la via più facile da seguire ma l’Italia aveva già un debito pubblico enorme e dire addio alla lira forte avrebbe potuto creare non pochi problemi alle finanze pubbliche."
(CONTINUA NEL LINK SOPRA)


Lì non c'erano dei Krukki da incolpare. Lì eravamo liberi di sguazzare nel nostro guano (e debito) a piacimento.



"La Storia è una maestra. Ma è una maestra che insegna sempre a degli asini"

(Confucio)

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Ahahahahahah Genio
Il prelievo forzoso fu diretta conseguenza dello SME e dell'insensato e ossessivo tentativo di sostenere artificialmente alto il cambio della Lira.
Nel vano tentativo di difendere a tutti i costi il cambio dilapidarono buona parte delle riserve in valuta estera di Bankitalia e causarono il progressivo peggioramento dei conti pubblici che costrinse il governo Amato al prelievo forzoso sui conti correnti.
E fra parentesi lo SME e l'ECU, cioè il sistema di cambi fissi, sono i precursori dell'Euro. (Che genio. Altre panzane no? Ma con chi credi di avere a che fare?)
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Re: Lasciamo l'Euro, o ci cacciano dall'Euro? Questo è il problema...

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Pescetti&Scherzetti ha scritto: 11 apr 2020, 0:10
Holubice ha scritto: 10 apr 2020, 16:41
Pescetti&Scherzetti ha scritto: 9 apr 2020, 20:37 Poveri noi, potremo mai sopravvivere senza l'Eurone? Panico.
(Ma dai. Con la Lira l'Italia era una potenza industriale di prim'ordine)
L'articolo di cui sopra, ad occhio e croce, si colloca tra andare a fare la andare a fare la spesa con le cariola e non potremo più permetterci il pieno alla macchina.
Non so quanti anni tu abbia, sospetto pochi. Io, purtroppo, o per fortuna, ho visto di che sostanza fosse fatta la Potenza Industriale di primo ordine. Lo vidi, quando la Potenza si mise (nottetempo) a fare ordine nel mio conto corrente. In tempi non sospetti, ovvero nel 1992, ovvero quando l'Euro era solo un lontano e ipotetico progetto. Ovvero quando nessuno (nel Mondo) era più disposto ad acquistare i nostri BOT e CCT, divenuti ormai Titoli Radioattivi/Esplosivi...

Il prelievo forzoso sui conti degli Italiani, Amato e il collasso della Lira. Per non dimenticare

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"Sono ormai passati quasi 27 anni da quella maledetta notte e dalla svalutazione della lira italiana che portò le finanze pubbliche al collasso.
Era il 1992 quando il governo di Giuliano Amato, al potere solo da pochi mesi, prese una decisione senza precedente: applicare una patrimoniale sui conti correnti degli italiani, il famoso 6 per mille sui capitali che, in realtà, erano già al netto delle imposte. Quelle tasse erano già state pagate, ma il crollo della lira italiana - alimentato dal noto speculatore George Soros, lo stesso che per i suoi interessi economici finanzia l’arrivo dei migranti in Italia - non lasciò altra scelta, come ricorda lo stesso Amato in un’intervista al Corriere in occasione del venticinquesimo anniversario dell’evento.
Il passato, però, sembra non aver insegnato molto alla cara e vecchia Italia: lo spettro di una nuova patrimoniale sui conti correnti, infatti, aleggia ancora sui nostri risparmi.
Era la sera 13 settembre del 1992: alla televisione un preoccupato Giuliano Amato parlava della presenza di tensioni e della necessità di un riallineamento. Il giorno dopo la lira italiana aveva già perso il 7% del suo valore contro il marco tedesco, la valuta di riferimento per le monete europee prima dell’avvento dell’Euro. Quel giorno si rivelò essere l’inizio del periodo di sospensione della lira dal Sistema monetario europeo (Sme). Una crisi del debito paragonabile solamente a quanto successo nel 2011.
Pochi mesi prima, la patrimoniale sui conti correnti
Solo pochi mesi prima, a luglio, il prelievo del 6 per mille sui conti degli italiani sconvolse l’opinione pubblica. Oggi Amato lo ricorda come un “male necessario”.
Servivano gli ultimi 8 mila miliardi di lire per la manovra correttiva da 30, Amato e i tecnici del Tesoro e delle Finanze non videro altra soluzione.
E già: l’aumento dell’IVA era fuori discussione per il rischio di aumento dell’inflazione; aumentare l’Irpef avrebbe colpito soprattutto la fascia più debole dei cittadini.
Ma l’idea di tagliare i costi della Pubblica Amministrazione, durante quella notte di confronto non venne in mente a nessuno. Però alle 4 del mattino, come ricorda Amato, l’allora ministro delle Finanze Giovanni Goria propose l’idea del prelievo forzoso. L’indomani, al Consiglio dei Ministri, il decreto passò.
Il contesto
Nei primi anni ‘90 l’economia italiana era frenata dai tassi di interesse molto alti e da un cambio valutario forte, fattori che ostacolavano l’accesso al credito alle imprese, incidendo sulla loro competitività a livello internazionale. Nell’anno del fattaccio Carlo Azeglio Ciampi era governatore della Banca d’Italia, Piero Barucci ministro del Tesoro, Mario Draghi direttore del Tesoro, come ricorda Amato.
La svalutazione poteva sembrare la via più facile da seguire ma l’Italia aveva già un debito pubblico enorme e dire addio alla lira forte avrebbe potuto creare non pochi problemi alle finanze pubbliche."
(CONTINUA NEL LINK SOPRA)


