vito ha scritto: 22 mag 2025, 12:25
Alcuni pensano che il cambiamento climatico sia per il troppo caldo in estate quando, per la stessa ragione, potremmo avere estati relativamente fredde .....
Bisogna sempre distinguere due concetti che spesso vengono confusi: il riscaldamento globale (global warming, GW) e il cambiamento climatico (climate change, CC). Il GW in corso è causato dalle attività umane, in particolare dalle emissioni di gas serra che si accumulano in atmosfera, ed è a sua volta causa del CC. Il GW consiste nella crescita nel tempo di un ben definito parametro. L'incremento è riferito all'epoca preindustriale o più precisamente alla cd. "linea base" dell'IPCC (il gruppo intergovernativo dell'ONU che studia il CC) data dal valore medio del parametro nel periodo 1850-1900. Il parametro in oggetto è la temperatura media (dell'aria) sulla superficie del pianeta, intesa come media annuale della media spaziale (sull'intera superficie globale). Questo parametro non solo è definito in modo univoco ma oggi è anche misurabile con buona precisione (anche grazie ai sistemi satellitari come l'europeo Copernicus) sebbene le misure di temperatura restino tuttora le più incerte tra le 7 grandezze fisiche le cui unità sono adottate come unità fondamentali del SI (Sistema Internazionale delle unità di misura). Per es. Copernicus ha misurato nel 2024 un GW di 1,60°C rispetto alla linea base (due decimali significativi). In realtà la media annuale della temperatura è soggetta a oscillazioni legate a fenomeni di origine naturale (e non antropica) che influenzano in modo significativo il clima globale. Per es. il 2025 dovrebbe essere (il condizionale è d'obbligo) un po' più fresco del 2024 per la presenza de
La Niña sul Pacifico centromeridionale. L'oscillazione opposta,
El Niño, tende a riscaldare il pianeta, fra le due c'è una fase intermedia di neutralità. Queste oscillazioni hanno una loro periodicità, sia pure irregolare, compresa tra 2 e 7 anni. Per isolare il GW antropogenico da queste ed altre fluttazioni di origine naturale o casuale, bisogna allora mediare ulteriormente le temperature medie annuali sull'arco di un certo numero di anni. Gli Accordi di Parigi del 2015 hanno fissato in 20 anni questo arco temporale. Quindi, a stretto rigore, non si può dire che con il valore raggiunto nel 2024 (+1,60°C) sia stata superato la prima soglia di sicurezza fissata dagli Accordi in +1,5°C sull'epoca preindustriale. Tuttavia, visto che il trend della temperatura è in crescita (salvo fluttuazioni) e che potrebbe essere invertito solo azzerando le emissioni globali nette di gas serra (non basta ridurle perché l'eccesso di CO2 si accumula in atmosfera e il ciclo naturale del carbonio impiega secoli per rimuoverlo), le quali emissioni invece continuano a crescere, non c'era bisogno di uno studio pubblicato su
Nature per capire che "molto probabilmente" il 2024 è stato il primo anno del ventennio la cui temperatura media certificherà il fallimento dell'obbiettivo degli 1,5°C , ovvero che, in buona sostanza e come ho scritto altrove, ci siamo già giocata la prima delle due soglie di sicurezza fissate a Parigi (la seconda è a +2°C).
