L'epidemia potrebbe generare porcheria sociale

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porterrockwell
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L'epidemia potrebbe generare porcheria sociale

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Scorra come acqua il diritto e la giustizia come un torrente perenne. Amos 5,24
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heyoka
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Re: L'epidemia potrebbe generare porcheria sociale

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Può rendersi necessario porre un limite di età all’ingresso in terapia intensiva.

Non si tratta di compiere scelte meramente di valore, ma di riservare risorse che potrebbero essere scarsissime a chi ha in primis più probabilità di sopravvivenza e secondariamente a chi può avere più anni di vita salvata, in un’ottica di massimizzazione dei benefici per il maggior numero di persone».
Alcuni giorni fa ho espresso questa opinione in più post.
Il mio amico Alfa mi ha dato del pazzo e mi ha dedicato uno specifici topic.
Anche il mio amico Carletto non è stato tenero con questa mia opinione.
Ribadisco che quando una nave sta affondando e non è dotata di scialuppe fi salvataggio per tutti, si DEVE fare un ordine di PRECEDENZA a Chi può usufruire delle poche scialuppe disponibili.
La vita è come un ponte, puoi attraversarla ma non costruirci una casa sopra.
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giampieros
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Re: L'epidemia potrebbe generare porcheria sociale

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heyoka ha scritto: 10 mar 2020, 13:27
Può rendersi necessario porre un limite di età all’ingresso in terapia intensiva.

Non si tratta di compiere scelte meramente di valore, ma di riservare risorse che potrebbero essere scarsissime a chi ha in primis più probabilità di sopravvivenza e secondariamente a chi può avere più anni di vita salvata, in un’ottica di massimizzazione dei benefici per il maggior numero di persone».
Alcuni giorni fa ho espresso questa opinione in più post.
Il mio amico Alfa mi ha dato del pazzo e mi ha dedicato uno specifici topic.
Anche il mio amico Carletto non è stato tenero con questa mia opinione.
Ribadisco che quando una nave sta affondando e non è dotata di scialuppe fi salvataggio per tutti, si DEVE fare un ordine di PRECEDENZA a Chi può usufruire delle poche scialuppe disponibili.
Ahiiii Heyuoka! Hai fatto l'esempio sbagliato! Quando la nave affonda, prima i bambini, le donne e gli anziani. Gli uomini giovani e forti sono gli ultimi ad abbandonare la nave... proprio perchè giovani e forti hanno più probabilità di salvarsi, perchè hanno più resistenza a nuotare ed eventualmente a sopportare il freddo.
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heyoka
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Re: L'epidemia potrebbe generare porcheria sociale

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L' esempio delle scialuppe era solo per dire che in casi di EMERGENZA, si devono dare disposizioni drastiche ma necessarie per salvare il SALVABILE.
Nel caso delle Sale di Terapia Intensiva a disposizione, visto che sono INTASATE nella stragrande maggioranza da persone anziane e già malandate per alyre problematiche, secondo me, la REGOLA, dovrebbe essere quelle che proprio queste persone devono essere lasciate
PER ULTIME, nella graduatoria per usufruire delle Sale di Rianimazione.
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Sayon
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Re: L'epidemia potrebbe generare porcheria sociale

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heyoka ha scritto: 10 mar 2020, 13:52 L' esempio delle scialuppe era solo per dire che in casi di EMERGENZA, si devono dare disposizioni drastiche ma necessarie per salvare il SALVABILE.
Nel caso delle Sale di Terapia Intensiva a disposizione, visto che sono INTASATE nella stragrande maggioranza da persone anziane e già malandate per alyre problematiche, secondo me, la REGOLA, dovrebbe essere quelle che proprio queste persone devono essere lasciate
PER ULTIME, nella graduatoria per usufruire delle Sale di Rianimazione.
Sei sorprendente Heyoccone quanto a idee sbagliate. Una persona sana riesce a superare una polmonite, Non cosi una persona che ha problemi polmonari, Quindi le persone malate devono avere la precedenza su quelle sane. E ricorda che ad ogni azione corrisponde una reazione. Se gli anziani si vedono abbandonati dai giovani, saranno loro ad abbandonare i figli quando si rimetteranno in salute. Altro che babysitting e stipendini, A guadagnarci saranno le badanti e le infermiere che verranno ricompensate della loro assistenza,
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porterrockwell
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Re: L'epidemia potrebbe generare porcheria sociale

