Ode motivata a chi governa e decide senza guardare ai sondaggi

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porterrockwell
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Ode motivata a chi governa e decide senza guardare ai sondaggi

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Fausto Carioti 02 aprile 2021
«Cosa è l'energia mentale? È qualcosa di psicologico o qualcosa di fisiologico? Era dotato sotto l'aspetto genetico o ormonale di qualche processo superiore di "combustione interna" o era così a causa di un condizionamento psicologico infantile?». Boris Johnson scrisse queste parole nel 2014, quando era sindaco di Londra. Cercava di capire quale fosse stata la molla di Winston Churchill, il suo idolo, alla cui biografia stava lavorando, e dunque si riferiva a stesso, a come avrebbe voluto essere: fatto di quella stessa pasta, in possesso di «un ego titanico, ma temperato dall'umorismo, dall'ironia e dalla profonda umanità». Uno che non si arrende, men che meno nell'«ora più buia». Divenuto primo ministro nel 2019, impantanato nella Brexit, sommerso dai bollettini della disfatta sanitaria, costretto dal Covid a giorni di cure in terapia intensiva, "BoJo" deve essersi aggrappato lì, al suo modello, lo scorso agosto, quando nel Regno Unito e in Europa lo davano per politicamente morto. «Si dimetterà a gennaio», raccontavano i giornali inglesi, subito ripresi da quelli italiani, compiaciuti nel descriverlo come il cugino scemo di Donald Trump. Del resto, cos' altro avrebbe potuto fare il capo del Paese europeo che aveva subito il più alto numero di morti per Covid? Quali alternative c'erano per il premier che aveva decretato il lockdown in ritardo su tutti gli altri e ciò nonostante aveva visto l'economia nazionale crollare del 20,4%, «il più grande calo del Pil trimestrale mai registrato» secondo l'Ufficio di statistica? Beh, se sei Boris Johnson, e da grande vuoi essere Winston Churchill, un'alternativa ce l'hai: restare lì malgrado i sondaggi e tutto il resto, sperando che la tua «energia mentale» e le tue capacità reggano il confronto con quelle del tuo predecessore. E buttarti subito ventre a terra nella produzione di vaccini, come quell'altro si era messo a fabbricare aerei da guerra. Così il 28 agosto, mentre i giornali raccontavano che presto Rishi Sunak, ministro del Tesoro inglese, sarebbe diventato premier, gli uomini di Johnson siglavano il contratto con AstraZeneca per produrre «il vaccino di Oxford».
Produrre, non solo acquistare e distribuire: il governo di Londra è stato sin dall'inizio azionista del consorzio, e in questo modo si è garantito un posto al tavolo di quelli che decidevano in quali impianti iniziare la produzione e quali Paesi rifornire prima degli altri. Uno degli aspetti che hanno fatto la differenza rispetto all'Unione europea, assieme a dettagliatissime clausole vincolanti per AstraZeneca, Pfizer e gli altri produttori.


COME IN GUERRA
Così, già a metà dicembre, negli stessi giorni in cui Domenico Arcuri e Stefano Boeri spiegavano agli italiani l'importanza dei padiglioni a forma di primula, il servizio sanitario inglese aveva vaccinato 140.000 anziani e operatori sanitari in una settimana. Un'operazione di guerra condotta nelle cliniche, nelle chiese, negli uffici comunali, nei centri congressi, nelle curve degli stadi della Premier League. Nella cattedrale di Salisbury, vicino alla teca in cui è custodita la Magna Carta, mentre gli organisti suonano per rilassare le persone in attesa. Quattro mesi dopo, nessuno scherza più sulle capacità di Johnson. Con una popolazione paragonabile a quella dell'Italia, il Regno Unito ha iniettato almeno una dose nel braccio del 47% dei suoi abitanti, contro il 12% dell'Unione europea.

La scorsa settimana sono state vaccinate 3.509.245 persone: il famoso «mezzo milione di dosi al giorno» che Mario Draghi vorrebbe raggiungere al più presto, ma guarda ancora da lontano (mai superate le 283mila dosi quotidiane, qui). «Il successo del vaccino è merito del capitalismo e dell'avidità, amici miei», ha detto l'altra sera Johnson ai suoi compagni di partito: ha studiato Adam Smith e sa che la fortuna delle nazioni non è figlia dell'assistenzialismo statale, ma della sete di profitto dei privati. Con l'avanzare dell'immunizzazione di massa diminuiscono i morti per Covid: 51 ieri nel Regno Unito, dieci volte meno che da noi. E si ricomincia a pensare al futuro: il 21 giugno è la data in cui dovrebbe celebrarsi la fine del lockdown. Riaprono i locali, torna la vita, sarà una festa nazionale. I sondaggi danno Johnson al 45%, più di quanto avesse ottenuto nella grande vittoria del dicembre 2019. Probabile che quel giorno si ubriachi anche lui: non esattamente astemio, proprio come Churchill.


