"Chi scappa dalla guerra è mio fratello".

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porterrockwell
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Re: "Chi scappa dalla guerra è mio fratello".

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Giurista ha scritto: 4 gen 2020, 17:51
porterrockwell ha scritto: 4 gen 2020, 17:47
Giurista ha scritto: 4 gen 2020, 17:14
porterrockwell ha scritto: 4 gen 2020, 17:11 Chi fugge dalla guerra non piace all'ANPI. I partigiani scapparono dalla guerra rifugiandosi in Puglia o in Calabria già liberate?
Che?
Ah, fa il nesci eccellenza ? I partigiani del nord Italia andarono in montagna o si imbarcarono su bragozzi (come Garibaldi a Cesenatico) per riparare al sud e fuggire dalla guerra?
Si, va bene. Ma che centra con l'oggetto della discussione?
C'entra che chi fugge dalla guerra, in maggioranza giovani maschi, lasciando sul campo genitori, fratelli e sorelle mi fanno schifo come facevano schifo a Dante gli ignavi
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Sayon
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Re: "Chi scappa dalla guerra è mio fratello".

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C'entra nel senso che Salvini ha SBAGLIATO a parlare, ha SBAGLIATO a buttarsi dietro Trump senza sapere neanche il possibile motivo per una guerra, e HA DETTO COSE IN CONTRASTO cone le sue centinaia di dichiarazioni anti-immigranti. E CHIUNQUE appoggi una guerra, sbaglia perche' la funzione dell' Italia (fra l'altro fino a pochi anni fa grande partner economico dell' Iran dovrebbe essere quella di PACIERE fra le nazioni e non comportarsi come una nazione belligerante o vogliosa di esserlo come fanno i Francesi. L' Italia sarebbe fra l' altro la PRIMA VITTIMA di una eventuale guerra data la distanza limitata dal Medio Oriente. Trump SE NE FREGA se l' Italia fosse bombardata o vittima di attentati terroristi. Se ancora non lo avete capito, ve lo dico io che vivo molti mesi negli USA. Questo Presidente e' un tremendo egoista e pensa per prima cosa agli affari suoi personali, in secondo tempo a quelli della sua famiglia e degli USA. E usa a suo piacimento i piccoli idioti come Salvini che gli fanno la corte senza in realta' ricevere alcuna attenzione. Le guerre e' meglio farle fare agli altri, l' Italia come Paese altamente civile dovrebbe solo cercare di evitarle a se stessa ed agli altri.
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Giurista
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Re: "Chi scappa dalla guerra è mio fratello".

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porterrockwell ha scritto: 4 gen 2020, 18:01
Giurista ha scritto: 4 gen 2020, 17:51
porterrockwell ha scritto: 4 gen 2020, 17:47
Giurista ha scritto: 4 gen 2020, 17:14

Che?
Ah, fa il nesci eccellenza ? I partigiani del nord Italia andarono in montagna o si imbarcarono su bragozzi (come Garibaldi a Cesenatico) per riparare al sud e fuggire dalla guerra?
Si, va bene. Ma che centra con l'oggetto della discussione?
C'entra che chi fugge dalla guerra, in maggioranza giovani maschi, lasciando sul campo genitori, fratelli e sorelle mi fanno schifo come facevano schifo a Dante gli ignavi
Purtroppo il tuo sdegno non servirebbe a fermare un'eventuale ondata di profughi.
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Re: "Chi scappa dalla guerra è mio fratello".