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Sayon ha scritto: 10 mar 2020, 14:59
heyoka ha scritto: 10 mar 2020, 13:52 L' esempio delle scialuppe era solo per dire che in casi di EMERGENZA, si devono dare disposizioni drastiche ma necessarie per salvare il SALVABILE.
Nel caso delle Sale di Terapia Intensiva a disposizione, visto che sono INTASATE nella stragrande maggioranza da persone anziane e già malandate per alyre problematiche, secondo me, la REGOLA, dovrebbe essere quelle che proprio queste persone devono essere lasciate
PER ULTIME, nella graduatoria per usufruire delle Sale di Rianimazione.
Sei sorprendente Heyoccone quanto a idee sbagliate. Una persona sana riesce a superare una polmonite, Non cosi una persona che ha problemi polmonari, Quindi le persone malate devono avere la precedenza su quelle sane. E ricorda che ad ogni azione corrisponde una reazione. Se gli anziani si vedono abbandonati dai giovani, saranno loro ad abbandonare i figli quando si rimetteranno in salute. Altro che babysitting e stipendini, A guadagnarci saranno le badanti e le infermiere che verranno ricompensate della loro assistenza,
Sayon per stavolta ti do ragione.
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Re: L'epidemia potrebbe generare porcheria sociale

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Non cosi una persona che ha problemi polmonari, Quindi le persone malate devono avere la precedenza su quelle sane.
Dicono che il rancore acceca la mente, Sayon. E tu, da quando la Lega ha sostituito Berlusconi nei seggi elettorali, ne stai dando un esempio illuminante.
Io non penso che le persone SANE (giovani e vecchi compresi) vadano ad intasare i Centri di Terapia Intensiva.
Che io sappia sono le persone malate gravemente che vengono trasferite in Terapia Intensiva.
E allora, se in un quadro estremamente
EMERGENZIALE, questi centri di Terapia Intensiva vanno in TILT, perché non riescono a soddisfare il BISOGNO di TUTTE le Urgenze, BUONSENSO vorrebbe che venissero fatte delle graduatorie di PRECEDENZA.
E secondo me che sono Pratico ma anche Buono, credo che gli anziani con fue piedi già nella fossa sia per età che per ulteriori patologie DOVREBBERO stare in panchina.
Prima si fa posto ai giovani e agli adulti con figli a carico e poi se avanza posto si può intervenire sui vecchi.
Per ultimi metterei i Parlamentari con vitalizio, i vescovi e i cardinali e i Burocrati Statali in quiescenza.
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Re: L'epidemia potrebbe generare porcheria sociale

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Gondrano, Orwell, la fattoria degli animali. Vi dice niente?
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Re: L'epidemia potrebbe generare porcheria sociale

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Pescetti&Scherzetti ha scritto: 10 mar 2020, 17:23 Gondrano, Orwell, la fattoria degli animali. Vi dice niente?
Purtroppo io ho frequentato scuole basse.
Puoi fire qualcosa di questo Gondrano?
La vita è come un ponte, puoi attraversarla ma non costruirci una casa sopra.
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Re: L'epidemia potrebbe generare porcheria sociale

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heyoka ha scritto: 10 mar 2020, 20:10
Pescetti&Scherzetti ha scritto: 10 mar 2020, 17:23 Gondrano, Orwell, la fattoria degli animali. Vi dice niente?
Purtroppo io ho frequentato scuole basse.
Puoi fire qualcosa di questo Gondrano?
Heyoccone hai chiesto cosa ne pensano i tuoi destinati alla morte? Faresti ammazzare Einstein o Leonardo da Vinci perche' "vecchi", mandnado in prima fila un collioncello che passa la vita vendendo droga? Se e' il vecchio a dire "curatene un'altro" puo' anche andar bene, ma che questa responsabilita' sia presa da un Dr. Heyoccone qualsiasi neppure per sogno.
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Re: L'epidemia potrebbe generare porcheria sociale

