Cos'è realmente il razzismo?

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Vento
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Cos'è realmente il razzismo?

Messaggio da leggere da Vento »

Al di là dell’emotività, cosa è realmente il razzismo? Oltre alla strumentalizzazione propagandistica, ci sono anche studi scientifici del fenomeno.

“In  "senso stretto" il razzismo, come teoria della divisione biologica dell'umanità in razze superiori e inferiori, è un fenomeno relativamente recente. In senso più ampio invece si tratta di una generale antica tendenza a discriminare i 'diversi' (nazioni, culture, classi sociali inferiori).” (Wikipedia)

Il primo senso ‘stretto’ è quello dei vittimisti, coloro che si sentono vittime di altri o che lo fingono per trarne vantaggi. E’ questo il senso di ‘razzismo’ con cui oggi abbiamo a che fare ed è chiaramente una truffa. Neanche il solito Hitler ed i nazisti servono a confutarlo: penso che i tedeschi del suo tempo, oltre che per ragioni politiche, detestassero e odiassero gli ebrei, ma non per senso di superiorità, che anzi spesso era vero il contrario. Gli ebrei avevano scalato la società più degli stessi tedeschi e questo suscitava invidia, quindi piuttosto senso di inferiorità. Il secondo senso, quello ‘ampio’, chiarisce tutto. Diffidenza e repulsione per il diverso, specie se si è insediato nella tua società e tende a diventarne protagonista, fino a manometterla.

Si parla sempre degli italiani discriminati negli USA, ma si dimentica che dopo un pò, quando ebbero scalato la società americana, divennero, in un certo periodo, proprio loro, italiani brava gente, i maggiori razzisti, verso neri e altre minoranze economicamente e socialmente più arretrate di loro. Studi sociologici evidenziano una specie di legge, per cui i più razzisti sono sempre i penultimi nella scala sociale. Non a caso nei tempi antichi le società si difendevano dalla pericolosa (per la loro integrità) presenza di comunità estranee, come gli ebrei nei paesi europei, con i ghetti.

La demagogia odierna ha cancellato il buon senso e la storia, vietando addirittura di parlarne. L’insegnamento che se ne ricava, a mio parere, è che occorre estrema cautela nei rapporti tra popoli, l’esatto contrario dell’insana passione attuale per il rimescolamento: gli sciocchi pensano che magicamente ne derivi un popolo unico, globale, perfetto. O forse invece sono semplicemente manipolati da diabolici burattinai?

Multiculturale dicono. Che bel sogno, ma che vorrà dire? Le società nascono intorno a culture, che ne sono l'anima, il software. Due culture in una società è un non senso o una situazione da guerra civile. Esistono è vero, e da sempre, persone multilingui che vivono a livello internazionale e si sentono quindi a loro agio in zone più ampie di una singola società, ma sono una minoranza almeno per ora. Il futuro sarà certamente più globale, che però non vuol dire necessariamente che saremo tutti dentro un unico organismo o istituzione artificiale, tipo ONU, come invece i cd progressisti danno per scontato. Penso invece più probabile e preferibile un mondo multipolare, con culture diverse e aggregazioni sempre più ampie. Oltretutto più interessante.


Amen and Awoman :lol:
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