SPIGOLANDO......

Tutto quello che non riguarda la politica.
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grazia
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Re: SPIGOLANDO......

Messaggio da leggere da grazia »

Er Testamento de Meo del Cacchio- Trilussa

Oggi li ventinove di febbraro
der millenovecentotrentasette,
doppo bevuto dodici fojette
assieme ar dottor P., reggio notaro,
benché nun sia sicuro da me stesso
dispongo e stabbilisco quanto appresso.


Io sottoscritto, Meo del Cacchio, lascio
li vizzi e le abbitudini cattive
a mi’ nipote Oreste che, se vive,
n’ha da fa’ come me, d’ogni erba un fascio;
s’invece more passo l’incombenza
a un istituto de beneficenza.

Lascio all’Umanità, senza speranza,
quer tanto de buon senso e de criterio
che m’ha ajutato a nun pijà sur serio
chi un giorno predicò la Fratellanza,
eppoi, fatti li conti a tavolino,
condannò Abbele e libberò Caino.

Lascio un consijo a Zeppo er cammeriere,
che se lamenta d’esse trovatello,
de nun cercà se er padre è questo o quello,
ma cerchi de fa’ sempre er su’ dovere
pe’ rende conto solamente a Dio
s’è fijo d’un cristiano o d’un giudio.

Lego er pudore de li tempi antichi
a un vecchio professore moralista
che pe’ coprì le porcherie più in vista
spojava tutti l’alberi de fichi,
ma a la fine, rimasto senza foje,
lasciò scoperte quelle della moje.

Lascio a Mimì le **** che provai
quanno me venne a da’ l’urtimo addio:
- M’hai troppo compromessa, cocco mio..
Qua bisogna finilla, capirai..
Pippo sa tutto.. nun è più prudente..
(E invece Pippo non sapeva gnente!)

A l’avvocato Coda, perchè impari
a vive con la massima prudenza,
je lascio quela “crisi de coscienza”
che serve spesso a sistemà l’affari
e a mette nello stesso beverone
la convenienza co’ la convinzione.

A un’eccellenza.. (scuserà l’ardire)
je lascio invece un piccolo rimprovero:
perché, dieci anni fa, quann’era povero,
annava a caccia de le cinque lire
e adesso che n’ha fatte a cappellatte
nun riconosce più chi je l’ha date?

A Tizio, a Caio e a tutti queli fessi
rimasti sconosciuti fin’a quanno
nun so’ arivati a un posto de commanno
je lascio er gusto d’ubbidì a se stessi:
così a la fine de la pantomima
ritorneranno fessi come prima.

A Mario P., che doppo er Concordato
nun attacca più moccoli e va in chiesa,
je lascerò, sia detto senza offesa,
er sospetto che ciabbia cojonato
e fosse più sincero ne li tempi
quando ce dava li cattivi esempi.

Lego ar portiere mio, ch’è sordomuto,
la libbertà de di’ come la pensa,
e a Giovannino l’oste, in ricompensa
de tutt’er vino che me so’ bevuto,
je legherò le verità sincere
rimaste in fonno all’urtimo bicchiere.

Lascio a Zi’ Pietro un po’ de dignità,
che cià perfino la gattina mia
che appena ha fatto quarche porcheria
la copre co’ la terra e se ne va,
mentre Zi’ Pietro, invece de coprilla,
ce passò sopra e fabbricò una villa.

Lascio a l’amichi li castelli in aria
c’ho fabbricato ne la stratosfera,
dove ciagnedi in volo quella sera
con una principessa immaginaria
e feci un atterraggio de fortuna
in mezzo a la risata de la luna.

E a mi’ cuggino Arturo, che nun bada
che a le patacche de la vanagloria,
lascio l’augurio de piantà la boria
pe’ vive in pace e seguità la strada
senza bisogno de nessun pennacchio,
ma sempre a testa dritta!

Meo del Cacchio

giaguaro
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Re: SPIGOLANDO......

Messaggio da leggere da giaguaro »

"Vino Bono - Trilussa"

Mentre bevo mezzo litro
de Frascati abboccatello,
guardo er muro der tinello
co' le macchie de salnitro.

Guardo e penso quant'è buffa
certe vorte la natura
che combina una figura
col salnitro e co' la muffa.

Scopro infatti in una macchia
una spece d'animale:
pare un'aquila reale
co' la coda de cornacchia.

Là c'è un orso, qui c'è un gallo,
lupi, pecore, montoni,
e su un mucchio de cannoni
passa un diavolo a cavallo!

