Europa

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serge
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Messaggio da leggere da serge »

Da tempo sono un europeista convinto. Non dell'Europa che legifera su prodotti alimentari e ittici, trascurando problematiche ben più importanti.Non dell'Europa dei “paradisi fiscali “ e della concorrenza sleale ad opera di Paesi che fruiscono di generosi finanziamenti da parte della Comunità europea. Non dell'Europa assente nei grandi problemi del nostro tempo,uno tra tutti quello dei “migranti”.Non dell'Europa senza posizione univoca a fronte delle crisi internazionali.
Da tempo si parla di una Europa da “cambiare”, ma pare che anche la nuova dirigenza europea non abbia intenzione di mutare linea rispetto la precedente. A questo punto servirebbe al nostro Paese un Esecutivo autorevole, con a capo un Presidente del consiglio forte del consenso popolare per ritrattare la nostra partecipazione all'Europa unita e, in mancanza,un'eventuale uscita da un Organismo che allo stato attuale non ha più modo di esistere. Pura utopia la mia?
Bye
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Re: Europa

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L'UE e l'eurone quanto ammmoreeee. Beer4 Beer4 Beer4
L'ipocrita propaganda pace, fratellanza, solidarietà, diritti, prosperità l'hanno proprio studiata bene. Abiti sontuosi e profumati avvolgono lo sterco della sostanza, coprendone finanche il fetore.
L'opinione pubblica è  ben accalappiata con gli occhi foderati di nobili idealismi così da non  vedere a un metro dal proprio naso.
Identificare UE ed Europa è sbagliato.
L’Unione Europea sta portando l'Europa verso lidi opposti a quelli dichiarati nei trattati.
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heyoka
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Re: Europa

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Per quanto mi riguarda, anche io sono un convinto Europeista.
Ma vorrei una Europa senza i grandi Stati ottocenteschi.
Al loro posto dovrebbero trovare spazio tanti piccoli micro stati rappresentativi dei territori e dei popoli.
Italia, Germania, Spagna, Francia, Polonia e Inghilterra dovrebbero essere spezzettate in almeno 5 o 6 stati indipendenti.
Per l' Italia penso a Triveneto, Lombardia, Sicilia e Sardegna come Stati Indipendenti.
Canarie, Catalogna, Paesi Baschi, Baleari e Andalusia per la Spagna.
Provenza, Corsica, Normandia e Bretagna per la Francia.
Baviera, Renania, Sassonia, Berlino e Pomerania per laGermania.
La vita è come un ponte, puoi attraversarla ma non costruirci una casa sopra.
(Proverbio dei Sioux)
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giampieros
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Re: Europa

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heyoka ha scritto: 7 mar 2020, 14:29 Per quanto mi riguarda, anche io sono un convinto Europeista.
Ma vorrei una Europa senza i grandi Stati ottocenteschi.
Al loro posto dovrebbero trovare spazio tanti piccoli micro stati rappresentativi dei territori e dei popoli.
Italia, Germania, Spagna, Francia, Polonia e Inghilterra dovrebbero essere spezzettate in almeno 5 o 6 stati indipendenti.
Per l' Italia penso a Triveneto, Lombardia, Sicilia e Sardegna come Stati Indipendenti.
Canarie, Catalogna, Paesi Baschi, Baleari e Andalusia per la Spagna.
Provenza, Corsica, Normandia e Bretagna per la Francia.
Baviera, Renania, Sassonia, Berlino e Pomerania per laGermania.
Sono d'accordo con Heyoka senza scendere troppo nel particolare. Ogni territorio deciderà la sua collocazione all'interno dell'Unione.
Perchè ci sia un'unione però occorrono alcuni capisaldi. Uno è la moneta unica. L'altro è una politica estera unica da cui deriva un'unica struttura militare a difesa dei confini e degli interessi comuni. Questo sarebbe il minimo dei minimi, tanto per potersi presentare verso l'esterno come uno Stato Sovrano. Mi pare fosse Kissinger che dicesse "se voglio parlare con l'URSS so come fare ma se voglio parlare con l'Europa, qual è il numiero di telefono?"
Per fare un esempio concreto, l'Unione Europea deve difendere la Grecia che è un Paese membro dall'arroganza della Turchia che da sempre è il primo nemico dell'Europa (mamma li turchi...). Invece l'Europa ha trattato la Grecia in maniera inqualificabile: cento volte peggio di quanto l'Europa ed il mondo avessero trattato la Germania che scatenò una guerra mondiale che costò una cinquantina di milioni di morti. Mi sembra un po' più grave dei bilanci falsi della Grecia.
P.S. La Germania, tanto rigorosa, negli ultimi cent'anni ha fatto default quattro volte. La Grecia zero.
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Sayon
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Re: Europa

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giampieros ha scritto: 7 mar 2020, 18:17
heyoka ha scritto: 7 mar 2020, 14:29 Per quanto mi riguarda, anche io sono un convinto Europeista.
Ma vorrei una Europa senza i grandi Stati ottocenteschi.
Al loro posto dovrebbero trovare spazio tanti piccoli micro stati rappresentativi dei territori e dei popoli.
Italia, Germania, Spagna, Francia, Polonia e Inghilterra dovrebbero essere spezzettate in almeno 5 o 6 stati indipendenti.
Per l' Italia penso a Triveneto, Lombardia, Sicilia e Sardegna come Stati Indipendenti.
Canarie, Catalogna, Paesi Baschi, Baleari e Andalusia per la Spagna.
Provenza, Corsica, Normandia e Bretagna per la Francia.
Baviera, Renania, Sassonia, Berlino e Pomerania per laGermania.
Sono d'accordo con Heyoka senza scendere troppo nel particolare. Ogni territorio deciderà la sua collocazione all'interno dell'Unione.
Perchè ci sia un'unione però occorrono alcuni capisaldi. Uno è la moneta unica. L'altro è una politica estera unica da cui deriva un'unica struttura militare a difesa dei confini e degli interessi comuni. Questo sarebbe il minimo dei minimi, tanto per potersi presentare verso l'esterno come uno Stato Sovrano. Mi pare fosse Kissinger che dicesse "se voglio parlare con l'URSS so come fare ma se voglio parlare con l'Europa, qual è il numiero di telefono?"
Per fare un esempio concreto, l'Unione Europea deve difendere la Grecia che è un Paese membro dall'arroganza della Turchia che da sempre è il primo nemico dell'Europa (mamma li turchi...). Invece l'Europa ha trattato la Grecia in maniera inqualificabile: cento volte peggio di quanto l'Europa ed il mondo avessero trattato la Germania che scatenò una guerra mondiale che costò una cinquantina di milioni di morti. Mi sembra un po' più grave dei bilanci falsi della Grecia.
P.S. La Germania, tanto rigorosa, negli ultimi cent'anni ha fatto default quattro volte. La Grecia zero.
Ma siete veramente buffi. Per arrivare alla auspicabile unione federale di "regioni" o "zone" occorre prima passare per un'Europa Federale di Stati. E quindi occorre lavorare per quel primo traguardo, per poter passare al secondo. Ma in Italia prevale il regionalismo, il campanilismo e l' iniziativa personale che di fatto stanno rallentando, se non impedendo del tutto, creazione di un'Europa federale senza la quale i Triveneti e le Baviere diventano solo delle utopie.
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Re: Europa

