RedWine ha scritto: 13 nov 2025, 14:16
salto a pie pari quanto hai scritto per non dover difendere la politica estera di questo governo che io stesso ritengo pessima.
però contesto il titolo, l'italia ha avuto altri due momenti in cui siamo scesi ancora piu in basso, e mi riferisco al governo Amato e al governo Monti.
ambedue i governi hanno devastato la nostra economia, per seguire le direttive di interessi esteri, la differenzatra i due è che con Amato non eravamo ancora nell'unione sovietica europea e relativo euro, e ce la siamo cavata dopo aver dilapidato a favore degli speculatori 40mila miliardi di lire con il salasso della svalutazione, mentre con Monti ci siamo goduti anni di stagnazione e recessione e dopo un tentativo con il governo giallo/verde finito in merda a causa di un paio di sabotatori interni, ne siamo usciti solo con il presente "governaccio"
I due che citi misero le mani anche nelle mie tasche, figurati se li giustifico. Avrebbero dovuto tartassare i miliardari (in lire) e i milionari (in euro) invece di applicare prelievi lineari che colpirono anche (e in misura relativa soprattutto) i piccoli risparmiatori, i pensionati, il ceto medio. Tuttavia qualche motivazione c'era.
Il primo governaccio Amato gestì la difficile transizione dalla Prima alla Seconda Repubblica, negli anni di Tangentopoli e dell'inchiesta Mani Pulite. Un terremoto politico/giudiziario innescato dalla corruzione assurta a sistema. Ma anche un disastro economico aggravato dalla massiccia presenza, all'epoca, dello Stato nell'economia. Quello che era stato un fattore decisivo per il
boom era diventato, con la degenerazione della politica e dei partiti, un
boomerang. La mangiatoia era bassa, come diciamo a Napoli, e nei primi anni 90 un km di metropolitana a Milano veniva a costare il triplo che ad Amburgo. Negli anni 60 poteva accadere quasi il contrario. Perché avevamo uno Stato serio ed efficiente, forse soprattutto come Stato imprenditore. Vedasi questo post in cui abbozzavo un confronto tra l'Autostrada del Sole, finanziata e realizzata interamente dallo Stato (cioè da imprese pubbliche), che costò appena 5 miliardi in euro attuali, e il Ponte sullo Stretto finanziato dallo Stato e realizzato dai privati, che costerà (se lo fanno) almeno il triplo:
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Giuliano Amato, a parte il furto legalizzato di cui sopra, ebbe un grosso merito e un'altrettale colpa. Pur essendo socialista, cioè del partito più corrotto, non mise bastoni tra le ruote al pool di Mani Pulite. È anche vero che se avesse provato a salvare Craxi avrebbe rischiato l'insurrezione. Ci provò l'anno dopo il governaccio Berlusconi I ad aprire il gabbio a centinaia di imputati per corruzione con il famigerato decreto Biondi (o
Salvaladri) ma fu costretto a ritirarlo a furor di popolo. Popolo ancora degno di questo nome all'epoca. Il demerito storico di Amato fu l'avvio delle nefaste privatizzazioni. Invece di fidarsi dell'opera di pulizia dei magistrati, iniziò a svendere il patrimonio aziendale dello Stato per la gioia dei famelici speculatori del panfilo Britannia, accolti a braccia aperte da Draghi, e dei burocrati europei che avevano appena fissato i paletti, con il Trattato di Maastricht, per i paesi indebitati come l'Italia. Col senno di poi l'erroraccio di Amato e Draghi lo spiegavo nel post linkato sopra:
Ficchiamocelo bene in testa: una grossa fetta del debito pubblico italiano sono appalti pubblici esternalizzati da Ministeri, Regioni, Province, Comuni e altri enti, e gonfiati dai privati.
