SPIGOLANDO......

Tutto quello che non riguarda la politica.
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grazia
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Re: SPIGOLANDO......

Messaggio da leggere da grazia »

IL MAESTRO RICCARDO COLELLA

Luciano De Crescenzo
“Storia della filosofia greca. Da Socrate in poi”



...Il maestro Colella mi indico una poltroncina di plastica e mi disse: <Ingegnè sedetevi e seguitemi con attenzione: nel mondo ci sono i punti interrogativi e i punti esclamativi, i soldati del Dubbio e quelli della Certezza Assoluta. Quando incontrate un punto interrogativo, non abbiate paura: è sicuramente una brava persona, un democratico, un uomo col quale potete discutere ed essere in disaccordo. I punti esclamativi invece sono pericolosi: sono i cosidetti uomini di Fede, quelli che prima o poi prendono le "decisioni irrevocabili". Ora ricordatevi quello che vi dico: la fede è violenza, qualsiasi tipo di fede, religiosa, politica, sportiva. Dietro ogni guerra c'è sempre un uomo di fede che ha sparato il primo colpo. In Irlanda, in Libano, in Iran, la fede si aggira con la falce tra le mani e i vestiti lordi di sangue e quando uccide lo fa sempre in nome dell'amore.
A me papà insegnò che il Dubbio è il padre della Tolleranza e della Curiosità. I giovani sono curiosi, ma non sono capaci di essere tolleranti, i vecchi sono tolleranti ma hanno perso il gusto della curiosità, i grandi uomini invece sanno essere curiosi e tolleranti nello stesso tempo.
Chi ha fede è come se sapesse già tutto in anticipo, non ha dubbi, non è capace di meraviglia, e come dice Aristotele :"la meraviglia è il principio della ricerca". Chi ha fede non è disposto a riconoscere i propri errori, e noi senza l'aiuto di errori non siamo nessuno.
La Fede è obbedienza pronta, cieca e assoluta...
Papà mio era professore di filosofia. Quando qualcuno telefonava a casa e gli chiedeva “Siete voi il professore Colella?” rispondeva sempre “Può essere”, e non lo faceva per fare dello spirito, ma perchè veramente non era sicuro di esserlo. ”
– “Un minimo di fede ci vuole,però, per iniziare un’impresa. Senza la Fede non avremmo scoperto l’America e la penicillina.”
– “Sì però deve essere una Fede che nasce dal Dubbio, ” ribatte il maestro “che sappia imparare dagli errori: quella che io chiamo “la Fede a occhi aperti“. ”……


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Re: SPIGOLANDO......

Messaggio da leggere da grazia »

LA CALUNNIA E' UN VENTICELLO...



Secondo la psicologia della comunicazione il pettegolezzo è uno
strumento presente all’interno dei gruppi di tutte le culture i quali
vivono di comunicazione senza la quale non sarebbe possibile
portare avanti la storia del gruppo stesso ed il pettegolezzo è
una manifestazione di questa forte necessità di comunicare.
Pertanto quando non c’è nulla di prioritario da comunicare
all’interno del gruppo alcuni membri parlano di altri membri
del gruppo sia in termini negativi ma anche in termini positivi (raramente!!!).
Frequentemente si parla di voyeurismo comunicativo proprio per
il fatto che deve soddisfare la curiosità e la morbosità di coloro che
in buona parte dei casi non sono in grado di fare ciò che riesce con
facilità al soggetto vittima del pettegolezzo.
A volte si usa il termine di epidemia per indicare come un
pettegolezzo, condito da dicerie, si propaga tra la comunità, ricordate “Boccadirosa”
di De Andrè ispirata ad una storia realmente accaduta? «…come una freccia
dall’arco scocca e vola veloce di bocca in bocca…».
Il pettegolezzo si può considerare il medium più vecchio e più
diffuso del mondo, il brulichio comunicativo di cui nessuna
società umana riesce a fare a meno.
Quando pensiamo alla persona pettegola ci vengono in mente
comari, vicine di casa, nonnine e donnette intente a confabulare
tra di loro: «Private dalla vita pubblica, le
comari rendevano pubblica la vita privata». (J. Kapferer ).
Ma il pettegolezzo non è donna, o almeno non solo!