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porterrockwell ha scritto: 10 mar 2020, 15:41
Sayon ha scritto: 10 mar 2020, 14:59
heyoka ha scritto: 10 mar 2020, 13:52 L' esempio delle scialuppe era solo per dire che in casi di EMERGENZA, si devono dare disposizioni drastiche ma necessarie per salvare il SALVABILE.
Nel caso delle Sale di Terapia Intensiva a disposizione, visto che sono INTASATE nella stragrande maggioranza da persone anziane e già malandate per alyre problematiche, secondo me, la REGOLA, dovrebbe essere quelle che proprio queste persone devono essere lasciate
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Sayon per stavolta ti do ragione.
Mi unisco pure io.....mi costa tanto dare ragione a Sayonn ma stavolta mi trova concorde.
La realta' è solo un'allucinazione dovuta a carenza di alcol (...un saggio)
"Gli è tutto sbagliato....gli è tutto da rifa'"
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Re: L'epidemia potrebbe generare porcheria sociale

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heyoka ha scritto: 10 mar 2020, 15:54
Non cosi una persona che ha problemi polmonari, Quindi le persone malate devono avere la precedenza su quelle sane.
Dicono che il rancore acceca la mente, Sayon. E tu, da quando la Lega ha sostituito Berlusconi nei seggi elettorali, ne stai dando un esempio illuminante.
Io non penso che le persone SANE (giovani e vecchi compresi) vadano ad intasare i Centri di Terapia Intensiva.
Che io sappia sono le persone malate gravemente che vengono trasferite in Terapia Intensiva.
E allora, se in un quadro estremamente
EMERGENZIALE, questi centri di Terapia Intensiva vanno in TILT, perché non riescono a soddisfare il BISOGNO di TUTTE le Urgenze, BUONSENSO vorrebbe che venissero fatte delle graduatorie di PRECEDENZA.
E secondo me che sono Pratico ma anche Buono, credo che gli anziani con fue piedi già nella fossa sia per età che per ulteriori patologie DOVREBBERO stare in panchina.
Prima si fa posto ai giovani e agli adulti con figli a carico e poi se avanza posto si può intervenire sui vecchi.
Per ultimi metterei i Parlamentari con vitalizio, i vescovi e i cardinali e i Burocrati Statali in quiescenza.
Heyoka ...ma tu hai mai visto una persona che rantola o boccheggia per mancanza di fiato? E non è una cosa che dura poco puo' durare anche qualche giorno,fino a che il cuore non regge piu'.....mi spezzerebbe il cuore dover decidere io questa sofferenza....un conto è se proprio non posso per mancanza di mezzi ma scegliere tra una persona e un'altra sulla base delle probabilita' è qualcosa di terribile a cui non vorrei assistere e men che meno decidere io.Siccome mi è capitato in prima persona so cosa vuol dire...e non lo augurerei al mio peggior nemico.E' una cosa straziante.....credimi.
La realta' è solo un'allucinazione dovuta a carenza di alcol (...un saggio)
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Re: L'epidemia potrebbe generare porcheria sociale

Messaggio da leggere da heyoka »

Avevo 9 anni quando ho visto morire mia nonna materna in quel modo.
E mi ha fatto una grande pena.
Non sono cinico e a me fanno pena anche quei milioni di bambini che ogni anno muoiono nel mondo per mancanza di cibo o di medicine.
Sai quanto cibo e medicine possiamo comprare con quello che ci costa al giorno una Sala di Terapia Intensiva che oggi serve a prolungare la vita comunque malandata di quel vecchietto che potrei essere io fra qualche anno?
Ebbene, se potessi scegliere, preferirei che i soldi che il Demone Sanità spende per prolungarmi di qualche mese la morte in qyesta terra, venissero spesi per dare una speranza di vita vibibile a qualcuno di quei bambini.
Se il DEMONE Scienza trova il modo di accompagnarmi al mio NATURALE destino con minor sofferenza possibile, di questo posso ringraziarlo.
Ma non certo perché mi prolunga la vita da MORTO di qualche anno, togliendo risorse VITALI alle nuove generazioni, che il frutto dell' albero della conoscenza del Bene e del Male, non potrebbero in questo modo masticarlo.
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Re: L'epidemia potrebbe generare porcheria sociale