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Sayon ha scritto: 7 mar 2020, 19:35
giampieros ha scritto: 7 mar 2020, 18:17
heyoka ha scritto: 7 mar 2020, 14:29 Per quanto mi riguarda, anche io sono un convinto Europeista.
Ma vorrei una Europa senza i grandi Stati ottocenteschi.
Al loro posto dovrebbero trovare spazio tanti piccoli micro stati rappresentativi dei territori e dei popoli.
Italia, Germania, Spagna, Francia, Polonia e Inghilterra dovrebbero essere spezzettate in almeno 5 o 6 stati indipendenti.
Per l' Italia penso a Triveneto, Lombardia, Sicilia e Sardegna come Stati Indipendenti.
Canarie, Catalogna, Paesi Baschi, Baleari e Andalusia per la Spagna.
Provenza, Corsica, Normandia e Bretagna per la Francia.
Baviera, Renania, Sassonia, Berlino e Pomerania per laGermania.
Sono d'accordo con Heyoka senza scendere troppo nel particolare. Ogni territorio deciderà la sua collocazione all'interno dell'Unione.
Perchè ci sia un'unione però occorrono alcuni capisaldi. Uno è la moneta unica. L'altro è una politica estera unica da cui deriva un'unica struttura militare a difesa dei confini e degli interessi comuni. Questo sarebbe il minimo dei minimi, tanto per potersi presentare verso l'esterno come uno Stato Sovrano. Mi pare fosse Kissinger che dicesse "se voglio parlare con l'URSS so come fare ma se voglio parlare con l'Europa, qual è il numiero di telefono?"
Per fare un esempio concreto, l'Unione Europea deve difendere la Grecia che è un Paese membro dall'arroganza della Turchia che da sempre è il primo nemico dell'Europa (mamma li turchi...). Invece l'Europa ha trattato la Grecia in maniera inqualificabile: cento volte peggio di quanto l'Europa ed il mondo avessero trattato la Germania che scatenò una guerra mondiale che costò una cinquantina di milioni di morti. Mi sembra un po' più grave dei bilanci falsi della Grecia.
P.S. La Germania, tanto rigorosa, negli ultimi cent'anni ha fatto default quattro volte. La Grecia zero.
Ma siete veramente buffi. Per arrivare alla auspicabile unione federale di "regioni" o "zone" occorre prima passare per un'Europa Federale di Stati. E quindi occorre lavorare per quel primo traguardo, per poter passare al secondo. Ma in Italia prevale il regionalismo, il campanilismo e l' iniziativa personale che di fatto stanno rallentando, se non impedendo del tutto, creazione di un'Europa federale senza la quale i Triveneti e le Baviere diventano solo delle utopie.
A' Sayonne.....non rovinare il sogno a Heyoka....
Anch'io vorrei una Toscana unica e indipendente....ma è un sogno che non vedro' mai realizzato nella mia restante vita..
Forse si comincera' a ragionare di un'Europa federata finita questa sfuriata del virussone...figuriamoci delle regioni stato.
Anche te hai un sogno...quello di vedere FI assurgere a nuovi splendori....e va bene così....non te lo vorrei rovinare....ma sai...quando una cosa è impossibile è veramente impossibile
Ma tu continiua pure a sognare....non fa male!
La realta' è solo un'allucinazione dovuta a carenza di alcol (...un saggio)
"Gli è tutto sbagliato....gli è tutto da rifa'"
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giaguaro
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Re: Europa

Messaggio da leggere da giaguaro »

Mentre approvo in linea di massima quanto affermato nei vari interventi di questa discussione, personalmente ritengo che non si potrà mai considerare uno stato sovrano una nazione dove ci siano tante differenze sociali ed economiche. E' giusto che, ciascun territorio, abbia un proprio governo interno che, conoscendo le esigenze e le aspettative dei propri cittadini, governi nel loro specifico interesse. Ma, se si pensa alle differenze dei costi di produzione ed alle diverse economie esistenti tra le varie nazioni, ritengo impossibile la convivenza. L'Unione Europea sarebbe dovuta nascere, come in effetti è stato, tra le nazioni equivalenti per reddito e attività produttive;ma avrebbe dovuto condizionare l'accesso delle altre nazioni (senza esemplificare) che, per raggiungere il livello delle nazioni fondatrici, hanno bisogno di un cambio di rotta per un periodo di molti anni e forse di qualche decennio.
Se ci aggiungiamo gli effetti della globalizzazione, che porta molti imprenditori dei paesi più progrediti a espatriare con le loro aziende, i danni per l'economia di molte nazioni fondatrici dell'EU sono sicuramente in grave pericolo di sopravvivenza.
Non posso insegnare niente a nessuno, posso solo cercare di farli riflettere - SOCRATE
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Sayon
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Messaggio da leggere da Sayon »