Nonostante la tradizione storica ci rimandi al pregiudizio secondo
cui sarebbe la categoria femminile a essere additata come più
pettegola rispetto alla controparte maschile, il venir meno con
il tempo dei rigidi ruoli sociali ha dimostrato come sia uomini che
donne amino le chiacchiere allo stesso modo. Il pettegolo si
maschera spesso sotto le vesti di semplice traghettatore di
un “si dice in giro che…”, sottraendosi da qualsiasi sua diretta
responsabilità nella circolazione delle “voci” la cui totale
infondatezza rappresenta non un limite, ma bensì un fascino.
Il “far gossip” è quindi una pratica sociale a cui nessuno si sottrae
e questa pulsione a curiosare, penetrando sempre più nell’intimità
della vita privata altrui, risponde ad una sorta di bisogno biologico.
Lo stesso Primo Levi parlò del pettegolezzo come una forza della
natura umana, la cui volontà di trasmetterlo ad altri accompagna
il soddisfacimento di un nostro bisogno primario.

Il pettegolezzo pur non avendo una base razionale ne verificabile
viene recepito come una verità dal fondamento quasi scientifico
soprattutto se poi le fonti sono i mass media e viene vissuto
come un’esperienza veramente provata attraverso i sensi di
chi lo ha ascoltato e fatto suo.
Da una ricerca eseguita a alcuni psicologi tedeschi è risultato
che: «Il gossip ha più effetto
di ciò che abbiamo visto con i nostri occhi».
Per vivere liberi e immuni dalle maldicenze dovremmo comportarci
come fece (il saggio) Socrate con un suo discepolo, che voleva
riferirgli un pettegolezzo sentito sul suo conto: non lo
ascoltò! «Allora –sorrise Socrate– se quello
che mi vuoi dire non è né la Pura Verità, né qualcosa di buono
e bello e non mi è assolutamente necessario, visto che non mi
porta alcun beneficio, meglio che rinunci a dirmi alcunché a riguardo.>
Katia Valentini


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Re: SPIGOLANDO......

Messaggio da leggere da grazia »

Tamberi oro alle Olimpiadi di Tokyo:


cosa significa quel gesso nelle foto
Dieci minuti da brividi, da commozione e senso di appartenenza totale a una nazione che ha lottato, lotta e sempre lotterà. Gli atleti che la rappresentano alle Olimpiadi di Tokyo 2020, che raggiungono record e vincono la medaglia più ambita.

Gianmarco Tamberi e Marcell Jacobs sono stati capaci di realizzare un sogno in meno di un quarto d’ora, due sogni che ci hanno reso orgogliosi di loro. E sono proprio i dettagli a fare la differenza in questa edizione atipica dei Giochi. Jacobs è il primo italiano a partecipare a una finale di 100 metri e Giambo Tamberi è il riscatto fatto persona.

Ed è proprio questo il significato di quel gesso che ha portato fin giù in pista, come fosse un portafortuna, un monito, un simbolo. Il simbolo della resilienza, della caduta e della forza che ci vuole per rialzarsi più forti di prima. Per molti le Olimpiadi sono state rinviate di cinque anni, per Giambo è passato molto più tempo. Un infortunio subito prima Rio 2016non gli ha permesso di partecipare. Ed ecco perché il gesso acquista un valore così alto.

Solo chi lotta ce la fa
Una lotta giornaliera contro sé stesso, i suoi limiti. Fino al primo agosto 2021, quando ha vinto la medaglia d’oro. Un viaggio lungo anni, da quei 2,41 al meeting di Montecarlo poco prima delle Olimpiadi e la lesione al legamento deltoideo della caviglia sinistra che ha mandato in fumo un sogno, l’obiettivo più grande. Ma come tutti i fuoriclasse, Gianmarco Tamberi ha sofferto e si è rialzato, ha fissato un altro obiettivo: Tokyo 2020. Una strada lunga cinque anni, fino al 2021. “Road to… Tokyo 2020 2021”.