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Sayon ha scritto: 10 mar 2020, 14:59
heyoka ha scritto: 10 mar 2020, 13:52 L' esempio delle scialuppe era solo per dire che in casi di EMERGENZA, si devono dare disposizioni drastiche ma necessarie per salvare il SALVABILE.
Nel caso delle Sale di Terapia Intensiva a disposizione, visto che sono INTASATE nella stragrande maggioranza da persone anziane e già malandate per alyre problematiche, secondo me, la REGOLA, dovrebbe essere quelle che proprio queste persone devono essere lasciate
PER ULTIME, nella graduatoria per usufruire delle Sale di Rianimazione.
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Re: L'epidemia potrebbe generare porcheria sociale

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Ecco qua

Estratto da La fattoria degli animali, George Orwell

Quando lo zoccolo fu guarito, Gondrano riprese a lavorare più che mai. Veramente quell'anno gli animali faticavano come schiavi. Oltre l'andamento regolare della fattoria e la ricostruzione del mulino, vi era la scuola per i maialetti che fu iniziata in marzo. Talvolta, col cibo insufficiente, le lunghe ore di lavoro erano dure da sopportare. Ma Gondrano non esitò mai. In nulla che facesse o dicesse vi era segno che la sua forza non fosse qual era sempre stata. Solo il suo aspetto era un poco mutato: il suo mantello non era più così lucente e i suoi grandi fianchi sembravano essersi contratti. Gli altri dicevano: «Gondrano si rimetterà quando a primavera spunterà l'erba»; ma venne la primavera e Gondrano non ingrassò affatto. Talvolta sul pendio che conduceva in cima alla cava, quando tendeva i muscoli al peso di un gran masso, pareva che nulla lo tenesse in piedi se non la volontà di andare avanti. Allora si vedevano le sue labbra formare le parole: «Lavorerò di più»; non gli restava più voce. Ancora una volta Berta e Benjamin lo esortarono ad aver cura della sua salute, ma Gondrano non dava ascolto. Il suo dodicesimo compleanno si avvicinava. Non gli importava di qualunque cosa accadesse, puré una buona riserva di pietre fosse accumulata presso il mulino. In una tarda sera d'estate un'improvvisa voce che qualcosa era accaduto a Gondrano corse per la fattoria. Era andato da solo a trascinare un carico di pietre al mulino. E purtroppo la voce era vera. Pochi istanti dopo due piccioni vennero in rapido volo con la notizia: «Gondrano è caduto! E' sdraiato sul fianco e non riesce a rialzarsi!».
Mezza fattoria corse all'altura ove sorgeva il mulino. Là giaceva Gondrano tra le stanghe del carro, il collo allungato, incapace persino di sollevare la testa. L'occhio era vitreo e i fianchi coperti di sudore. Un sottile filo di sangue gli colava dalla bocca. Berta gli si inginocchiò accanto.

«Gondrano» gridò «come stai?»
«Sono i polmoni» disse Gondrano con voce flebile.
«Non importa. Credo che potrete finire il mulino senza di me. Vi è una buona scorta di pietre in riserva. In ogni caso, avevo solo un mese davanti a me. A dire il vero, aspettavo con grande desiderio il momento del mio ritiro. E forse, poié anche Benjamin sta diventando vecchio, gli permetteranno di ritirarsi con me e tenermi compagnia.»
«Bisogna cercar subito aiuto» disse Berta «Che qualcuno corra ad avvertire Clarinetto di quanto è successo.»

