Chi pratica il
nobil giuoco sa che sulla scacchiera, così come su un vero campo di battaglia, lasciare l'iniziativa all'avversario (al nemico) è il più frequente preludio della sconfitta. È quello che sta accadendo ai (cosiddetti) leader europei che, dopo essersi appecorati due volte nel giro di pochi giorni, a caro prezzo e senza fiatare, al bullo della Casa Nera (spesa militare al 5% del PIL entro 10 anni ed esenzione dalla
global minimum tax per i colossi americani di
Big Tech), si illudevano di essere riusciti ad ammorbidirlo sul fronte dazi. Esattamente questa era l'idea della nostra premier, come potete verificare nella seconda metà di questo breve video:
Gli appecorati erano quasi convinti di essersi guadagnati una letterina all'acqua di rose dal tycoon: dazi al 10%, un trattamento di favore ai vassalli fedelissimi,
"dazi non particolarmente impattanti" secondo la signora Meloni, specializzata in economia, come è noto, nei mercatini della Garbatella. Mentre il presidente di Confindustria Orsini valutava l'impatto in 20 miliardi di export in meno e 118mila posti di lavoro a rischio. In ogni caso il 10% sarebbe stato meno peggio, per esempio, del 35% al Canada e del 50% al Brasile (reo di processare un amico di Trump, il fascistoide Bolsonaro, golpista e deforestatore dell'Amazzonia). Evidentemente, dopo 2 pellegrinaggi alla Casa Nera e uno alla villa in Florida nel giro di 6 mesi, e dopo avere cenato accanto a lui a conclusione del vertice NATO dell'Aja, la nostra economista della Garbatella conosce ancora poco il suo amico Trump. I vassalli europei erano pronti a belare un fantozziano "Come è umano lei", ma l'apertura della letterina da Washington li ha lasciati di stucco con uno spiacevole
30% di dazi. E per giunta con la minaccia in stile mafioso del boss di rispondere a un eventuale controdazio europeo con un contro-controdazio maggiorato del 30%. Ecco cosa succede nel calarsi le braghe e nel provare a trattare con un intrattabile pieno di sé. In un'altra discussione di questo forum di Economia spiegavo perché alla gran parte delle nazioni converrebbe ribattere colpo su colpo, anzi con controdazi maggiorati rispetto all'aliquota americana; e perché io sarei favorevole a una guerra mondiale dei dazi:
viewtopic.php?t=19413
Ma oggi dovrebbe essere chiaro a tutti che un 30% di dazi imposto dal primo importatore mondiale di prodotti UE potrebbe indurre le aziende europee ad aprire fabbriche negli USA e a chiuderle in Europa. E allora l'UE dovrebbe prendere l'iniziativa: cercare accordi con i BRICS e con tutti quelli che ci stanno per tassare pesantemente le merci americane. Basterebbero pochi botta e risposta con dazi sempre crescenti per arrivare in breve alla chiusura dei rapporti commerciali tra USA e buona parte del resto del mondo. Ovvero all'equivalente di un
embargo commerciale quasi mondiale contro gli USA. Il dollaro crollerebbe, Trump finirebbe (nella migliore delle ipotesi per lui) sotto procedura di
impeachment (questa volta sul serio) e gli americani non si sentirebbe più i padroni del mondo, anzi assaggerebbbero un po' di quello che predecessori non molto migliori di Trump hanno fatto a cubani e iraniani.
Non sono d'accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo