Invito agli atei

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Holubice
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carletto3 ha scritto: 9 mar 2021, 12:39 Gia' ma come realizzarlo in pratica quando ogni regione,comune,provincia e in queste ogni struttura pubblica usa un database diverso l'uno dall'altro? E trasferire ogni dato di questi in un unico data base ci vorrebbero secoli
IL difetto è all'origine e lo stato dovrebbe ,come dici anche te,fornire un unico data base che dovrebbero usare tutte le amministrazioni pubbliche da ora in poi.Se una volta non si comincia non esistera' mai un unico archivio dati.basterebbe si cominciasse ....
Ma neanche per sogno...



In questo preciso momento la mia banca si sta fondendo con un'altra banca. Non è la prima volta che questa cosa mi capita: ero correntista di un piccolo istituto locale, il quale istituto è entrato in una banca regionale più grossa, la quale banca regionale è confluita in una banca nazionale, e quest'ultima sta entrando dentro un altro istituto di credito più grande di lei.

Le banche fanno queste operazioni perché, ad ogni passaggio, hanno bisogno di meno personale nei loro centri direzionali. Già prima il mio istituto bancario era la risultante di 20 piccole società locali. Prima di questa fusione, tutte e 20 aveva un proprio centro di calcolo, un proprio amministratore delegato, un proprio presidente, un funzionario e degli impiegati a lui sottoposti responsabile di ogni singolo servizio fornito (Gestione Titoli, Cambi Valute, Mutui, etc, etc...). Alla fine della fusione, 19 amministratori delegati su 20 sono andati a casa, 19 presidenti su 20 sono andati a casa, 19 funzionari su 20 sono andati a casa, 19 centri direzionali su 20 sono stati chiusi, 19 elaboratori centrali su 20 sono stati spenti...

Questo succede quando uno lavora 'sotto padrone'. Il quale padrone ha tutto l'interesse a ridurre il più possibile le spese di gestione. Nella Pubblica Amministrazione un concetto e un processo del genere non è neanche lontanamente concepibile. Perché la Pubblica Amministrazione ha un solo scopo: perpetrare se stessa...

_____________________________________________



"Gli presentano il progetto per lo snellimento della burocrazia. Ringrazia vivamente. Deplora l'assenza del modulo H. Conclude che passerà il progetto, per un sollecito esame, all'ufficio competente, che sta creando."

(Ennio Flaiano)
"Ricordatevi sempre che nel nostro Parlamento siedono i nostri rappresentanti. E che ci rappresentano benissimo"
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Ovidio ha scritto: 3 mar 2021, 13:45 Cercare, se trovar si potesse,
che Dio non fosse.

GIOVANNI BOCCACCIO
Credo che le opzioni siano DUE.
La prima è quella che il Creato sia frutto di un PENSIERO prodotto da una grande Energia.
La seconda è quella che il Creato sia frutto del Caso, che in miliardi di anni ha trovato un suo equilibrio?
Io, razionalmente, e non certo per Fede, credo che se il tutto fosse frutto del CASO, ci sarebbero state molte probabilità statistiche che tra i tanti frutti che la Natura ha creato, alcuni avrebbero lo stesso gusto, lo stesso vale per i profumi dei fiori e se ci pensiamo bene anche per le stesse identiche impronte digitali di noi umani.
Ma pensiamo anche alle migliaia di forme differenti che hanno le piante o le svariate forme di canto degli uccelli.
Io mi ricordo un mio amico che sapeva distinguere il genere di uccelli dal loro canto, senza vederli.
Se tutto fosse opera del CASO e non di una MENTE PENSANTE e perciò organizzatrice, avremmo almeno un paio di frutti diversi ma con lo stesso gusto.
O due uccelli che emettono un identico canto.
La vita è come un ponte, puoi attraversarla ma non costruirci una casa sopra.
(Proverbio dei Sioux)
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heyoka ha scritto: 21 mar 2021, 7:37 Credo che le opzioni siano DUE.
La prima è quella che il Creato sia frutto di un PENSIERO prodotto da una grande Energia.
La seconda è quella che il Creato sia frutto del Caso, che in miliardi di anni ha trovato un suo equilibrio?
Io, razionalmente, e non certo per Fede, credo che se il tutto fosse frutto del CASO, ci sarebbero state molte probabilità statistiche che tra i tanti frutti che la Natura ha creato, alcuni avrebbero lo stesso gusto, lo stesso vale per i profumi dei fiori e se ci pensiamo bene anche per le stesse identiche impronte digitali di noi umani.
Ma pensiamo anche alle migliaia di forme differenti che hanno le piante o le svariate forme di canto degli uccelli.
Io mi ricordo un mio amico che sapeva distinguere il genere di uccelli dal loro canto, senza vederli.
Se tutto fosse opera del CASO e non di una MENTE PENSANTE e perciò organizzatrice, avremmo almeno un paio di frutti diversi ma con lo stesso gusto.
O due uccelli che emettono un identico canto.
Secondo me, invece, per le medesime ragioni che adduci, la questione sia da vedere al contrario.
In termini evoluzionistici (per te quello che chiami "caso", che poi proprio caso non è) ci sono migliaia di specie differenti (con un loro linguaggio specifico), fiori, piante, profumi differenti proprio perché ognuna richiede elementi unici per la propria sopravvivenza. Se ci fosse, paradossalmente, una "mente pensante organizzatrice", credo che per praticità avrebbe creato specie simili con le medesime esigenze (frutti con lo stesso sapore, stessi odori, stessi linguaggi, ecc), quasi per "semplificare le cose" o quantomeno per logica. Invece ognuna ha occupato una propria nicchia ecologica (dove, inoltre, deve competere per sopravvivere sia in termini interspecifici che intraspecifici). E noi, in quanto esseri umani, non siamo da meno.
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«Dove regna la saggezza, non vi è alcun conflitto tra pensiero e sentimento» [Carl Gustav Jung]
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Re: Invito agli atei