Ma ner fonno s'intravede
una donna ne la posa
de chi aspetta quarche cosa
da l'Amore e da la Fede...

Bevo er vino e guardo er muro
con un bon presentimento;
sarò sbronzo, ma me sento
più tranquillo e più sicuro.

Scritta da Trilussa - anno 1940

------------------------------------------------

Quanno guardo in altra zona
vedo un essere vivente,
così piccolo e invadente,
che mi sembra un VisCorona.

Mia nonna in sogno - anno 2020
Non posso insegnare niente a nessuno, posso solo cercare di farli riflettere - SOCRATE

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grazia
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Re: SPIGOLANDO......

Messaggio da leggere da grazia »

BRAVO !!!!!!!!! e brava anche la nonna......

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Re: SPIGOLANDO......

Messaggio da leggere da grazia »

La morale della favola


Un macellaio stava lavorando nel suo negozio e si sorprese quando vide entrare un cane. Lo cacciò ma il cane tornò subito.
Cercò quindi di mandarlo via, ancora ma si rese conto che il cane aveva un foglio in bocca.

Prese dunque il foglio e lo lesse:

" Mi potrebbe mandare 12 salsicce e tre bistecche di manzo per favore? "

Il macellaio notò pure che il cane aveva in bocca un biglietto da 50 euro.

Così prese le salsicce e le bistecche e le mise insieme in una borsa che mise nella bocca del cane.

Il macellaio rimase molto colpito e, siccome, era già ora di chiudere il negozio,decise di seguire il cane che stava scendendo la strada con la borsa tra i denti.

Quando il cane arrivò ad un incrocio, lasciò la borsa sul marciapiede, si alzò sulle zampe posteriori e con una delle anteriori schiacciò il bottone dei pedoni per cambiare il segnale del semaforo.

Prese di nuovo la borsa ed aspettò pazientemente che il semaforo desse il via ai pedoni.

Allora attraversò la strada e camminò fino ad una fermata del bus, mentre il macellaio stupefatto lo seguiva da vicino.

Alla fermata il cane guardò verso la mappa delle rotte e degli orari e si sedette sul marciapiede ad aspettare il suo bus.

Arrivò uno che non era il suo, ed il cane non si mosse.

Arrivò dunque un altro bus ed il cane dopo aver visto che era quello giusto, salì dalla porta posteriore, affinché il conduttore non lo potesse vedere.

Il macellaio, a bocca aperta, lo seguì.

All'improvviso il cane si alzò sulle zampe posteriori e toccò il campanello della fermata, sempre con la borsa tra i denti.

Quando il bus si fermò, il cane scese, ed anche il macellaio, ed entrambi camminarono per la strada finché il cane si fermò a una casa.

Posò la borsa sul marciapiede, e riprendo la rincorsa, si lanciò contro la porta.

Ripeté l'azione diverse volte, ma nessuno gli aprì la porta.

Allora il cane fece il giro della casa, saltò un recinto, si avvicinò ad una finestra e, con la testa, colpì diverse volte il vetro.

Ritornò alla porta, che si aprì e comparse un uomo che cominciò a picchiare il cane.

Il macellaio corse verso l'uomo e gridò:

" Santo cielo, che cosa sta facendo? Il suo cane é un genio!

L'uomo irritato rispose:

" Un genio??? Questa é la seconda volta nella settimana che questo stupido dimentica le chiavi!!! "


Morale: PUOI SEMPRE SUPERARE LE ASPETTATIVE MA DAVANTI AGLI OCCHI DEL TUO CAPO SARAI SEMPRE AL DI SOTTO DELLE SUE ATTESE!!!

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Re: SPIGOLANDO......

Messaggio da leggere da grazia »

Attrazione fatale

La guardo' per l'ennesima volta,indeciso. Era molto bella. Gli si
avvicinò un po' intimidito, ammiro' la brillantezza dei suoi occhi,la
lucentezza perlacea della sua pelle liscia e soda. Era la terza volta
che passava davanti a lei ma la freddezza del suo sguardo lo raggelava
e gli impediva di prendere quella benedetta decisione. Alla fine si
fece coraggio, si avvicino al bancone e grido':< Mi pesi quella
spigola, grazie>.

G.

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Re: SPIGOLANDO......

Messaggio da leggere da grazia »

"""Nell'intero corso del tempo, forse a partire dalla fine del Neolitico, sono esistiti al mondo tre tipi di persone: gli Alti, i Medi e i Bassi. Gli obiettivi di questi tre gruppi sono assolutamente inconciliabili fra loro. Lo scopo principale degli Alti è quello di restare al loro posto, quello dei Medi di mettersi al posto degli Alti. Obiettivo dei bassi, sempre che ne abbiano uno (è infatti una caratteristica costante dei Bassi essere troppo disfatti dalla fatica per prendere coscienza, se non occasionalmente, di ciò che esula dalle loro esistenze quotidiane), è invece l'abolizione di tutte le distinzioni e la creazione di una società in cui tutti gli uomini siano uguali fra loro. In tal modo nel corso della storia si ripropone costantemente una lotta sempre uguale a se stessa nelle sue linee essenziali. Per lunghi periodi si ha l'impressione che gli Alti siano saldamente al loro posto, ma prima o poi giunge il momento in cui o smarriscono la fiducia in se stessi, o perdono la capacità di governare, o si verificano entrambe le cose. Sono allora rovesciati dai Medi, che attirano i Bassi dalla loro parte fingendo di lottare per la giustizia e la libertà. Conseguito il loro obiettivo, i Medi ricacciano i Bassi alla loro condizione di servaggio, diventando a loro volta Alti. Ben presto da uno dei due gruppi rimanenti, o da entrambi, ne germina uno......"""

E.Goldstein

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Re: SPIGOLANDO......

Messaggio da leggere da grazia »

SCRIVERE PER COMUNICARE

Non sempre , e questo prescinde dalla correttezza grammaticale,
“scrivere” in modo da essere “comprensibili” è cosa facile.
C’è chi scrive in modo corretto, in una prosa semplice, chiara, pulita,
dove sono bandite parole sconosciute al linguaggio comune(se vuoi dire,
ad esempio, che se stai uscendo devi prendere l’ombrello, non dirai “perché
sono “previste precipitazioni”
ma dirai più semplicemente che è “prevista pioggia”)
e in questo modo il tuo pensiero
arriverà alla maggior parte degli eventuali lettori
,diciamo un buon 85%, indipendentemente dal
loro grado di scolarità.
C’è poi chi scrive in modo si corretto, ma involuto ,
arruffato, ricco di parole ricercate e disposte in maniera
tale che viene molto difficile penetrarne il senso
,e questo succede in particolare a coloro che
preferiscono essere interpretati che farsi capire.
Eh si purtroppo comunicare è molto difficile, a volte direi impossibile,
come sosteneva Pirandello nei “Sei personaggi in cerca di autore":
“Siamo destinati a non intenderci mai. Abbiamo tutti
dentro un mondo di cose, ciascuno un suo mondo
di cose. E come possiamo intenderci, signore,
se nelle cose che io dico metto il senso e il valore
delle cose come sono dentro di me, mentre
chi le ascolta, inevitabilmente, le assume col
senso e col valore che hanno per sé, del mondo
come egli l’ha dentro? Crediamo di intenderci,
ma non ci intendiamo mai”.

&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&

Io sono abbastanza ottimista e se c'è una parolina
che non amo usare è proprio quel "mai" che cancella
in un sol colpo la parola che da senso alla
vita, che ti da la forza ed il coraggio di continuare a credere, la parola "speranza"

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Re: SPIGOLANDO......

Messaggio da leggere da grazia »

Giochiamo a nascondino

La Follia decise di invitare i suoi amici a prendere un caffè da lei.
Dopo il caffè, la Follia propose:
'Si gioca a nascondino?'
'Nascondino? Che cos'è?' - domandò la Curiosità.
'Nascondino è un gioco. Io conto fino a cento e voi vi nascondete.
Quando avrò terminato di contare, cercherò e il primo che troverò sarà il prossimo a contare.'
Accettarono tutti ad eccezione della Paura e della Pigrizia.
'1,2,3...' - la Follia cominciò a contare.
La Fretta si nascose per prima, dove le capitò.
La Timidezza, impacciata come sempre, si nascose in un gruppo d'alberi.
La Gioia corse in mezzo al giardino.
La Tristezza cominciò a piangere, perché non trovava un angolo adatto per nascondersi.
L' Invidia si unì al Trionfo e si nascose accanto a lui dietro un grande masso.
La Follia continuava a contare mentre i suoi amici si nascondevano.
La Disperazione era disperata vedendo che la Follia era già a novantanove.
'CENTO!' - gridò la Follia - 'Comincerò a cercare.'
La prima ad essere trovata fu la Curiosità, poiché non aveva potuto impedirsi di uscire per vedere chi sarebbe stato il primoad essere scoperto.
Guardando da una parte, la Follia vide il Dubbio sopra un recinto che non sapeva da quale lato si sarebbe meglio nascosto.
E così di seguito scoprì la Gioia, la Tristezza, la Timidezza.
Quando tutti erano riuniti, la Curiosità domandò: 'Dov'è l'Amore?'.
Nessuno l'aveva visto.
La Follia cominciò a cercarlo.
Cercò in cima ad una montagna, nei fiumi sotto le rocce.
Ma non trovò l'Amore.
Cercando da tutte le parti, la Follia vide un rosaio, prese un pezzo di legno e cominciò a cercare tra i rami, allorché ad un tratto sentì un grido.
Era l'Amore, che gridava perché una spina gli aveva forato un occhio.
La Follia non sapeva che cosa fare.
Si scusò, implorò l'Amore per avere il suo perdono e arrivò fino a promettergli di seguirlo per sempre.
L' Amore accettò le scuse.

