Caro Netanyahu

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vatel
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Caro Netanyahu

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Se volevi annetterti Gaza lo potrevi dire prima ed invitare tutti gli abitanti a sfollare in modo da non fare tutti quei morti civili: o sbaglio??
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Fosforo31
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Re: Caro Netanyahu

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vatel ha scritto: 6 mar 2024, 12:20 Se volevi annetterti Gaza lo potrevi dire prima ed invitare tutti gli abitanti a sfollare in modo da non fare tutti quei morti civili: o sbaglio??
Ancora prima dell'invasione sionista la Striscia di Gaza era una "prigione a cielo aperto" per 2 milioni e mezzo di palestinesi. Sono parole della ong Human Rights Watch. L'idea di Netanyhau almeno inizialmente era questa: trasformare la prigione a cielo aperto in un cimitero. Ovvero: se non consento di sfollare a nessuno, ci sono buone probabilità che ogni 100 civili uccisi elimino due o tre terroristi di Hamas. Un'idea criminale e terroristica, ma cos'altro può essere uno che non ha esitato a colpire ospedali, scuole, presìdi dell'ONU, giornalisti e operatori umanitari? Uno che antepone la vendetta e la rappresaglia (di stampo nazista) perfino alla vita dei propri connazionali presi come ostaggi da Hamas. Ho letto che a Gaza ci sono stati molti bambini amputati delle gambe ancora prima che imparassero a camminare. Dopo questo orrore indicibile quello che mi fa più rabbia è l'indifferenza e l'accondiscendenza dell'Occidente, per non dire la COMPLICITÀ, nei confronti di questo mostro spietato e di questo stato canaglia che è senza dubbio alcuno, non da oggi ma da decenni, Israele. Con rispetto parlando degli ebrei civili e pacifici che da mesi manifestano contro un governo nel quale non si riconoscono. Dall'Occidente non mi aspettavo nulla, men che meno uno straccio di sanzioni per i crimini dei sionisti contro l'umanità. Mi sarei invece aspettato un'iniziativa congiunta di paesi africani e latinoamericani. Per esempio, chiedere l'esclusione di Israele dalle Olimpiadi di Parigi (così come è esclusa la Russia) minacciando il boicottaggio delle Olimpiadi stesse. Se lo stato canaglia non si ferma nella carneficina, potrebbe ancora succedere.
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Vento
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Difficile parlare razionalmente di certe cose, ma ci si deve provare, sennò non si va da nessuna parte. Credo che questo orrore, come tanti altri simili (genocidi in America, Germania, Turchia, ecc.), derivi dal non essere capaci di risolvere altrimenti il problema delle coesistenze impossibili. Le due tribù semite, ebrei ed arabi, non sono in grado di coesistere pacificamente ed è inutile starsi a domandare perché e soprattutto insistere perché continuino a provarci, con tutta la scia di morti che ne deriva. Queste situazioni vanno risolte il prima possibile e l'unico modo è che una parte faccia un passo indietro, si sposti altrove, giusto o no che sia, proprio per evitare questo orrore. Gli ebrei hanno vinto delle guerre, conquistando un qualche diritto su quella terra. Gli arabi devono farsi carico degli arabi palestinesi, ospitandoli, mettendo fine all'incubo mediorientale. Non c'è altro da fare. Del resto dove altro vorreste mandare gli ebrei?
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contericci
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Fosforo31 ha scritto: 8 apr 2024, 19:22
vatel ha scritto: 6 mar 2024, 12:20 Se volevi annetterti Gaza lo potrevi dire prima ed invitare tutti gli abitanti a sfollare in modo da non fare tutti quei morti civili: o sbaglio??
Ancora prima dell'invasione sionista la Striscia di Gaza era una "prigione a cielo aperto" per 2 milioni e mezzo di palestinesi. Sono parole della ong Human Rights Watch. L'idea di Netanyhau almeno inizialmente era questa: trasformare la prigione a cielo aperto in un cimitero. Ovvero: se non consento di sfollare a nessuno, ci sono buone probabilità che ogni 100 civili uccisi elimino due o tre terroristi di Hamas. Un'idea criminale e terroristica, ma cos'altro può essere uno che non ha esitato a colpire ospedali, scuole, presìdi dell'ONU, giornalisti e operatori umanitari? Uno che antepone la vendetta e la rappresaglia (di stampo nazista) perfino alla vita dei propri connazionali presi come ostaggi da Hamas. Ho letto che a Gaza ci sono stati molti bambini amputati delle gambe ancora prima che imparassero a camminare. Dopo questo orrore indicibile quello che mi fa più rabbia è l'indifferenza e l'accondiscendenza dell'Occidente, per non dire la COMPLICITÀ, nei confronti di questo mostro spietato e di questo stato canaglia che è senza dubbio alcuno, non da oggi ma da decenni, Israele. Con rispetto parlando degli ebrei civili e pacifici che da mesi manifestano contro un governo nel quale non si riconoscono. Dall'Occidente non mi aspettavo nulla, men che meno uno straccio di sanzioni per i crimini dei sionisti contro l'umanità. Mi sarei invece aspettato un'iniziativa congiunta di paesi africani e latinoamericani. Per esempio, chiedere l'esclusione di Israele dalle Olimpiadi di Parigi (così come è esclusa la Russia) minacciando il boicottaggio delle Olimpiadi stesse. Se lo stato canaglia non si ferma nella carneficina, potrebbe ancora succedere.
Prima di diventare come dice lei "una prigione a cielo aperto", al momento del ritiro dei cittadini ebrei, la Striscia di Gaza non era affatto una prigione a cielo aperto.Tutt'altro. Fino a quando Hamas prese il potere a Gaza, almeno. Poi da lì cominciarono a bombardare Israele con i razzi Qassam; da lì organizzavano gli attentati e da lì partivano gli shaid imbottiti di tritolo per andare a farsi esplodere nei bar, nelle fermate di autobus delle città israeliane. Per questo motivo, e con colpevole ritardo, Israele ha dovuto istituire i posti di blocco che hanno praticamente azzerato questo tipo di attacchi. Quindi, la responsabilità della ridottissima libertà di movimento dei gazesi, ricade interamente sulle spalle di Hamas. Inutile che lei perciò venga a ripetere questo ridicolo ritornello della prigione a cielo aperto intonato dai più beceri antisemiti esistenti al mondo, tipo quelli del partito di Melenchon che hanno votato i francesi. Per quanto riguarda il termine "rappresaglia" che la ascrive tra quei propalatori d'odio che già hanno appestato le elezioni francesi e le università europee, non di rappresaglia si tratta, ma di guerra. Una guerra che i popoli arabi hanno dichiarato ad Israele fin dal 1948, dall'anno della sua fondazione. E che oggi è continuamente rinfocolata da Hamas e dall'Iran degli hezbollah, come in passato era scatenata da Arafat e da Nasser, non certo da Israele. Una guerra che ha come obbiettivo ultimo di cancellare Israele dalla faccia della terra, altro che due popoli e due stati. Poi mi sono dovuto torcere lo stomaco quando ho letto della sua abominevole proposta di escludere Israele dalle Olimpiadi. Quando proprio Israele fu vittima degli attentati di Monaco'72 con undici atleti israeliani uccisi dalle carogne di Settembre Nero. I famigliari delle vittime hanno dovuto attendere cinquant'anni prima di essere risarcite dallo stato tedesco che non aveva provveduto adeguatamente alla sicurezza della manifestazione. Tutta Israele pianse in quei giorni senza nemmeno poter fare affidamento ad uno straccio di risoluzione ONU che definisse la strage come un crimine contro l'umanità. Invece l'Iran potrà tranquillamente partecipare per la sua incommensurabile gioia, immagino. Mi meraviglio come possa passare inosservato un messaggio dai toni così platealmente anti-semiti nella più totale indifferenza dei lettori. Ma in che mondo viviamo?
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Re: Caro Netanyahu

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contericci ha scritto: 10 lug 2024, 0:20
Fosforo31 ha scritto: 8 apr 2024, 19:22

Ancora prima dell'invasione sionista la Striscia di Gaza era una "prigione a cielo aperto" per 2 milioni e mezzo di palestinesi. Sono parole della ong Human Rights Watch. L'idea di Netanyhau almeno inizialmente era questa: trasformare la prigione a cielo aperto in un cimitero. Ovvero: se non consento di sfollare a nessuno, ci sono buone probabilità che ogni 100 civili uccisi elimino due o tre terroristi di Hamas. Un'idea criminale e terroristica, ma cos'altro può essere uno che non ha esitato a colpire ospedali, scuole, presìdi dell'ONU, giornalisti e operatori umanitari? Uno che antepone la vendetta e la rappresaglia (di stampo nazista) perfino alla vita dei propri connazionali presi come ostaggi da Hamas. Ho letto che a Gaza ci sono stati molti bambini amputati delle gambe ancora prima che imparassero a camminare. Dopo questo orrore indicibile quello che mi fa più rabbia è l'indifferenza e l'accondiscendenza dell'Occidente, per non dire la COMPLICITÀ, nei confronti di questo mostro spietato e di questo stato canaglia che è senza dubbio alcuno, non da oggi ma da decenni, Israele. Con rispetto parlando degli ebrei civili e pacifici che da mesi manifestano contro un governo nel quale non si riconoscono. Dall'Occidente non mi aspettavo nulla, men che meno uno straccio di sanzioni per i crimini dei sionisti contro l'umanità. Mi sarei invece aspettato un'iniziativa congiunta di paesi africani e latinoamericani. Per esempio, chiedere l'esclusione di Israele dalle Olimpiadi di Parigi (così come è esclusa la Russia) minacciando il boicottaggio delle Olimpiadi stesse. Se lo stato canaglia non si ferma nella carneficina, potrebbe ancora succedere.
Prima di diventare come dice lei "una prigione a cielo aperto", al momento del ritiro dei cittadini ebrei, la Striscia di Gaza non era affatto una prigione a cielo aperto.Tutt'altro. Fino a quando Hamas prese il potere a Gaza, almeno. Poi da lì cominciarono a bombardare Israele con i razzi Qassam; da lì organizzavano gli attentati e da lì partivano gli shaid imbottiti di tritolo per andare a farsi esplodere nei bar, nelle fermate di autobus delle città israeliane. Per questo motivo, e con colpevole ritardo, Israele ha dovuto istituire i posti di blocco che hanno praticamente azzerato questo tipo di attacchi. Quindi, la responsabilità della ridottissima libertà di movimento dei gazesi, ricade interamente sulle spalle di Hamas. Inutile che lei perciò venga a ripetere questo ridicolo ritornello della prigione a cielo aperto intonato dai più beceri antisemiti esistenti al mondo, tipo quelli del partito di Melenchon che hanno votato i francesi. Per quanto riguarda il termine "rappresaglia" che la ascrive tra quei propalatori d'odio che già hanno appestato le elezioni francesi e le università europee, non di rappresaglia si tratta, ma di guerra. Una guerra che i popoli arabi hanno dichiarato ad Israele fin dal 1948, dall'anno della sua fondazione. E che oggi è continuamente rinfocolata da Hamas e dall'Iran degli hezbollah, come in passato era scatenata da Arafat e da Nasser, non certo da Israele. Una guerra che ha come obbiettivo ultimo di cancellare Israele dalla faccia della terra, altro che due popoli e due stati. Poi mi sono dovuto torcere lo stomaco quando ho letto della sua abominevole proposta di escludere Israele dalle Olimpiadi. Quando proprio Israele fu vittima degli attentati di Monaco'72 con undici atleti israeliani uccisi dalle carogne di Settembre Nero. I famigliari delle vittime hanno dovuto attendere cinquant'anni prima di essere risarcite dallo stato tedesco che non aveva provveduto adeguatamente alla sicurezza della manifestazione. Tutta Israele pianse in quei giorni senza nemmeno poter fare affidamento ad uno straccio di risoluzione ONU che definisse la strage come un crimine contro l'umanità. Invece l'Iran potrà tranquillamente partecipare per la sua incommensurabile gioia, immagino. Mi meraviglio come possa passare inosservato un messaggio dai toni così platealmente anti-semiti nella più totale indifferenza dei lettori. Ma in che mondo viviamo?
