L’uomo che trasbordò il PCI da Stalin a Rockefeller

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Vento
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L’uomo che trasbordò il PCI da Stalin a Rockefeller

Messaggio da leggere da Vento »

L’uomo che trasbordò il PCI da Stalin a Rockefeller –
Via Congresso Ebraico


Maurizio Blondet 22 Settembre 2023


Caduto il Muro, davanti al PCI si apriva l’abisso. Rischiava sparire e diventare impresentabile anche il partito comunista più grosso dell’Occidente, con tutta la sua rete di solidi interessi . Come gli fu restituita la verginità agli occhi dell’Occidente? Un mio articoletto di allora:

Ricordo ancora con ammirato stupore la disinvolta velocità con cui Occhetto, capo dell’allora più grosso partito comunista d’Occidente, che viveva di pagamenti da Mosca, si recò in visita dal miliardario ‘canadese’ Edgar Bronfman capo del Congresso Ebraico mondiale, per fare sdoganare sé e il PCI presso i poteri del capitalismo globale. Bronfman, che oltre che padrone della Seagram (Whisky) era anche insignito dal regime della Germania Est della massima onorificenza comunista, la Stella dell’amicizia dei Popoli, aveva già reso lo stesso servizio a Gorbaciov;.

Edgard Bronfman fece avere all’URSS di Gorbaciov lo status di “nazione più favorita” ossia dazi di favore dagli Usa, nonché l’abilitazione dei media occidentali come progressista e liberal non più comunista, in cambio della libera emigrazione di milioni di ebrei sovietici in Israele: la forte colonia russa nello Stato sionista risale a quell’affare.

Poche ore dopo l’incontro col miliardario ebreo – maggio 1989 – Occhetto fu fatto incontrare (cito da Repubblica) “con David Rockefeller”, fu intervistato dai “ due maggiori quotidiani Usa: il Washingon Post e il New York Times”, rese omaggio “al cimitero di Harlington, dove riposano i fratelli Kennedy, e al monumento ai caduti del Vietnam”, e poi fu impegnato in “una fitta serie di colloqui con esponenti del Congresso” Usa. Tenne anche “conferenze pubbliche al Carnegie Endowment for Peace di Washington, e al Council on Foreign Relations”.

Penso sia inutile precisare che in quel fruttuoso viaggio, Occhetto fu accompagnato da un solo altro esponente del comunismo: Giorgio Napolitano. Ne uscì, lui e il partito, candeggiato e legittimato a prendere il potere in Italia al posto della DC: ovviamente dopo libere elezioni. Aiutato, è vero, dalla valorosa magistratura che, con geometrica sincronicità, gli spazzò via i partiti potenzialmente concorrenti, la DC di Andreotti e Forlani e il Psi di Craxi con la leggendaria operazione “Mani Pulite”.

Fu il più acrobatico e ammirevole salto sul carro del vincitore cui abbia assistito nella mia vita. Abbandonata la classe operaia alla grandine della globalizzazione e alla concorrenza dei salari cinesi messicani, romeni – la deindustrializzazione, il massacro salariale del ‘proletariato’ – , il PCI si dedicò a difendere “minoranze oppresse” più comode: i finocchi, e i parassiti pubblici, anzitutto, oossia le lucrose cariche di sottogoverno che occupò totalmente..

Ma il punto veramente stupefacente fu il nuovo atteggiamento dei dirigenti e della “cultura di sinistra” al completo: il comunismo e la sua storia di sangue e di gloria, non li riguardava più. I suoi delitti, i milioni di morti – crimini che i dirigenti PCI e i suoi intellettuali organici avevano giustificato, anzi rivendicato come necessari passi della “dittatura del proletariato” nell’avanzata verso la “società senza classi” in mezzo secolo di dibattiti e scontri dialettici (e fisici) con noi anticomunisti – non avevano più niente a che fare con loro.

Per anni ed anni, essere comunisti o compagni di strada, è stato di moda. Era “attuale” e moderno, faceva stile essere rosso.

