L’illusione dell’Intelligenza Artificiale Come la tecnocrazia minaccia la libertà umana

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L’illusione dell’Intelligenza Artificiale Come la tecnocrazia minaccia la libertà umana

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L’illusione dell’Intelligenza Artificiale
Come la tecnocrazia minaccia la libertà umana


Mark Keenan –American Thinker – 13 dicembre 2025

L’intelligenza artificiale viene commercializzata come neutrale, obiettiva e inevitabile; ci viene detto che gestirà i mercati, ottimizzerà la medicina, guiderà l’istruzione e persino assisterà la governance.
Dietro al marketing, però, si nasconde una questione molto più seria: chi controlla questi sistemi e in che modo tale potere ridisegnerà la conoscenza, l’economia e la libertà umana? (Il vecchio Giovenale, che la sapeva lunga, si domandava infatti “…sed quis custodiet ipsos custodes?”, N.d.T.)
L’IA non è una forza autonoma: è finanziata, addestrata, filtrata e applicata da governi, agenzie militari, società e istituzioni finanziarie. Come qualsiasi strumento, può essere utilizzata per costruire o per dominare; ciò che conta non è solo l’intelligenza artificiale in sé ma, bensì, le strutture di potere che la sostengono.
Oggi, quel potere si sta consolidando rapidamente.

1 – Chi controlla l’IA controlla la narrativa
Ogni set di dati riflette decisioni editoriali e ogni algoritmo riflette scelte politiche; ciò che un tempo le aziende di social media imponevano attraverso eserciti di moderatori, ora l’IA lo impone in modo istantaneo e invisibile:
Quali informazioni appaiono autorevoli?
Quali interpretazioni storiche sembrano legittime?
Quali posizioni economiche e scientifiche vengono alimentate?
L’intelligenza artificiale non si limita a moderare il discorso, ma struttura sempre più ciò che può essere conosciuto.
La politica climatica ne è un esempio lampante. La maggior parte dei principali sistemi di intelligenza artificiale riproduce in modo affidabile solo la narrativa climatica ufficiale, mentre le opinioni scientifiche dissenzienti raramente vengono alla luce. La contraddizione è sorprendente: le stesse aziende che promuovono le dottrine di limitazione delle emissioni di carbonio gestiscono centri dati che consumano l’energia di piccole città.
A livello politico, la dottrina sul clima sta passando dalla disputa scientifica all’applicazione amministrativa. L’uso del carbonio diventa un punteggio di rischio digitale, la “sostenibilità” diventa una metrica di conformità programmabile. Ho esaminato le basi scientifiche e politiche di questa ortodossia climatica nel libro “Climate CO₂ Hoax” (La bufala climatica della CO2). L’intelligenza artificiale fornisce sempre più spesso i meccanismi per eseguire questi controlli in modo automatico, aggirando il dibattito pubblico.
Poiché l’output delle macchine appare impersonale, esso trasmette un’autorità che i messaggi politici non possono avere. È così che la gestione narrativa si evolve in governance automatizzata.

2 – Quando il lavoro scompare, il sistema si rompe
Il dibattito pubblico si concentra sui lavori che l’intelligenza artificiale eliminerà; la domanda più importante è se l’attuale struttura economica possa sopravvivere all’automazione di massa.
Alcune previsioni suggeriscono che fino a un terzo o più del lavoro amministrativo e professionale potrebbe diventare superfluo. Il problema non è semplicemente la disoccupazione, ma il potenziale crollo della domanda dei consumatori stessa. Un’azienda che sostituisce la maggior parte dei propri lavoratori con macchine erode anche la propria base di clienti.
Un sistema che automatizza la propria forza lavoro finisce per automatizzare anche i propri consumatori. L’economia delle macchine non può acquistare la propria produzione.
Il capitalismo, il socialismo e il comunismo differiscono per quanto riguarda la proprietà e la distribuzione, ma tutti presuppongono che il lavoro umano rimanga centrale nella creazione di valore. Quando i sistemi meccanici svolgono la maggior parte del lavoro produttivo e amministrativo, le fondamenta di ogni modello economico vengono minate.
Il reddito di base universale viene spesso presentato come un ammortizzatore umano; in realtà, rischia di creare uno stato sociale programmabile, un sistema di dipendenza digitale in cui la sopravvivenza è legata al rispetto di regole algoritmiche centralizzate. Ciò segna un passaggio dalla politica economica classica a una nuova forma di welfare programmabile e di controllo comportamentale.