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Giurista ha scritto: 4 gen 2020, 16:09
giampieros ha scritto: 4 gen 2020, 15:42 La violenza sulle donne; il femminicidio; le molestie sul posto di lavoro; la disparità di trattamento salariale; la dignità della persona; la discriminazione di genere; l'omofobia; lo Stato di Diritto; la negazione della Shoah; l'antisemitismo; le libertà personali; il giusto processo...
Io ci credo e non a corrente alternata. Visto che ci credo, cosa mai dovrei pensare riguardo al blitz degli Stati Uniti contro un pericolosissimo terrorista islamico che si chiamava Kassem Soleimani? Penso che abbiano fatto bene ad ammazzarlo e che da questo episodio si riesca ad infliggere al mostruoso regime degli Ayatollah un colpo mortale. Un colpo mortale all'Iran.
L'Iran...Dove una avvocatessa per i diritti umani, Nasrin Sotoudeh, è stata condannata a 38 anni di carcere e 148 frustate; dove le "presunte adultere" (è sufficiente la testimonianza di tre uomini) vengono lapidate e ai ladri viene tagliata la mano;
dove tre donne sono state punite con ottanta frustate perché ascoltavano musica; dove i gay vengono impiccati; dove il governo predica giornalmente la distruzione di Israele e la persecuzione degli ebrei ovunque siano nel mondo... mi fermo qui perché sulle nefandezze dell'Iran ci sarebbero da scrivere libri su libri. Per i nostri " guardiani del pensiero" che di questi temi
si ergono a garanti solo quando Salvini non fa sbarcare per una settimana un centinaio di migranti irregolari al sicuro su una nave attraccata alla banchina, curati e rifocillati (minori e malati già sbarcati), ecco, per questi guardiani del pensiero, ciò che succede in Iran è marginale.
Loro, i nemici dell'umanità li hanno già ben identificati: Donald Trump, Boris Johnson; Matteo Salvini; Jair Bolsonaro. Questi sono il vero pericolo per la democrazia e la libertà... soprattutto perché noi, fascisti, razzisti, xenofobi, nazisti, sovranisti, populisti, omofobi e anche un po' figli di puttana li votiamo pure!
Cosa rispondere? Eh, una parola di origine partenopea e di grillina memoria è l'unica che mi viene in mente.
Stai facendo un minestrone. L' Iran e i suoi capi politici non sono i soli a calpestare i diritti umani nel mondo. La questione non è questa.
Il problema è quello di riuscire a prendere una posizione che non sia ambigua e di farlo senza mettere a rischio la nostra sicurezza; abbiamo contingenti italiani in quelle zone e non so quanto sia saggio prendere una posizione anche quando non si conoscono i veri motivi dell'attacco.
Tantovale mettersi contro al regime di Kim Jong-un...no lui è ancor più pericoloso.
Ah, c'è ben altro! Certo, c'è Kim Jong... allora non facciamo niente! Rimaniamo fermi immobili; paralizzati dalla paura. Stiamo fermi! Ne va della nostra sicurezza... e se quelli si arrabbiano? Meglio stare zitti; zitti e fermi! O ci svegliamo subito, noi europei intendo... noi europei o noi occidentali. O ci svegliamo subito o fra qualche decennio (penso pochi) ci svegliano loro...
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Re: "Chi scappa dalla guerra è mio fratello".