Tutti gli altri animali corsero immediatamente alla casa colonica per dare a Clarinetto la notizia. Solo Berta rimase, e Benjamin, che si coricò a fianco di Gondrano e, senza parlare, gli allontanava le mosche con la lunga coda. Dopo circa un quarto d'ora Clarinetto apparve, pieno di simpatia e di sollecitudine. Egli disse che il compagno Napoleon aveva appreso col più profondo dolore la disgrazia toccata a uno dei più leali lavoratori della fattoria e che stava già combinando di mandare Gondrano in cura nell'ospedale di Willingdon. A questa notizia un senso di inquietudine invase gli animali. Salvo Mollie e Palla di Neve, nessun animale aveva mai lasciato la fattoria e il pensiero del loro compagno ammalato nelle mani di esseri umani li turbava. Ma Clarinetto presto li convinse che il chirurgo veterinario di Willingdon avrebbe potuto curare Gondrano assai meglio di quanto non era possibile fare alla fattoria. E mezz'ora dopo, quando si era un poco ripreso, Gondrano fu fatto alzare in piedi e accompagnato alla stalla ove Berta e Benjamin gli avevano preparato un buon letto di paglia. Durante i due giorni successivi Gondrano rimase nella stalla. I maiali gli avevano mandato una grande bottiglia di una medicina rosa che avevano trovato nell'armadietto farmaceutico della stanza da bagno, e Berta gliela somministrava due volte al giorno, dopo i pasti. Laser si stendeva vicino a lui e gli parlava, mentre Benjamin teneva lontane le mosche. Gondrano diceva di non essere spiacente di quanto era avvenuto. Se guariva bene poteva sperare di vivere altri tre anni e già pregustava i giorni tranquilli che avrebbe passato nell'angolo del gran pascolo. Sarebbe stata la prima volta che avrebbe avuto tempo per studiare e migliorare la propria mente. Era sua intenzione, diceva, dedicare il resto della vita a imparare le rimanenti ventidue lettere dell'alfabeto.
Tuttavia Benjamin e Berta potevano rimanere con lui solo dopo l'orario di lavoro, e fu a metà del giorno che venne il furgone a portarlo via. Gli animali erano tutti al lavoro, intenti a sarchiare le rape sotto la sorveglianza dei maiali, quando con stupore videro Benjamin venire di galoppo dalla direzione dei fabbricati ragliando con quanta voce aveva. Era la prima volta che vedevano Benjamin eccitato, la prima volta che lo vedevano galoppare. «Presto, presto!» gridava. «Venite subito! Stanno portando via Gondrano!» Senza aspettare ordini dal porco, gli animali interruppero il lavoro e si precipitarono verso i fabbricati. Nel cortile sostava un gran furgone chiuso, tirato da due cavalli un furgone con iscrizioni sui fianchi e un uomo dall'aria astuta, con in testa un berretto a visiera, seduto a cassetta. E il posto di Gondrano nella stalla era vuoto.

Gli animali si affollarono attorno al furgone. «Addio, Gondrano!» gridarono in coro. «Addio!»
«Pazzi, pazzi!» urlò Benjamin saltando attorno a loro e battendo la terra con gli zoccoli. «Pazzi! Non vedete che cosa c'è scritto sui fianchi del furgone?» Gli animali sostarono e vi fu un mormorio. Muriel cominciò a compitare le parole, ma Benjamin la spinse da parte e fra un silenzio mortale lesse: «"Alfred Simmons, Macelleria Equina e Fabbrica di Colla, Willingdon. Negoziante di cuoio e d'ossa. Forniture per canili". Capite ciò che significa questo? Portano Gondrano al macello!».

Un grido d'orrore uscì dal petto di tutti gli animali. In quel momento l'uomo a cassetta frustò i suoi cavalli e il furgone uscì dal cortile a buon trotto. Tutti gli animali lo seguirono gridando a gran voce. Berta forzò l'andatura per portarsi innanzi. Il furgone acquistava velocità. Berta tentò di muovere al galoppo le sue pesanti membra. «Gondrano!» gridò.
«Gondrano! Gondrano! Gondrano!» e proprio in quel momento, come se sentisse il frastuono esterno, il muso di Gondrano, con la striscia bianca che gli scendeva lungo il naso, apparve alla finestrella sul retro del furgone.