3 – L’IA come conoscenza filtrata, non come verità oggettiva
Come ho scritto in precedenza, l’IA non è una mente pensante: un sistema di riconoscimento dei modelli e un motore di previsione statistica addestrato su vasti set di dati selezionati. Non coglie la verità, ma riproduce modelli a partire dalle informazioni che i suoi sviluppatori le consentono di vedere.
Su argomenti delicati di natura politica, scientifica ed economica, ampie sezioni di dati vengono escluse dall’addestramento o dall’output attraverso la politica della piattaforma, la gestione del rischio aziendale e la pressione istituzionale. Ciò che non rientra nel consenso tecnocratico scompare silenziosamente.
Il pericolo non è l’errore casuale. È il pregiudizio sistematico mascherato da intelligenza neutrale.
Come ho descritto in “Staying Human in the Age of AI” (Restare umani nell’era della IA), le scoperte umane raramente derivano da medie statistiche: derivano dalla consapevolezza, dal dissenso, dall’intuizione, dall’intuizione, dall’ispirazione, qualità innate che nessun algoritmo può replicare. Quando ipotesi errate vengono incorporate nei sistemi automatizzati, le loro distorsioni si propagano nella società alla velocità delle macchine.

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Re: L’illusione dell’Intelligenza Artificiale Come la tecnocrazia minaccia la libertà umana

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4 – L’IA come sistema operativo di un’economia tecnocratica e di uno Stato amministrativo
L’IA sta rapidamente diventando il sistema operativo dell’economia globale, un’infrastruttura che integra finanza, industria, amministrazione e governance. Consideriamo il panorama:
Il trading algoritmico domina i mercati finanziari.
La massiccia espansione dei data center gonfia il PIL, sostituendo al contempo la manodopera tradizionale.
Le agenzie federali collaborano con le aziende di IA attraverso programmi di difesa, energia, sicurezza nazionale e la Missione Genesis.
I fondi pensione e i portafogli dei fondi sovrani sono sempre più legati alle società che dipendono dall’IA.
L’intera infrastruttura dell’IA, compreso “l’esercito dei data center”, non è stata guidata dalla domanda del mercato: è stata resa possibile solo perché, negli ultimi anni, il sistema monetario basato sul debito ha inondato l’economia di credito facile attraverso un’aggressiva espansione monetaria, con investimenti che dovrebbero superare i settemila miliardi di dollari entro il 2030. L’ironia è che questi migliaia di miliardi avrebbero potuto ricostruire l’industria americana, rafforzare le comunità e rilanciare la reale capacità produttiva, invece di sovvenzionare un sistema automatizzato che sostituisce proprio quei lavoratori il cui reddito futuro e i cui contributi fiscali sono in ultima analisi utilizzati per ripagare il debito pubblico. Si tratta di bisogni umani reali, non di vanitosi progetti tecnocratici.
E non è un caso che il debito americano e globale – pubblico, privato e aziendale – abbia ormai raggiunto livelli nominali record, con un aumento dei prestiti soprattutto dopo la “crisi” del COVID-19.
Questo consolidamento è rafforzato da strutture globali: punteggi ESG, infrastrutture digitali pubbliche sostenute dal WEF, sistemi di identità digitale e forme emergenti di moneta programmabile. Una volta che l’accesso finanziario diventa condizionato dal punteggio algoritmico, la libertà non svanisce attraverso una coercizione palese: scompare attraverso la partecipazione condizionata. Si tratta di una forma di gestione centrale algoritmica mascherata da innovazione, che rispecchia sempre più la reincarnazione digitale della pianificazione centrale in stile comunista.
Come ci ricorda il salvataggio delle banche private del 2008, quando i sistemi sono considerati dai poteri finanziari e politici “troppo strategici per fallire”, la ricchezza pubblica sostiene il potere tecnologico privato. Il rischio viene socializzato, il controllo è centralizzato, i profitti rimangono privatizzati, l’economia smette lentamente di servire la vita umana e la vita umana viene riorganizzata per servire l’economia delle macchine.