giaguaro ha scritto: 7 mar 2020, 19:56 Mentre approvo in linea di massima quanto affermato nei vari interventi di questa discussione, personalmente ritengo che non si potrà mai considerare uno stato sovrano una nazione dove ci siano tante differenze sociali ed economiche. E' giusto che, ciascun territorio, abbia un proprio governo interno che, conoscendo le esigenze e le aspettative dei propri cittadini, governi nel loro specifico interesse. Ma, se si pensa alle differenze dei costi di produzione ed alle diverse economie esistenti tra le varie nazioni, ritengo impossibile la convivenza. L'Unione Europea sarebbe dovuta nascere, come in effetti è stato, tra le nazioni equivalenti per reddito e attività produttive;ma avrebbe dovuto condizionare l'accesso delle altre nazioni (senza esemplificare) che, per raggiungere il livello delle nazioni fondatrici, hanno bisogno di un cambio di rotta per un periodo di molti anni e forse di qualche decennio.
Se ci aggiungiamo gli effetti della globalizzazione, che porta molti imprenditori dei paesi più progrediti a espatriare con le loro aziende, i danni per l'economia di molte nazioni fondatrici dell'EU sono sicuramente in grave pericolo di sopravvivenza.
Si puo' ancora fare con un nucleo centrale piu' pronto per l' integrazione. In questo caso pero' e' proprio l' Italia la nazione che rallenta tutto con il suo disquilibrio interno e diciamolo apertamente l' ignoranza di una parte eccessiva della popolazione. Occorre infatti avere una cultura simile per per potersi integrare,
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Michelangelo
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Re: Europa

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Concordo con Pescetti&Scherzetti Smiling
Ho sempre detestato il progetto Unione Europea e Euro. Apparve già da subito come una GROSSA fregatura ( eufemisticamente)
L'unica definizione appropriata che mi viene da attribuire alla Ue-Euro, è un Nazismo di nuova concezione.

Penso che si possa essere solidali e amici tra nazioni europee, senza bisogno di stipulare un patto di sangue, che incateni e vincoli tali nazioni.
Ergo, perché sposarsi se si può tranquillamente mantenere una relazione stabile, da conviventi ?

Cambiare e migliorare l'Unione Europea, penso che sia assolutamente impossibile ( utopico, al cubo ); o meglio....è come trasformare nella realtà un burattino di legno in un bambino in carne ed ossa.
Non ci possono essere altre soluzioni contemplabili. USCITA: in fondo a DESTRA! ;)
“Un popolo che dimentica i fasti del patriottismo è un popolo in decadenza. Il passato segna i doveri dell’avvenire.”
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giaguaro
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Re: Europa

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Sayon ha scritto: 7 mar 2020, 21:53
giaguaro ha scritto: 7 mar 2020, 19:56 Mentre approvo in linea di massima quanto affermato nei vari interventi di questa discussione, personalmente ritengo che non si potrà mai considerare uno stato sovrano una nazione dove ci siano tante differenze sociali ed economiche. E' giusto che, ciascun territorio, abbia un proprio governo interno che, conoscendo le esigenze e le aspettative dei propri cittadini, governi nel loro specifico interesse. Ma, se si pensa alle differenze dei costi di produzione ed alle diverse economie esistenti tra le varie nazioni, ritengo impossibile la convivenza. L'Unione Europea sarebbe dovuta nascere, come in effetti è stato, tra le nazioni equivalenti per reddito e attività produttive;ma avrebbe dovuto condizionare l'accesso delle altre nazioni (senza esemplificare) che, per raggiungere il livello delle nazioni fondatrici, hanno bisogno di un cambio di rotta per un periodo di molti anni e forse di qualche decennio.
Se ci aggiungiamo gli effetti della globalizzazione, che porta molti imprenditori dei paesi più progrediti a espatriare con le loro aziende, i danni per l'economia di molte nazioni fondatrici dell'EU sono sicuramente in grave pericolo di sopravvivenza.
Si puo' ancora fare con un nucleo centrale piu' pronto per l' integrazione. In questo caso pero' e' proprio l' Italia la nazione che rallenta tutto con il suo disquilibrio interno e diciamolo apertamente l' ignoranza di una parte eccessiva della popolazione. Occorre infatti avere una cultura simile per per potersi integrare,
Penso che il maggiore condizionamento che porta l'Italia in fondo ala classifica sia dovuto allo stratosferico debito pubblico creato da tutti i governi che si sono succeduti nel passato fino ad oggi e, senza forse, nel futuro, finchè non ci crollerà il mondo addosso. Se non ci sarà un cambio di rotta, con governi che tengano in considerazione l'oculatezza nel programma delle spese ed il risparmio massimo possibile, compresa l'incentivazione dell'imprenditoria privata, vista la ridotta competenza di molte burorocrazie statali, regionali e comunali a creare posti di lavoro produttivi, più che assistenziali, l'Italia rimarrà sicuramente in recessione per lungo tempo.
Personalmente, come vecchio pensionato, penso che ne potrei conoscere le conseguenze nel breve periodo; ma, data l'età, il danno che abbiamo creato lo lasceremi in eredità ai nostri figli e a tuttti i nostri discendenti!
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Re: Europa