«Gondrano!» gridò Berta con voce terribile. «Gondrano, scendi! Scendi presto! Ti portano alla morte!» Tutti gli animali raccolsero il grido: «Scendi, Gondrano, scendi!». Ma il furgone andava sempre più veloce, portandolo via con é. Non era certo che Gondrano avesse capito ciò che aveva detto Berta. Ma poco dopo il suo muso disparve dalla finestrella e il rumore di un tremendo scalpitare si udì nell'interno del furgone. Cercava a calci una via d'uscita. C'era stato un tempo in cui pochi colpi di zoccolo di Gondrano avrebbero fatto a pezzi il furgone. Ma, ahimè!, la forza lo aveva abbandonato e in pochi istanti i colpi si fecero più deboli finé cessarono del tutto. Disperati, gli animali volsero le loro invocazioni ai due cavalli che tiravano il furgone, pregandoli di fermarsi. «Compagni, compagni!» gridavano. «Non conducete a morte vostro fratello!» Ma quegli stupidi bruti, troppo ignoranti per rendersi conto di quel che stava accadendo, non fecero che scuotere le orecchie e accelerare il passo. Troppo tardi venne a qualcuno il pensiero di correre avanti e chiudere il grande cancello; un istante dopo il furgone lo varcava e rapidamente spariva sulla strada. Gondrano non fu visto mai più. Tre giorni dopo venne annunciato che egli era morto nell'ospedale di Willingdon, a dispetto di tutte le cure che si possono prestare a un cavallo. Fu Clarinetto che venne a partecipare agli altri la notizia. Egli, disse, era stato presente alle ultime ore di Gondrano. «Fu la cosa più commovente che abbia mai visto!» disse Clarinetto, sollevando la zampa e asciugandosi una lacrima. «Fino all'ultimo istante sono stato vicino al suo letto; all'ultimo, quasi troppo debole per parlare, egli bisbigliò al mio orecchio che il suo solo dispiacere era di morire prima che il mulino fosse ultimato. "Avanti, compagni!" sussurrò. "Avanti nel nome della Rivoluzione! Viva la Fattoria degli Animali! Viva il compagno Napoleon! Napoleon ha sempre ragione!" Furono le sue ultime parole, compagni.»

Qui il contegno di Clarinetto mutò ad un tratto. Tacque per qualche istante, e i suoi piccoli occhi lanciarono sguardi sospettosi da un lato all'altro prima di proseguire.
Aveva saputo, disse, che una voce tanto sciocca quanto malvagia era corsa al momento del trasporto di Gondrano. Alcuni animali avevano notato che il furgone che trasportava Gondrano portava la scritta "Macelleria Equina", e ne avevano subito concluso che Gondrano era stato mandato al macello. Era quasi incredibile, disse Clarinetto, che ci potessero essere animali tanto stolti. Certo, gridò sdegnato, dimenando la coda e saltellando qua e là, certo essi conoscevano il loro beneamato Capo, il compagno Napoleon. Ma la spiegazione era semplicissima: il furgone era stato un tempo di proprietà di un macellaio ed era stato comperato poi dal veterinario che non aveva ancora provveduto a cancellare la vecchia iscrizione. Ecco com'era sorto l'errore.
Gli animali a questa spiegazione provarono un grande sollievo. E quando Clarinetto proseguì a dare i minuti particolari del letto di morte di Gondrano, delle amorevoli cure che aveva ricevuto e delle costosissime medicine che Napoleon aveva pagato senza badare a spese, i loro ultimi dubbi sparirono e il dolore che provavano per la morte del loro compagno fu mitigato dal pensiero che almeno era morto felice.

Napoleon stesso partecipò alla riunione della domenica seguente e pronunciò una breve orazione in onore di Gondrano. Non era stato possibile, disse, riportare i resti del loro compianto compagno é trovassero sepoltura nella fattoria, ma egli aveva ordinato una grande corona composta con le foglie della pianta di alloro del suo giardino, da deporre sulla tomba dello scomparso. Pochi giorni dopo era intenzione dei maiali tenere un grande banchetto funebre in onore del defunto. Napoleon terminò il suo discorso ricordando le due massime favorite da Gondrano: "Lavorerò di più" e: "Il compagno Napoleon ha sempre ragione!", massime, egli disse, che ogni animale avrebbe dovuto adottare come proprie.

Nel giorno stabilito per il banchetto un furgone da droghiere venne da Willingdon alla fattoria a consegnare una grande cassa. Quella notte si udirono fragorosi canti, seguiti da un frastuono come di violento litigio che termino verso le undici con un tremendo frantumar di vetri. Nessuno si mosse nella casa colonica prima del mezzogiorno dell'indomani, e corse voce che, non si sa come, i porci avevano guadagnato danaro bastante all'acquisto di un'altra cassa di whisky.
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