Io penso che chi svolge una professione delicata come quella del militare di alto grado dovrebbe tassativamente andare in pensione a 65 anni dopodiché, al massimo, potrebbe fare il consigliere militare (nel paese di Pulcinella uno stipendio di consulente non si nega a nessuno, specie se è stato un pezzo grosso). E invece l'ammiraglio
Cavo Dragone alla soglia dei 65 anni fu nominato capo di stato maggiore della difesa e oggi, alla soglia dei 69, si ritrova a presiedere il comitato militare della NATO, ovvero, secondo Wiki, è colui che
dirige le operazioni militari della NATO e che ne coordina i comandi strategici. Ovviamente io non mi azzardo a mettere in dubbio la salute mentale di questo anziano signore (tale è, secondo il criterio dell'OMS, un over65), ne consegue il vivo e logico suggerimento contenuto nel titolo di questo post. Perché ieri l'ammiraglio Dragone, prospettando la possibilità di un
attacco ibrido preventivo alla Russia da parte della NATO, cosa che stante il suo ruolo nell'Alleanza equivale a una pesante e a mia memoria inaudita
minaccia, a rigore di logica ha calpestato
l'art.1 del Trattato Atlantico, mentre come italiano ha per lo meno trascurato
l'art.11 della Costituzione. Inoltre, la minaccia denota a mio avviso un sorprendente grado di
irresponsabilità e di
sottovalutazione dei rischi, enormi, incalcolabili, legati all'eventuale attuazione della stessa; e costituisce un palese e quanto mai inopportuno
intralcio rispetto ai difficili tentativi in corso per una risoluzione diplomatica del sanguinoso conflitto in Ucraina. Una guerra ibrida è pur sempre una guerra e "
L'Italia ripudia la guerra... come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali". Naturalmente i guerrafondai e il governaccio Meloni interpretano a modo loro l'art.11 della Costituzione (a mio avviso del tutto incompatibile, per esempio, con le armi che regaliamo all'Ucraina e con una inaudita spesa militare al 5% del PIL in assenza di minacce dirette e concrete), ma l'art.1 del Trattato Atlantico è
chiaro e univoco e nessuno dovrebbe conoscerlo meglio di chi è al vertice militare della NATO:
Le Parti si impegnano, in ottemperanza alla Carta delle Nazioni Unite, a comporre con mezzi pacifici qualsiasi controversia internazionale nella quale possano essere implicate, in modo da non mettere in pericolo la pace, la sicurezza e la giustizia internazionali, e ad astenersi nei loro rapporti internazionali dal ricorrere alla minaccia o all'impiego della forza in modo incompatibile con gli scopi delle Nazioni Unite.
Capito, ammiraglio? La NATO è (o era in origine) un'alleanza difensiva, nata a tutela della pace, e gli alleati si impegnano a comporre con mezzi pacifici i conflitti e ad
astenersi dal ricorso alla minaccia. Per giunta nel caso in oggetto non c'è nemmeno una sola chiara prova di deliberati attacchi informatici o con droni ai paesi NATO riconducibili al governo russo. Ci sono solo ipotesi, e forse qualche drone (delle centinaia o migliaia al giorno impiegati in Ucraina) sconfinato per errore o per avaria. Lo ribadisce ancora una volta l'esperto Fabio Mini, generale in pensione che scrive sul FQ, già capo di stato maggiore del Comando NATO per il Sud Europa:
https://infosannio.com/2025/12/02/altro ... -pretesti/
Quindi lei, ammiraglio, stante il ruolo che ricopre nella NATO, un attacco preventivo alla Russia oggi non solo non può e non deve minacciarlo, secondo me non deve nemmeno pensarlo.
Già ieri, leggendo il post dedicato alla notizia nel forum di Politica italiana (al quale come sapete non partecipo), mi ero chiesto come mai non fosse intervenuto il presidente
Mattarella, supremo garante della Costituzione. Stamane se lo chiede anche il direttore del FQ:
https://infosannio.com/2025/12/02/vogliamo-i-proattivi/
(testo integrale nella risposta di infosannio)
Non sono d'accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo