Vento ha scritto: 24 feb 2026, 13:40
"La vicenda di Crans Montana, pur dolorosa, è un neo su un lenzuolo immacolato. E data la struttura fortemente decentrata del potere, colpa del Comune. "
Non capisco andare a infilarsi in quella topaia in così tanti e poi sparare petardi come lanciafiamme verso il soffitto, quando ormai tutto è plastica intorno a noi.
Credimi che era peggio quando era legno, e la "plastica", ve ne sono diverse tipologie, è in uso da 50 e passa anni. Senza di essa saremmo al 1910 come prodotti e comodità di uso di essi, e come creatività, praticità, rapporto peso/robustezza ecc ecc.
Pensa ai parafanghi delle bici in sottilissimo alluminio come fino ai primi anni '80. Così come i carter catena anche di certe moto. Tutto si deformava in maniera irrecuperabile al minimo urto o smontaggio.
Con le plastiche "intelligenti", più nessun problema. E facile anche pulirle (se no si corrodono: ma si corrodevano anche le vernici su quegli elementi, usate ai tempi)-
Anche le moto avevano parafanghi in lamiera, alluminio o ferro. Pesanti, vulnerabili, costosi, e volendo fare i sofistici, anche taglienti.
Un incidente affatto simile, e credo non sia l'unico, ma è quello di cui ho notizia, accadde negli anni '60 dell'800 in Valtellina.
In un paese, che purtroppo non ricordo, era uso fare non so che veglia -forse natalizia, pur essendoci la Parrocchia - o meglio un raduno, magari una tradizione locale, e lo si teneva in una specie di stallazzo, dotato di un piano superiore o ballatoio pieno di fieno. Ovviamente, pavimenti e capriate del tetto in legno, come d'uso nella maggior parte delle costruzioni di allora, peraltro nei paesi assai antiche.
C'erano forse 80 persone. Cadde penso una lampada ad olio, il fieno, posto anche sul pavimento, s'incendiò e per sommo della sfortuna le fiamme pare si innalzarono proprio in corrispondenza della scala da mugnaio che portava al di sotto. Quindi fu immediatamente preclusa la via di salvezza.
Morirono se non erro circa 60 persone, forse più: asfissiate dal fumo o per le gravissime ustioni.
L'edificio fu distrutto dall'incendio.
Per far spazio alle salme, al camposanto dovettero penosamente spostare anche sepolture recenti. Da quanto posso sapere, forse c'è ancora una fossa comune in quel cimitero.
La causa della sciagura fu che il posto non era adatto a simili raduni, pur avendo lo spazio: spazio assai risicato comunque, dovendo stare la gente ammassata. Non era predisposto, essendo uno stabile rurale, un sistema di illuminazione (un lampadario, delle appliques a muro). Ciascuno portava seco lampade ad olio a fiamma libera, o lanterne (a fiamma protetta) e candele.
Che la paglia fosse infiammabile lo sappiamo da millenni e millenni: lo sapevano anche loro. Ma un pò per via della mancanza di strutture adeguate, un pò perchè da sempre la si teneva. Mi fa strano che la cosa non si tenesse in Chiesa: forse non era una cerimonia religiosa. Nè all'aperto: magari per la stagione.
Credo che da una indagine sommaria, sentiti i sopravvissuti, fu una ragazza a far cadere il lume a fiamma libera, spostandosi per meglio sistemarsi.
Sia come sia, non hai torto. ... leggo che chi gestisce un locale dovrebbe avere cura "dei minorenni". Al che dico: "ma che siamo, le loro balie asciutte in ogni momento?"... si prendono tutte le libertà, ma non ne rispondono. Questo si chiama, a casa mia,
privilegio.
Verissimo che sono emersi particolari un pò... sui generis,
come quella porta di sicurezza bloccata da mobilia (!!!!) e nemmeno indicata.
Vero però anche che sui video di promozione si vedevano persone messe una in spalletta all'altra con luminarie che sfioravano il soffitto, e la medesima cosa fu fatta ed accadde quella sera.
Se alle famiglia va di mandare dei minorenni a centinaia di km da casa, liberi di fare quel che credono - quindi non solo di giocare con dispositivi peraltro di comune utilizzo a Capodanno, ma di fare qualsiasi scemenza gli passasse per la zucca -
qualcosa non collima fra la definizione legale di "minorenne" e la libertà che gli si concede (come di guidare un motociclo, e c'è qualche scemo che vorrebbe come negli USA la patente auto a 16 anni!!!!!), a mio giudizio non ricalcante la definizione legale ed i luogo comune di "minorenne".
A 15 anni non si possono comprare bombolette, da qualche anno in qua: chi dice per via degli odiosi "graffiti". Ma se li fanno, li fanno di notte, di solito: perchè vanno a spasso la sera dopo le 21, quando la loro condizione giuridica ne fa soggetti "di minorata capacità di valutazione dei pericoli, di minorata capacità di previsione di comportamenti pericolosi, di minorata difesa".
A letto dopo Carosello, allora!
A 15 anni non si possono maneggiare armi, tranne forse le "soft air" (potenza di impatto, meno di 1 decimo di kg-/forza), neanche quelle di libera vendita (le classiche a piombini da 4.5 mm) che si vendono senza formalità solo a maggiorenni.
A 15 anni non è nemmeno più liberi di andare a lavorare, dal 2006.
A 15 anni non si può contrarre matrimonio (solo dai 16, e come dice il CC "il minorenne si emancipa col matrimonio").
... a 15 anni, quando il mondo non era al contrario, si indossavano ancora i pantaloni alla zuava o alla marinara. Le ragazze portavano le sottane più lunghe del bordo della gonna, come le bambine. Ed erano - salvo il poterle fidanzare e sposare anche a quell'età e con vecchiacci di 40 e passa anni! - considerate tali.
I balli vedevano esordire i giovani non prima dei 18 anni, pur essendo e ben giustamente, fissata la maggiore età ai 21.
Certamente non li si mandava in una cantina, in cento dove ne stanno 20, per i fatti loro, non sorvegliati e con in mano oggetti di per sè non pericolosi se adoperati da adulti. In mano ad un ragazzino, tutto può essere dannoso, per sè e gli altri.