Una cosa è la guerra, altra cosa sono i crimini di guerra. Anche la guerra ha, e deve avere, le sue regole, perfino la guerra può avere una sua nobiltà, specie nelle motivazioni ma anche nello svolgimento. I crimini di guerra la assimilano invece al terrorismo e alla barbarie, nelle loro versioni più spietate e gratuite. Una di queste versioni la mostrò Hamas il 7 ottobre. Nessuna giustificazione da parte mia, ma ferma condanna. Però anche le cose banali vanno dette. Dopo quasi 60 anni di risoluzioni ONU violate da Israele i palestinesi non sono uno Stato ma un popolo oppresso e senza patria. Tuttora confinato in due riserve indiane. Dopo quasi 60 anni di trattative e perfino qualche simbolico premio Nobel per la Pace, poco o nulla è cambiato per il popolo palestinese. In questi casi è cosa giusta e nobile per il popolo oppresso scatenare una guerra contro l'oppressore. Nobile ma impraticabile anzi impossibile in questo caso. Sarebbe come se una squadra di terza categoria dilettanti sfidasse il Real Madrid. Banalmente, con una simile sproporzione di forze, una guerra sarebbe un suicidio collettivo per i palestinesi. L'unica alternativa all'attesa passiva, non nell'agio ma nella sofferenza, che potrebbe durare altri 60 o 600 anni, è il terrorismo. È altrettanto chiaro e banale che è un'alternativa molto peggiore, ma vaglielo a dire ai giovani palestinesi. Hamas non è una causa ma un effetto: è lo status quo che fomenta il terrorismo. Con una Palestina libera e indipendente perché il terrorismo palestinese non dovrebbe rapidamente sparire? Gli egiziani odiano Israele, ma nessun egiziano, da decenni, va a farsi saltare in aria a Gerusalemme o a Tel Aviv. Le stime più accreditate oggi parlano di oltre 38.000 vittime nella Striscia, in gran parte civili inermi, in buona parte bambini, anche perché l'età mediana della popolazione è tra le più basse al mondo (19 anni). Ma uno studio pubblicato su Lancet, la più autorevole rivista medica del mondo, include le vittime indirette del conflitto e alza la stima fino a 186.000 morti, cioè quasi l'8% della popolazione della Striscia.
https://www.vita.it/gaza-se-le-vittime- ... onosciamo/
Di sicuro la popolazione civile sta sperimentando ormai da quasi 9 mesi sofferenze indicibili e quasi inaudite. Qualcosa di peggio avvenne forse a Stalingrado, durante l'omonima e feroce battaglia, che però durò circa 6 mesi. Nella Striscia di Gaza, esattamente come a Stalingrado, molti bambini sono stati amputati delle gambe prima ancora di imparare a camminare. Immagina se fosse successo a un tuo figlio o una tua figlia. Però i nazisti non avevano bombe da 2000 libbre (907 kg) come quelle copiosamente usate da Israele a Gaza. Fino al punto che gli USA hanno deciso di interrompere la fornitura. Però tu dici che quella di Israele non è una rappresaglia ma una guerra. Come se un match tra il campione mondiale dei pesi massimi e il campione italiano dei pesi piuma fosse definito un incontro di pugilato e non un massacro. Da quanto scrivi, sembra di capire che tu escluda crimini di guerra israeliani nella Striscia di Gaza. Se davvero pensi queste cose, allora sei TU un esempio di atroce e disumana INDIFFERENZA.