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Invece ognuna ha occupato una propria nicchia ecologica (dove, inoltre, deve competere per sopravvivere sia in termini interspecifici che intraspecifici). E noi, in quanto esseri umani, non siamo da meno.
Ma ognuna di queste specie, avrà fatto un RAGIONAMENTO, per decidere cosa era meglio fare, per sopravvivere.
Perciò il PENSIERO ci deve essere in qualche modo.
Detto questo, a me pare comunque che ad ogni specie, non sia sufficiente pensare, cosa e come fare per soppravvivere per riuscire a realizzare quella necessità.
Io per esempio non capisco cosa ci sia di più intelligente nel pensiero di un tordo rispetto a quello dell' uomo, visto che il tordo non sembra essere una cima di furbizia ma, al contrario dell' uomo, il tordo è riuscito a farsi crescere le ali per volare.
L' uomo pur avendo desiderato in maniera ossessiva di farsi crescere le ali, non è mai riuscito ad averne nemmeno un accenno.
La tua paturnia Shamash non mi convince per niente. Molto più probabile ci sia una GRANDE ENERGIA PENSANTE che come un sommo architetto a organizzato e pianificato la creazione, con diversi punti essenziali, che fanno stare in piedi il SUO progetto.
Fra questi il principio di evoluzione ci può stare senza dubbio, ma sappiamo che per quanto un asino si sforzi e si alleni, non potrà MAI diventare un cavallo.
E pur essendo PROSSIMI tra di loro, sappiamo bene che un asino che si accoppia con un cavallo può generare un mulo o un bardotto, ma il ciclo riproduttivo si interrompe lì e non c' è alcuna possibilità di vita.
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heyoka ha scritto: 21 mar 2021, 14:06
Invece ognuna ha occupato una propria nicchia ecologica (dove, inoltre, deve competere per sopravvivere sia in termini interspecifici che intraspecifici). E noi, in quanto esseri umani, non siamo da meno.
Ma ognuna di queste specie, avrà fatto un RAGIONAMENTO, per decidere cosa era meglio fare, per sopravvivere.
Perciò il PENSIERO ci deve essere in qualche modo.
Detto questo, a me pare comunque che ad ogni specie, non sia sufficiente pensare, cosa e come fare per soppravvivere per riuscire a realizzare quella necessità.
Non vi è alcun pensiero né soprattutto una decisione cosciente. L'evoluzione opera in milioni di anni per selezionare le specie, ma anche le caratteristiche delle specie stesse più adatte alla sopravvivenza e alla riproduzione. Ecco dunque che taluni elementi saranno migliorati, altri spariranno.
heyoka ha scritto: 21 mar 2021, 14:06 Io per esempio non capisco cosa ci sia di più intelligente nel pensiero di un tordo rispetto a quello dell' uomo, visto che il tordo non sembra essere una cima di furbizia ma, al contrario dell' uomo, il tordo è riuscito a farsi crescere le ali per volare.
L' uomo pur avendo desiderato in maniera ossessiva di farsi crescere le ali, non è mai riuscito ad averne nemmeno un accenno.
Perché sono animali differenti, con una storia evolutiva profondamente diversa, addirittura appartenenti a specie diverse e dunque con caratteristiche biologiche agli antipodi. Non puoi domandarti con perplessità perché il Brunello sia rosso e le zanne di un elefante color avorio. Sono cose diverse che nulla hanno in comune. Semmai, l'uomo, la specie in assoluto più intelligente, imita la natura per i propri scopi. Ma tali decisioni coscienti non sono frutto dell'evoluzione biologica, bensì delle capacità cerebrali dell'animale più intelligente sulla Terra.
heyoka ha scritto: 21 mar 2021, 14:06 La tua paturnia Shamash non mi convince per niente. Molto più probabile ci sia una GRANDE ENERGIA PENSANTE che come un sommo architetto a organizzato e pianificato la creazione, con diversi punti essenziali, che fanno stare in piedi il SUO progetto.
Fra questi il principio di evoluzione ci può stare senza dubbio, ma sappiamo che per quanto un asino si sforzi e si alleni, non potrà MAI diventare un cavallo.
E pur essendo PROSSIMI tra di loro, sappiamo bene che un asino che si accoppia con un cavallo può generare un mulo o un bardotto, ma il ciclo riproduttivo si interrompe lì e non c' è alcuna possibilità di vita.
Se ti piace crederlo, ben venga. Ma per me la "paturnia" è tua, oltre che essere totalmente irrazionale. :grin:
Se vi fosse stata davvero una "grande energia pensante" o, ancor meglio, un "sommo architetto", bisognerebbe chieder loro i danni!
Perché hanno fatto estinguere intere specie? Perché hanno creato malattie e sofferenza? Perché esistono anche elementi chimici in grado di ledere gli animali?
Inoltre, chi sarebbe questo "sommo architetto", visto che sarebbe presente almeno da oltre 4,5 miliardi di anni? Dio? Gli alieni?
Basiamoci su elementi certi su cui discutere, analizzabili scientificamente. Tutto il resto sono affascinanti fantasie che troverei assai positivo relegare alla letteratura di fantascienza. :P
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Shamash ha scritto: 21 mar 2021, 15:28
Basiamoci su elementi certi su cui discutere, analizzabili scientificamente. Tutto il resto sono affascinanti fantasie che troverei assai positivo relegare alla letteratura di fantascienza. :P
Appunto questi non hai: elementi certi su cui discutere, analizzabili scientificamente. Tranne il fatto che ogni cambiamento di stato necessita una causa!
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Re: Invito agli atei

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Ovidio ha scritto: 21 mar 2021, 15:33 Appunto questi non hai: elementi certi su cui discutere, analizzabili scientificamente. Tranne il fatto che ogni cambiamento di stato necessita una causa!
L'evoluzionismo, la biologia, l'archeologia, l'antropologia, la paleontologia è scienza. Quindi, seppur siano discipline che devono ancora studiare e comprendere tantissimo, si basano su assunti scientifici. Quindi credibili.
Pensare ad "un'entità suprema" che invece crea tutto che basi ha invece? ;)
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Quindi credibili.
Pensare ad "un'entità suprema" che invece crea tutto che basi ha invece?
Intanto devo annotare che finché il pallino è stato in mano esclusivo a Madre Natura, il pianeta e sopratutto l' Uomo, non è mai stato messo in pericolo.
Per quanto riguarda il discorso del " pensare", magari possiamo pensare che il PENSARE della GEP non ha le stesse basi del pensirecchiare della scienza umana.
Pensa Shamash, se il mio pensare fosse quello giusto come se la ride a crepapelle quella mattacchiona della GEP.
Non sarebbe una ottima base di pensiero?
Secondo te il pensiero di un Enzo Ferrari sarebbe stato comprensibile ad un aspirante allievo vice aiutante garzone di un meccanico di bici della sottomutua?
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Shamash ha scritto: 21 mar 2021, 15:58
Ovidio ha scritto: 21 mar 2021, 15:33 Appunto questi non hai: elementi certi su cui discutere, analizzabili scientificamente. Tranne il fatto che ogni cambiamento di stato necessita una causa!
L'evoluzionismo, la biologia, l'archeologia, l'antropologia, la paleontologia è scienza. Quindi, seppur siano discipline che devono ancora studiare e comprendere tantissimo, si basano su assunti scientifici. Quindi credibili.
Pensare ad "un'entità suprema" che invece crea tutto che basi ha invece? ;)
Seguiti a non capire! La scienza è descrittiva, non esplicativa!

Punto!
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Re: Invito agli atei

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heyoka ha scritto: 21 mar 2021, 19:00 Intanto devo annotare che finché il pallino è stato in mano esclusivo a Madre Natura, il pianeta e sopratutto l' Uomo, non è mai stato messo in pericolo.
Non è vero. Ci sono state estinzioni di massa, specie che sono profondamente cambiate a seguito di stravolgimenti geomorfologici ed ecologici e così via. L'uomo non c'era ancora sul Pianeta...
Per quanto riguarda il discorso del " pensare", magari possiamo pensare che il PENSARE della GEP non ha le stesse basi del pensirecchiare della scienza umana.
Pensa Shamash, se il mio pensare fosse quello giusto come se la ride a crepapelle quella mattacchiona della GEP.
Non sarebbe una ottima base di pensiero?
[/quote]
Sarebbe carino, a questo punto, dire una volta per tutte chi o cosa sia questo pensiero supremo che ha creato tutto. :grin: icon_climb2
heyoka ha scritto: 21 mar 2021, 19:00Secondo te il pensiero di un Enzo Ferrari sarebbe stato comprensibile ad un aspirante allievo vice aiutante garzone di un meccanico di bici della sottomutua?
Qui si entra in un campo totalmente differente.
Le capacità umane non sono distribuite equamente. C'è chi ha più forza di altri, chi maggiore prestanza fisica e velocità, chi è più intelligente, chi è un genio con l'astrazione e la produzione artistica, chi con i numeri e così via. Michelangelo, Leonardo, Einstein, Enzo Ferrari...
Semplicemente ognuno è unico, pur condividendo lo stesso percorso evolutivo (in termini biologici, s'intende). ;)
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