nerorosso ha scritto: 26 gen 2026, 22:47
gg
E i "maranza" dove li metti? A me sta gentaglia fa paura…
Boh, io do una mano ad una associazione senza scopo di lucro, che si occupa di aiutare gli anziani.
Nello specifico, li portiamo a fare visite, terapie e altro.
Facendo questo a Torino ci vado spesso, principalmente nelle zone ospedaliere: Molinette, Gradenigo, S Giovanni Bosco, Martini, etc.
Dopo avere lasciato l'assistito nel luogo dove deve andare, devo attendere.
L'attesa può essere più o meno lunga, parliamo di 1/2 ora, un'ora ma anche di più, alcune volte ho aspettato più di tre ore.
In questo tempo, non avendo altro da fare, vado a fare una passeggiata.
Ieri mattina ero all'Oftalmico che è a due passi da Pz. Statuto.
Ho fatto un bel giro, tra via Bertola, Via Cernaia e sono finita in un mercato che, se non era in corso Valdocco, era in una sua parallela.
Zona piena di gente, tutto assolutamente tranquillo.
Magari di sera è diverso, ma lungo il giorno è tranquillo e lo è tutto il centro.
Vado spesso in zona Fortino, dove c'era il cinema e adesso è un negozio, è all'inizio di via Cigna poco distante dal rondò della forca, che è la rotatoria da dove via Via Cigna inizia e che attraversa C.so Regina Margherita.
Quella è una zona piena di immigrati e che di sera eviterei.
Anche nelle altre zone non ho mai avuto problemi.
Non c'è tutto questo pericolo almeno non di giorno.
Persino la barriera di Milano ultimamente è migliorata tantissimo. (e qui c'è un purtroppo)
Li c'erano solo fabbriche e in effetti non era una bella zona, ma desso le fabbriche non ci sono più, la più grossa era l'IVECO Telai, all'angolo tra via Valprato e via Cigna, ma l'hanno demolita e sono sorti condomini e supermercati, La Wamar era anche li ma non c'è più, più avanti c'era la Gondrand con i suoi enormi mezzi di sollevamento, ma non c'è più
Dove invece avrei paura è la Falchera, li eviterei
Non so se ci sono altre zone come la Falchera, ma ripeto, di giorno non c'è tutto questo pericolo.
"Ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno".
E. Berlinguer