Viva Orban e la Polonia!

Discussioni riguardanti la politica europea
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Crossfire
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Re: Viva Orban e la Polonia!

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Il commercio locale sta perdendo colpi da anni non dal 2020, ma prende quote di mercato da oltre 10 anni a questa parte.
I fattori che lo creano sono molteplici, ma ormai il commercio tramite rete è una realtà di fatto. Pensare di bloccarla è come pensare di togliere l'alcool con il proibizionismo, e la Storia ci insegna le conseguenze di tali decisioni.
Quindi bisogna combattere sulle cause, non pensare di proibirlo. Bisogna anche pensare di aggiornarsi e adeguare il proprio commercio al Mondo che non aspetta. Anche qua la Storia insegna, se ci si adagia sugli allori si finisce per essere sconfitti dalla novità. Puoi vietare la balestra perché usandola si distruggono le armature, e i nobili possono essere uccisi da un sistema molto più economico. Vorrà dire che si usa la ghigliottina.
[...] Quando il mondo cambia e ci atterra, le possibilità sono due: piangere e ribellarsi oppure accendere il cervello e rimboccarsi le maniche. Nel primo caso si fa rumore, nel secondo ci si salva la pelle. [cit. Feltri]
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Ovidio
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Re: Viva Orban e la Polonia!

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CaneSciolto ha scritto: 18 nov 2020, 10:23 vedrete che la futura presidenza Biden - probabile anche se non ancora certissima - riaprirà il fuoco contro la Russia di Putin. Passata l'epidemia ripartirà lo scontro con la Russia.
E fa bene arrestanco l'invasione dell'Ucraina
Tenere sempre a mente la „regola d‘oro“
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Holubice
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Re: Viva Orban e la Polonia!

Messaggio da leggere da Holubice »

I colossi del e-commerce non pagano le tasse. O meglio, le pagano solo in stati canaglia, leggi Lussemburgo o Irlanda, in cui ottengono trattamenti di favore, ovvero versano una aliquota irrisoria sui profitti generati in altri Paesi U.E. Eludono le tasse degli Stati vicini fatturando grosse cifre da, poniamo, il Lussemburgo verso la Germania, fattura che abbatte i ricavi della succursale tedesca. I profitti lussemburghesi sono tassate una percentuale scandalosa. Tanto irrisoria che per molto tempo è stata tenuta nascosta ai vicini. Per risolvere questa stortura, scandalo, basterebbe prevedere una tassazione forfettaria su ogni transazione.

Perché non si fa? Perché questi colossi, con i soldi delle tasse eluse, tengono a libro paga i nostri rappresentanti nel Parlamento, sia quello italiano, che quello comunitario. E niente verrà cambiato. Perché quelli che scrivono le leggi, fatevene una ragione, lo fanno sempre, e da sempre, sotto dettatura e sotto compenso.

Un caso di scuola...

Primo scandalo dei petroli

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"... Il 13 febbraio 1974 i segretari amministrativi dei partiti di governo (DC, PSI, PSDI, PRI) furono indagati dalla magistratura genovese per aver ricevuto fondi dall'Enel (compagnia elettrica di stato) e dalle compagnie petrolifere, per una politica energetica contraria alle centrali nucleari: secondo il giudice Mario Almerighi, la tangente era del 5 per cento sui vantaggi derivanti ai petrolieri dall'approvazione di quelle leggi; era dunque direttamente conseguente agli effetti dei vari provvedimenti legislativi e non una tangente su contratti, su forniture. Quel cinque per cento veniva ripartito, in proporzione al rispettivo peso politico, tra tutti i partiti di governo[1].
Il IV Governo Rumor si dimette il 2 marzo 1974, con il ritiro di quella che per la prima volta il repubblicano Ugo La Malfa dichiara essere la "delegazione" del suo partito al Governo. Il rientro nella maggioranza, anche se non nel Governo, fu propiziato dall'adesione alla richiesta del PRI di riconoscere la necessità di sormontare il discredito determinato dallo scandalo petroli (che coinvolgeva pesantemente anche suoi esponenti, collegati con la principale azienda petrolifera ligure) con una legge sul finanziamento pubblico dei partiti. ..."
"Ricordatevi sempre che nel nostro Parlamento siedono i nostri rappresentanti. E che ci rappresentano benissimo"
(Indro Montanelli)
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