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giampieros ha scritto: 4 gen 2020, 20:05
Giurista ha scritto: 4 gen 2020, 16:09
giampieros ha scritto: 4 gen 2020, 15:42 La violenza sulle donne; il femminicidio; le molestie sul posto di lavoro; la disparità di trattamento salariale; la dignità della persona; la discriminazione di genere; l'omofobia; lo Stato di Diritto; la negazione della Shoah; l'antisemitismo; le libertà personali; il giusto processo...
Io ci credo e non a corrente alternata. Visto che ci credo, cosa mai dovrei pensare riguardo al blitz degli Stati Uniti contro un pericolosissimo terrorista islamico che si chiamava Kassem Soleimani? Penso che abbiano fatto bene ad ammazzarlo e che da questo episodio si riesca ad infliggere al mostruoso regime degli Ayatollah un colpo mortale. Un colpo mortale all'Iran.
L'Iran...Dove una avvocatessa per i diritti umani, Nasrin Sotoudeh, è stata condannata a 38 anni di carcere e 148 frustate; dove le "presunte adultere" (è sufficiente la testimonianza di tre uomini) vengono lapidate e ai ladri viene tagliata la mano;
dove tre donne sono state punite con ottanta frustate perché ascoltavano musica; dove i gay vengono impiccati; dove il governo predica giornalmente la distruzione di Israele e la persecuzione degli ebrei ovunque siano nel mondo... mi fermo qui perché sulle nefandezze dell'Iran ci sarebbero da scrivere libri su libri. Per i nostri " guardiani del pensiero" che di questi temi
si ergono a garanti solo quando Salvini non fa sbarcare per una settimana un centinaio di migranti irregolari al sicuro su una nave attraccata alla banchina, curati e rifocillati (minori e malati già sbarcati), ecco, per questi guardiani del pensiero, ciò che succede in Iran è marginale.
Loro, i nemici dell'umanità li hanno già ben identificati: Donald Trump, Boris Johnson; Matteo Salvini; Jair Bolsonaro. Questi sono il vero pericolo per la democrazia e la libertà... soprattutto perché noi, fascisti, razzisti, xenofobi, nazisti, sovranisti, populisti, omofobi e anche un po' figli di puttana li votiamo pure!
Cosa rispondere? Eh, una parola di origine partenopea e di grillina memoria è l'unica che mi viene in mente.
Stai facendo un minestrone. L' Iran e i suoi capi politici non sono i soli a calpestare i diritti umani nel mondo. La questione non è questa.
Il problema è quello di riuscire a prendere una posizione che non sia ambigua e di farlo senza mettere a rischio la nostra sicurezza; abbiamo contingenti italiani in quelle zone e non so quanto sia saggio prendere una posizione anche quando non si conoscono i veri motivi dell'attacco.
Tantovale mettersi contro al regime di Kim Jong-un...no lui è ancor più pericoloso.
Ah, c'è ben altro! Certo, c'è Kim Jong... allora non facciamo niente! Rimaniamo fermi immobili; paralizzati dalla paura. Stiamo fermi! Ne va della nostra sicurezza... e se quelli si arrabbiano? Meglio stare zitti; zitti e fermi! O ci svegliamo subito, noi europei intendo... noi europei o noi occidentali. O ci svegliamo subito o fra qualche decennio (penso pochi) ci svegliano loro...
Quell'attacco è l'equivalente del svegliare il can che dorme.
Ci sono degli accordi internazionali con Europa per la regolamentazione del nucleare e l'uso dell'uranio che, a causa dell'attacco USA, ora valgono come carta straccia.
Non siamo più negli anni 20 del 900.
La democrazia è il potere di un popolo informato.
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Giurista
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Re: "Chi scappa dalla guerra è mio fratello".

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Un sovranista oltre a voler che
nessuno si intrometta nelle cose di casa propria, si guarderà dall'immischiarsi nei fatti altrui.
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Re: "Chi scappa dalla guerra è mio fratello".

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Giurista ha scritto: 4 gen 2020, 21:59 Un sovranista oltre a voler che
nessuno si intrometta nelle cose di casa propria, si guarderà dall'immischiarsi nei fatti altrui.
Quando però questi fatti possono creare seri problemi a casa propria (e nella fattispecie parliamo di immigrazione, terrorismo, sicurezza nazionale e, più in generale l'economia europea), sì che dovrà interessarsi e dare il suo contributo. ;)
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Sayon
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Re: "Chi scappa dalla guerra è mio fratello".

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Shamash ha scritto: 4 gen 2020, 23:14
Giurista ha scritto: 4 gen 2020, 21:59 Un sovranista oltre a voler che
nessuno si intrometta nelle cose di casa propria, si guarderà dall'immischiarsi nei fatti altrui.
Quando però questi fatti possono creare seri problemi a casa propria (e nella fattispecie parliamo di immigrazione, terrorismo, sicurezza nazionale e, più in generale l'economia europea), sì che dovrà interessarsi e dare il suo contributo. ;)
Ricordatevi del bombardamento dell' Irak, creato dagli USA quando era CERTO (la uN aveva le prove) che quella nazione non aveva ne' armi nucleari ne chimiche. Trump sta facendo lo stesso gioco di Bush e anche quello di Johnson nel caso del Vietnam. E' un gioco pericoloso che fa nel momento che deve evitare di essere condannato (impeached) e di perdere le elezioni. Gli Italiani devono fare i PACIERI e non i leccapiedi USA pro Trump. Se scoppiasse una guerra o una ritorsione chi paghera' i danni saranno l' Italia e l' Europa.
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Giurista
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Re: "Chi scappa dalla guerra è mio fratello".