L’amore della sua famiglia, della sua ragazza Chiara, colei che ha scritto quella frase che è diventata realtà nel migliore dei modi, con il finale più lieto che si potesse immaginare e sperare, meritare. Aveva scritto una lettera al Destino Giambo: “Hai scelto la persona sbagliata, molto presto mi rivedrai con quella maglia azzurra urlarti in faccia più forte che mai. Caro destino, sarai proprio tu ad appoggiarmi il tricolore nelle spalle e a mettermi al collo quella medaglia d’oro che sogno da anni”. Un desiderio che, con determinazione è diventato realtà. Un traguardo che ha condiviso con Barshim a quota 2,37: una medaglia d’ro che vale doppio perché ha messo in luce anche i rapporti splendidi che possono nascere tra atleti che condividono gli stessi dolori e… le stesse vittorie.


"Volere è potere"


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albatros
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Re: SPIGOLANDO......

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Ci saranno sempre degli Eschimesi pronti a dettar norme su come devono comportarsi gli abitanti del Congo durante la calura.
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Re: SPIGOLANDO......

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'angolino del sorriso...

CAPIRE LE DONNE (Nemmeno Lui!)

Un uomo estremamente religioso sta pregando su una spiaggia toscana.
"Mio Dio, ti prego,concedimi una grazia!"
Improvvisamente nel cielo appare una luce fortissima ed una voce tonante risuona:
"Visto che sei un giusto e che hai sempre creduto in me ti concedo una grazia. Cosa posso fare per te?"
"Costruiscimi un ponte fino in Sardegna, così che io possa andarci in macchina ogni volta che lo desidero: ti prego".
Dio risponde: "La tua richiesta è molto materiale. Penso solo alle problematiche logistiche che un'opera di tal fatta richiede. I piloni dovrebbero raggiungere il fondo del Mediterraneo, pensa a quanto acciaio e cemento sarebbe necessario! Potrei anche farlo ma è difficile per me giustificare questo tuo desiderio per le cose terrene. Prenditi un po' di tempo e pensa ad un altro desiderio, uno che mi glorifichi!"
L'uomo ci pensa su per un po', poi:
"Signore, come sai sono stato fidanzato quattro volte. Ciascuna delle mie fidanzate mi ha accusato di essere insensibile e poco attento. Vorrei tanto poter comprendere le donne. Mi piacerebbe sapere cosa provano dentro, cosa pensano mentre mi fanno la congiura del silenzio, mentre piangono, mentre mi rispondono 'non ho niente'. Mi piacerebbe sapere come rendere una donna veramente felice."
Dopo qualche minuto di silenzio Dio risponde:
"LO VUOI A DUE O A QUATTRO CORSIE QUEL PONTE?"


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Re: SPIGOLANDO......

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CON UN POCO DI ZUCCHERO

Massimo Gramellini

Stazione di Brescia, treno fermo da un’ora. L’altoparlante interno irradia scuse per il ritardo «dovuto all’investimento di una persona». Qualche passeggero si scruta le tasche del cuore alla ricerca di scampoli di pietà, ma è interrotto dal prorompere stentoreo di una signora: «Non poteva buttarsi sotto un altro treno?» Lo ripete tre, quattro, cinque volte. Chiudo gli occhi per resistere alla tentazione di buttare di sotto lei e mi appare un’immagine di dieci anni prima, quando durante la discesa nella piramide di Cheope fui colto da un malore.

Mi appoggiai a una parete dell’orrido budello, reprimendo il desiderio di vomitare. Venni scavalcato da una comitiva di tedeschi, che non mi degnò di uno sguardo, e da una di francesi, che mi rivolse smorfie schifate, come se fosse inciampata nei detriti di un debosciato. Poi sentii una voce: «Ehi mister? Mister… ahò!» Alzai gli occhi e nell’oscurità del budello inquadrai la sagoma di un ragazzino con le braccia tatuate e la maglia numero 10 di Totti. Non poteva sapere di che nazionalità fossi: indossavo un capellino da baseball e un giubbotto pieno di scritte in inglese. Ero semplicemente un essere umano. «You are ok?» si informò. Rantolai qualcosa e allora lui cercò la risposta nelle saccocce dei suoi jeans. Estrasse una bustina di zucchero da bar, sudaticcia e spiegazzata, e me la porse.

In qualche modo riemersi alla luce, ma quella bustina giace tuttora in un cassetto della mia scrivania. Ogni volta che penso a quanto siamo diventati cupi e rabbiosi, apro il cassetto e mi dico che ho torto. Che anche sotto l’egoismo amaro dei disperati giace uno strato di zucchero. Basta scavare.


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Re: SPIGOLANDO......

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LA BONTÀ PROVVISORIA
Trilussa (Carlo Alberto Salustri)

L'Agnello disse a un Lupo: — Me so' accorto
che la notte t'imbocchi piano piano
pe' sgranfignà li broccoli dell'orto:
e da quant'è che sei veggetariano?
— Da quanno m'è rimasto un osso in gola,
— rispose er Lupo — magno l'erba sola...

Sto a reggime, capischi? E, dato questo,
nun è più er caso che te zompi addosso... —
L'Agnello disse: — Già: ma come resto
er giorno che guarischi e sputi l'osso?
Prima devo trovà chi m'assicura
come la penserai doppo la cura.


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Re: SPIGOLANDO......

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LA GIRAFFA VANITOSA
(favola etnica proveniente dall’Africa)



Ai limiti di una grande foresta, in Africa, viveva tra gli altri animali una giraffa bellissima, agile e snella, più alta di qualunque altra.

Sapendo di essere ammirata non solo dalle sue compagne ma da tutti gli animali era diventata superba e non aveva più rispetto per nessuno, né dava aiuto a chi glielo chiedeva.

Anzi se ne andava in giro tutto il santo giorno per mostrare la sua bellezza agli uni e agli altri dicendo: – Guardatemi, io sono la più bella. –

Gli altri animali, stufi di udire le sue vanterie, la prendevano in giro, ma la giraffa vanitosa era troppo occupata a rimirarsi per dar loro retta.

Un giorno la scimmia decise di darle una lezione. Si mise a blandirla con parole che accarezzavano le orecchie della giraffa:

– Ma come sei bella! Ma come sei alta! La tua testa arriva dove nessuno altro animale può giungere… –

E così dicendo, la condusse verso la palma della foresta.

Quando furono giunti là, la scimmia chiese alla giraffa di prendere i datteri che stavano in alto e che erano i più dolci. lì suo collo era lunghissimo, ma per quanto si sforzasse di allungarlo ancor di più, non riusciva a raggiungere il frutto.

Allora la scimmia, con un balzo, saltò sul dorso della giraffa, poi sul collo e finalmente si issò sulla sua testa riuscendo ad afferrare il frutto desiderato.

Una volta tornata a terra, la scimmia disse alla giraffa:

– Vedi, cara mia, sei la più alta, la più bella, però non puoi vivere senza gli altri, non puoi fare a meno degli altri animali.

La giraffa imparò la lezione e da quel giorno cominciò a collaborare con gli altri animali e a rispettarli.


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Re: SPIGOLANDO......

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Chi abbandona un cane va punito senza pieta'

La lettera. Risponde il condirettore de 'il Resto del Carlino' Beppe Boni


Bologna, 31 maggio 2021 - L'abbandono dei cani che si verifica in particolar modo nel periodo delle ferie è un problema diffuso. Chi abbandona un animale sa benissimo che ci sono delle apposite pensioni (io al bisogno ci porto il mio volpino). Il problema è che, visto che si paga per una piccola taglia, circa 15 euro giornalieri, con quel denaro, le vere bestie, preferiscono stare qualche giorno in più in vacanza e abbandonano il povero cane. Mi domando come si possa prendere un cane per poi abbandonarlo. Quando è morto (di vecchiaia) il mio volpino precedente, io ho provato lo stesso dolore di quando ho perso una persona cara. Non vado più in Puglia per non vedere più tutti quei cani abbandonati o morti in strada.
Riccardo Ducci

Risponde il condirettore de 'il Resto del Carlino' Beppe Boni

Concetto ripetuto più volte: non è obbligatorio avere un animale domestico. Si tratta di un sacrificio che bisogna mettere in conto e se non si si è in grado di assicurarlo meglio lasciar perdere. Difficile dire quanto sia diffuso l'abbandono per non avere vincoli nelle vacanze. Probabilmente si tratta di una minoranza di scriteriati, però succede. Purtroppo è sempre difficile individuare coloro che si disfano così brutalmente di un cane o di un gatto che fino a qualche minuto prima trascorreva le ore in famiglia. L'unica è insistere nelle campagne di informazione e di educazione, ma se e quando si dovesse arrivare ad individuare colui o colei che abbandonano un cane nessuno sconto: massimo della pena, multa o denuncia che sia.