Ancora oggi, quando si cerca l'Amore non lo si trova, e solo i folli si ostinano a cercarlo nonostante tutto ma soprattutto:
l'Amore è cieco e la Follia lo accompagna sempre.

giaguaro
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Re: SPIGOLANDO......

Messaggio da leggere da giaguaro »

grazia ha scritto:
12 mag 2020, 16:09
BRAVO !!!!!!!!! e brava anche la nonna......
Tante grazie, gentilissima Grazia, per il Tuo riconoscimento, anche se si tratta di una cosa di poco conto.
Quando vengo a vedere il tuo lavoro noto che sei sempre in prima linea ….. competente, laboriosa e gentile.
Complimenti e buon lavoro.

Smiling Bye
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Re: SPIGOLANDO......

Messaggio da leggere da grazia »

IL CIMITERO DEGLI ELEFANTI

Un tempo il popolo degli elefanti viveva sulle rive del fiume Volta,
governato da un re autorevole dal nome Tiga. Un giorno un piccolo
uccello tessitore andò a posarsi su una zanna di tiga e tutto impaurito
gli disse: potente Tiga è accaduto un fatto terribile, una folla di esseri neri
che si muovono su due zampe ha invaso il nostro paese. Possiedono
strani oggetti capaci di uccidere, si stanno diffondendo dappertutto e
distruggono ogni cosa al loro passaggio. Tiga tranquillo sorrise:<conosco
gli esseri di cui parli, si tratta degli uomini e non mi fanno paura. Sono
piccoli e deboli e le loro armi non possono trapassare la pelle spessa
degli elefanti.> Però qualche tempo dopo re Tiga smise di sorridere
perché gli uomini erano si piccoli e deboli ma molto numerosi. Le loro
armi non potevano trapassare la pelle dura di un elefante ma una freccia
poteva ben centrarne un occhio, accecandolo. Come se tutto questo
non bastasse il paese fu colpito da una terribile siccità. Gli elefanti ridotti
allo stremo delle forze morivano a centinaia, e quelli che resistevano alla
fame e alla sete morivano per mano degli uomini. “<Questa terra non
è più benedetta dagli dei, dobbiamo andarcene da qui. Partiremo in direzione
del sole calante e il nostro cammino procederà diritto come diritta era
stata finora la nostra vita. E tutto quello che si troverà sulla nostra strada,
che siano gli alberi o le case degli uomini , noi lo travolgeremo. Benché
ridotti a un piccolo popolo, ciascuno di noi è più forte di cento scimmie,
e raggiungeremo la nostra meta. Ma il paese che lasciamo rimane pur sempre
la nostra terra. Per questo motivo vi faremo ritorno per qualche tempo
ogni anno, durante il primo mese della stagione delle piogge. Così i piccoli
conosceranno la terra dei loro padri, e i vecchi vivranno qui i loro ultimi
giorni>”. Così parlò il saggio Tiga e così fu fatto. Il passaggio degli elefanti fu
simile a quello di un tornado. Alberi furono abbattuti, campi calpestati,
villaggi distrutti e molti uomini morirono.
Da allora è trascorso molto tempo, ma ogni anno, durante la stagione delle
Piogge, gli elefanti si mettono in cammino per mostrare la loro terra
ai loro piccoli . E i vecchi vanno là a morire. Da qualche parte, sulle rive del
fiume Volta, si trova il loro cimitero. Ma è bene che nessuno sappia dov’è...

Antonella Ossorio

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