5 – La colonizzazione della mente – L’IA nelle università americane
L’istruzione superiore offre un caso di studio rivelatore.
Gli studenti ora utilizzano l’IA per fare i compiti; i professori utilizzano l’IA per valutarli e gli amministratori riducono il personale docente mentre acquistano piattaforme di apprendimento basate sull’IA. Ad esempio, il sistema della California State University ha annunciato una partnership da 17 milioni di dollari con OpenAI, promettendo una “iniziativa pubblico-privata altamente collaborativa”.
Sotto la bandiera dell’“innovazione”, le università si trasformano in:
fabbriche di credenziali
burocrazie di sorveglianza che utilizzano analisi, controllo biometrico e tracciamento del comportamento
fornitori di dati per piattaforme aziendali
Un’università che automatizza il pensiero cessa di essere un’università: diventa un sistema di formazione alla conformità per un ordine amministrativo guidato dalle macchine.
Quando le macchine generano contenuti, li valutano e ne certificano il merito, il giudizio umano e la messa in discussione della narrazione vengono silenziosamente rimossi dal ciclo. L’istruzione diventa l’elaborazione di dati piuttosto che la ricerca della verità.

6 – Il rischio maggiore: la delega del giudizio
L’intelligenza artificiale eccelle nel calcolo delle probabilità; non è in grado di cogliere il significato, la coscienza o le conseguenze morali. Eppure le istituzioni moderne esternalizzano sempre più spesso proprio queste facoltà umane.
L’intelligenza artificiale influenza ormai le decisioni finanziarie, il triage medico, la valutazione del rischio legale, la governance del linguaggio e la valutazione educativa. Ogni delega sembra efficiente; insieme, formano un silenzioso trasferimento del giudizio umano al processo di macchina.
Una società che automatizza il giudizio finisce per dimenticare come giudicare. Col tempo, le popolazioni iniziano a ripetere narrazioni e priorità generate dalle macchine, scambiandole per proprie. La realtà consensuale non è plasmata principalmente dal dibattito pubblico, ma dall’architettura digitale. In poco tempo, la società diventa un circuito chiuso: la macchina che parla a se stessa attraverso di noi.
Una domanda fondamentale è: chi programma i valori e chi beneficia dei risultati?

Conclusione: l’illusione dell’IA
L’IA viene sempre più spesso considerata non come uno strumento, ma come un’autorità amministrativa che governa la conoscenza, l’economia e il comportamento. L’illusione è che essa sappia tutto; il pericolo è che la società inizi a confondere il calcolo con la saggezza.
Senza un giudizio indipendente, la tecnologia perfeziona i sistemi di controllo piuttosto che quelli di libertà. Una civiltà che delega le proprie decisioni alle macchine non diventa illuminata: viene gestita in modo efficiente.
Il futuro non sarà determinato da algoritmi migliori, ma dal fatto che gli esseri umani conservino il coraggio di esercitare il proprio giudizio di fronte all’autorità automatizzata.

Fonte:
https://comedonchisciotte.org/lillusion ... tificiale/
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Re: L’illusione dell’Intelligenza Artificiale Come la tecnocrazia minaccia la libertà umana

