Draghi "Perché usiamo tutte queste parole inglesi?"

Forum rivolto alla Società e alle Politiche Sociali
Avatar utente
Shamash
Deputato
Messaggi: 964
Iscritto il: 9 giu 2019, 16:37
1
Has thanked: 139 times
Ti Piace: 409 times

Gggd Draghi "Perché usiamo tutte queste parole inglesi?"

Messaggio da leggere da Shamash »

Nel discorso odierno, il premier Draghi si è lasciato andare con una battuta, dicendo: "perché usiamo tutte queste parole inglesi?"

In realtà non è una mera battuta, ma una triste realtà.
La lingua italiana vanta un patrimonio linguistico assai vasto e variegato, sotto molti aspetti ben più ricco di quello inglese.
Perché dunque inserire ovunque termini stranieri? Per farsi vedere più fighi? Agli occhi di chi?

Un mio professore di letteratura, una volta, disse: "l'utilizzo di termini stranieri è ben accetto solo nell'ipotesi in cui non vi sia un corrispettivo nella lingua italiana. Viceversa, perché usarli? Ciò non dimostra di sapere lingue straniere, bensì di essere ignoranti circa la propria lingua madre".

Come dargli torto... :roll:
«Siate il meglio di qualunque cosa siate» [Martin Luther King]
«Dove regna la saggezza, non vi è alcun conflitto tra pensiero e sentimento» [Carl Gustav Jung]
Avatar utente
Ovidio
Senatore
Messaggi: 2423
Iscritto il: 25 set 2020, 17:08
Has thanked: 217 times
Ti Piace: 492 times

Re: Draghi "Perché usiamo tutte queste parole inglesi?"

Messaggio da leggere da Ovidio »

Shamash ha scritto: 12 mar 2021, 21:39 Nel discorso odierno, il premier Draghi si è lasciato andare con una battuta, dicendo: "perché usiamo tutte queste parole inglesi?"

In realtà non è una mera battuta, ma una triste realtà.
La lingua italiana vanta un patrimonio linguistico assai vasto e variegato, sotto molti aspetti ben più ricco di quello inglese.
Perché dunque inserire ovunque termini stranieri? Per farsi vedere più fighi? Agli occhi di chi?

Un mio professore di letteratura, una volta, disse: "l'utilizzo di termini stranieri è ben accetto solo nell'ipotesi in cui non vi sia un corrispettivo nella lingua italiana. Viceversa, perché usarli? Ciò non dimostra di sapere lingue straniere, bensì di essere ignoranti circa la propria lingua madre".

Come dargli torto... :roll:
Speriamo in un cambiamento di passo!
Tenere sempre a mente la „regola d‘oro“
Avatar utente
nerorosso
Senatore
Messaggi: 2688
Iscritto il: 8 giu 2019, 17:34
1
Has thanked: 573 times
Ti Piace: 565 times

Re: Draghi "Perché usiamo tutte queste parole inglesi?"

Messaggio da leggere da nerorosso »

Ovidio ha scritto: 13 mar 2021, 11:56
Shamash ha scritto: 12 mar 2021, 21:39 Nel discorso odierno, il premier Draghi si è lasciato andare con una battuta, dicendo: "perché usiamo tutte queste parole inglesi?"

In realtà non è una mera battuta, ma una triste realtà.
La lingua italiana vanta un patrimonio linguistico assai vasto e variegato, sotto molti aspetti ben più ricco di quello inglese.
Perché dunque inserire ovunque termini stranieri? Per farsi vedere più fighi? Agli occhi di chi?

Un mio professore di letteratura, una volta, disse: "l'utilizzo di termini stranieri è ben accetto solo nell'ipotesi in cui non vi sia un corrispettivo nella lingua italiana. Viceversa, perché usarli? Ciò non dimostra di sapere lingue straniere, bensì di essere ignoranti circa la propria lingua madre".

Come dargli torto... :roll:
Speriamo in un cambiamento di passo!
Io non spererei. Draghi è l'incaricato del mondialismo per dare il colpo di grazia all'Italia, complice il "covid", qualunque cosa questo sia...
PATRIA O MUERTE!!!

(Fidel Castro)
Avatar utente
Holubice
Deputato
Messaggi: 1064
Iscritto il: 9 apr 2020, 14:11
1
Ti Piace: 187 times

Re: Draghi "Perché usiamo tutte queste parole inglesi?"

Messaggio da leggere da Holubice »

Shamash ha scritto: 12 mar 2021, 21:39 Nel discorso odierno, il premier Draghi si è lasciato andare con una battuta, dicendo: "perché usiamo tutte queste parole inglesi?"
In realtà non è una mera battuta, ma una triste realtà.
La lingua italiana vanta un patrimonio linguistico assai vasto e variegato, sotto molti aspetti ben più ricco di quello inglese.
Perché dunque inserire ovunque termini stranieri? Per farsi vedere più fighi? Agli occhi di chi?
Un mio professore di letteratura, una volta, disse: "l'utilizzo di termini stranieri è ben accetto solo nell'ipotesi in cui non vi sia un corrispettivo nella lingua italiana. Viceversa, perché usarli? Ciò non dimostra di sapere lingue straniere, bensì di essere ignoranti circa la propria lingua madre".
Come dargli torto... :roll:
E, soprattutto, quando qualcosa ti/ci viene presentata con un termine inglese, molto spesso c'è sotto una grossa in€u/ata...

Prendi il famoso Jobs Act, la legge sul lavoro (che poteva benissimo essere chiamata in questo modo...) che gridava vendetta al Cielo (e ai discendenti di Curcio e Moretti): una legge che, da quando è andata in onda, ha relegato nel precariato più assoluto, nel vero e proprio caporalato dei pomodori con contratti mese per mese rinnovabili all'infinito, milioni di dipendenti privati che, già di loro, venivano da una situazione in cui (da sempre) si sono visti rosicchiare via dalle buste paga straordinari, rimborsi per spese sostenute, diarie non date, o date solo per metà di quanto spettante.



Ricordo di essere dovuto andare a lavorare in una azienda (partecipata pubblica) in cui dovevo interfacciarmi con una signora middle-manager (una gran bella donna, con qualche anno, ma un gran pezzo di £i@a) che mi parlava più con termini inglesi, che con quelli italiani (cut-over, skill, mission, proactive, etc...). Man mano che passavano i giorni, alle mie domande specifiche sul come fare questo, sul come fare quello, chi beccare in organico per farmi aiutare, mi rendevo conto che, in realtà, non capisse una beata mazza di cosa si stesse parlando. Ancora qualche giorno e (guarda caso un'altra donna...) mi rivelò che quel middel-manager/capetto niente altro era che la favorita dell'amministratore delegato, che una serie infinita di consulenti esterni, da anni, doveva svolgere il suo lavoro, per cui era del tutto impreparata, vantando un diploma da maestra d'asilo, per una posizione che avrebbe richiesto quanto meno una laurea in ingegneria (e conseguita a pieni voti).

Insomma, l'inglese oggigiorno (spesso) sostituisce il latinorum che l'Azzecca Garbugli scodellava al povero Renzo Tramaglino, al solo fine di non fargli capire niente...


Immagine
"Ricordatevi sempre che nel nostro Parlamento siedono i nostri rappresentanti. E che ci rappresentano benissimo"
(Indro Montanelli)
Salvo
Consigliere
Messaggi: 648
Iscritto il: 20 dic 2020, 16:55
Has thanked: 52 times
Ti Piace: 242 times

Re: Draghi "Perché usiamo tutte queste parole inglesi?"

Messaggio da leggere da Salvo »

Peraltro la parola Job(s) è sbagliata, perché nelle parole composte della lingua inglese la prima delle parole componenti -in questo caso job- va sempre al singolare: infatti chi è di madrelingua inglese dice job act e non jobs act (anche se la legge disciplina non un lavoro, ma una pluralità di lavori).
Salvo
Consigliere
Messaggi: 648
Iscritto il: 20 dic 2020, 16:55
Has thanked: 52 times
Ti Piace: 242 times

Re: Draghi "Perché usiamo tutte queste parole inglesi?"

Messaggio da leggere da Salvo »

Una delle costanti delle emigrazioni europee negli Usa è lo stravolgimento 'americanizzante', grafico e fonetico, dei nomi e cognomi. Ad esempio, il cognome del notissimo virologo statunitense Fauci è sicuramente il risultato di una resezione onomastica del cognome originario (La Fauci, tipico della Sicilia nordorientale). Il notissimo vaccino Pfizer (pronunciato all'inglese: Faizer) è sicuramente la storpiatura grafica e fonetica del cognome tedesco Pfitzer (pr. Fizzer).
Avatar utente
nerorosso
Senatore
Messaggi: 2688
Iscritto il: 8 giu 2019, 17:34
1
Has thanked: 573 times
Ti Piace: 565 times

Re: Draghi "Perché usiamo tutte queste parole inglesi?"

Messaggio da leggere da nerorosso »

Salvo ha scritto: 16 mar 2021, 16:31 Una delle costanti delle emigrazioni europee negli Usa è lo stravolgimento 'americanizzante', grafico e fonetico, dei nomi e cognomi. Ad esempio, il cognome del notissimo virologo statunitense Fauci è sicuramente il risultato di una resezione onomastica del cognome originario (La Fauci, tipico della Sicilia nordorientale). Il notissimo vaccino Pfizer (pronunciato all'inglese: Faizer) è sicuramente la storpiatura grafica e fonetica del cognome tedesco Pfitzer (pr. Fizzer).
Anche in Australia. In un libro dello scalatore ed esploratore Carlo Mauri, "Quando il rischio è vita", che lessi da ragazzino, nel capitolo dedicato all'Australia parlava di un italiano li emigrato, che cambiò il suo nome da "Claudio Bombonato" a "Klaus Bombojek"…

A distanza di almeno 40 anni mi è rimasta impressa sta cosa…
PATRIA O MUERTE!!!

(Fidel Castro)
Rispondi