2002Leo62 ha scritto: 10 gen 2026, 23:16
Ho letto anch'io la sua storia. Per me esagerò un poco con la generosità, ma nell'alveo delle situazioni DELL'EPOCA si può anche comprendere.
Circa il carcere come rieducazione, npn lo era allora e non lo è oggi. Non esistevano e non esistono reali azioni di reinserimento del reo nella società, se non pagliacciate apertamente propagandistiche da parte del potere costituito.
Queste sono miratamente, le provvidenze poste a favore, dopo 8/9 anni di carcere, dei cd "terroristi" degli anni "di piombo".
Dopo pacchiami e palesemente pilotati "pentimenti" ed autodafè da Inquisizione (quando l''accusato, per evitare il rogo o il carcere a vita, andava in ginocchio per la via con un saio ed un cero in mano facendo atto di contrizione), ove essi svergognavano se stessi ed il pensiero eversivo rendendo merito alla legge ed allo stato di cose esistente, ecco lo Stato, con aria magnanima, apertamente fattosi fare ampia pubblicità, elargire semilibertà ed infine perdoni con lavori ed abitazioni.
Curcio mi pare viva in valle d'Aosta in un bel chalet.
Ciò non tocca i reati "minori", per i quali si viene rovinati, marchiati a vita ed emarginati.
Testimonianze ne ho a josa.
Juliette proveniva da una famiglia nobile e ricca.
Famiglia che, in precedenza, ha avuto notevoli problemi dovuti alla rivoluzione francese, aveva perso tutto e anche gran parte dei suoi componenti "giustiziati dai rivoluzionari" ma, che con l'avvento di Napoleone, ha potuto recuperare gran parte delle proprietà.
Tra le grandi proprietà c'erano anche grandi vigneti e una vera e propria cultura della vinificazione.
Cultura che la giovane juliette deve avere assorbito e usato per la creazione del Barolo.
Giovinetta è stata inserita alla corte alla corte napoleonica a Parigi, dove ha conosciuto e poi sposato il figlio del governatore di Torino, Tancredi Falletti di Barolo che aveva le sue stesse sensibilità in ambito sociale.
I due arano grandi viaggiatori, viaggiando hanno potuto conoscere nuove popolazioni, le loro culture, le innovazioni tecnologiche, ma anche avere esempi per la crescita sociale da copiare in Patria.
Cmq la coppia, qualche anno dopo il matrimonio si trasferisce a Torino, Giulia non aveva ancora trent'anni quando ha fatto visita alle carceri torinesi.
Impressionata dalle terribili condizioni di vita a cui erano costretti i carcerati, ha deciso che si doveva intervenire ed è a questo punto che è andata presso il re.
Tra le sue capacità c'era anche quella di farsi ascoltare, ben presto è diventata sovraintendente alle carceri.
Da li ha iniziato a mettere in pratica i suoi progetti, strutture per aiutare i carcerati, specialmente in ambito femminile: scuole, laboratori etc.
Sotto di lei le carceri sono diventate un modello da seguire. (peccato che dopo abbiamo buttato tutto alle ortiche)
A Torino, la Chiesa di Santa Giulia, eretta nella omonima piazza, è stata edificata per volontà e con i mezzi della Juliette che, però, non ha potuto vederla finita in quanto deceduta due anni dopo che è iniziata la costruzione, ma è li che oggi riposano sia lei che il marito.
Al marito all'epoca sindaco, Torino deve anche il cimitero monumentale che Tancredi ha voluto e di cui ha finanziato l'acquisto dei terreni necessari.
Anche la Chiesa si è interessata a lei.
Papa Francesco, completato l'iter canonico, l'ha elevata a Venerabile serva di Dio.
"Ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno".
E. Berlinguer