Lì non c'erano dei Krukki da incolpare. Lì eravamo liberi di sguazzare nel nostro guano (e debito) a piacimento.



"La Storia è una maestra. Ma è una maestra che insegna sempre a degli asini"

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Ahahahahahah Genio
Il prelievo forzoso fu diretta conseguenza dello SME e dell'insensato e ossessivo tentativo di sostenere artificialmente alto il cambio della Lira.
Nel vano tentativo di difendere a tutti i costi il cambio dilapidarono buona parte delle riserve in valuta estera di Bankitalia e causarono il progressivo peggioramento dei conti pubblici che costrinse il governo Amato al prelievo forzoso sui conti correnti.
E fra parentesi lo SME e l'ECU, cioè il sistema di cambi fissi, sono i precursori dell'Euro. (Che genio. Altre panzane no? Ma con chi credi di avere a che fare?)
Tra il '93 e il '94 lavoravo in campo immobiliare. Non avete idea di quanta gente ho visto che aveva contratto mutui in ECU, che cercava disperatamente di vendere il bene primario, la casa, perchè col giochetto del cambio le rate gli erano raddoppiate se non peggio...

Parlo di gente disperata, che non aveva alternative a vendere per liberarsi di rate insostenibili.
Ne ebbi un paio di casi tra quelli che ho seguito.
SLAVA ROSSIJA!!! 🇷🇺
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Re: Lasciamo l'Euro, o ci cacciano dall'Euro? Questo è il problema...

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Valerio ha scritto: 10 apr 2020, 19:07 Bah, io non ne vedo più, ve la siete presa tutta voi. Qui è rimasta solo un po' di Massoneria, fra palazzo di Giustizia e Università, e pochi delinquenti di basso livello legati al mondo dello spaccio.
Si, come no...



... solo un po' di Massoneria, e un po' di Tràfffico...


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Pescetti&Scherzetti ha scritto: 10 apr 2020, 23:44 BALLE. Si tratta di recuperare la sovranità monetaria e gli strumenti economici che lo Stato aveva a disposizione per controllare la propria economia, che sono stati progressivamente smantellati. In particolare il prestatore in ultima istanza. Per la sovranità e l'indipendenza nazionale.
Siamo in una crisi da debito privato causata dall'Euro e speculazione finanziaria selvaggia.
Non a caso nel famoso piano B di Savona per il ritorno alla sovranità economica e monetaria  si prevedeva espressamente il ricorso alla divisione tra banche d'affari e banche commerciali di credito (e tutela del risparmio), Glass-Steagall Act.
Gente come Prodi, Monti, Tommaso Padoa Schioppa, Cottarelli, Draghi, Visco, sono tutte persone con la preparazione, l'onestà, la dirittura morale adatta a tirarci fuori dalle nostre attuali paludi. Ma lo avrebbero fatto nell'unico modo con cui sarebbe stato possibile, sarebbe stato giusto farlo: facendoci tirare fuori tutti i soldi che, negli ultimi 40 anni, abbiamo inqquattato a man bassa.

