GAZA: massacro a senso unico

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nerorosso
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GAZA: massacro a senso unico

Messaggio da leggere da nerorosso »

https://www.fanpage.it/esteri/non-chiam ... nso-unico/

Quello attuato da Israele, praticamente una superpotenza dal punto di vista economico-militare, nei confronti di Gaza, uno dei luoghi più poveri e sovraffollati al mondo, è un massacro a senso unico, non una guerra, concetto che presuppone se non una parità, almeno un certo equilibrio tra le parti in campo.
Una superpotenza militare, economica e politica, contro un fazzoletto di terra sovrappopolato e poverissimo: questo è ciò di cui parliamo quando parliamo del “conflitto” tra Israele e Gaza. Ecco quel che facciamo finta di non vedere. Ecco perché l’equidistanza non è obiettività. Ecco perché l’Occidente dovrebbe fare una sola cosa: chiedere a Israele di smettere di segregare, discriminare, bombardare.

Le parole sono importanti? Bene, e allora smettiamo di chiamarla guerra, quella tra Israele e Palestina. O meglio, smettiamo di raccontare la storia per cui ci sono due parti che lottano per far soccombere l’altra. Un tempo era così, forse. Oggi, nonostante tutto, le forze in campo sono talmente sbilanciate che non ha più nemmeno senso parlare di conflitto. Ma di massacro. A senso unico.
Lo raccontano le cifre di poche ore di bombardamenti su Gaza, 122 morti dall’inizio delle ostilità, 33 dei quali bambini, 11 solo nelle ultime 24 ore, cui si sommano più di 250 feriti, contro i sette morti israeliani. Lo racconta, anche, la facilità con cui Israele, grazie al sistema d’arma mobile Iron Dome – letteralmente Cupola di Ferro – ha intercettato e reso inoffensiva la pioggia di missili di Hamas su Tel Aviv e su numerose altre città.


Ancora più delle cifre, tuttavia, lo racconta la sproporzione della forza economica e militare in campo, con un fazzoletto di terra lungo 40 chilometri e largo 10, poverissimo e sovrappopolato come nessuno al mondo che si ritrova a combattere nemmeno si capisce bene per cosa contro un nemico ricchissimo, all’avanguardia globale della tecnologia militare e scientifica – parliamo del primo Paese al mondo che ha raggiunto l'immunità di gregge contro il Covid-19 –  che per di più lo circonda su tre lati del confine, di fatto assediandolo e impedendo la libera circolazione dei suoi abitanti, anche solo per cercare un lavoro altrove.

Fossimo in Sudafrica, nel secolo scorso, lo chiameremmo apartheid,  e parleremmo di segregazione, e nessuno nell’opinione pubblica parlerebbe di equidistanza come sinonimo di obiettività. Solo che siamo in Medio Oriente, e maneggiamo la materia infiammabile della Shoah e del senso di colpa occidentale per secoli di persecuzioni antisemite, così come quella del’islamofobia che pervade le nostre società dopo gli attentati di matrice islamista che hanno punteggiato questo inizio di millennio.


E allora, in fondo, del massacro di Gaza ci importa relativamente poco. E ci importa poco del fatto che Israele decida a proprio piacimento – come ha fatto con le deportazioni di Sheikh Jarrah – di alzare a proprio piacimento il volume della tensione per avere il pretesto per tagliare l’erba di Gaza a suon di bombe, per far dimenticare gli scandali che coinvolgono il presidente Bibi Netanyahu con una bella prova di forza, per far insediare altri coloni israeliani nei Territori palestinesi, in nome della sicurezza nazionale e del diritto a Israele a esistere.

Solo che, piccolo dettaglio, qui è in gioco il diritto di Gaza a esistere, non quello di Israele. E se, come comunità internazionale, abbiamo anche solo il dubbio che quel diritto vada difeso, forse dovremmo smetterla con le ipocrite e pilatesche manifestazioni di equidistante solidarietà, e chiedere a Israele di smettere di segregare, discriminare, bombardare chi vive nell’enclave di Gaza. Se non lo facciamo – e non lo stiamo facendo – non siamo altro che complici di un massacro a senso unico, l’ennesimo che facciamo finta di non vedere. Niente di nuovo, pure qua.
E non lo dice qualche oscuro sito di estremisti, ma Fanpage, unocdei siti campione del web politicamente corretto…


PATRIA O MUERTE!!!

(Fidel Castro)
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Vento
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Re: GAZA: massacro a senso unico

Messaggio da leggere da Vento »

Non ha senso valutare eticamente o sentimentalmente. E' un eterno conflitto all'interno del mondo semita e li lascerei a sbrigarsela tra loro. I palestinesi sono arabi, quindi non sono soli. Hanno provato tutti insieme (e pochi si sono scandalizzati) a fare la guerra contro Israele varie volte e hanno sempre perso. In genere in questi casi si considera la faccenda chiusa, mentre invece Hamas riprova a trascinare indietro gli arabi, la sua tribĂą, allo scontro permanente. Inoltre il cane pazzo Erdogan cerca di porsi come leader di una sua potenza musulmana, ma non araba, per giunta in competizione con l'Iran. Infine Trump ha aperto la possibilitĂ  della pacifica convivenza tra le due tribĂą, araba e ebrea, col patto di Abramo, quasi attribuendo ad Israele un ruolo di protettore del mondo arabo dalle insidie circostanti. Vedremo cosa deciderĂ  la grande tribĂą araba. Eviterei di immischiarmi, visti i precedenti e la propensione all'intrigo di quei popoli. L'unica soluzione funzionante sarĂ  quella determinata dai loro rapporti di forza.


Amen and Awoman :lol:
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porterrockwell
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Re: GAZA: massacro a senso unico

Messaggio da leggere da porterrockwell »

Caro Nerorosso ai palestinesi glielo ha ordinato il dottore di lanciare 2,500 razzi alla 'ndo cojo cojo' ?

Ti propongo qualche riflessione leggendo questo articolo

http://www.atlanticoquotidiano.it/quoti ... semitismo/


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Crossfire
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Re: GAZA: massacro a senso unico

Messaggio da leggere da Crossfire »

Ci sono interessi molto piĂą grandi di questi due staterelli in guerra.
Fosse una guerra senza aiutini esterni e fratelli maggiori è un conto, ma così com'è è una polveriera che rischia sempre di essere una miccia di qualcosa di più grande.
E Israele non penso sia un paese "pulito" comunque.


Poshibel 'na cavra de het quintai. [Moreschi]
"Mi fregate di poco, ho settantotto anni" [E. De Bono]
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