Da allora, a nessuno di essi è mai capitato di usare il linguaggio marxiano: ed è gente che per anni ha frequentato la “scuola di formazione politica alle Frattocchie”, dove di quel linguaggio, e di quella filosofia si veniva imbevuti. Erano diventati un foglio bianco.

A me è capitato di citare Marx, di difendere la sua critica al capitalismo globale (una pars destruens veramente profetica); a loro, mai. D’Alema bombardava l’antico compagno Milosevic con la NATO, e si comprava lo yacht da regate da un paio di miliardi di lire, come se mai avesse letto la sardonica frase di Karl sul “modo di esistenza che crea la coscienza” (traduco: chi vive da ricco, pensa e giudica da ricco e difende il sistema sociale anche più ingiusto, perché lo sente naturale e meritevole). E Walter Veltroni? “Mai stato comunista”, disse. Ed era iscritto al Pci dall’età di 14 anni. Credeva d’essersi iscritto ad una bocciofila.

Per anni ed anni, essere comunisti o compagni di strada, è stato di moda. Era “attuale” e moderno, faceva stile essere rosso. Era “la tendenza del momento” per cui si veniva invitati nelle tv, a scrivere opinioni sui grandi giornali, nei salotti buoni, negli ambienti che contano, e nelle direzioni mediatiche potenti.

S’intende che sono rimasti di moda, adottando le mode sociali della sinistra “attuale”: non più quella totalitaria (su cui avevano giurato, e che volevano imporre al Paese), ma quella libertaria. Radical-chic. Sessantottina. Edonista. Paolo Mieli, allora direttore del Corriere, indicò la strada:con articoli che proclamavano “il ritorno al Privato”. Prima, era stato di moda il contrario: “Il Privato è politico”, “Tutto è politica”, la ”rivoluzione sociale, il collettivismo” richiedevano il sacrificio di ogni intimità. Adesso, contrordine compagni: tornate al privato. Agli amori, agli ed alle amanti dei vari sessi, alle regate, alle cene sulle terrazze romane immortalate da Ettore Scola, alle vacanze intelligenti fra “noi che siamo à la page”. I Vip Non aspettavano altro, gli intellettuali ..

Come ricorda Cesare Sacchettti:
Morto Giorgio Napolitano. Si chiude il ciclo del 2011 che portò ad una interminabile serie di presidenti del Consiglio direttamente scelti da Londra, Bruxelles e dai club segreti transnazionali. Si chiude il ciclo di uno degli uomini che guidò la transizione dalla Prima Repubblica alla Seconda Repubblica voluta dallo stato profondo di Washington. Si sta chiudendo un’epoca. L’epoca dei tradimenti contro l’Italia.


https://www.maurizioblondet.it/luomo-ch ... o-ebraico/
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nerorosso
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Re: L’uomo che trasbordò il PCI da Stalin a Rockefeller

Messaggio da leggere da nerorosso »

Vento ha scritto: 22 set 2023, 22:59 L’uomo che trasbordò il PCI da Stalin a Rockefeller –
Via Congresso Ebraico


Maurizio Blondet 22 Settembre 2023


Caduto il Muro, davanti al PCI si apriva l’abisso. Rischiava sparire e diventare impresentabile anche il partito comunista più grosso dell’Occidente, con tutta la sua rete di solidi interessi . Come gli fu restituita la verginità agli occhi dell’Occidente? Un mio articoletto di allora:

Ricordo ancora con ammirato stupore la disinvolta velocità con cui Occhetto, capo dell’allora più grosso partito comunista d’Occidente, che viveva di pagamenti da Mosca, si recò in visita dal miliardario ‘canadese’ Edgar Bronfman capo del Congresso Ebraico mondiale, per fare sdoganare sé e il PCI presso i poteri del capitalismo globale. Bronfman, che oltre che padrone della Seagram (Whisky) era anche insignito dal regime della Germania Est della massima onorificenza comunista, la Stella dell’amicizia dei Popoli, aveva già reso lo stesso servizio a Gorbaciov;.

Edgard Bronfman fece avere all’URSS di Gorbaciov lo status di “nazione più favorita” ossia dazi di favore dagli Usa, nonché l’abilitazione dei media occidentali come progressista e liberal non più comunista, in cambio della libera emigrazione di milioni di ebrei sovietici in Israele: la forte colonia russa nello Stato sionista risale a quell’affare.

Poche ore dopo l’incontro col miliardario ebreo – maggio 1989 – Occhetto fu fatto incontrare (cito da Repubblica) “con David Rockefeller”, fu intervistato dai “ due maggiori quotidiani Usa: il Washingon Post e il New York Times”, rese omaggio “al cimitero di Harlington, dove riposano i fratelli Kennedy, e al monumento ai caduti del Vietnam”, e poi fu impegnato in “una fitta serie di colloqui con esponenti del Congresso” Usa. Tenne anche “conferenze pubbliche al Carnegie Endowment for Peace di Washington, e al Council on Foreign Relations”.

Penso sia inutile precisare che in quel fruttuoso viaggio, Occhetto fu accompagnato da un solo altro esponente del comunismo: Giorgio Napolitano. Ne uscì, lui e il partito, candeggiato e legittimato a prendere il potere in Italia al posto della DC: ovviamente dopo libere elezioni. Aiutato, è vero, dalla valorosa magistratura che, con geometrica sincronicità, gli spazzò via i partiti potenzialmente concorrenti, la DC di Andreotti e Forlani e il Psi di Craxi con la leggendaria operazione “Mani Pulite”.

Fu il più acrobatico e ammirevole salto sul carro del vincitore cui abbia assistito nella mia vita. Abbandonata la classe operaia alla grandine della globalizzazione e alla concorrenza dei salari cinesi messicani, romeni – la deindustrializzazione, il massacro salariale del ‘proletariato’ – , il PCI si dedicò a difendere “minoranze oppresse” più comode: i finocchi, e i parassiti pubblici, anzitutto, oossia le lucrose cariche di sottogoverno che occupò totalmente..

Ma il punto veramente stupefacente fu il nuovo atteggiamento dei dirigenti e della “cultura di sinistra” al completo: il comunismo e la sua storia di sangue e di gloria, non li riguardava più. I suoi delitti, i milioni di morti – crimini che i dirigenti PCI e i suoi intellettuali organici avevano giustificato, anzi rivendicato come necessari passi della “dittatura del proletariato” nell’avanzata verso la “società senza classi” in mezzo secolo di dibattiti e scontri dialettici (e fisici) con noi anticomunisti – non avevano più niente a che fare con loro.

Per anni ed anni, essere comunisti o compagni di strada, è stato di moda. Era “attuale” e moderno, faceva stile essere rosso.

Da allora, a nessuno di essi è mai capitato di usare il linguaggio marxiano: ed è gente che per anni ha frequentato la “scuola di formazione politica alle Frattocchie”, dove di quel linguaggio, e di quella filosofia si veniva imbevuti. Erano diventati un foglio bianco.

A me è capitato di citare Marx, di difendere la sua critica al capitalismo globale (una pars destruens veramente profetica); a loro, mai. D’Alema bombardava l’antico compagno Milosevic con la NATO, e si comprava lo yacht da regate da un paio di miliardi di lire, come se mai avesse letto la sardonica frase di Karl sul “modo di esistenza che crea la coscienza” (traduco: chi vive da ricco, pensa e giudica da ricco e difende il sistema sociale anche più ingiusto, perché lo sente naturale e meritevole). E Walter Veltroni? “Mai stato comunista”, disse. Ed era iscritto al Pci dall’età di 14 anni. Credeva d’essersi iscritto ad una bocciofila.

Per anni ed anni, essere comunisti o compagni di strada, è stato di moda. Era “attuale” e moderno, faceva stile essere rosso. Era “la tendenza del momento” per cui si veniva invitati nelle tv, a scrivere opinioni sui grandi giornali, nei salotti buoni, negli ambienti che contano, e nelle direzioni mediatiche potenti.