Messaggio da leggere da serge »

giaguaro ha scritto: 7 mar 2020, 19:56 Mentre approvo in linea di massima quanto affermato nei vari interventi di questa discussione, personalmente ritengo che non si potrà mai considerare uno stato sovrano una nazione dove ci siano tante differenze sociali ed economiche. E' giusto che, ciascun territorio, abbia un proprio governo interno che, conoscendo le esigenze e le aspettative dei propri cittadini, governi nel loro specifico interesse. Ma, se si pensa alle differenze dei costi di produzione ed alle diverse economie esistenti tra le varie nazioni, ritengo impossibile la convivenza. L'Unione Europea sarebbe dovuta nascere, come in effetti è stato, tra le nazioni equivalenti per reddito e attività produttive;ma avrebbe dovuto condizionare l'accesso delle altre nazioni (senza esemplificare) che, per raggiungere il livello delle nazioni fondatrici, hanno bisogno di un cambio di rotta per un periodo di molti anni e forse di qualche decennio.
Se ci aggiungiamo gli effetti della globalizzazione, che porta molti imprenditori dei paesi più progrediti a espatriare con le loro aziende, i danni per l'economia di molte nazioni fondatrici dell'EU sono sicuramente in grave pericolo di sopravvivenza.
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Re: Europa

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Michelangelo ha scritto: 7 mar 2020, 22:10 Ho sempre detestato il progetto Unione Europea e Euro. Apparve già da subito come una GROSSA fregatura
ho sempre apprezzato l'unione europea, e da quando ho cominciato a interessarmi di economia, provato un grande schifo per l'euro, e soprattutto per i suoi artefici e sostenitori.

è gia buona cosa che tu ti sia ricordato che UE e euro non sono sinonimi, l'euro è la malattia che uccidera l'UE, ma probabilmente prima ucciderà l'italia.
"Non avrete nulla e sarete felici". e se non fossi felice? "non ti preoccupare, ti cureremo"
Davos agenda 2030.
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Re: Europa