Commento mio ripetuto fino alla noia vostra: se un gruppo di ministri governa e decide senza fare i conti con la propria popolarità o impopolarità, ma solo con la propria intelligenza e coscienza, unità all'onestà, difficilmente potrà governare male. Sbaglierà diverse volte, ma imparerà dagli errori aggiustando di volta in volta il tiro. E mentre si parla a Londra del successo vaccinale dovuto a "capitalismo ed avidità" la stessa frase suona come una rampogna al capitalismo UE che non si è sognato di unirsi e quotarsi per sostenere una ricerca vaccinale rapida che avrebbe portato guadagni favolosi; vi sembra un capitalismo sano questo? Oramai il capitalismo UE assomiglia a quello della veneta Serenissima che, lasciando i commerci con l'oriente, si riposava nelle lussuose e poco remunerative ville sul Brenta.
Salvo
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Re: Ode motivata a chi governa e decide senza guardare ai sondaggi

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Questo tuo commento critico sulla Serenissima può comportare problemi diplomatici. Sii più cauto.
Ratio
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Re: Ode motivata a chi governa e decide senza guardare ai sondaggi

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Salvo ha scritto: 3 apr 2021, 14:40 Questo tuo commento critico sulla Serenissima può comportare problemi diplomatici. Sii più cauto.
E'' però indubbio che il declino della Serenissima iniziò quando i capitali non vennero più attivamente reinvestiti. Aggiungo, per non far torto a nessuno, che la bellezza delle ville venete è un lascito incomparabile.
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heyoka
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Re: Ode motivata a chi governa e decide senza guardare ai sondaggi

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Salvo ha scritto: 3 apr 2021, 14:40 Questo tuo commento critico sulla Serenissima può comportare problemi diplomatici. Sii più cauto.
Nessun problema diplomatico.
Le opinioni vanno rispettate e può esserci una parte di vero in quella opinione.
Non bisogna dimenticare però che la scoperta dell' america non ha certo portato bene alla Serenissima che si è vista tagliata fuori dai commerci nel mediterraneo spostati nel nuovo mondo.
Io non dimenticherei cmq, il ciclone Bonaparte che ha invaso tutta l' Europa, repubbliche di Venezia e Genova comprese.
Alla caduta di Napoleone il Congresso di Vienna del 1815 DOVEVA RIPRISTINARE gli stati europei PRE esistenti alle invasioni Napoleoniche, ma le grandi monarchie Europee erano terrorizzate dalle Repubbliche e si spartirono Venezia e Genova.
Questa è la Storia della più longeva ed illuminata Repubblica mai esistita al mondo.
La vita è come un ponte, puoi attraversarla ma non costruirci una casa sopra.
(Proverbio dei Sioux)
porterrockwell
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Re: Ode motivata a chi governa e decide senza guardare ai sondaggi

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heyoka ha scritto: 3 apr 2021, 15:24
Salvo ha scritto: 3 apr 2021, 14:40 Questo tuo commento critico sulla Serenissima può comportare problemi diplomatici. Sii più cauto.
Nessun problema diplomatico.
Le opinioni vanno rispettate e può esserci una parte di vero in quella opinione.
Non bisogna dimenticare però che la scoperta dell' america non ha certo portato bene alla Serenissima che si è vista tagliata fuori dai commerci nel mediterraneo spostati nel nuovo mondo.
Io non dimenticherei cmq, il ciclone Bonaparte che ha invaso tutta l' Europa, repubbliche di Venezia e Genova comprese.
Alla caduta di Napoleone il Congresso di Vienna del 1815 DOVEVA RIPRISTINARE gli stati europei PRE esistenti alle invasioni Napoleoniche, ma le grandi monarchie Europee erano terrorizzate dalle Repubbliche e si spartirono Venezia e Genova.
Questa è la Storia della più longeva ed illuminata Repubblica mai esistita al mondo.
Personalmente ritengo la Serenissima il miglior esempio di regime di tutto il Rinascimento italiano. Per quanto Repubblica, è stato nella sostanza il più vicino a quello inglese poichè l'attività dei membri del Maggior Consiglio era più simile a quello della aristocrazia inglese del patriziato del resto dell'Europa. La scoperta dell'America alla lunga danneggiò gli interessi di Venezia e comincio da lì il lento declino economico. Devo eccepire su una cosa. Forse Venezia sarebbe fatta sparire egualmente, ma fu il Maggior Consiglio a decretare la fine della Repubblica e a consegnare Venezia a Napoleone. Inutilmente il Procuratore di San Marco incitò il doge Manin a riparare in Croazia e formare un governo in esilio ( Tolè so el corno e andè a Zara !!!). Inutilmente . La Repubblica fu sciolta e gli Schiavoni, il nerbo dell'esercito veneziano, si imbarcarono e raggiunsero l'altra sponda dell'Adriatico. Commovente fu il reparto di Schiavoni, guidati dal Comandante Viscovich, che sbarcarono a Perasto e portarono in duomo il gonfalone di San Marco bagnato dalle lacrime di coloro che lo baciavano.
Quando si riunì il Congresso di Vienna, La Repubblica di Venezia non esisteva più "de iure".
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