Il buon Monti, parlando ad una conferenza, a braccio, disse:

- I miei colleghi del Consiglio Europeo, quando vado a pietire un permesso per sforare il tetto del 3% sul debito pubblico mi dicono sempre: "Mario, noi siamo gente che gira, e il più delle volte veniamo a farci le nostre vacanze proprio da voi, in Italia. Noi abbiamo visto in che case abitate voi Italiane. Noi abbiamo visto con che auto andate in giro voi Italiani. Il vostro tenore di vita non ha nulla a che vedere con le medie che la vostra Instat, e i vostri Modelli 730 ci raccontano"

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Tradotto: se vi mancano i soldi, andateveli a riprendere da dove ve li siete inquattati. Ed hanno ragione da vendere nel trattarci così. Per quei cialtroni che siamo ...

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Pescetti&Scherzetti ha scritto: 11 apr 2020, 0:10 Ahahahahahah Genio
Il prelievo forzoso fu diretta conseguenza dello SME e dell'insensato e ossessivo tentativo di sostenere artificialmente alto il cambio della Lira.
Nel vano tentativo di difendere a tutti i costi il cambio dilapidarono buona parte delle riserve in valuta estera di Bankitalia e causarono il progressivo peggioramento dei conti pubblici che costrinse il governo Amato al prelievo forzoso sui conti correnti.
E fra parentesi lo SME e l'ECU, cioè il sistema di cambi fissi, sono i precursori dell'Euro. (Che genio. Altre panzane no? Ma con chi credi di avere a che fare?)
7 x 8 ....?


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nerorosso ha scritto: 11 apr 2020, 2:44 Tra il '93 e il '94 lavoravo in campo immobiliare. Non avete idea di quanta gente ho visto che aveva contratto mutui in ECU, che cercava disperatamente di vendere il bene primario, la casa, perchè col giochetto del cambio le rate gli erano raddoppiate se non peggio...

Parlo di gente disperata, che non aveva alternative a vendere per liberarsi di rate insostenibili.
Ne ebbi un paio di casi tra quelli che ho seguito.
Ohhh,
Mi pare che tu sei una persona 'diversamente giovane' come me, che ha visto con i suoi occhi quanto efficiente fosse l'autogestione dell'Italia, a briglie sciolte, e senza accigliati rimbrotti da Bruxelles. E battente il vecchio conio.

Sì, anche io ho un caro amico, la cui famiglia, aveva fatto (rovinandosi) un mutuo denominato in ECU: spiega meglio ai ragazzi in ascolto perché il mio amico, e centinaia di migliaia di altri Italiani, scelsero quel tipo di contratto e moneta fittizia: perché se avessero sottoscritto un mutuo classico, denominato in Lirette Italiane, il tasso di interesse mensile, rispetto al contratto in ECU, sarebbe stato (forse) il doppio più alto.

Stampare moneta a briglia sciolta? Denaro buttato dall'elicottero per uscire fuori dall'impasse attuale? Io penso che siano dei ...

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... giochi pericolosi...


Lettura consigliata:

L’iperinflazione in Germania (1919-1923)