Tuttavia io non getto la croce su chi, come Amato e Monti, fece scelte europeiste in tempi di grave crisi economica e finanziaria (lira debolissima nel caso di Amato, spread altissimo, 575 a fine governaccio Berlusconi IV, nel caso di Monti). E in tempi in cui l'UE non era ancora appecorata come oggi a USA e NATO. Oggi in un ipotetico referendum voterei per l'Italexit, ieri non so. Ma oggi non lo farei per ragioni economiche. Perché nessun economista e nessuna AI al mondo può né potrà mai dimostrare che la moneta unica è stata una scelta per noi negativa rispetto alla sovranità monetaria (la lira). Ovviamente non potrà dimostrare nemmeno il contrario. Avendo letto un paio di libri sull'ipotesi di Riemann, intricatissima congettura sugli zeri della funzione Zeta, sulla quale si arrovellano da 150 anni i migliori matematici senza cavare un ragno dal buco, ritengo che sarebbe più facile dimostrare quest'ultima (o la sua eventuale falsità).
Quanto a Monti, perfino B. alla fine si convinse che senza cedere la poltrona a questa sorta di Cincinnato senza calli alle mani, rischiava di finire male non solo l'Italia ma pure lui (con le aziende e i titoli azionari). E allora corse al Quirinale a rassegnare le dimissioni e se la svignò da un'uscita secondaria per evitare uova, pomodori e simili. Ma alla fine gli andò bene perché un Bersani opportunista sarebbe andato a elezioni anticipate e le avrebbe vinte a mani basse (tra l'altro risparmiandoci quella piaga effimera ma poco meno putrida del berlusconismo che fu il renzismo). E invece il Pd non solo si buttò (con B.) nell'ammucchiata Monti, ma se ne fece addirittura promotore. Idem poi col governaccio Letta. Erroracci per i quali gli italiani non lo perdonarono mai, preclari esempi di tafazzismo politico. Personalmente tra i vari premier tecnici considero Monti il meno peggiore. Mi sembra serio e onesto, un servitore dello Stato senza pretese egoarchiche (anche se un partito lo fondò pure lui). La legge Fornero fu una pessima mossa, ottima quella della cancellazione del progetto del Ponte. Il governaccio Meloni lo ha riesumato tal quale (risale al 2005) e senza gara, ma a costi dilatati, cioè anche a costo di violare una direttiva UE; però non mi risulta che abbia abolito la Fornero né l'imposta di bollo sui c.c. e sui depositi (il famigerato "prelievo Monti", dolorosa invenzione del professore).
Ora, egregio RedWine, tu dici che con Amato e Monti l'Italia cadde più in basso di quanto cadrebbe oggi se, dopo avere subito di tutto e di più da Trump senza fiatare (perfino von der Leyen aveva immaginato contromisure ai dazi e Meloni si era dissociata), accettasse anche il diktat di comprare armi americane, una volta al mese, sine die, per regalarle all'Ucraina. Libero di pensarla come credi, ma lì parlavamo di economia, al massimo di sovranità monetaria, qui parliamo di un governo che ci riduce, di fatto, a vassalli di un'altra nazione. La quale colpisce con dazi unilaterali le nostre esportazioni, cioè il lavoro degli italiani, cioè il fondamento della Repubblica. E ci minaccia pure: non vi azzardate a reagire. Ficca il naso nella nostra spesa militare, ci detta quanto spendere, cifre inaudite, quali armi comprare, quando e da chi comprarle, a chi regalarle, a un paese in guerra e fino a nuovo ordine. E la signora Meloni (presidente del Consiglio qui mi pare fuori luogo) sembrava pronta a subire quest'altro sopruso. E il signor Crosetto stava per partire per Washington. E si fanno chiamare Fratelli d'Italia! Quando è arrivato in extremis, immagino di notte se la notizia è trapelata all'alba, il veto del ministro Salvini e del ministro Giorgetti. Anche se manco da un po' dal forum di Politica italiana, ricorderai quello che pensavo (e che penso) di questi due. Ma oggi li applaudo, e forte. Hanno salvato la faccia, la dignità, l'onore, la sovranità del nostro Paese, o quel che ne resta, hanno difeso la Costituzione. Almeno per ora. Perché Trump ama più i nemici con le palle che gli alleati disobbedienti, e tornerà alla carica. Quindi ai due valorosi leghisti ribadisco il concetto in lingua bossiana:
mantenetelo duro!
Non sono d'accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo