OLTRE L'INCUBO E LA RAPPRESENTAZIONE DELL'INCUBO: GUERRA FREDDA, GUERRA IN UCRAINA E IL DIVERSO FUTURO CHE CI ASPETTA.

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PhyroSphera
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OLTRE L'INCUBO E LA RAPPRESENTAZIONE DELL'INCUBO: GUERRA FREDDA, GUERRA IN UCRAINA E IL DIVERSO FUTURO CHE CI ASPETTA.

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Al seguente link un riferimento alla guerra in Ucraina e alla politica della Russia:

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/ ... 3bb4e.html

Che dire? Putin dice di "dottrina nucleare" ma pure di teoria non destinata veramente alla pratica. Uno direbbe che si tratta di terrorismo e allora ci si dovrebbe domandare quale ne sia la causa e motivazione. Ecco un prospetto informativo:
Il cosiddetto "equilibrio del terrore" fu avviato da Hitler coi primi esperimenti nazisti per costruire gli ordigni atomici e in principal modo diffondendone già la minaccia, ma non si compì sùbito, nel senso che dagli USA ne furono usati due contro due città giapponesi creandosi una condizione di estrema disparità politica e militare. La costruzione di essi fu attuata in circostanze non del tutto chiarite: vi fu in America anche un sospetto di crimine nazista e un'inchiesta giudiziaria rimasta inconclusa (non tantissimi anni orsono fu pubblicato un dossier che conteneva informazioni sulla occultazione, da parte di sanitari americani, dei risultati di studi sugli effetti della esplosione atomica). I progetti americani della bomba furono poi ceduti con un inganno all'URSS, e i due protagonisti dell'impresa erano hitleriani (ne fu detto pubblicamente). Il confronto USA-URSS fu così segnato dalla presenza minacciosa degli ordigni e dalla non-volontà americana di riconoscere le esplosioni di Hiroshima e Nagasaki quali atti criminali. Con la fine della Guerra Fredda gli USA seguitarono la strategia della tensione continuando a ritenere le distruzioni nucleari in Giappone delle azioni lecite, cui motivazione sufficiente a loro detta era anche e soltanto salvare i propri soldati. In questo quadro si inserì la minaccia del terrorismo arabo, sostenuta anche da Saddam Hussein in Iraq. Gli americani arrivarono alla minaccia nucleare diretta contro l'Iraq od altri eventuali nelle stesse circostanze, senza curarsi del fatto che la minaccia araba non era stata veramente localizzata e che se lo fosse stata sarebbero bastate armi convenzionali contro di essa. Sul versante dell'ex confronto tra capitalismo e comunismo non accadeva nulla di diverso. Gli USA non vollero più considerare i nuovi accordi militari con i russi sulle reciproche limitazioni. Iniziava pure la persecuzione contro i russi-ucraini in Ucraina, da dove esponenti della politica ucraina antirussa minacciarono informalmente ma concretamente di voler far distruggere la Russia con le armi nucleari della NATO. Mentre l'elettorato ucraino aveva scelto i filorussi, un colpo di Stato di estrema destra portava gli antirussi al potere. In Crimea la protesta russo-ucraina ebbe esito diretto, tramite un referendum di secessione in concomitanza con le manovre dell'esercito russo. In Donbass scoppiava una guerra civile, coi russi-ucraini sostenuti dallo Stato russo. Il regime di Zelensky in Ucraina di fatto portava avanti il piano di derussificazione forzata e di alleanza con la NATO e soprattutto con gli USA. Il governo russo giudicava la situazione intollerabile e iniziava l'invasione dell'Ucraina, quale provvedimento di polizia internazionale.
Durante il conflitto armato i vertici dello Stato russo ricordavano l'esistenza di ordigni atomici, previsti per il caso della sopravvivenza, mentre dagli USA veniva opposta direttamente una minaccia di ritorsione (cui i mezzi di informazione in Occidente non davano proprio peso) senza commisurare il proprio discorso a quello altrui.

Risulta che il regime di Putin non è esente da una politica-spettacolo dove viene rappresentato anche l'ìncubo atomico, ma il potere negli USA è in realtà fautore diretto dello stesso ìncubo, senza una rappresentazione che lo moderi. Questa politica-spettacolo in Russia viene in realtà da un passato regime che veramente russo non era, perché l'URSS era una Unione di Stati nella quale non era previsto né ammesso che si agisse secondo la realtà di un singolo Stato e vigeva una dittatura che non teneva conto degli interessi delle singole parti. Tale manifestazione politica dopo la fine dell'URSS non è più volta alla strategia della tensione anzi è mirata alla sua eliminazione verso un equilibrio diverso, non più fondato sul terrore; e per questo il sistema è tecnologicamente rinnovato, per evitare che l'altrui prevalenza aumenti la tensione anziché diminuirla e per scongiurare un rischio di guerra reale.
Si può certamente affermare che i russi si sono trovati in una situazione che non hanno scelto e non hanno avuto il potere di rimediarvi ma l'hanno dovuta accettare, operando però per la sua progressiva eliminazione.

Per ciò che si può sapere e capire dei russi, non è impossibile convenire su queste mie conclusioni.
L'operato di Putin si presenta quale un atto di méssa in crisi di una pessima concomitanza, nella quale ha avuto peso determinante il pessimismo violento di Hitler e forza non trascurabile ambizioni di dominio provenienti dagli Stati Uniti d'America. Certo non si tratta di più di una méssa in crisi; ma tanta e ancora effettiva politica ha il dovere di comprendere cosa è accaduto e cos'altro sta accadendo, senza frapporre alla via verso la ragionevolezza ostacoli fatti di favoritismi o peggio antipatie, o finanche di fanatismi e odi. Difatti si deve ammettere che le parti politiche ostili alla Russia sono percorse da odi e fanatismi e la maggioranza dei comunicatori di cui queste parti si avvalgono non è disposta neppure ad ammetterne le antipatie e i favoritismi.

Il braccio di ferro voluto dall'amministrazione Biden contro la Russia ha reso reale una tragedia in Europa, un disastro che altrimenti si sarebbe potuto evitare; e adesso la venuta dei soldati statunitensi nel nostro Continente (di cui è parte anche una vasta porzione della Russia), dalla Prima alla Seconda Guerra Mondiale fino a quella Fredda e oltre, non può avere lo stesso senso di prima. L'ambizione di alcuni in America ha messo a morire due popoli fratelli, dando spazio e agio a un regime, quello di Zelensky, di traditori incapaci di riconoscere l'umanità del nemico.

Bisogna capire cosa sta succedendo e perché; e cosa non deve succedere. Non basta che la rappresentazione dell'incubo prenda il posto dell'incubo diretto sostenuto da minacce reali. Bisogna riconoscere che nell'attuale condizione planetaria non si può andare avanti solo con gli sforzi di moderazione di uno Stato, quello russo, che non è più in una situazione di massimo potere, come invece lo era ai tempi degli Zar. Invece prevale l'errore e l'ignoranza sui torti delle direzioni politiche degli Stati Uniti d'America, entità politica cui non si dovrebbe più compiacere e fino a un effettivo rivolgimento del suo potere.


Mauro Pastore
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Re: OLTRE L'INCUBO E LA RAPPRESENTAZIONE DELL'INCUBO: GUERRA FREDDA, GUERRA IN UCRAINA E IL DIVERSO FUTURO CHE CI ASPETT

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Questa è la terza volta che invio questa discussione. Ho dovuto rimediare prima a un'espressione che risultava ambigua, poi a un'altra che non coincideva col mio pensiero, anzi ne dava apparenza opposta. Adesso ho finito con le modifiche.

Mauro Pastore
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