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Re: SPIGOLANDO......

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Questione de razza
Trilussa


"Che cane buffo! E dove l'hai trovato?"

Er vecchio me rispose: "E' brutto assai,
ma nun me lascia mai: s'è affezionato.

L'unica compagnia che m'è rimasta,
fra tanti amichi, è 'sto lupetto nero:

nun è de razza, è vero,
ma m'è fedele e basta.

Io nun faccio questioni de colore:
l'azzioni bone e belle
vengheno su dar core
sotto qualunque pelle.


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Re: SPIGOLANDO......

Messaggio da leggere da grazia »

Le origini del cane
.

Le teorie più accreditate sulle origini del cane, sono quello che lo farebbero risalire al suo antenato canis lupus pallipes, il lupo grigio che viveva nell’Europa del nord (compreso Asia e America) più di 14 mila di anni fa.
Il lupo sembrerebbe, infatti, avere lo stesso numero di cromosomi del cane, cioè 78. Sembrerebbe inoltre, da alcuni studi, che questa forma primitiva di canidi si sia spostata dal nord America, dove è nata, verso il vecchio continente.

Altri studi, addirittura, fanno risalire il cane, al lupo lanoso dell’India e del Tibet.


Alleva Salute e Benessere

- Lupoidi: Grandi e muscolosi, con un muso lungo e orecchie a punta, pelo liscio e duro (quelli di pelo corto vengo chiamati cani-lupo) - impiegati di solito nella pastorizia;

- Graioidi: Con collo e corpo snello e slanciato, muso appuntito, testa stretta e allungata – impiegati nella caccia;

- Braccoidi: Massicci e con la testa squadrata, dentatura a forbice, naso grosso e orecchie ben sviluppate, pelo corto e lucido – impiegati di solito come cani da ferma


L’uomo ha agito sulle mutazione del cane, compiendo talvolta accoppiamenti mitrati alla modifica della razza.

Il cane, rispetto al lupo, fin da subito sembra aver conquistato la fiducia dell’uomo. Questa amicizia sembra essersi consolidata col tempo. Risalgono a 12 mila anni i ritrovamenti fossili e i graffiti raffiguranti il rapporto uomo-cane.

E’ plausibile che il cane, per primo, si sia avvicinando agli insediamenti umani per prendere il cibo a loro avanzato; piano abbia accettato la loro presenza e modificato il proprio carattere per assecondare un rapporto di reciproco aiuto. Il cane, come l’uomo, deve aver avuto un’evoluzione nel carattere che l’ha portato da semplice aiuto nella caccia a cane da guardia, ed infine a cane di compagnia.

Leggi altre News sui cani e per rimanere sempre aggiornato sul mondo dei cani, iscriviti alla nostra Newsletter (trovi il form in tutte le pagine)


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Re: SPIGOLANDO......

Messaggio da leggere da giaguaro »

L'OMO E ER SERPENTE

TRILUSSA

Un Omo che dormiva in mezzo a un prato
s'insognò che una donna tanto bella
l'aveva abbraccicato.
Naturarmente, l'Omo, ner vedella,
fece un gran sarto e se svejò; ma, invece
de trovà a quella, vidde ch'un Serpente
je s'era intorcinato intorno ar collo
a rischio de strozzallo come un pollo.
- Ah, sei tu? Meno male!
Me credevo de peggio! - disse l'Omo
mentre se storcinava l'animale.
Ma ciarimase tanto impressionato
che da quel giorno cominciò a confonne
li serpenti e le donne. Tant'è vero
che un'antra notte, mentre s'insognava
d'avé ar collo 'na vipera davero
trovò la mojie che l'abbraccicava.


Non posso insegnare niente a nessuno, posso solo cercare di farli riflettere - SOCRATE
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Re: SPIGOLANDO......

