Schiavi della Pubblicità?

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heyoka
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Schiavi della Pubblicità?

Messaggio da leggere da heyoka »

Io son sempre del parere che sarebbe più utile, sia per Noi Consumatori che per le aziende che vogliono emergere, che venisse costituita una authority (io son sempre fissato dalla elezione DIRETTA) chiamata a valutare e COMPARARE tra loro una serie di prodotti simili.
Quello che fa da molti anni AltroConsumo, per capirci.
Naturalmente la pubblicità a pagamento rimane ma visto che il Pubblicitario non è pagato x valutare se quel prodotto è effettivamente il migliore, una azienda ci pensa bene prima di mettersi a fare una campagna pubblicitaria sapendo che AUTOMATICAMENTE entra nella graticola della valutazione di un ente Pubblico che ne valuta, COMPARANDOLE con i suoi principali concorrenti, i vari aspetti del prodotto.
Nella griglia di valutazione DEVE entrare sempre anche un prodotto estratto a sorte, tra quelli che non hanno i mezzi o la voglia di fare pubblicità.
Mi ricordo che una volta Raitre, con Lubrano e la Bartolini, facevano un servizio di questo genere. SPARITO.
La vita è come un ponte, puoi attraversarla ma non costruirci una casa sopra.
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heyoka
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Re: Schiavi della Pubblicità?

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Shamash ha scritto:
Oltre ad AltroConsumo, che già opera egregiamente in tale direzione, vi sono anche vari altri strumenti, come il web, dove si possono raccogliere anche molti pareri di acquirenti e, in larga misura, si possono trarre conclusioni sulla bontà o meno di un prodotto.
Certo, non tutte queste opinioni possono magari essere sincere, ma in generale ci si può fare un'idea complessiva.
Altra questione è quella squisitamente pubblicitaria, dove esiste un [severissimo] Garante che disciplina le linee guida e vigila con attenzione. E qualsiasi cittadino può eventualmente segnalare o denunciare. Soprattutto la tematica della trasparenza è molto sentita, quindi una pubblicità deve [giustamente] rispettare tutta una serie di caratteristiche, come una comunicazione trasparente e che non inganni o prometta il falso, sia corretta e non leda altri, oltre al rispetto di persone e culture. Poi, è particolarmente tutelata l'infanzia, quindi in fasce orarie specifiche o in mezzo alla programmazione di cartoni animati non vedrai mai spot pubblicitari "per adulti" o con prodotti non adatti ai più piccoli. E molto altro.
Lo stesso vale per il packaging dei prodotti, nel quale bisogna rispettare moltissime caratteristiche, sempre per informare nel modo più completo e corretto possibile. Tuttavia, il discorso prettamente creativo e comunicativo è altra cosa. Lì si trasmettono emozioni, valori, idee e concetti, per conquistare il cuore, prima ancora della mente, dei clienti.
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Re: Schiavi della Pubblicità?

Messaggio da leggere da heyoka »

Voglio farti una domanda tecnica, Shamash.
Non ho MAI capito, a proposito di emozioni nel linguaggio, perchè TUTTE le pubblicità dei profumi usano un particolare tipo di voce che a me urtano i nervi al pari di quando sento parlare quel giornalista americano che dopo 40 anni che è in italia mi sembra la caricatura di Olio e Stanlio.
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Re: Schiavi della Pubblicità?

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heyoka ha scritto: 20 gen 2021, 9:23 Voglio farti una domanda tecnica, Shamash.
Non ho MAI capito, a proposito di emozioni nel linguaggio, perchè TUTTE le pubblicità dei profumi usano un particolare tipo di voce che a me urtano i nervi al pari di quando sento parlare quel giornalista americano che dopo 40 anni che è in italia mi sembra la caricatura di Olio e Stanlio.
Ed i commenti a cavolo su tg5 per le sfilate di moda? I commentatori mi sembrano tutti scemi!
Tenere sempre a mente la „regola d‘oro“
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heyoka
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Re: Schiavi della Pubblicità?

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Ovidio ha scritto: 20 gen 2021, 12:59
heyoka ha scritto: 20 gen 2021, 9:23 Voglio farti una domanda tecnica, Shamash.
Non ho MAI capito, a proposito di emozioni nel linguaggio, perchè TUTTE le pubblicità dei profumi usano un particolare tipo di voce che a me urtano i nervi al pari di quando sento parlare quel giornalista americano che dopo 40 anni che è in italia mi sembra la caricatura di Olio e Stanlio.
Ed i commenti a cavolo su tg5 per le sfilate di moda? I commentatori mi sembrano tutti scemi!
Ti SEMBRANO????
Allora sei più umano di me... 😁😁😁
Quelli posso evitarli, per mia fortuna.
Sono le pubblicità VOCALI dei profumi che mi fanno venire un istinto omicida nei confronti del pubblicitario e di quei Kollioni che acquistano quei profumi. Pubblicità che non posso evitare, per non rischiare di perdermi il programna che sto guardando.
La vita è come un ponte, puoi attraversarla ma non costruirci una casa sopra.
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Re: Schiavi della Pubblicità?

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heyoka ha scritto: 20 gen 2021, 9:04 ...
Lo stesso vale per il packaging dei prodotti, nel quale bisogna rispettare moltissime caratteristiche, sempre per informare nel modo più completo e corretto possibile. Tuttavia, il discorso prettamente creativo e comunicativo è altra cosa. Lì si trasmettono emozioni, valori, idee e concetti, per conquistare il cuore, prima ancora della mente, dei clienti.

Ti consiglio la lettura di questo libro...

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... soprattutto in quel passo in cui presero il ciabattino dell'Honduras, che cuciva tutto il giorno le scarpe da ginnastica della Nike per una banana al giorno, e lo portarono nel negozio monomarca, di 5 piani, pieno solo delle sue creazioni... Ovviamente, cercati la versione in italiano...


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Re: Schiavi della Pubblicità?

Messaggio da leggere da Crossfire »

heyoka ha scritto: 20 gen 2021, 14:27
Ovidio ha scritto: 20 gen 2021, 12:59
heyoka ha scritto: 20 gen 2021, 9:23 Voglio farti una domanda tecnica, Shamash.
Non ho MAI capito, a proposito di emozioni nel linguaggio, perchè TUTTE le pubblicità dei profumi usano un particolare tipo di voce che a me urtano i nervi al pari di quando sento parlare quel giornalista americano che dopo 40 anni che è in italia mi sembra la caricatura di Olio e Stanlio.
Ed i commenti a cavolo su tg5 per le sfilate di moda? I commentatori mi sembrano tutti scemi!
Ti SEMBRANO????
Allora sei più umano di me... 😁😁😁
Quelli posso evitarli, per mia fortuna.
Sono le pubblicità VOCALI dei profumi che mi fanno venire un istinto omicida nei confronti del pubblicitario e di quei Kollioni che acquistano quei profumi. Pubblicità che non posso evitare, per non rischiare di perdermi il programna che sto guardando.
Io sono ancora in attesa di comprenderla la pubblicità dei profumi... si capisce tutto tranne quello che stanno vendendo. Non si capisce nemmeno se é un persistente, un eau de toilette, un eau de cologne eccetera. Non si capisce se sono da usare di giorno o di sera. Insomma, non si capisce nulla!
Un po' come quelle delle lamette da barba che passano sul viso peggio di una Ferrari senza irritare la pelle, mentre io devo ancora farmi prebarba, pennello con sapone e rasatura con DE, altrimenti quei *censored* di rasoi con testina spaziale mi irritano anche la pelle della mano che lo usa.
Poshibel 'na cavra de het quintai.
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Re: Schiavi della Pubblicità?

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Crossfire ha scritto: 6 feb 2021, 21:04
heyoka ha scritto: 20 gen 2021, 14:27
Ovidio ha scritto: 20 gen 2021, 12:59
Ed i commenti a cavolo su tg5 per le sfilate di moda? I commentatori mi sembrano tutti scemi!
Ti SEMBRANO????
Allora sei più umano di me... 😁😁😁
Quelli posso evitarli, per mia fortuna.
Sono le pubblicità VOCALI dei profumi che mi fanno venire un istinto omicida nei confronti del pubblicitario e di quei Kollioni che acquistano quei profumi. Pubblicità che non posso evitare, per non rischiare di perdermi il programna che sto guardando.
Io sono ancora in attesa di comprenderla la pubblicità dei profumi... si capisce tutto tranne quello che stanno vendendo. Non si capisce nemmeno se é un persistente, un eau de toilette, un eau de cologne eccetera. Non si capisce se sono da usare di giorno o di sera. Insomma, non si capisce nulla!
Un po' come quelle delle lamette da barba che passano sul viso peggio di una Ferrari senza irritare la pelle, mentre io devo ancora farmi prebarba, pennello con sapone e rasatura con DE, altrimenti quei *censored* di rasoi con testina spaziale mi irritano anche la pelle della mano che lo usa.
Io faccio prima, mi sbarbo una volta al mese se va bene, e tengo comunque fissi sul viso baffi e pizzo anche le poche volte che mi raso. La pelle ne guadagna molto in termini di assenza di irritazioni da lametta.

Quanto alle pubblicità dei profumi, semplicemente le odio. Del resto odio in genere la pubblicità. Quando c'è, se ho il telecomando, faccio zapping…

PS
Sarà pure complottismo, ma secondo me hanno fatto un accordo. Quando fai zapping durante la pubblicità in genere capiti su altra pubblicità…
PATRIA O MUERTE!!!

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Shamash
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Re: Schiavi della Pubblicità?

Messaggio da leggere da Shamash »

Scusate, ho risposto ai quesiti nei vari thread ma qui avevo salvato le risposte come bozza ma, evidentemente, si è cancellata.
Rispondo a tutti, promesso. Andiamo per gradi quindi:
heyoka ha scritto: 20 gen 2021, 9:23 Voglio farti una domanda tecnica, Shamash.
Non ho MAI capito, a proposito di emozioni nel linguaggio, perchè TUTTE le pubblicità dei profumi usano un particolare tipo di voce che a me urtano i nervi al pari di quando sento parlare quel giornalista americano che dopo 40 anni che è in italia mi sembra la caricatura di Olio e Stanlio.
La pubblicità dei profumi segue (molto più di altre) la questione "emozioni", anzi, ne è totalmente permeata.
Un profumo è, di per sé, emozione esso stesso. Una pubblicità, quindi, non ti vende un profumo, ma l'emozione che tu ottieni acquistandolo. Il profumo quindi è un mezzo per ottenere quel determinato benessere a cui aspiri utilizzando proprio quel profumo.
Per quanto riguarda la voce, considera che è una caratteristica soggettiva, oltretutto gli spot non parlano mai ad un pubblico generalista, bensì estremamente specifico e selezionato. Quindi, un profumo per donne parla alle donne, uno da uomo agli uomini, uno per fanciulle alle fanciulle. Chi lo vede e non è il destinatario, lo trova inevitabilmente inadatto e fastidioso.
Crossfire ha scritto: 6 feb 2021, 21:04 Io sono ancora in attesa di comprenderla la pubblicità dei profumi... si capisce tutto tranne quello che stanno vendendo. Non si capisce nemmeno se é un persistente, un eau de toilette, un eau de cologne eccetera. Non si capisce se sono da usare di giorno o di sera. Insomma, non si capisce nulla!
Un po' come quelle delle lamette da barba che passano sul viso peggio di una Ferrari senza irritare la pelle, mentre io devo ancora farmi prebarba, pennello con sapone e rasatura con DE, altrimenti quei *censored* di rasoi con testina spaziale mi irritano anche la pelle della mano che lo usa.
Il guaio è che la pubblicità non è fatta per capire il prodotto (tranne quelli a scopo sanitario, che devono includere le avvertenze).
Capire corrisponde ad un'attività razionale e la pubblicità (e in generale la comunicazione commerciale) non è razionale. Vende un'emozione, uno status mentale, è uno status symbol, è qualcosa di impalpabile che ottieni acquistando quel prodotto.
Gli spot di profumi ti vendono l'emozione (generalmente seduzione), le auto 4x4 attraversano tutte fiumi e foreste (nella realtà, quando mai?! Ma lì ti vendono l'avventura e la libertà), chi ti vende il rasoio con tante lame che scivola da solo, ti vende la praticità (che poi lo sia davvero o no, non importa) e così via.
nerorosso ha scritto: 6 feb 2021, 21:52 Del resto odio in genere la pubblicità. Quando c'è, se ho il telecomando, faccio zapping…
Io invece le vedo tutte e le cerco di proposito, così come la cartellonistica stradale, i giornali, le riviste e soprattutto quanto offerto sul mercato internazionale (che sull'argomento sono molto più avanti di noi). :grin: Ma questa è "deformazione professionale", nel senso che mi è utile vedere tutto ciò non perché interessato a quei prodotti, ma proprio perché è doveroso vedere come operano (bene o male) le varie agenzie.

Insomma, quando vedete uno spot pubblicitario, non guardatelo con razionalità, cercando caratteristiche, utilità di quel prodotto o un barlume di realismo nelle scene. Lì è fiaba, è un mondo fatto di emozioni e sentimenti, di sensazioni che si ottengono solo attraverso il possesso di quel bene.
«Siate il meglio di qualunque cosa siate» [Martin Luther King]
«Dove regna la saggezza, non vi è alcun conflitto tra pensiero e sentimento» [Carl Gustav Jung]
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Re: Schiavi della Pubblicità?