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Re: Caro Netanyahu

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Per cortesia, fosforo, non ripetiamo la consueta tiritera delle risoluzioni ONU violate. La madre di tutte le risoluzioni, la 181, quella della spartizione della "palestina", che divideva le terre amministrate dal mandato britannico in Israele e Parte Araba (attenzione: non "Palestina" come dice lei) con lo status internazionale su Gerusalemme, fu violata dai popoli arabi che subito, all'indomani della legittima nascita di Israele, attaccarono in massa il neonato Stato ebraico per ributtarlo a mare. Da lì, a catena la situazione è precipitata e continua a precipitare fino ai giorni nostri (mi scusi se semplifico). L'ONU attuale composta da una minoranza di democrazie e da una maggioranza di stati dittatoriali, teocratici e di pseudo-democrazie non compiute, non ha più nessuna credibilità come si può facilmente rendersene conto analizzando l'operato dell'UNRWA, l'organizzazione onu per la tutela dei profughi palestinesi, il cui personale è farcito da militanti di Hamas. Molte di queste risoluzioni impongono ad Israele di ritirarsi dietro la "linea Verde" che, tra l'altro NON è un confine di Stato. Ma ciò significherebbe per Israele dover rinunciare alla sovranità su Gerusalemme, al simbolo della sua religione, il Muro del Pianto. Conquistato proprio nella Guerra dei sei giorni, un'altra guerra scatenata dagli arabi accodatesi a Nasser e al suo pan-arabismo, al solo scopo di cancellare Israele dalla faccia della terra. Perché non veniva indicata la dizione "Palestina" nella risoluzione 181? Perché all'epoca i palestinesi semplicemente NON esistevano, la palestina non è altro che l'antica Giudea con la Galilea e la Samaria cui i romani cambiarono nome in palestina che deriva da "peleset" antico nome dei filistei. Il nome palestina fu riesumato dai romani proprio per cancellare l'identità giudaica in quei luoghi dopo la caduta del Tempio di Gerusalemme. Ma almeno fino alla guerra del Kippur (1973) chi diceva palestinesi intendeva gli ebrei, e nessuno, che non fosse ebreo, osava definirsi "palestinese". Se lo faccia dire da chi ha una certa età. Chi sono dunque i palestinesi? Difficile dirlo. Metà degli abitanti di Gaza sono tutt'ora egiziani e per l'altra metà sauditi. Quasi tutti figli dei figli dei figli dei profughi provocati dai paesi arabi durante la guerra del '48. Se erano lì da centinaia o migliaia di anni avranno costruito le loro tradizioni, avranno avuto grandi personaggi che si saranno distinti nel corso della storia, che so...poeti, letterati pittori, studiosi inventori eccetera. Avranno avuto le loro tradizioni culinarie e, se si sono costituiti in "popolo" avranno avuto la loro capitale, i loro re che avranno legiferato, battagliato, adorato i loro dei. Lei mi sa dire qualche nome prestigioso della storia "palestinese"? Perché questa è una cosa strana: il movimento sionista aveva un giornale che si chiamava il New Palestine; addirittura la compagnia elettrica ebraica che operava in quei luoghi era denominata Palestine electric Company, il Jerusalem Post dal 1932 al 1948 si chiamava The Palestine Post. Perfino l'attuale Israel Philarmonic Orchestra, dal 1936 al 1948 era chiamata Palestina Symphony Orchestra. E lo so, mi è venuto qualche dubbio, vorrei che me li chiarisca. Ah, fino a poco tempo fa i palestinesi non avevano manco una bandiera quella che sventola, nelle università europee piuttosto che a Gaza non è altro che quella Giordana con una stella in meno. Ed è cominciata ad apparire con Arafat, quello che parlava all'Assemblea Generale delle nazioni Unite con una pistola carica in bella vista sistemata nella fondina. Prima era il simbolo del movimento nazionale arabo. Controlli pure su Wikipedia. Insomma, mi sorgono dei dubbi.
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