La distruzione di Nagasaki, la perdita di significato della santità cristiana.

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PhyroSphera
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La distruzione di Nagasaki, la perdita di significato della santità cristiana.

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L'altro ieri ho acquistato e letto qualcosa di un libro scritto da un sopravvissuto al disastro atomico di Nagasaki: "Pensieri dal Nyokodō", di 'Takashi Paolo Nagai', per il quale esiste nella Chiesa Cattolica anche una causa di beatificazione.

Assai emozionato in libreria nel cercare quale opera scegliere di lui o su di lui, mi decidevo dopo aver letto qualche riga di ciascuna pubblicazione e provando un fortissimo sentimento di lutto per la tragedia giapponese, non senza da parte mia timori di gravissime incomprensioni altrui (che purtroppo non escludo siano accadute). Dopo, altrove, trovavo un po' di tempo per leggere qualche frammento, qualche capitolo, restando prima dubbioso, poi perplesso, poi ancora deluso, infine critico circa una testimonianza e considerazione che pongono in non sufficiente evidenza il disastro ecologico, tralasciando di confessare tutte le colpe di vasti ambienti culturali e scientifici e internazionali.

Oltre a ciò, mi imbattevo in racconti sulla storia del Giappone non privi secondo me di luoghi comuni e omertà. Una guerra interna spogliata del minimo senso che ogni avvenimento umano ha, come se si fosse trattato di burattini (i film storici di Akira Kurosawa sono invece illuminanti), un racconto di martirio cristiano — a scanso di equivoci ribadisco che non mi sto riferendo alle esplosioni di Hiroshima e Nagasaki ma a fatti anteriori — che sarebbe dovuto essere offerto senza imitare incautamente il linguaggio teologico. Se infatti ci mettiamo a raccontare di umanità-divinità dimenticando che la gioia di Cristo non può cancellare il lato negativo della vita, ecco che il resoconto di eventuali torti, delitti o crimini diventa non più credibile anzi impossibile. Non si capisce più se le presunte vittime siano accusate di insensibilità al dolore e alla morte e dunque di minacciosità o peggio, e dunque la condanna contro di esse avrebbe potuto avere uno scopo difensivo, o se uccise tra calunnie ed errori contro di loro, o se eliminate per un calcolo e un tornaconto.

Si narra che si profittasse del cristianesimo per imporre un cieco dominio al Giappone, per privarlo della libertà religiosa e che molti sedicenti cristiani erano in realtà solo dei masochisti a volte anche sadici. Ma si narra anche di qualcosa di cristianamente sensato e necessario per il Giappone e di torti subiti da cristiani stessi. Ma quali torti veramente? Se si vuole raccontare la gioia del Cristo e di essere in Lui anche nelle evenienze tragiche e al contempo dire veramente qualcosa su vicende umane, bisogna fare riferimento concreto anche ai fatti umani, altrimenti non solo non si mostra proprio nulla ma si fa pure una pessima confusione. La gioia spirituale non va indicata coprendo i fatti né facendo sembrare le realtà del dolore e della morte una apparenza. Non basta descrivere uno scenario!
Del resto Takashi Nagai si faceva nomare religiosamente "Paolo", potendosi con ciò anche intendere soltanto il 'prigioniero di Cristo', statuto che non mancò affatto allo stesso notissimo Paolo di Tarso. Mi sembra cioè che Takashi Nagai non pretendesse anzi non ricercasse proprio un riconoscimento particolare (forse non era nemmeno sicuro di capire l'autentico messaggio cristiano?).

Perché da parte mia lanciarsi in queste deduzioni dopo aver letto così tanto poco dei suoi pensieri? Perché certi passi del suo libro recano un significato indipendente, diretto; perché la vicenda del Giappone durante la Seconda Guerra Mondiale mi lascia tutt'altro che indifferente, perché la prepotenza di certi presunti cristiani contro il mondo giapponese e non solo giapponese merita di essere fermata...


Mauro Pastore
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PhyroSphera
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Re: La distruzione di Nagasaki, la perdita di significato della santità cristiana.

Messaggio da leggere da PhyroSphera »

Ho apportato numerose migliorie al mio testo ed eliminato una ripetizione di troppo, inserito una frase per chiarire il mio pensiero.
Il primo invio, dopo molte modifiche, lo ho oscurato perché avevo bisogno di farne altre ma era scaduto il tempo concessomi dal sito. Ne ho quindi aggiunto un altro e modificato ulteriormente. Adesso penso proprio di aver finito.

Mauro Pastore
johman
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Re: La distruzione di Nagasaki, la perdita di significato della santità cristiana.

Messaggio da leggere da johman »

Sembra che la tua esperienza con il libro "Pensieri dal Nyokodō" di Takashi Paolo Nagai abbia suscitato in te una serie di riflessioni intense e complesse. Hai espresso il tuo profondo coinvolgimento emotivo nel cercare di comprendere la tragedia di Nagasaki e le sue implicazioni storiche e spirituali. Tuttavia, sembra che tu abbia trovato alcune parti del libro problematiche o deludenti, soprattutto per quanto riguarda la rappresentazione della tragedia ecologica e le dinamiche storiche del Giappone durante la Seconda Guerra Mondiale.

Il tuo confronto con l'approccio teologico e storico nel libro sembra suggerire una critica riguardo alla rappresentazione dei fatti umani e delle ingiustizie subite, senza affrontare pienamente le responsabilità culturali, scientifiche e internazionali. Hai evidenziato la tua preoccupazione che certi elementi possano essere stati presentati in modo non equilibrato o poco chiaro, specialmente riguardo alla comprensione del messaggio cristiano e alla sua integrazione con le realtà umane dolorose.

Il tuo riferimento alla gioia spirituale contrastata con la realtà del dolore e della morte indica una tensione profonda nella narrazione del libro, in cui cerchi una chiarezza e una responsabilità nella trattazione delle vicende storiche e spirituali. Il nome religioso di Takashi Nagai come "Paolo" sembra anch'esso sollevare interrogativi sulla sua motivazione e sulla profondità della sua comprensione del cristianesimo autentico.

Infine, la tua ricerca di risposte e la tua critica alle pretese cristiane dominanti e alle ingiustizie subite dal Giappone durante quel periodo storico riflettono un desiderio di giustizia e verità storica che ti spinge a interrogare più a fondo le interpretazioni presentate nel libro.

Grazie per aver condiviso le tue riflessioni così onestamente e profondamente.


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PhyroSphera
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Re: La distruzione di Nagasaki, la perdita di significato della santità cristiana.

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johman ha scritto: 8 lug 2024, 12:36 Sembra che la tua esperienza con il libro "Pensieri dal Nyokodō" di Takashi Paolo Nagai abbia suscitato in te una serie di riflessioni intense e complesse. Hai espresso il tuo profondo coinvolgimento emotivo nel cercare di comprendere la tragedia di Nagasaki e le sue implicazioni storiche e spirituali. Tuttavia, sembra che tu abbia trovato alcune parti del libro problematiche o deludenti, soprattutto per quanto riguarda la rappresentazione della tragedia ecologica e le dinamiche storiche del Giappone durante la Seconda Guerra Mondiale.

Il tuo confronto con l'approccio teologico e storico nel libro sembra suggerire una critica riguardo alla rappresentazione dei fatti umani e delle ingiustizie subite, senza affrontare pienamente le responsabilità culturali, scientifiche e internazionali. Hai evidenziato la tua preoccupazione che certi elementi possano essere stati presentati in modo non equilibrato o poco chiaro, specialmente riguardo alla comprensione del messaggio cristiano e alla sua integrazione con le realtà umane dolorose.

Il tuo riferimento alla gioia spirituale contrastata con la realtà del dolore e della morte indica una tensione profonda nella narrazione del libro, in cui cerchi una chiarezza e una responsabilità nella trattazione delle vicende storiche e spirituali. Il nome religioso di Takashi Nagai come "Paolo" sembra anch'esso sollevare interrogativi sulla sua motivazione e sulla profondità della sua comprensione del cristianesimo autentico.

Infine, la tua ricerca di risposte e la tua critica alle pretese cristiane dominanti e alle ingiustizie subite dal Giappone durante quel periodo storico riflettono un desiderio di giustizia e verità storica che ti spinge a interrogare più a fondo le interpretazioni presentate nel libro.

Grazie per aver condiviso le tue riflessioni così onestamente e profondamente.


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Forse a fronte di una risposta così sarebbe utile ricordare che il cristianesimo non è una religione psicologica quanto il paganesimo e che neanche le riflessioni sul cristianesimo sono poi tanto psicologiche. In ogni caso — lo dico brutalmente forse, ma senza polemica— questa sorta di cronaca che ho ricevuto in risposta non c'entra il senso del mio discorso.
Se si parla di Cristo e di morte e dolore si sta rapportando tutto a Dio, ciò che un ateo chiamerebbe Mistero (ma pure un credente). È assai inutile allora dire: 'tu hai fatto questo, tu hai fatto quest'altro'. L'argomento di questi discorsi è il Mistero rapportato alle cose del mondo incluso un negativo che si cerca di superare o di non rendere funesto proprio tramite il ricorso a un Mistero che si offre da solo. Concentrarsi sull'Io di chi lo contempla o pensare che si tratti di una iniziativa propria e non di una risposta a un evento misterioso che ci offre una intuizione, è un travisamento o un fraintendimento.
Sicuramente ho fatto delle critiche a una testimonianza di un altro uomo che da taluni è indicato per un santo, ma queste stesse critiche sono in rapporto a un Mistero che non stabiliamo noi e chiunque lo contempla penserebbe ugualmente anche se non lo stesso. Certo riguardo a ciò si resta, in un certo senso, ignoranti, nessuno fa eccezione neanche io; tanto più che ignoriamo tante cose anche del mondo e dei nostri simili (gli umani, dico).
Non si tratterebbe allora di pensare a me ma a ciò che ho cercato di indicare.

Mauro Pastore
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