RedWine ha scritto: 5 feb 2026, 21:41
Che "riabiliti" il cancelliere Hitler circa l'Olocausto non so...
Si tende a confondere due cose: un inesistente, fantasioso progetto di egemonia mondiale ebraico, con la partecipazione degli ebrei all'imprenditoria ed alla finanza.
Che poi il Mossad, come la CIA, faccia gli interessi, palesi od occulti (ma lasciamo da parte "I protocolli dei 7 savi di Sion", per carità!) di Israele, fa parte del gran gioco della politica.
Anche dietro i fatti degli "anni di piombo" c'erano i servizi di Stato italiani, del patto di Varsavia, la CIA, le organizzazioni para_NATO come Anello e Gladio (poi ipocritamente ed assurdamente perseguitate nel vuoto di potere mondiale succeduto alla fine della Guerra Fredda; se no, vedi che fine facevano i "magistrati" italioti!!!!!), finanche il Mossad, ecco.
Da qui a parlare di un sionismo visto con le lenti deformanti di una avversione che dura da prima dell'anno Mille, ne passa!!!
Il Fuherer aveva ragione, e la sua frase "la Storia mi darà ragione" ci cade a puntino, circa un modo di essere capitalisti all'anglosassone. USA e GB, USA in primis.
Cioè, spregiudicato e privo di quel minimo di connotato "umano" che vegeta nel mondo cattolico - non per nulla, la GB andò oltre la Riforma, creando una Chiesa nazionale, e fu comunque con gli altri Paesi protestanti un elemento della riforma stessa - ed avversato dal Calvinismo e dal Luteranesimo, confessioni che giustificano il massimo profitto come dono di Dio alle persone capaci e giuste. Ciò sta anche bene, ma nel Cattolicesimo è incluso anche il senso della carità, ai tempi della scissione ed ancora per secoli data dalle iniziative sociali religiose. Non distribuivano i conventi pasti ai poveri, allora sì davvero poveri? Non davano lavoro, come "famigli", a molte persone da adibire ai loro orti, alle cucine, ai servizi? Paga zero, alloggio e vitto da frati, ok, ma in linea con l'epoca e con quanto disponibile agli ordini religiosi.
Io sempre sono avvocato dal capitalismo e del lucro, del profitto del Privato. Del benessere.
Contesto le idee eversive tendenti all'appiattimento, idee già fallite col socialismo reale.
D'altra parte, constato nel capitalismo italiano degli esordi e fino agli anni 60 del XX° secolo, un elemento sociale inesistente altrove.
Ciò non per assurda imposizione dall'alto, ma per natura della ns Kultur più autentica. Qui qualcuno ha ricordato Giulia Colbert Falletti di Barolo, ed io aggiungo Silvio Crespi fondatore di Crespi d'Adda, e con lui Pirelli ed altri imprenditori della Lombardia (ma ve ne sono un pò ovunque nel Paese) coi loro villaggi giardino per gli operai, dotati di ogni servizio allora concepibile (ed anche dopo...).
Fu Crespi, aspramente contestato come bolscevico - al pari del Kaiser Guglielmo 2°, definito dallo Zar "mio cugino Willie il bolscevico" per le avanzate politiche sociali del 2° Reich - , a vietare nei suoi stabilimenti le notti di 12 ore (ai tempi come oggi in Asia ed altrove, si lavoravano 12hx 6 gg senza ferie nè malattie pagate nè permessi:come le bestie) ai ragazzini e alle donne (ai tempi viste come "meno prestanti" degli uomini, secondo la visione sessista in auge).
Nella mitteleuoropa anche, in parte, vedasi quanto detto circa la Germania imperiale, l'influsso di idee anche antecedenti il socialismo, appunto nato in quest'area, v'erano idee meno drastiche che nella GB vittoriana e negli USA circa la gestione del libero mercato.
Non per niente, ad esempio, abbiamo avute dell'Unità d'Italia agli anni 90 e fino al 2008 le licenze commerciali, con orari e giorni di apertura definiti, onde consentire a tutti di vivere ed avere un reddito pur nella sostanziale concorrenza: tot negozi di un certo genere ogni tot residenti, e con certe distanze; tot mq massimi; questi prodotti tu e questi io e nessuno o quasi tutto di tutto, e se, con certe limitazioni (dagli anni '30 con la storica Standa).
E poi la Carta del Lavoro anticipante lo Statuto dei Lavoratori L.300/70... le opere maternità ed infanzia, le scuole di avviamento al lavoro, sovente pagate da fondi donati dagli imprenditori della zona, come le associazioni edilizie di ispirazione operaia alla fine partecipate anche dagli industriali stessi e dalle famiglie abbienti.
Volontariamente, ripeto...
Secondo invece il Verbo calvinista, il mendico è solo un lazzarone, e lo condivido in gran parte oggi ma non molto ai tempi... il lavoro, rigidamente sottoposto alla legge domanda/offerta, nessuna iniziativa se non sporadica di abitazioni per gli operai, e semmai, di palese speculazione come i classici quartieri di New York. Moderni come impianti, ammassate però le case fra loro, umide, mal realizzate per economia di costi.
Fino alla crisi del 1929 nessuna limitazione alle speculazioni sui titoli, lì dove da noi fin dal fallimento della Banca Romana del 1893 appaiono leggi ad hoc culminanti nella legge bancaria del 1933 con la istituzione della Co.N.So.B.ed altri controlli sui "fuorigiri" di una certa finanza troppo "esoterica".
In GB e negli USA loro diretto derivato, così come in tutto il mondo anglosassone, lo Stato assente al 100% dal sociale, lasciato alla "Charity" di dame vedove e sessualmente inibite o di gentlemen pentiti per i loro peccati... nella Germania ed Italia nazista e fascista, lo Stato che crea dopolavoro, introduce da noi il TFR che oggi vediamo scippato in nome della "UE" e del pagare pensioni ad ufo, crea asili, scuole, addirittura fonda città attorno ad una industria.
Solo nel 2° dopoguerra, la GB, reduce dalla perdita dell'Impero (voluta!), dalle conseguenze di una guerra cercata e voluta con determinazione dopo la precedente, altrettanto cercata e voluta, eccola varare ... l'estremo opposto del vittorianesimo... il "Welfare" dalla culla alla tomba. E come lei i paesi nordici...
Da una esagerazione all'altra: tipico di quelle etnie. Il Vikingo che oggi saccheggia e massacra qui e domani fa la faccia da buon mercante là... vendendo quando predato. Ecco le basi...
Ma l'ebreo, è solo un compartecipe... non un cospiratore. E segue le idee dominanti del Paese del quale è malvisto suddito.