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La IA e' una grandiosa scoperta per l' umanita', se la si usasse per il bene. Purtroppo ci sarano Leaders e d uomini che la utilizzeranno per il MALE soprattutto guerre, come del resto e' avvenuto per le tante scoperte dell; ingegno umano, dal "fuoco" alle "accette', dal TNT alla energia nucleare, dal telefono ai sistemi di spionaggio.
Il problema non e' nella IA che e' un grandissimo ed inevitabile progresso, ma negli uomini, nei leaders, nei dominatori del mondo, dai consiglieri che spingono all' odio, dalle nostre divisioni. Sono queste persone che dobbiamo CONVERTIRE al bene, evitando di seguirli nella loro strada diabolica che li spingerà CERTAMENTE all' uso della IA a scopi bellici. Ed e' questa quindi la mia preghiera per tutti. Dimenticate destra e sinistra, America o Cina, armi o disarmo e cercate di seguire e di VOTARE per chiunque voglia seguire e propagare una cultura di PACE. perché già siamo su una strada sbagliatissima alleandoci con nazioni che hanno la guerra in testa per motivi commerciali, per paura o perché hanno la fissa con nemici immaginari. Le mie non sono parole teoriche o idealiste, Sono un quadro reale della situazione nella quale ci troviamo e delle decisioni che vengono prese da Leaders che ragionano come gorilla: grandi e possenti, ma con poco cervello. W la IA ma usiamola solo per il progresso e la pace. Non mandiamo al governo chi la userebbe per scopi militari, come certamente stanno gia' facendo. La pace e' possibile, con IA o senza, solo se non si usano armi. Questa non e' una illusione ma la realta'.
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Re: L’illusione dell’Intelligenza Artificiale Come la tecnocrazia minaccia la libertà umana

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La IA e' una grandiosa scoperta per l' umanita', se la si usasse per il bene.

Un paio di mesi fa' nell ospedale di peschiera del Garda e' stata inaugurata la prima TAC fatta con l intelligenza artificiale ...in 10 secondi scansiona tutto il corpo ...va' a trovare dei piccolissimi tumori che una normale tac non riesce a trovare ...dando un enorme vantaggio sulla prevenzione e iniziando subito il trattamento....
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Re: L’illusione dell’Intelligenza Artificiale Come la tecnocrazia minaccia la libertà umana

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paolowill ha scritto: 4 gen 2026, 15:05 La IA e' una grandiosa scoperta per l' umanita', se la si usasse per il bene.

Un paio di mesi fa' nell ospedale di peschiera del Garda e' stata inaugurata la prima TAC fatta con l intelligenza artificiale ...in 10 secondi scansiona tutto il corpo ...va' a trovare dei piccolissimi tumori che una normale tac non riesce a trovare ...dando un enorme vantaggio sulla prevenzione e iniziando subito il trattamento....
Abbastanza d'accordo finché la IA perfeziona le macchine che svolgono compiti materiali, come normale evoluzione della tecnologia del computer, meno quando la IA pretende di perfezionare e quindi sostituire gli umani nelle decisioni esistenziali. E purtroppo invece si sta orientando proprio verso queste applicazioni sostitutive, come Chat.gpt e compagnia bella, cui la gente sta delegando il proprio pensiero, che già lascia a desiderare e che ora si incammina verso l'estinzione. E non ci vorrà molto. Naturalmente i controllori della IA non saranno compresi in questa decadenza, anzi avranno sempre più il mondo in mano.

"Una società che automatizza il giudizio finisce per dimenticare come giudicare. Col tempo, le popolazioni iniziano a ripetere narrazioni e priorità generate dalle macchine, scambiandole per proprie. La realtà consensuale non è plasmata principalmente dal dibattito pubblico, ma dall’architettura digitale. In poco tempo, la società diventa un circuito chiuso: la macchina che parla a se stessa attraverso di noi.
Una domanda fondamentale è: chi programma i valori e chi beneficia dei risultati?

Conclusione: l’illusione dell’IA
L’IA viene sempre più spesso considerata non come uno strumento, ma come un’autorità amministrativa che governa la conoscenza, l’economia e il comportamento. L’illusione è che essa sappia tutto; il pericolo è che la società inizi a confondere il calcolo con la saggezza.
Senza un giudizio indipendente, la tecnologia perfeziona i sistemi di controllo piuttosto che quelli di libertà. Una civiltà che delega le proprie decisioni alle macchine non diventa illuminata: viene gestita in modo efficiente.
Il futuro non sarà determinato da algoritmi migliori, ma dal fatto che gli esseri umani conservino il coraggio di esercitare il proprio giudizio di fronte all’autorità automatizzata."