https://www.nature.com/articles/s41558-025-02246-9
In ogni caso, fatte le opportune medie, il GW è espresso da un numero. Ben altra cosa è il CC. Il clima è cosa estremamente complessa, irriducibile a una singola grandezza fisica come la temperatura (sono coinvolte molte altre: la pressione atmosferica, l'umidità, l'irradiazione solare, la piovosità, le precipitazioni nevose, la velocità e la direzione del vento, etc.), ed estremamente variabile anche su piccola scala (es. c'è una bella differenza tra il clima di Mergellina e quello del Vomero, o tra un comune alle spalle del Vesuvio e uno tra il vulcano e il mare) nonché impossibile da mediare su grande scala. Esiste una temperatura media dell'Europa (che cresce più della media globale) ma non esiste un clima dell'Europa, e men che meno dell'Africa o dell'Asia. È quindi intuitivo che l'incremento di un singolo parametro sintetico, la temperatura media globale, avrà svariati e in gran parte imprevedibili effetti sul clima su scala locale e stagionale. Tra questi anche effetti controintuitivi, per es. un'estate fresca o un inverno gelido. Il GW può perturbare il cd. vortice polare (circolazione stratosferica di aria fredda a bassa pressione intorno al Polo Nord). Naturalmente l'aria fredda tende a mischiarsi con quella calda delle latitudini inferiori ma la forte velocità del vento la tiene confinata nella regione artica. Quando il vortice polare si indebolisce a causa del GW, l'aria fredda non resta più confinata nella regione artica ma può scendere a latitudini inferiori e raffrescare l'estate in certe regioni. Si tratta in ogni caso di una
anomalia: tendenzialmente il GW rende le estati torride più frequenti e vieppiù torride. Inoltre, il fenomeno descritto si verifica più facilmente in inverno, che risulta in questo caso più freddo del solito nonostante il GW. Fu proprio questa la causa dell'ondata di gelo che investì l'Italia nel febbraio 2018. Ci fu una bella nevicata perfino qui a Napoli dove negli ultimi decenni arrivava al massimo effimero nevischio e negli ultimi anni non arriva nemmeno quello. Una nevicata più intensa di quella del 2018 io me la ricordo solo nel 1969, 55 anni fa. Ero bambino e ne approfittai per fare l'unico pupazzetto di neve della mia vita, che restò in piedi forse due ore. Ma nel 1969 c'erano solo 324 ppm di CO2 in atmosfera, erano 409 nel 2018, oggi siamo a quasi 430: pressoché impossibile per i bambini sperare di fare un pupazzetto di neve a Napoli.
Ho notato che è stata aperta una discussione nel forum di Politica, cui non partecipo, dove un forumista ci informa che dalle sue parti a metà maggio fa un freddo cane, ne deduce che gli scienziati sono dei "pallonari" e si sente autorizzato a prendere a calci nel sedere chi dice che il pianeta si sta riscaldando:
viewtopic.php?t=19661
Ohibò, allora costui dovrebbe prendere a calci anche i sensori di temperatura sparsi sul pianeta a migliaia, nonché i costosi satelliti di Copernicus. Potrei rispondergli che a casa mia, a Napoli, a metà marzo abbiamo mandato in lavanderia le coperte di lana, sostituendole con sottili copertine di lana. Queste ultime a metà maggio sono state sostituite non più con lenzuola di lino, come negli anni scorsi, ma con semplici lenzuola di cotone. Tempo una settimana o due e faremo a meno anche di queste. Ma non sarebbe una risposta seria ad affermazioni campate in aria. Un maggio freddo in una regione d'Italia, o anche nell'intera penisola, non scalfisce di un millimetro la consolidata teoria scientifica del GW antropogenico. Ho appena scritto che la temperatura che va considerata è quella media, non su un mese ma su 20 anni e sull'intera superficie del pianeta (di cui l'Italia è meno dello 0,6 per mille). Nella medesima discussione si legge ancora una volta che Annibale valicò le Alpi con gli elefanti, quindi all'epoca doveva fare più caldo di oggi. Forse sì, ma più caldo dove? Nelle Alpi occidentali o nell'intera Europa occidentale, non certo su scala globale. Il cd. "Periodo caldo romano" fu un fenomeno del tutto naturale, di modesta entità e su scala regionale. Idem il Periodo caldo medievale. L'attuale temperatura media superficiale del pianeta (del pianeta, non delle Alpi) è sensibilmente più alta di quella nel medioevo e di quella ai tempi di Annibale (ambedue misurabili per via indiretta con i proxies climatici). Anzi secondo l'IPCC è la temperatura più alta degli ultimi 100mila anni (almeno come media multisecolare). E il motivo è presto detto: l'attuale concentrazione atmosferica della CO2 è la più alta degli ultimi 2 milioni di anni (almeno).
Non sono d'accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo