SPIGOLANDO......

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grazia
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Re: SPIGOLANDO......

Messaggio da leggere da grazia »

Invettiva di Timone....


il quale, dopo avere dissipato i suoi beni per generosità verso coloro che credeva amici, e da questi respinto nel momento del bisogno , si ritira in una grotta odiando tutti e tutto.....


""Ch'io mi volga indietro a guardarti. O tu, muraglia che ricingi quei lupi, sprofonda nella terra e non proteggere più Atene! Diventate incontinenti, matrone! L'obbedienza sparisca nei fanciulli! Schiavi e pazzi, strappate i grinzosi senatori dai loro seggi e amministrate le leggi in loro vece! In pubbliche bagasce mutatevi all'istante, fresche virginità! Fatelo sotto gli occhi dei vostri genitori! Voi, falliti, tenete duro, e invece di pagare, fuori i coltelli e tagliate la gola dei vostri creditori! Servi giurati, rubate! I vostri austeri padroni sono ladri a man bassa e saccheggiano in nome della legge. E tu serva, va' nel letto del padrone, poiché la tua signora è di bordello. Figlio sedicenne, strappa la gruccia imbottita del tuo vecchio padre zoppicante e con essa spaccagli il cervello! Pietà, timore, devozione agli dei, pace giustizia, verità, domestica reverenza, riposo notturno, buon vicinato, cultura, costumi, arti e mestieri, gerarchie, riti, consuetudini e leggi, decadete nei vostri deleteri opposti, e solo viva il caos! Pestilenze che colpite gli uomini, ammassate le vostre potenti e infette febbri su Atene, matura alla rovina! E tu, fredda sciatica, storpia i nostri senatori, così che lussuria e libidine, nel cuore e nel midollo della nostra gioventù, in dissolutezza! Rogne e pustole, disseminatevi sul petto degli Ateniesi e la loro mèsse sia una lebbra universale! L'alito infetti l'alito, sì che la loro società, come la loro amicizia, sia solo veleno! Da te voglio portar via nient'altro che nudità, o città detestabile! Prendi anche questa con innumerevoli maledizioni! Timone se n'andrà nelle foreste dove troverà bestie selvagge molto più miti dell'uman genere. Confondano gli dei (uditemi voi tutti. buoni dèi!) gli ateniesi, dentro e fuori queste mura! E concedano che con la vita di Timone cresca anche il suo odio per tutta la razza degli uomini, grandi e umili! Amen.""

William Shakespeare -Timone d'Atene

&&&&&

Certo che Willy ci andava giù pesante, ma oggi come oggi con quello che leggiamo su i vari forum o Social le sue invettive fanno quasi sorridere.....Anche Cecco porello ai suoi tempi divenne famoso per le sue irriverenti rime ma forse oggi si divertirebbe ancor di più......


S’i’ fosse foco, ardere’ il mondo;
s’i’ fosse vento, lo tempestarei;
s’i’ fosse acqua, i’ l’annegherei;
s’i’ fosse Dio, mandereil’en profondo;

s’i’ fosse papa, serei allor giocondo,
ché tutti cristïani embrigarei;
s’i’ fosse ‘mperator, sa’ che farei?
a tutti mozzarei lo capo a tondo.

S’i’ fosse morte, andarei da mio padre;
s’i’ fosse vita, fuggirei da lui:
similemente faria da mi’ madre,

S’i’ fosse Cecco, com’i’ sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
le vecchie e laide lasserei altrui.

Cecco Angiolieri
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Re: SPIGOLANDO......

Messaggio da leggere da heyoka »

Un bel Trotone anche questo Timone, mi sembra.
Sarebbe comico che il termine timone ( inteso come attrezzo per dirigere una barca) prendesse il nome da questo personaggio tragicomico.
Ne sai qualcosa, Grazia? 🌹
La vita è come un ponte, puoi attraversarla ma non costruirci una casa sopra.
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Re: SPIGOLANDO......

Messaggio da leggere da grazia »

Timone d'Atene (The Life of Timon of Athens [La vita di Timone d'Atene]) è una tragedia di William Shakespeare, che tratta del leggendario misantropo ateniese Timone, probabilmente ispirato anche al celebre omonimo filosofo. Viene generalmente considerata come una delle opere più oscure e di difficile comprensione di Shakespeare.

Trama
Atto I

Timone organizza un grande banchetto, a cui partecipano quasi tutti i personaggi. Distribuisce il proprio patrimonio senza parsimonia e tutti cercano di compiacerlo per averne di più, tranne Apemanto, un filosofo il cui cinismo non piace a Timone. Gradisce molto gli omaggi del poeta e del pittore e accetta in dono un gioiello dal gioielliere, anche se prima che l'atto si concluda l'ha già dato ad uno dei suoi amici.
Atto II

Flavio è turbato per il fatto che Timone ha sperperato tutti i suoi beni esagerando con la sua munificenza, patrocinando scrittori ed artisti parassiti e risollevando dubbi amici dai loro guai finanziari. Timone, tornando dalla caccia, è invece arrabbiato per il fatto che non gli sia stato fatto osservare prima e rimprovera Flavio, che gli dice che in passato aveva tentato varie volte di farlo senza successo ed ora è finita: tutti i suoi terreni sono stati venduti. Ad aiutare Timone è proprio il suo opposto, il cinico filosofo Apemanto, che spaventa i falsi amici di Timone con le sue caustiche battute. Insieme ad un buffone attacca i creditori di Timone quando si presentano per chiedere di essere saldati immediatamente. Timone manda i propri servi a chiedere aiuto agli amici che considera a lui più vicini.
Atto III
Illustrazione ottocentesca di Timone

Ad uno ad uno i servi di Timone vengono scacciati dai suoi falsi amici, e due di essi si abbandonano a due lunghi monologhi per esprimere la propria rabbia verso di loro. In un altro luogo uno dei più giovani ufficiali di Alcibiade sfoga la propria rabbia in maniera ancor più esagerata, uccidendo un uomo. Alcibiade chiede clemenza al Senato, sostenendo che un crimine passionale non dovrebbe essere giudicato con la stessa severità richiesta da un omicidio premeditato. I senatori non sono d'accordo e, quando Alcibiade insiste troppo, lo condannano all'esilio perpetuo. L'atto si conclude con Timone che discute con i servi la vendetta che preparerà in occasione del successivo banchetto.
Atti IV e V

Timone dà una festa più modesta, organizzata soltanto per coloro che l'hanno tradito. Vengono portati vassoi ed anfore, ma gli amici non vi trovano cibi e leccornie, ma solo sassi ed acqua bollente. Timone li scaglia contro di loro e fugge via. Il leale Flavio giura di ritrovarlo.

Maledicendo le mura della città Timone si rifugia in una zona selvaggia e va a vivere in una grotta, cibandosi di radici. Qui scopre un tesoro sepolto. La notizia si sparge e il poeta con il pittore, Apemanto, e tre banditi riescono a trovare Timone prima di Flavio. Egli offre la maggior parte di quest'oro ad Alcibiade per finanziargli l'assedio della città. Ad accompagnare Alcibiade ci sono due prostitute, Frine e Timandra, che scambiano pungenti battute con l'amareggiato Timone riguardo alle malattie veneree. Quando entra in scena Apemanto ed accusa Timone di imitare la sua indole pessimista, gli spettatori sono costretti ad assistere allo strano spettacolo di un reciproco scambio di invettive tra i due misantropi.

Arriva Flavio. Anche lui vuole la sua parte di denaro, ma vuole anche che Timone torni indietro e riprenda il suo posto nella società. Timone si rende conto di avere in Flavio un vero amico, ma si duole del fatto che quell'uomo sia un semplice servo. Dice agli inviati di Atene, che speravano che Timone potesse ridurre Alcibiade a più miti consigli, di andarsi ad impiccare e muore. Alcibiade, marciando verso Atene, posa a terra il proprio guanto e conclude la tragedia leggendo l'amaro epitaffio che Timone si era preparato:
(EN)

«Here lie I, Timon, who alive, all living men did hate,
Pass by, and curse thy fill, but pass and stay not here thy gait.»
(IT)

«Timone, qui giaccio; in vita tutti gli uomini odiai;
passa ed impreca pure, ma non sostare qui mai»
(William Shakespeare, Timone d'Atene)

Oppure in alternativa:
(EN)

«Here lies a wretched corpse of wretched soul bereft:
Seek not my name: a plague consume you wicked caitiffs left!»
(IT)

«Qui giace il misero corpo della grama anima sua ormai privato:
non cercate il mio nome: codardi malvagi, che una pestilenza vi abbia consumato!»
(William Shakespeare, Timone d'Atene)

Anche se il manoscritto originale di Shakespeare li riporta entrambi, data la loro natura contraddittoria, non è possibile che il poeta intendesse includerli entrambi e si pensa che, nel dubbio, abbia alla fine dimenticato di cancellarne uno. Il primo è una citazione di Callimaco.

______________

Ciao Heyoka,buona giornata
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Re: SPIGOLANDO......

Messaggio da leggere da heyoka »

Non mi hai detto Grazia, se questo personaggio Timone è stato usato per definire l' attrezzo che viene usato per dirigere le imbarcazioni.
Sei un pozzo di sapere che devo ringraziare.
Ciao! Bye
La vita è come un ponte, puoi attraversarla ma non costruirci una casa sopra.
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Re: SPIGOLANDO......

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TIMONE

Origine
Continua il nome greco antico Τίμων (Timon), basato sul termine τιμη (timē), che vuol dire "onore", "stima". Il significato può quindi essere interpretato come "onorevole", "stimato", lo stesso dei nomi Esmé, Onorato e Arya.
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Re: SPIGOLANDO......

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La raggione der perchè


Ieri sentivo un Grillo
che cantava tranquillo in fonno a un prato;
un po’ più in là, dedietro a lo steccato,
una Cecala risponneva ar trillo;
e io pensavo: – In mezzo a tanti guai
nun c’è che la natura
che nun se cambia mai:
‘ste povere bestiole
canteno l’inno ar sole
co’ la stessa annatura,
co’ le stesse parole
de seimil’anni fa:
cór solito cri-cri,
cór solito cra-cra…
Dar tempo der peccato origginale
tutto è rimasto eguale.
Dall’Aquila a la Pecora a la Biscia,
chi vola, chi s’arampica, chi striscia;
dar Sorcio a la Mignatta a la Formica
chi rosica, chi succhia, chi fatica,
ma ogni bestia s’adatta a fa’ la vita
che Dio j’ha stabbilita.

Invece l’Omo, che nun se contenta,
sente er bisogno de l’evoluzzione
e pensa, studia, cerca, scopre, inventa…
Ma sur più bello ch’è arivato in cima,
quanno se crede d’esse più evoluto,
vede un pezzetto d’oro… e te saluto!
È più bestia de prima!

TRILUSSA
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L'angolino del Sorriso


Una manager in carriera, da alcuni giorni si trovava a Parigi per motivi di lavoro. Un giorno riceve una lettera dal suo fidanzato, che vive in Italia, nella quale c’era scritto:
“Cara Giulia, non sopporto più questa situazione, e ho deciso di interrompere la nostra relazione.
La distanza che ci separa è troppo grande. Devo ammettere che ti sono stato infedele 10 volte da quando te ne sei andata, e tu non meriti questo. Mi dispiace.
Per favore, mi potresti restituire la foto che ti ho mandato?
Con amore. Luigi”
La donna, molto ferita, chiese a tutte le sue colleghe di lavoro che le regalassero le foto dei loro fidanzati, amici, zii, cugini, fratelli, ecc…
Insieme alla foto di Luigi, mise in una busta anche tutte quelle regalatele dalle amiche, circa 57 foto in tutto. E una nota che diceva:
“Luigi, perdonami, non riesco a ricordarmi chi cazzo sei! Cerca la tua foto nel pacchetto e restituiscimi il resto!”
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Re: SPIGOLANDO......

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Acceittare le idee altrui
Rispetto, comprensione, discussione: il cammino proposto da Norberto Bobbio

Norberto Bobbio con Indro Montanelli nel 1990 Oggi, soprattutto grazie (o per colpa?) dei social network, tutti abbiamo le idee chiare su tutto, tutti abbiamo un’opinione su quello che succede in qualunque parte del mondo. E così emettiamo i nostri giudizi, a volte anche brutali, nella certezza di essere nel vero.

Ma le cose stanno proprio così? Norberto Bobbio (1909-2004), considerato il massimo teorico del diritto e il massimo filosofo italiano della politica nella seconda metà del Novecento, ebbe a fare la dichiarazione che trovate qua più avanti.
Quella di Bobbio è una frase molto breve sul rispetto ma, come tutti gli aforismi ben riusciti, è un concentrato di saggezza. Il rispetto, secondo Norberto Bobbio, va sotto braccio alla comprensione e alla discussione.


Si può anche discutere animatamente con chi la pensa in maniera diversa da noi, ma a patto di aver provato prima a capire le sue posizioni e di non voler condannare facilmente. In altre parole, il rispetto è alla base del vivere civile.

Ho imparato a rispettare le idee altrui, a capire prima di discutere, a discutere prima di condannare.

4. Accettare le idee altrui
Rispetto, comprensione, discussione: il cammino proposto da Norberto Bobbio

Norberto Bobbio con Indro Montanelli nel 1990Oggi, soprattutto grazie (o per colpa?) dei social network, tutti abbiamo le idee chiare su tutto, tutti abbiamo un’opinione su quello che succede in qualunque parte del mondo. E così emettiamo i nostri giudizi, a volte anche brutali, nella certezza di essere nel vero.

Ma le cose stanno proprio così? Norberto Bobbio (1909-2004), considerato il massimo teorico del diritto e il massimo filosofo italiano della politica nella seconda metà del Novecento, ebbe a fare la dichiarazione che trovate qua più avanti.
Quella di Bobbio è una frase molto breve sul rispetto ma, come tutti gli aforismi ben riusciti, è un concentrato di saggezza. Il rispetto, secondo Norberto Bobbio, va sotto braccio alla comprensione e alla discussione.


Si può anche discutere animatamente con chi la pensa in maniera diversa da noi, ma a patto di aver provato prima a capire le sue posizioni e di non voler condannare facilmente. In altre parole, il rispetto è alla base del vivere civile.

Ho imparato a rispettare le idee altrui, a capire prima di discutere, a discutere prima di condannare.


5. Il rispetto e la politica
L’impegno in prima persona è fondamentale

Hunter S. ThompsonLa frase di Norberto Bobbio è particolarmente significativa in contesti politici, dove spesso gli animi sono esacerbati e ci si arrocca sulle proprie posizioni, condannando gli avversarsi e sminuendoli in tutti i modi.

Senza cadere nel qualunquismo, è pur vero che una situazione di mancato rispetto nella politica è dovuta proprio al modo di agire di molti esponenti politici, almeno nel nostro paese. A tal proposito è particolarmente significativa una frase di Hunter Stockton Thompson (1937-2005), giornalista e scrittore statunitense, che disse quanto potete leggere qua più
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Re: SPIGOLANDO......

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ER COMPAGNO SCOMPAGNO
Trilussa


Un Gatto, che faceva er socialista
solo a lo scopo d'arivà in un posto,
se stava lavoranno un pollo arosto
ne la cucina d'un capitalista.

Quanno da un finestrino su per aria
s'affacciò un antro Gatto: - Amico mio,
pensa - je disse - che ce sò pur'io
ch'appartengo a la classe proletaria!

Io che conosco bene l'idee tue
sò certo che quer pollo che te magni,
se vengo giù, sarà diviso in due:
mezzo a te, mezzo a me... Semo compagni!

- No, no: - rispose er Gatto senza core
io nun divido gnente cò nessuno:
fo er socialista quanno sto a diggiuno,
ma quanno magno sò conservatore!
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Re: SPIGOLANDO......

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REGALAMI UN SORRISO

Regalami un sorriso
il più bello, il più vero
quando gli occhi brillano
e le pagliuzze dorate sono pioggia di stelle.
Regalami un sorriso
che sgorghi direttamente dal cuore
una cascata che ti abbraccia e penetra nelle ossa.
Regalami un sorriso
che sia un battito di mani festanti
un rompere gli schemi,
la naturalezza che danza.
Regalami un sorriso
che mostri i denti,
tasti di un pianoforte
che suona la gioia del momento.
Regalami un sorriso
lo metterò in cornice...
Mi basterà guardarlo e sarà colore, calore.
In un istante
sarà estate in pieno inverno.

Mary Florio
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