Negli anni 80-90 ho lavorato alla nascente IA, progettando tra l'altro un 'Automa giuridico', come ingenuamente lo chiamammo. Valutava i danni da sinistro stradale e le responsabilità giuridiche degli attori, sostituendo medico legale e giudice, la cui competenza avevamo insieme a loro trasferito nella applicazione. Oltre a turbare le professioni coinvolte, che vedevano insidiato il loro ruolo, mi resi poi conto in seguito che si trattava di ingenue e pericolose pretese, il voler creare la macchina che decide, attività esclusivamente umana, anche se fallibile, perché richiede la valutazione non solo di dati, ma anche di persone e loro sentimenti, che la macchina non capirà mai, ma un giudice sì, se vuole (nonostante le smentite che purtroppo vediamo).
Inoltre negli anni novanta nel campo di ricerca della IA si fronteggiavano due orientamenti opposti: quello europeo, che consisteva nel trasmettere alla macchina la conoscenza della realtà, ad esempio il gioco degli scacchi o la sintassi di una lingua, cosa assai difficile e costosa, e quello americano che rinunciava a tali pretese e si limitava alla raccolta di infiniti esempi, big data, ad esempio di partite di scacchi di campioni, chiedendo al computer di esaminarli velocemente scegliendo il più vincente a seconda del contesto della partita in corso. La prima era intelligenza artificiale, mentre la seconda imitazione inconsapevole, diciamo furbizia. Siccome il primo orientamento è stato quello originario, tutta l'impresa scientifica ne ha preso il nome e così oggi si fregia del nome 'intelligenza artificiale' anche ciò che tale non è.
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Re: L’illusione dell’Intelligenza Artificiale Come la tecnocrazia minaccia la libertà umana

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Vento ha scritto: 5 gen 2026, 20:37
Esatto. Il medico come vedi già non elabora il referto. Domani niente più medico.

E come lui ogni lavoratore.
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Re: L’illusione dell’Intelligenza Artificiale Come la tecnocrazia minaccia la libertà umana

Messaggio da leggere da 2002Leo62 »

Vento ha scritto: 5 gen 2026, 20:37
"...Oltre a turbare le professioni coinvolte, che vedevano insidiato il loro ruolo, mi resi poi conto in seguito che si trattava di ingenue e pericolose pretese, il voler creare la macchina che decide, attività esclusivamente umana, anche se fallibile, perché richiede la valutazione non solo di dati, ma anche di persone e loro sentimenti, che la macchina non capirà mai, ma un giudice sì, se vuole (nonostante le smentite che purtroppo vediamo)..."

Dici bene.

Non si crea questo mostro, che già dai Novanta con la sua CGI ha fatto strage di effettisti speciali, coreografi e maestranze, location manager ed altri nel cinema, per solo potenziare la capacità degli addetti.

Mera illusione: lavoravo appunto in una Compagna assicurativa, fino a non tantissimo tempo fa... un collega ha detto che si teme molto dalla IA, perchè essa legge le constatazioni amichevoli e determina la responsabilità nel sinistro nella stragrande maggioranza dei casi, quelli ordinari. Non solo: se indicato, ovvio, dai protagonisti, evidenzia le zone del danno e se non ancora stila una perizia, poco ci manca.

Si noti che il modello di constatazione amichevole fu ideato nel 1977 per rendere facile, a prova di scemo, la denuncia di un sinistro da parte di tutti e due o di una delle due parto o assieme ma disgiuntamente.

A prova di scemo, quindi interpretabile da un computer... già vedi le casistiche, sono numerate. Esce, entra, si immette, retrocede... nei sistemi immettevamo detto codice per identificare il tipo CID da "addebitare" in sede di compensazione Ania alle Consorelle...

In generale, la informatizzazione del lavoro ha già decimato il personale impiegatizio, direttivo, tecnico.

E non è come le passate "conquiste" tecnologiche una che crea nuovi comparti occupazionali.

Quelle del passato aprivano anzi ad impieghi correlati: la macchina a vapore creò addirittura ferrovie, navi, miniere, lavorazioni meccaniche complesse, il tutto gestito da uomini, perchè sempre macchinari INERTI, privi di forme di autocontrollo che non fossero valvole di sicurezza, limitatori di giri ecc...