...Senza nessun riguardo alle riserve d’oro che avrebbero dovuto garantire la valuta, la Germania, durante gli anni Venti, nella fase politica nota come “Repubblica di Weimar”, decise di pagare i debiti di guerra stampando banconote. Questa manovra causò la rapidissima svalutazione della moneta. Durante l’iperinflazione non furono quasi più coniate monete, tranne per alcune serie da 200 e 500 marchi d’alluminio. Il Papiermark fu prodotto in enormi quantità: esistevano anche tagli da 100.000.000.000.000 di marchi (centomila miliardi). Centinaia di fabbriche di carta (quasi 200) stampavano giorno e notte nuove banconote, francobolli e altri valori con sopra delle cifre sempre più astronomiche. Stamperie pubbliche e private, statali, regionali, comunali, bancarie e persino private emettevano fiumi di marchi che non valevano il prezzo della carta su cui erano impressi. Complessivamente 30.000 persone erano impegnate nella produzione dei circa dieci miliardi di banconote, emesse per contrastare l’inflazione. Trenta fabbriche producevano la carta e 133 aziende con 1783 macchine da stampa lavoravano giorno e notte per la tipografia del Reich. In totale, la Reichbank emise 524 miliardi di miliardi di marchi, cui se ne aggiunsero altri 700 “d’emergenza” fatti stampare da 5.800 città, comuni e imprese per fronteggiare la crisi economica. Il più delle volte, le banconote e i francobolli stampati qualche ora prima venivano sovraimpressi con valori superiori e, per accelerare la produzione, le banconote venivano stampate da un solo lato, per facilitare l’operazione. Il taglio più alto di una banconota durante l’iperinflazione tedesca fu di centomila miliardi di marchi. L’iperinflazione, che consiste in un aumento smisurato e continuo dei prezzi, impoverisce soprattutto i più deboli, coloro che detengono un reddito fisso, come i lavoratori dipendenti, i salariati e i pensionati, mentre, temporaneamente, si salvano coloro che possono adeguare le proprie entrate alla continua ascesa dei prezzi. Col tempo, però, anche i lavoratori autonomi iniziano a trovarsi in difficoltà, in quanto sarà sempre più arduo per loro trovare un numero sufficiente di clienti in grado di poter spendere grosse somme di denaro per richiedere le prestazioni professionali dei liberi professionisti, o i prodotti immessi sul mercato dagli industriali.
La perdita di valore del marco nei confronti del dollaro fu rapidissima e irrefrenabile. Nel gennaio 1914 il papiermark veniva cambiato a 4,2 per ogni dollaro statunitense; nel 1921 1 dollaro valeva 65 marchi, che salirono a 2.420 marchi nel 1922, 100.000 nel giugno 1923, 350.000 nel luglio dello stesso anno, 4.600.000 in agosto, 100.000.000 nel settembre, 25 miliardi in ottobre e 4200 miliardi appena un mese dopo.
Le conseguenze dell’iperinflazione furono drammatiche per la popolazione tedesca, già stremata dalla guerra. Nel 1923 gli stipendi venivano pagati di giorno in giorno – poi due volte al giorno – per evitare che il loro valore diminuisse troppo da un giorno all’altro


:idea:
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Re: Lasciamo l'Euro, o ci cacciano dall'Euro? Questo è il problema...

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Pescetti&Scherzetti ha scritto: 11 apr 2020, 0:10
Holubice ha scritto: 10 apr 2020, 16:41
Pescetti&Scherzetti ha scritto: 9 apr 2020, 20:37 Poveri noi, potremo mai sopravvivere senza l'Eurone? Panico.
(Ma dai. Con la Lira l'Italia era una potenza industriale di prim'ordine)
L'articolo di cui sopra, ad occhio e croce, si colloca tra andare a fare la andare a fare la spesa con le cariola e non potremo più permetterci il pieno alla macchina.
Non so quanti anni tu abbia, sospetto pochi. Io, purtroppo, o per fortuna, ho visto di che sostanza fosse fatta la Potenza Industriale di primo ordine. Lo vidi, quando la Potenza si mise (nottetempo) a fare ordine nel mio conto corrente. In tempi non sospetti, ovvero nel 1992, ovvero quando l'Euro era solo un lontano e ipotetico progetto. Ovvero quando nessuno (nel Mondo) era più disposto ad acquistare i nostri BOT e CCT, divenuti ormai Titoli Radioattivi/Esplosivi...