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Shamash ha scritto: 6 feb 2021, 22:23 Scusate, ho risposto ai quesiti nei vari thread ma qui avevo salvato le risposte come bozza ma, evidentemente, si è cancellata.
Rispondo a tutti, promesso. Andiamo per gradi quindi:
heyoka ha scritto: 20 gen 2021, 9:23 Voglio farti una domanda tecnica, Shamash.
Non ho MAI capito, a proposito di emozioni nel linguaggio, perchè TUTTE le pubblicità dei profumi usano un particolare tipo di voce che a me urtano i nervi al pari di quando sento parlare quel giornalista americano che dopo 40 anni che è in italia mi sembra la caricatura di Olio e Stanlio.
La pubblicità dei profumi segue (molto più di altre) la questione "emozioni", anzi, ne è totalmente permeata.
Un profumo è, di per sé, emozione esso stesso. Una pubblicità, quindi, non ti vende un profumo, ma l'emozione che tu ottieni acquistandolo. Il profumo quindi è un mezzo per ottenere quel determinato benessere a cui aspiri utilizzando proprio quel profumo.
Per quanto riguarda la voce, considera che è una caratteristica soggettiva, oltretutto gli spot non parlano mai ad un pubblico generalista, bensì estremamente specifico e selezionato. Quindi, un profumo per donne parla alle donne, uno da uomo agli uomini, uno per fanciulle alle fanciulle. Chi lo vede e non è il destinatario, lo trova inevitabilmente inadatto e fastidioso.
Crossfire ha scritto: 6 feb 2021, 21:04 Io sono ancora in attesa di comprenderla la pubblicità dei profumi... si capisce tutto tranne quello che stanno vendendo. Non si capisce nemmeno se é un persistente, un eau de toilette, un eau de cologne eccetera. Non si capisce se sono da usare di giorno o di sera. Insomma, non si capisce nulla!
Un po' come quelle delle lamette da barba che passano sul viso peggio di una Ferrari senza irritare la pelle, mentre io devo ancora farmi prebarba, pennello con sapone e rasatura con DE, altrimenti quei *censored* di rasoi con testina spaziale mi irritano anche la pelle della mano che lo usa.
Il guaio è che la pubblicità non è fatta per capire il prodotto (tranne quelli a scopo sanitario, che devono includere le avvertenze).
Capire corrisponde ad un'attività razionale e la pubblicità (e in generale la comunicazione commerciale) non è razionale. Vende un'emozione, uno status mentale, è uno status symbol, è qualcosa di impalpabile che ottieni acquistando quel prodotto.
Gli spot di profumi ti vendono l'emozione (generalmente seduzione), le auto 4x4 attraversano tutte fiumi e foreste (nella realtà, quando mai?! Ma lì ti vendono l'avventura e la libertà), chi ti vende il rasoio con tante lame che scivola da solo, ti vende la praticità (che poi lo sia davvero o no, non importa) e così via.
nerorosso ha scritto: 6 feb 2021, 21:52 Del resto odio in genere la pubblicità. Quando c'è, se ho il telecomando, faccio zapping…
Io invece le vedo tutte e le cerco di proposito, così come la cartellonistica stradale, i giornali, le riviste e soprattutto quanto offerto sul mercato internazionale (che sull'argomento sono molto più avanti di noi). :grin: Ma questa è "deformazione professionale", nel senso che mi è utile vedere tutto ciò non perché interessato a quei prodotti, ma proprio perché è doveroso vedere come operano (bene o male) le varie agenzie.

Insomma, quando vedete uno spot pubblicitario, non guardatelo con razionalità, cercando caratteristiche, utilità di quel prodotto o un barlume di realismo nelle scene. Lì è fiaba, è un mondo fatto di emozioni e sentimenti, di sensazioni che si ottengono solo attraverso il possesso di quel bene.
Eh si, le pubblicità non vendono prodotti, vendono emozioni, e sensazioni di "status".
Io poi sono un tipo tutto particolare, non metto profumi, non uso dopobarba, mi raso una volta al mese come detto sopra, e mi vesto da boscaiolo.
E ho pure la macchina infangata, quindi capirai che su di me la pubblicità intesa come produzione di emozioni ha poca o nulla presa…
PATRIA O MUERTE!!!

(Fidel Castro)
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