Messaggio da leggere da grazia »

on c’è mai stato secolo senza che nascesse uno o anche più
“arruffapopoli”ovvero personaggi che si improvvisano tribuni,
la cui tecnica è parlare non già al cervello, né al cuore , né allo
stomaco della gente ma alla pancia e al fegato. Obiettivo
liberare scardinare per sostituire. La parola “arruffapopolo è
stata coniata nel 1849 dal poeta Giuseppe Giusti che scrisse
al riguardo questa poesia:


"L'ARRUFFAPOPOLI"



Ateo, salmista, apostolo d'inganno,
vile, se t'odia; se ti palpa, abietto;
monco al ferro, centimano al sacchetto;
nel no, maestro di color che sanno;


sotto l'ammanto dello stoico panno
cela il cor marcio e 'l mal dell'intelletto;
invidioso, oltracotante, inetto;
libera larva di plebeo tiranno:


tutto sfa, nulla fa, tutto disprezza;
sonnambulo ha il cervello e la scrittura,
sofista pregno d'infeconda asprezza:


fecondità del mulo, a cui Natura
diè forte il calcio e più l'ostinatezza,
ed i c.oglioni per c.oglionatura.

Giuseppe Giusti 1818


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Re: SPIGOLANDO......

Messaggio da leggere da grazia »

Non posso darti soluzioni


Non posso darti soluzioni per tutti i problema della vita
Non ho risposte per i... tuoi dubbi o timori,
però posso ascoltarli e dividerli con te

Non posso cambiare né il tuo passato né il tuo futuro
Però quando serve starò vicino a te

Non posso evitarti di precipitare,
solamente posso offrirti la mia mano
perché ti sostenga e non cadi

La tua allegria, il tuo successo e il tuo trionfo non sono i miei
Però gioisco sinceramente quando ti vedo felice

Non giudico le decisioni che prendi nella vita
Mi limito ad appoggiarti a stimolarti e aiutarti se me lo chiedi

Non posso tracciare limiti dentro i quali devi muoverti,
Però posso offrirti lo spazio necessario per crescere

Non posso evitare la tua sofferenza,
quando qualche pena ti tocca il cuore
Però posso piangere con te e raccogliere i pezzi per rimetterlo a nuovo.

Non posso dirti né cosa sei né cosa devi essere
Solamente posso volerti come sei ed essere tuo amico.


Jorge Luis Borges


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Re: SPIGOLANDO......

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'angolo del sorriso

[media] LA PIZZERIA[/media]


Pizzeria Google, buona sera...
- Pizzeria cosa? -
Pizzeria Google, signore. Cosa vuole ordinare?
- Ma, questo non era il numero della pizzeria Gino?
- Si signore, ma Google ha comprato la pizzeria e ora il servizio è più completo.
- Va bé, posso ordinare?
- Certo signor Rossi. Vuole la solita pizza?
- La solita pizza, ma lei sa mio nome? Lei mi conosce?
- E per l'identificatore di chiamate, controllando il suo numero di telefono le ultime 37 volte che ha ordinato una pizza, ha ordinato quattro formaggi.
- Non me lo sarei mai immaginato... voglio proprio la quattro formaggi!
- Signore, posso darle un suggerimento?
- Certo! Avete una nuova pizza nel menù?
- No signore, il menu non è diverso da prima, ma mi permetterei di suggerirle una pizza alla ricotta e rucola.
- Ricotta?!! Rucola?!! Nooooo! Io odio queste cose.
- Ma signore, è una cosa buona per la sua salute, e anche perché il suo colesterolo non va così bene.
- Cosa?!!
- Abbiamo l'informazione dal laboratorio dove ha fatto le sue analisi, incrociando il suo nome e il suo telefono possiamo vedere il livello del colesterolo...
- Non voglio una pizza così, anche perché prendo la mia medicina per il colesterolo e posso mangiare quello che voglio.
- Signore, mi dispiace ma lei non ha preso la sua medicina ultimamente. - Come lo sa? Ma lei mi sta guardando tutto il tempo?!
- Abbiamo accesso ai dati di tutte le farmacie della città. L'ultima volta che ha comprato la sua medicina fu tre mesi fa e la scatola contiene solo trenta compresse.
- E' vero, porca miseria, ma lei come lo sa?
- Per la sua carta di credito...
- Cosaaaaa?!! -
Lei compra sempre la sua medicina nella farmacia Sori che le fa degli sconti se paga con la carta di credito della banca BANK. Grazie ai dati che abbiamo nel nostro data base sui suoi movimenti con la carta di credito, sappiamo che da tre mesi lei non ha comprato niente in questa farmacia. Ma l'ha utilizzata in altri negozi, questo vuol dire che non l'ha persa.
- E se avessi pagato in contante in farmacia?? Cosa mi dici ora??
- Lei paga 800 euro in contante alla sua domestica tutti i mesi e il resto delle spese le fa con la carta di credito.
- Come sa quanto pago la domestica??
- Lei paga i contributi e le tasse.
- Ma vai a c...!!
- Signore mi dispiace, ma è tutto nello schermo. Ho il dovere di aiutarla. Credo che lei dovrebbe chiedere un appuntamento con il suo dottore, già che a quello scorso lei non è andato e portargli i risultati delle analisi, cosi le può cambiare i farmaci.
- Senti caro, sono stanco, non ce la faccio più, sono stufo di INTERNET, del PC, del XXI secolo, della mancanza della Privacy, dei DATA BASE, di questo paese e di tutti voi!!!
- Ma, signore...
- Stai zitto!!! Me ne vado lontano da qui. In un paese dove non ci sia INTERNET, né computer, né telefono e né gente che mi controlla!!!
- Ho capito... - Userò la mia carta di credito per l'ultima volta per comprare un biglietto aereo e andarmene via il più lontano possibile!
- Va bene, signor Rossi.
- Puoi cancellare la mia pizza!
- Nessun problema, già cancellata. Solo una ultima cosa...
- Cosa vuoi?!!!
- Ha il passaporto scaduto...