Il prelievo forzoso sui conti degli Italiani, Amato e il collasso della Lira. Per non dimenticare

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"Sono ormai passati quasi 27 anni da quella maledetta notte e dalla svalutazione della lira italiana che portò le finanze pubbliche al collasso.
Era il 1992 quando il governo di Giuliano Amato, al potere solo da pochi mesi, prese una decisione senza precedente: applicare una patrimoniale sui conti correnti degli italiani, il famoso 6 per mille sui capitali che, in realtà, erano già al netto delle imposte. Quelle tasse erano già state pagate, ma il crollo della lira italiana - alimentato dal noto speculatore George Soros, lo stesso che per i suoi interessi economici finanzia l’arrivo dei migranti in Italia - non lasciò altra scelta, come ricorda lo stesso Amato in un’intervista al Corriere in occasione del venticinquesimo anniversario dell’evento.
Il passato, però, sembra non aver insegnato molto alla cara e vecchia Italia: lo spettro di una nuova patrimoniale sui conti correnti, infatti, aleggia ancora sui nostri risparmi.
Era la sera 13 settembre del 1992: alla televisione un preoccupato Giuliano Amato parlava della presenza di tensioni e della necessità di un riallineamento. Il giorno dopo la lira italiana aveva già perso il 7% del suo valore contro il marco tedesco, la valuta di riferimento per le monete europee prima dell’avvento dell’Euro. Quel giorno si rivelò essere l’inizio del periodo di sospensione della lira dal Sistema monetario europeo (Sme). Una crisi del debito paragonabile solamente a quanto successo nel 2011.
Pochi mesi prima, la patrimoniale sui conti correnti
Solo pochi mesi prima, a luglio, il prelievo del 6 per mille sui conti degli italiani sconvolse l’opinione pubblica. Oggi Amato lo ricorda come un “male necessario”.
Servivano gli ultimi 8 mila miliardi di lire per la manovra correttiva da 30, Amato e i tecnici del Tesoro e delle Finanze non videro altra soluzione.
E già: l’aumento dell’IVA era fuori discussione per il rischio di aumento dell’inflazione; aumentare l’Irpef avrebbe colpito soprattutto la fascia più debole dei cittadini.
Ma l’idea di tagliare i costi della Pubblica Amministrazione, durante quella notte di confronto non venne in mente a nessuno. Però alle 4 del mattino, come ricorda Amato, l’allora ministro delle Finanze Giovanni Goria propose l’idea del prelievo forzoso. L’indomani, al Consiglio dei Ministri, il decreto passò.
Il contesto
Nei primi anni ‘90 l’economia italiana era frenata dai tassi di interesse molto alti e da un cambio valutario forte, fattori che ostacolavano l’accesso al credito alle imprese, incidendo sulla loro competitività a livello internazionale. Nell’anno del fattaccio Carlo Azeglio Ciampi era governatore della Banca d’Italia, Piero Barucci ministro del Tesoro, Mario Draghi direttore del Tesoro, come ricorda Amato.
La svalutazione poteva sembrare la via più facile da seguire ma l’Italia aveva già un debito pubblico enorme e dire addio alla lira forte avrebbe potuto creare non pochi problemi alle finanze pubbliche."
(CONTINUA NEL LINK SOPRA)


Lì non c'erano dei Krukki da incolpare. Lì eravamo liberi di sguazzare nel nostro guano (e debito) a piacimento.



"La Storia è una maestra. Ma è una maestra che insegna sempre a degli asini"

(Confucio)

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Ahahahahahah Genio
Il prelievo forzoso fu diretta conseguenza dello SME e dell'insensato e ossessivo tentativo di sostenere artificialmente alto il cambio della Lira.
Nel vano tentativo di difendere a tutti i costi il cambio dilapidarono buona parte delle riserve in valuta estera di Bankitalia e causarono il progressivo peggioramento dei conti pubblici che costrinse il governo Amato al prelievo forzoso sui conti correnti.
E fra parentesi lo SME e l'ECU, cioè il sistema di cambi fissi, sono i precursori dell'Euro. (Che genio. Altre panzane no? Ma con chi credi di avere a che fare?)
Con i mistici c'è poco da discutere. Guarda i macelli delle sette americane.
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Re: Lasciamo l'Euro, o ci cacciano dall'Euro? Questo è il problema...

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Holubice ha scritto: 11 apr 2020, 5:12
Valerio ha scritto: 10 apr 2020, 19:07 Bah, io non ne vedo più, ve la siete presa tutta voi. Qui è rimasta solo un po' di Massoneria, fra palazzo di Giustizia e Università, e pochi delinquenti di basso livello legati al mondo dello spaccio.
Si, come no...