S’intende che sono rimasti di moda, adottando le mode sociali della sinistra “attuale”: non più quella totalitaria (su cui avevano giurato, e che volevano imporre al Paese), ma quella libertaria. Radical-chic. Sessantottina. Edonista. Paolo Mieli, allora direttore del Corriere, indicò la strada:con articoli che proclamavano “il ritorno al Privato”. Prima, era stato di moda il contrario: “Il Privato è politico”, “Tutto è politica”, la ”rivoluzione sociale, il collettivismo” richiedevano il sacrificio di ogni intimità. Adesso, contrordine compagni: tornate al privato. Agli amori, agli ed alle amanti dei vari sessi, alle regate, alle cene sulle terrazze romane immortalate da Ettore Scola, alle vacanze intelligenti fra “noi che siamo à la page”. I Vip Non aspettavano altro, gli intellettuali ..

Come ricorda Cesare Sacchettti:
Morto Giorgio Napolitano. Si chiude il ciclo del 2011 che portò ad una interminabile serie di presidenti del Consiglio direttamente scelti da Londra, Bruxelles e dai club segreti transnazionali. Si chiude il ciclo di uno degli uomini che guidò la transizione dalla Prima Repubblica alla Seconda Repubblica voluta dallo stato profondo di Washington. Si sta chiudendo un’epoca. L’epoca dei tradimenti contro l’Italia.


https://www.maurizioblondet.it/luomo-ch ... o-ebraico/
Un triplo carpiato addirittura imbarazzante…

Almeno il PCF di Marchais morì per autoconsunzione, Questi invece tradirono subito e senza vergogna le idee che avevano professato fino a due giorni prima.

Eterno vituperio a costoro…
SLAVA ROSSIJA!!! 🇷🇺
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Leno Lazzari
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Re: L’uomo che trasbordò il PCI da Stalin a Rockefeller

Messaggio da leggere da Leno Lazzari »

Mi unisco al vituperio.............a vagonate intere per il disprezzo, lo schifo
e il vomito per tutti gli ex del PCI che hanno preteso di poter mettere i
paraocchi al proprio elettorato (parzialmente riuscito) e al reto del paese .

E gira comunque troppo negazionismo (sottovoce per la vergogna per come
quei falsi fino all'osso sono andati al potere .

Da ricordare e da spiattellare sui loro musi ipocriti fino alla loro caduta finale dal loro
piedistallo............e grazie sentite alla Schlein .

..."Penso sia inutile precisare che in quel fruttuoso viaggio, Occhetto fu accompagnato
da un solo altro esponente del comunismo: Giorgio Napolitano. Ne uscì, lui e il partito,
candeggiato e legittimato a prendere il potere in Italia al posto della DC: ovviamente
dopo libere elezioni. Aiutato, è vero, dalla valorosa magistratura che, con geometrica
sincronicità, gli spazzò via i partiti potenzialmente concorrenti, la DC di Andreotti e
Forlani e il Psi di Craxi con la leggendaria operazione “Mani Pulite”."...

E da parte mia neanche una parola, a parte il canonico RIP per Napolitano venuto
meno questa notte . ANCHE lui ha contribuito (da Berlusconi in poi) ad avvelenare
la politica del nostro paese .
La politica è l’arte d’impedire agli avversari di fare la loro

.........ma andare oltre no ?
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Re: L’uomo che trasbordò il PCI da Stalin a Rockefeller

Messaggio da leggere da etabeta255 »

Bravo, scorrevole lettura che tocca i punti essenziali di un periodo storico negativo o positivo che si voglia, pur tenendoti fuori dall'essere di parte a parer mio ...per quel che vale la mia opinione, su due passaggi mi trovi in disaccordo....... " I suoi delitti, i milioni di morti – crimini che i dirigenti PCI e i suoi intellettuali organici avevano giustificato, anzi rivendicato come necessari passi della “dittatura del proletariato” nell’avanzata verso la “società senza classi” in mezzo secolo di dibattiti e scontri dialettici (e fisici) con noi anticomunisti – non avevano più niente a che fare con loro ".....
Come se voi foste lindi, l'altro punto è sulla moda di dichiararsi di sinistra, era un periodo di presa di coscienza più forte, altro non c'è e di nuovo bella analisi.
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Re: L’uomo che trasbordò il PCI da Stalin a Rockefeller

Messaggio da leggere da heyoka »

Non dobbiamo dimenticare che Napolitano politicamente nasce come iscritto alla Gioventù Fascista..
Nel governo Prodi che ordina il blocco navale contro i migranti, è responsabile dell' affondamento di una nave con 100 migranti a bordo.
L' avesse fatto Salvini lo avrebbero appeso a Piazza Loreto.
La vita è come un ponte, puoi attraversarla ma non costruirci una casa sopra.
(Proverbio dei Sioux)
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Re: L’uomo che trasbordò il PCI da Stalin a Rockefeller

Messaggio da leggere da Leno Lazzari »

heyoka ha scritto: 23 set 2023, 6:30 Non dobbiamo dimenticare che Napolitano politicamente nasce come iscritto alla Gioventù Fascista..
Nel governo Prodi che ordina il blocco navale contro i migranti, è responsabile dell' affondamento di una nave con 100 migranti a bordo.
L' avesse fatto Salvini lo avrebbero appeso a Piazza Loreto.

Un altro neo (o meglio, montagna) che hai aggiunto all'immagine di uno
(almeno ai miei occhi) massimi responsabili per l'istupidimento nonché
avvelenamento della politica del paese che oggi culmina con i rimasugli
del PD e grillini vari ed avariati che hanno finito di massacrare il paese
ma che ciò nonostante continuano a fare le pulci e la morale al primo
governo ELETTO degli ultimi vent'anni .
La politica è l’arte d’impedire agli avversari di fare la loro

.........ma andare oltre no ?
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Re: L’uomo che trasbordò il PCI da Stalin a Rockefeller

Messaggio da leggere da Vento »

"con geometrica sincronicità"

Ricordo un altro caso di 'geometrica sincronicità', sempre dei 'nostri', quando la Fornero tentò di abolire il totem dell'art. 18 e subito le br genovesi spararono all'ingegnere dell'Ansaldo. Come un fulmine il Bersani si presentò da Monti all'incasso, ottenendo l'abbandono della misura del governo.
Una macchina del potere senza scrupoli e ben oliata. La mafia avrebbe molto da imparare dai 'compagni'. Ma le sincronicità rosse sono infinite: ricordo quella delle toghe rosse che colpirono Berlusconi durante il vertice mondiale da lui organizzato, sputtanando tutto lo Stato.
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Re: L’uomo che trasbordò il PCI da Stalin a Rockefeller

Messaggio da leggere da Leno Lazzari »

Vento ha scritto: 23 set 2023, 14:43 "con geometrica sincronicità"

Ricordo un altro caso di 'geometrica sincronicità', sempre dei 'nostri', quando la Fornero tentò di abolire il totem dell'art. 18 e subito le br genovesi spararono all'ingegnere dell'Ansaldo. Come un fulmine il Bersani si presentò da Monti all'incasso, ottenendo l'abbandono della misura del governo.
Una macchina del potere senza scrupoli e ben oliata. La mafia avrebbe molto da imparare dai 'compagni'. Ma le sincronicità rosse sono infinite: ricordo quella delle toghe rosse che colpirono Berlusconi durante il vertice mondiale da lui organizzato, sputtanando tutto lo Stato.
In forse oltre cinquant'anni hanno piazzato i loro sgherri, occupandoli praticamente
tutti, i posti chiave nelle istituzioni come nei ministeri .

E rompono il caxxo perché la Meloni s'é permessa di infilare quattro gatti (confrontati
ai loro sgherri) dei suoi .
La politica è l’arte d’impedire agli avversari di fare la loro

.........ma andare oltre no ?
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