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giaguaro ha scritto: 8 mar 2020, 8:48
Sayon ha scritto: 7 mar 2020, 21:53
giaguaro ha scritto: 7 mar 2020, 19:56 Mentre approvo in linea di massima quanto affermato nei vari interventi di questa discussione, personalmente ritengo che non si potrà mai considerare uno stato sovrano una nazione dove ci siano tante differenze sociali ed economiche. E' giusto che, ciascun territorio, abbia un proprio governo interno che, conoscendo le esigenze e le aspettative dei propri cittadini, governi nel loro specifico interesse. Ma, se si pensa alle differenze dei costi di produzione ed alle diverse economie esistenti tra le varie nazioni, ritengo impossibile la convivenza. L'Unione Europea sarebbe dovuta nascere, come in effetti è stato, tra le nazioni equivalenti per reddito e attività produttive;ma avrebbe dovuto condizionare l'accesso delle altre nazioni (senza esemplificare) che, per raggiungere il livello delle nazioni fondatrici, hanno bisogno di un cambio di rotta per un periodo di molti anni e forse di qualche decennio.
Se ci aggiungiamo gli effetti della globalizzazione, che porta molti imprenditori dei paesi più progrediti a espatriare con le loro aziende, i danni per l'economia di molte nazioni fondatrici dell'EU sono sicuramente in grave pericolo di sopravvivenza.
Si puo' ancora fare con un nucleo centrale piu' pronto per l' integrazione. In questo caso pero' e' proprio l' Italia la nazione che rallenta tutto con il suo disquilibrio interno e diciamolo apertamente l' ignoranza di una parte eccessiva della popolazione. Occorre infatti avere una cultura simile per per potersi integrare,
Penso che il maggiore condizionamento che porta l'Italia in fondo ala classifica sia dovuto allo stratosferico debito pubblico creato da tutti i governi che si sono succeduti nel passato fino ad oggi e, senza forse, nel futuro, finchè non ci crollerà il mondo addosso. Se non ci sarà un cambio di rotta, con governi che tengano in considerazione l'oculatezza nel programma delle spese ed il risparmio massimo possibile, compresa l'incentivazione dell'imprenditoria privata, vista la ridotta competenza di molte burorocrazie statali, regionali e comunali a creare posti di lavoro produttivi, più che assistenziali, l'Italia rimarrà sicuramente in recessione per lungo tempo.
Personalmente, come vecchio pensionato, penso che ne potrei conoscere le conseguenze nel breve periodo; ma, data l'età, il danno che abbiamo creato lo lasceremi in eredità ai nostri figli e a tuttti i nostri discendenti!
Caro amico,anch'io sono un diversamente giovane pensionato: forse per questo abbiamo spesso identità di vedute. Ah, la vecchia guardia........
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Re: Europa

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giaguaro ha scritto: 8 mar 2020, 8:48 il danno che abbiamo creato lo lasceremi in eredità ai nostri figli e a tuttti i nostri discendenti!
che strano, quando io morirò i miei eredi, dopo qualche lacrimuccia (spero) andranno dal'esecutore testamentario con un sorriso a trentadue denti per spartirsi le (non) povere spoglie.

"Per contribuire a una lettura più equilibrata della realtà abbiamo aperto questo blog, ispirato al noto pensiero di Pippo: “è strano come una discesa vista dal basso somigli a una salita”. Una verità semplice, ma dalle applicazioni non banali..."
A. Bagnai.
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Re: Europa

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RedWine ha scritto: 8 mar 2020, 9:43
Michelangelo ha scritto: 7 mar 2020, 22:10 Ho sempre detestato il progetto Unione Europea e Euro. Apparve già da subito come una GROSSA fregatura
ho sempre apprezzato l'unione europea, e da quando ho cominciato a interessarmi di economia, provato un grande schifo per l'euro, e soprattutto per i suoi artefici e sostenitori.

è gia buona cosa che tu ti sia ricordato che UE e euro non sono sinonimi, l'euro è la malattia che uccidera l'UE, ma probabilmente prima ucciderà l'italia.
Concordo: L'euro penso che ucciderà l'Italia ( se non esce al più presto)
Penso che siano due progetti legati, gemellari, con la medesima finalità. Se si smonta l'Euro, si vanifica il lavoro scrupolosamente distruttivo dell'unione Europea.
Cos'è l'Unione Europea, nei fatti? altro non è che rinunciare tutti al proprio sviluppo e benessere, per omaggiarlo alla Germania.
Non c'è traccia di democrazia o di solidarietà nell'Unione. Troppo "potere", tutto a senso unico.

Ritengo che non avrebbero mai creato l'Unione Europea se non ci fosse stato anche l'Euro, che ne avrebbe enfatizzato gli effetti deleteri.
Poi, tra i due progetti, indubbiamente fu peggiore l'idea di creare una moneta unica per nazioni con economie diverse (pura follia). Privando una nazione della sovranità monetaria, è condannata a morte.

P.S. Bisogna fare un distinguo da come NOI concepiamo e vorremmo che fosse una Unione Europea -nome ingannevole-( perché tendiamo ad essere in buona fede) e da come l'avevano in mente i fondatori. Dalle informazioni NON mainstream, si evince che nacque con l'intento di depotenziare le nazioni e annullarne le identità. E ci sono riusciti perfettamente.
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