Idem la stampa, nel 1450 circa: a casa gli amanuensi ma rieccoli dieci cento volte tanti per far funzionare la moderna stampa, le macchine tipografiche etc... e redattori, fotografi etc

La macchina fotografica: il "quadro" fai da te. A casa i vedutisti, i ritrattisti, ma cento volte di più ecco gli studi fotografici, i fotografi professionisti, la massa di operai che producevano pellicole e prodotti chimici per esse e lo sviluppo; intere fabbriche dedicate alla costruzione di macchine fotografiche e da sviluppo.

Ecco: qui vediamo il pericoloso avvento del digitale. Una falcidie di addetti. E non si dica che il digitale ha creato posti di lavoro connessi alle foto: sono i medesimi pc usati per altro ad archiviare le immagini, a stamparle... E le macchine forografiche?...esistono, ma la grande massa usa i cellulari, apparecchi già esistenti, sempre fabbricati dai medesimi operai e solo diversamente strutturati. Quelli della Nikon, della Minolta, della Yashica?

A casa. Non possono, come l'amanuense diventato operaio della Kodak, trovare reimpiego.

... i robot nell'industria, non affiancano l'uomo come le vecchie macchine. Lo rimpiazzano. Non sono torni e frese tradizionali azionati da operai specializzati. Fanno tutto da sè. Il carrello reca da sè i pezzi alla linea, questa si alimenta da sola, impacchetta da sola. L'occhio elettronico legge i codici a barre e disloca i prodotti nei vari magazzini. Li prelevano carrelli dotati di IA che camminano da soli lungo linee predisposte.

...ecc ecc ecc... in ogni ambito.
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Re: L’illusione dell’Intelligenza Artificiale Come la tecnocrazia minaccia la libertà umana

Messaggio da leggere da 2002Leo62 »

... cui la gente sta delegando il proprio pensiero, che già lascia a desiderare e che ora si incammina verso l'estinzione. E non ci vorrà molto. Naturalmente i controllori della IA non saranno compresi in questa decadenza, anzi avranno sempre più il mondo in mano.

"Una società che automatizza il giudizio finisce per dimenticare come giudicare. Col tempo, le popolazioni iniziano a ripetere narrazioni e priorità generate dalle macchine, scambiandole per proprie. La realtà consensuale non è plasmata principalmente dal dibattito pubblico, ma dall’architettura digitale. In poco tempo, la società diventa un circuito chiuso: la macchina che parla a se stessa attraverso di noi.
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L’IA viene sempre più spesso considerata non come uno strumento, ma come un’autorità amministrativa che governa la conoscenza, l’economia e il comportamento. L’illusione è che essa sappia tutto; il pericolo è che la società inizi a confondere il calcolo con la saggezza.
Senza un giudizio indipendente, la tecnologia perfeziona i sistemi di controllo piuttosto che quelli di libertà. Una civiltà che delega le proprie decisioni alle macchine non diventa illuminata: viene gestita in modo efficiente.
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Giusto. Su chatta.it un utente, che credo appaia anche qui con diverso nomignolo e diversa immagine ma col medesimo ipocrito motto ("non sono d'accordo con te ma morirei per lasciarti esprimere ecc ecc... ", sempre sia lui, sottopose o penso fece sottoporre, o ne lesse e riportò il resoconto da parte terza, un GIUDIZIO (!!!!!) sul "razzismo" da parte... della IA...

Deo Concedente la IA si pronunciava in maniera quasi concorde adducendo comportamenti affatto simili in Natura ecc ecc...

Ma sempre esplorando materiale già esistente e creato da umani...

E "chi" sono questi umani?

E se essa come ovvio si riprogramma da sè?

Asimov, il re della fantascienza, scrisse le 12 o 13 non ricordo leggi del Robot, una sorta di decalogo: in esse era palese che il robot non doveva porsi in contrasto con l'umano.

Non è così per la IA.
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Vento
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Re: L’illusione dell’Intelligenza Artificiale Come la tecnocrazia minaccia la libertà umana

Messaggio da leggere da Vento »

Se le macchine faranno tutto da sé, gli umani serviranno solo a 'consumare' i loro prodotti. Allora basterà che qualcuno insegni alle macchine il 'consumo', cioè a distruggere le cose che fanno ed il cerchio si chiuderà e l'ultimo degli umani potrà prendere congedo dal pianeta.
Quello che prima era la risposta ad un bisogno vitale, nutrirsi, è diventato un mostruoso sistema produzione-consumo, fine a se stesso, di cui l'uomo, da fruitore che era, è diventato semplice e sempre più inutile ingranaggio.
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Re: L’illusione dell’Intelligenza Artificiale Come la tecnocrazia minaccia la libertà umana

Messaggio da leggere da 2002Leo62 »

Vento ha scritto: 9 gen 2026, 14:23 Se le macchine faranno tutto da sé, gli umani serviranno solo a 'consumare' i loro prodotti. Allora basterà che qualcuno insegni alle macchine il 'consumo', cioè a distruggere le cose che fanno ed il cerchio si chiuderà e l'ultimo degli umani potrà prendere congedo dal pianeta.
Quello che prima era la risposta ad un bisogno vitale, nutrirsi, è diventato un mostruoso sistema produzione-consumo, fine a se stesso, di cui l'uomo, da fruitore che era, è diventato semplice e sempre più inutile ingranaggio.

..esatto ma.. anche nemmeno.

Chi non lavora più che reddito ha? Non può nemmeno consumare....
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Re: L’illusione dell’Intelligenza Artificiale Come la tecnocrazia minaccia la libertà umana

Messaggio da leggere da Sayon »

2002Leo62 ha scritto: 10 gen 2026, 2:04 ..esatto ma.. anche nemmeno.

Chi non lavora più che reddito ha? Non può nemmeno consumare....
Non siate pessimisti perche esiste la IA. Siate invece non solo pessimisti, ma incazzati verso coloro che la useranno per ammazzare persone. Sono loro i nemici dell' umanita' . del lavoro, delle famiglie. ivece parliamo con i nostri figli e nipoti dicendo di adeguarsi all' esistenza della IA, studiandola ed entrando nel settore per saperla usare meglio. Io con la IA ho imparato a discutere e mi diverto a farla sbagliare. Perche noi rimaniamo superiori a ogni meraviglia del mondo presente e futuro. Comunque l' umanita' e' sempre andata avanti con scoperte e non e' morto nessuno. I morti ci sono non per colpa delle scoperte, ma per colpa di chi ha usato con malvagita' le stesse scoperte. Occorre solo capire che in futuro ci saranno professioni diverse. Professioni che non possiamo prevedere ma alla quali si puo' accedere. In Italia, OGGI ci sono gia' moiltissimi posti di lavoro accessibili, e pochi operai,artigiani e professionisti che li possono riempire.
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Re: L’illusione dell’Intelligenza Artificiale Come la tecnocrazia minaccia la libertà umana

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Sayon ha scritto: 10 gen 2026, 2:43 Non siate pessimisti perche esiste la IA. Siate invece non solo pessimisti, ma incazzati verso coloro che la useranno per ammazzare persone. Sono loro i nemici dell' umanita' . del lavoro, delle famiglie. ivece parliamo con i nostri figli e nipoti dicendo di adeguarsi all' esistenza della IA, studiandola ed entrando nel settore per saperla usare meglio. Io con la IA ho imparato a discutere e mi diverto a farla sbagliare. Perche noi rimaniamo superiori a ogni meraviglia del mondo presente e futuro. Comunque l' umanita' e' sempre andata avanti con scoperte e non e' morto nessuno. I morti ci sono non per colpa delle scoperte, ma per colpa di chi ha usato con malvagita' le stesse scoperte. Occorre solo capire che in futuro ci saranno professioni diverse. Professioni che non possiamo prevedere ma alla quali si puo' accedere. In Italia, OGGI ci sono gia' moiltissimi posti di lavoro accessibili, e pochi operai,artigiani e professionisti che li possono riempire.
... fissato con le armi come UNICO MALE, vero?

Lo sfruttamento, no?

La privazione del lavoro no?

La IA è un modo per decimare (e sono ancora ottimista) il personale, rendendo la macchina in-di-pen-te da o-g-ni azione umana. Ciò per ri-spar-mia-re sulla manodopera.
E' questo un crimine.
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