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Shamash ha scritto: 4 gen 2020, 23:14
Giurista ha scritto: 4 gen 2020, 21:59 Un sovranista oltre a voler che
nessuno si intrometta nelle cose di casa propria, si guarderà dall'immischiarsi nei fatti altrui.
Quando però questi fatti possono creare seri problemi a casa propria (e nella fattispecie parliamo di immigrazione, terrorismo, sicurezza nazionale e, più in generale l'economia europea), sì che dovrà interessarsi e dare il suo contributo. ;)
Ma è proprio quell'attacco che potrebbe alimentare tutto ciò.
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Re: "Chi scappa dalla guerra è mio fratello".

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Giurista ha scritto: 5 gen 2020, 9:38 Ma è proprio quell'attacco che potrebbe alimentare tutto ciò.
Shamash ha scritto: 4 gen 2020, 23:14 sì che dovrà interessarsi e dare il suo contributo.
Mi riferisco al monitorare la situazione e agire affinché si possa arginare la possibile escalation di violenza innescata dal gesto degli USA.
Loro colpiscono, ma sono a migliaia di chilometri di distanza, mentre noi, che non c'entriamo nulla, ci ritroviamo la patata bollente a causa della prossimità geografica e degli impegni assunti sul fronte internazionale. Stare solo a guardare può essere assai rischioso e l'azione diplomatica può essere la soluzione ideale, ma non sarà affatto facile.
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Re: "Chi scappa dalla guerra è mio fratello".

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Mi riferisco al monitorare la situazione e agire affinché si possa arginare la possibile escalation di violenza innescata dal gesto degli USA.
Loro colpiscono, ma sono a migliaia di chilometri di distanza, mentre noi, che non c'entriamo nulla, ci ritroviamo la patata bollente a causa della prossimità geografica e degli impegni assunti sul fronte internazionale. Stare solo a guardare può essere assai rischioso e l'azione diplomatica può essere la soluzione ideale, ma non sarà affatto facile.
Ammetto di essere un pò confuso riguardo agli sviluppi di questa situazione, non so se quel generale era un patriota o un violento provocatore , le notizie in giro sono discordanti ,dipende dal punto di vista , e non so neppure se la violenza è stata innestata dagli usa oppure era una risposta a precedenti di violenza locale
Quello di cui sono certo è che i richiami generici alla diplomazia valgono ben poco se gli interessi in ballo sono potere internazionale dato dal petrolio e fanatismo religioso con annesse guerre interne anche tra musulmani di varie tendenze
La diplomazia dovrebbe servire soprattutto a difendere i nostri interessi più di quelli altrui ,e difendere i nostri interessi vuol dire includere anche un minimo esodo verso di noi...ci sono tanti paesi arabi straricchi in grado di sostenere altri arabi meno fortunati
“Se un uomo è uno stupido, non lo emancipi dalla sua stupidità col mandarlo all'università. Semplicemente lo trasformi in uno stupido addestrato, dieci volte più pericoloso.”
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Re: "Chi scappa dalla guerra è mio fratello".

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Dici bene, dipende dai punti di vista.
Gli USA attribuiscono al generale la responsabilità di violenze e attacchi alle proprie delegazioni mentre in patria è visto come un patriota e non come un terrorista (essendo membro dell'esercito non opera in modo losco come i terroristi, ma è appoggiato dal Paese).
Gasiot ha scritto: 5 gen 2020, 10:36 ...ci sono tanti paesi arabi straricchi in grado di sostenere altri arabi meno fortunati
Attenzione, purtroppo non è così semplice. Ci sono differenti vedute fra le due più grandi aree culturali (sciiti e sunniti) e trovi la suddivisione per aree geografiche.
Il discorso diplomatico serve principalmente per arginare le violenze e le [quasi certe] ricadute che ci saranno e che inevitabilmente riguarderanno tutto l'Occidente, seppur in modalità differenti. Ecco perché è necessario coordinare le operazioni in modo assai oculato, con persone che conoscono bene le sfaccettature religiose, culturali e sociali delle zone interessate.
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Re: "Chi scappa dalla guerra è mio fratello".

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Sayon ha scritto: 5 gen 2020, 1:51
Shamash ha scritto: 4 gen 2020, 23:14
Giurista ha scritto: 4 gen 2020, 21:59 Un sovranista oltre a voler che
nessuno si intrometta nelle cose di casa propria, si guarderà dall'immischiarsi nei fatti altrui.
Quando però questi fatti possono creare seri problemi a casa propria (e nella fattispecie parliamo di immigrazione, terrorismo, sicurezza nazionale e, più in generale l'economia europea), sì che dovrà interessarsi e dare il suo contributo. ;)
Ricordatevi del bombardamento dell' Irak, creato dagli USA quando era CERTO (la uN aveva le prove) che quella nazione non aveva ne' armi nucleari ne chimiche. Trump sta facendo lo stesso gioco di Bush e anche quello di Johnson nel caso del Vietnam. E' un gioco pericoloso che fa nel momento che deve evitare di essere condannato (impeached) e di perdere le elezioni. Gli Italiani devono fare i PACIERI e non i leccapiedi USA pro Trump. Se scoppiasse una guerra o una ritorsione chi paghera' i danni saranno l' Italia e l' Europa.
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Re: "Chi scappa dalla guerra è mio fratello".

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Shamash ha scritto: 5 gen 2020, 10:46 Dici bene, dipende dai punti di vista.
Gli USA attribuiscono al generale la responsabilità di violenze e attacchi alle proprie delegazioni mentre in patria è visto come un patriota e non come un terrorista (essendo membro dell'esercito non opera in modo losco come i terroristi, ma è appoggiato dal Paese).
Gasiot ha scritto: 5 gen 2020, 10:36 ...ci sono tanti paesi arabi straricchi in grado di sostenere altri arabi meno fortunati
Attenzione, purtroppo non è così semplice. Ci sono differenti vedute fra le due più grandi aree culturali (sciiti e sunniti) e trovi la suddivisione per aree geografiche.
Il discorso diplomatico serve principalmente per arginare le violenze e le [quasi certe] ricadute che ci saranno e che inevitabilmente riguarderanno tutto l'Occidente, seppur in modalità differenti. Ecco perché è necessario coordinare le operazioni in modo assai oculato, con persone che conoscono bene le sfaccettature religiose, culturali e sociali delle zone interessate.
lo so che ci sono differenze tra siiti e sunniti ma sono sempre inferiori tra quelle che ci sono tra i seguaci di maometto ed i cristiani , è anche interessante questa cartina della rai
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Re: "Chi scappa dalla guerra è mio fratello".

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Gasiot ha scritto: 5 gen 2020, 15:00
Shamash ha scritto: 5 gen 2020, 10:46 Dici bene, dipende dai punti di vista.
Gli USA attribuiscono al generale la responsabilità di violenze e attacchi alle proprie delegazioni mentre in patria è visto come un patriota e non come un terrorista (essendo membro dell'esercito non opera in modo losco come i terroristi, ma è appoggiato dal Paese).
Gasiot ha scritto: 5 gen 2020, 10:36 ...ci sono tanti paesi arabi straricchi in grado di sostenere altri arabi meno fortunati
Attenzione, purtroppo non è così semplice. Ci sono differenti vedute fra le due più grandi aree culturali (sciiti e sunniti) e trovi la suddivisione per aree geografiche.
Il discorso diplomatico serve principalmente per arginare le violenze e le [quasi certe] ricadute che ci saranno e che inevitabilmente riguarderanno tutto l'Occidente, seppur in modalità differenti. Ecco perché è necessario coordinare le operazioni in modo assai oculato, con persone che conoscono bene le sfaccettature religiose, culturali e sociali delle zone interessate.
lo so che ci sono differenze tra siiti e sunniti ma sono sempre inferiori tra quelle che ci sono tra i seguaci di maometto ed i cristiani , è anche interessante questa cartina della rai
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Cartina troppo simplicistica ed inadeguata. La situazione e' ben piu complessa sia geograficamente sia politicamente. Tanto per cominciare l' Arabia Saudita e' quasi tutto deserto ed e' il centro della religione mussulmana (per tutti) essendo la sede della Mecca. Poi i Sunniti sono tradizionalmente piu' "forti" in alcune regioni anche quando sono in minoranza occupando spesso le posizioni politiche o militari piu forti. Quindi la cartina serve solo a confondere le idee. Quella che la renderebbe piu' conforme e' invece una cartina che indichi CHI e' al comando e quale sia la sua carica (re? dittatore? ayatollah? capo militare?) ricordando che nel mondo arabo, "andare al potere" significa farlo con la violenza o per eredita'.
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