... solo un po' di Massoneria, e un po' di Tràfffico...


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Un parere tecnico di un "presunto" comico (di sinistra, naturalmente, I massimi esperti mondiali)?

Io ci vivo, conosco parecchi pregiudicati, ma ne so meno di te. Non è che sei un grillino? No, perché sai, la supponenza suggerisce......
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Re: Lasciamo l'Euro, o ci cacciano dall'Euro? Questo è il problema...

Messaggio da leggere da Holubice »

Valerio ha scritto: 11 apr 2020, 8:36 Con i mistici c'è poco da discutere. Guarda i macelli delle sette americane.
"Questo è un fatto. E a questo mondo non c'è niente di più ostinato di un fatto..."

Disse il diavolo, nel libro 'Il Maestro e Margherita', quando discuteva con un autorevole appartenente dell'accademia delle scienze sovietiche, sulla incontrovertibile inesistenza di %io. Hai letto quel libro? Se non l'hai fatto, fallo. Se l'hai già fatto, rifallo.

Ma, tornando a noi, cosa c'è di non vero, di ingiusto, di inesatto sulla disanima che ti ho appena descritto? Cerca di essere corretto nelle discussioni. Colpisci sempre sulla palla, non sul malleolo del tuo avversario.

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Re: Lasciamo l'Euro, o ci cacciano dall'Euro? Questo è il problema...

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Intanto il pagamento della Cassa Integrazione Speciale Convid-19 slitterà da Aprile a Maggio, e sarà erogato in tulipani...

Cassa integrazione, pagamento per molti sarà a maggio. Confindustria stima crisi di liquidità

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"Sono oltre 4,5 milioni i lavoratori per i quali è già stata richiesta la cassa integrazione o l'assegno ordinario per interruzione o riduzione dell'attività dell'azienda a causa dell'emergenza coronavirus e per la metà di loro esiste il rischio concreto che il pagamento del mese di aprile del sussidio slitti a maggio. L'allarme è stato lanciato dalla Fondazione studi dei Consulenti del lavoro che ha spiegato come esistano «forti criticità sulle procedure di attuazione» delle misure del governo e sull'erogazione dei sostegni al reddito. Al momento il sussidio per l'emergenza Covid è previsto per un massimo di 9 settimane su tutto il territorio nazionale e per 13 nelle regioni Lombardia, Veneto ed Emilia, territori più colpiti dal contagio. Ma quella della Cig è solo una delle facce della necessità di risorse del sistema economico.
L'altra faccia è quella delle imprese. Il centro studi di Confindustria in base ad un ampio campione di società di capitali (1/3 del totale) ha stimato un fabbisogno di liquidità pari a 30 miliardi di euro, in uno scenario di fine epidemia a giugno. «Stime prudenti», aggiunge. Per la Cig, invece, andrà meglio a quella parte di lavoratori per i quali è previsto che l'erogazione venga anticipata dal datore di lavoro, che poi procede ad un conguaglio con l'Inps sui contributi dovuti. Ma anche in questo caso molte aziende - secondo i consulenti del lavoro - nonostante abbiano inviato la richiesta di cassa già da molti giorni, non hanno ricevuto l'autorizzazione dall'Inps e quindi potrebbero non riuscire ad anticipare il pagamento..." (CONTINUA NEL LINK)



Nella situazione data, battere i pugni, e fare gli smargiassoni, è l'ultima delle cose che dobbiamo, e possiamo, fare. Ricordatevi che, prima della della crisi economica greca, le banche tedesche, francesi, olandesi, detenevano in pancia centinaia di miliardi di euro in titoli di stato italiani e greci. Scoppiato il casino, la BCE diede sì del denaro a noi e ai Greci, ma quel denaro venne impiegato per ricomprare i titoli delle banche del nord. In altre parole, il cerino è passato dalle banche nordiche, a tutti i 20 Paesi dentro l'Euro, spalmato equamente su tutti quanti. Quindi, se minacciamo costoro con la cintura esplosiva del nostro Debito Pubblico, costoro ci diranno:

- Bene, diteci quando tirate la cordicella, che noi ci accomodiamo sulla collina di fronte...


:mrgreen:
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