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Re: SPIGOLANDO......

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LETTERA DI ADDIO

Gabriel Garcia Marquez

Se Dio, per un istante, dimenticasse che sono un pupazzetto di
stoffa e mi donasse un pezzo di vita, probabilmente non direi
tutto quello che penso, ma in fin dei conti, penserei tutto quello
che dico.

Darei valore alle cose non per quanto valgono, ma per quello
che esprimono .

Dormirei poco, sognerei di più, capendo che per ogni minuto
in cui chiudiamo gli occhi perdiamo sessanta secondi di luce.

Andrei quando gli altri si fermano, mi risveglierei quando gli
altri si coricano.

Ascolterei quando gli altri parlano e… come saprei godermi
un buon gelato al cioccolato!

Se Dio mi facesse dono di un ritaglio di vita vestirei senza fronzoli,
mi butterei di pancia al sole, lasciando scoperto non solo il mio
corpo, ma pure la mia anima.

Dio mio, se io avessi un cuore, scriverei il mio odio sul ghiaccio
e attenderei così l’arrivo del sole.

Dipingerei con un sogno di Van Gogh, sulle stelle, una poesia
di Benedetti; e una canzone di Serrat sarebbe la serenata che
offrirei alla luna.

Annaffierei con le mie lacrime le rose, per sentire il dolore delle
loro spine, e l’incarnato bacio di quei petali…

Non lascerei passare un solo giorno senza dire alla gente che la amo.
Ad ogni donna e ad ogni uomo farei capire che sono loro i miei prescelti
e vivrei innamorato dell’amore.

Agli uomini dimostrerei che sbagliano quando pensano che uno
smette di innamorarsi perché invecchia, ignorando che uno
invecchia proprio perché ha smesso di innamorarsi!

A un bambino darei le ali, ma lascerei che da solo imparasse a
volare.

Ai vecchi insegnerei che la morte non è fatta di vecchiaia, ma di
oblio. Tante cose ho imparato, da voi uomini…

Ho imparato che tutti quanti vogliono vivere sulla cima della
montagna, senza capire che la vera felicità sta nel modo di
salire quel pendio.

Ho imparato che quando un neonato afferra col suo piccolo pugno,
per la prima volta, il dito di suo padre, lo fa per sempre.

Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardare un altro uomo
dall’alto in basso soltanto quando si appresta ad aiutarlo a rialzarsi.
Sono tante le cose che ho potuto imparare da voi, ma in verità di
poco mi serviranno, perché quando mi metteranno dentro quella
valigia starò, infelicemente, già morendo.

Dì sempre quel che senti e fa quello che pensi.

Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti vedrò dormire, ti abbraccerei
forte e chiederei al Signore di poter essere il guardiano della tua anima.
Se sapessi che è questa l’ultima volta che ti vedrò uscire da quella porta
, ti darei un abbraccio, un bacio e ti chiamerei poi indietro per continuare
a darteli.

Se sapessi che questa è l’ultima volta che sentirò la tua voce,
registrerei ognuna delle tue parole per poter ascoltarle una e
un’altra volta, all’infinito.

Se sapessi che sono questi gli ultimi minuti che mi restano per
guardarti, ti direi “ti amo”, senza pensare, scioccamente, che tu
lo sai da sempre. C’è sempre un domani e la vita di solito ci offre
la possibilità di rifare ogni cosa per bene, ma se mi sbagliassi e
l’oggi fosse tutto quanto ci rimane, mi piacerebbe dirti questo,
che ti amo, e che non mi riuscirà di dimenticarti.

Nessuno, vecchio o giovane, ha il domani assicurato. Oggi potrebbe
essere l’ultima volta che vedi coloro che contano per te.
Per questo non aspettare, fallo ora , perchè se quel domani infine
non arriva, rimpiangerai il giorno in cui non trovasti il tempo di un
sorriso, un abbraccio, un bacio; troppo occupato per concedere alla
vita la sua ultima grazia.

Tieni coloro che ami vicino al cuore, sussurragli all’orecchio che
hai bisogno di loro, amali, trattali bene, e trova del tempo
per dire “mi dispiace”, “scusami”, “ per favore”, “grazie” ,
voglio dire, tutte quelle parole d’amore che hai in grembo.
Nessuno ti ricorderà per i tuoi pensieri segreti. Chiedi la
forza e la saggezza per esprimerli.
Dimostra ai tuoi amici quanto tieni a loro.



P.S. Alcuni dicono che questa lettera
non è di Marquez, tutto può essere, ma comunque se
fosse di Johnny Welch come altri sostengono è pur
sempre una bellissima lettera!


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giaguaro
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Re: SPIGOLANDO......

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T R I L U S S A

LA MARGHERITA (1)


Una bella Margherita
che fioriva in mezzo a un prato
fu acciaccata da un serpente,
da un serpente avvelenato.
-- Se sapessi -- disse er fiore --
tutto il male che me fai!
E er dolore che me dài
quanta gente lo risente!
Certamente nu' lo sai!
Ogni donna innammorata,
che vò legge la fortuna,
ner vedemme m'ariccoje(2)
pe' decide da le foje,
che me strappa una per una,
s'è infelice o fortunata:
e vò vede se l'amore
se conserva sempre uguale,
e me chiede se l'amante
je vò bene o je vò male....
Io, pe' falla più felice,
pe' levalla da le pene,
fo der tutto che la foja
che je dice "Me vò bene"
sia quell'urtima che sfoja.
Dove c'è la Margherita
c'è er bon core e la speranza,
c'è la fede, c'è l'amore
ch'è er più bello de la vita....
Ogni fiore a 'ste parole
rispettoso la guardò,
e perfino il Girasole
piantò er sole e s'inchinò.

Note: 1 = Margherita di Savoia regina d'Italia: scritta dopo l'uccisione di Umberto I a Monza (29 luglio 1900).
2 = Mi coglie.

- Agosto 1900 -


Non posso insegnare niente a nessuno, posso solo cercare di farli riflettere - SOCRATE
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grazia
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Re: SPIGOLANDO......

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Come Sapere se sei di Destra o di Sinistra




È importante sapere se sei di destra o di sinistra per decidere la tua prospettiva futura. In genere, la gente di sinistra favorisce l'equità sociale, mentre quella di destra ritiene che queste cose avvengano naturalmente. Leggendo questo articolo scoprirai a quale categoria appartieni, quindi cominciamo!
Passaggi

Immagine titolata Tell Whether You're Right Wing or Left Wing Step 1
1
Valuta le posizioni politiche.
Le persone di sinistra sostengono:
Programmi di benessere sociale (buoni pasto, riparo per i senzatetto, benefici per la disoccupazione)
Libertà di religione e separazione della chiesa dallo stato
Tasse più alte o progressive
Ambientalismo
Protezionismo degli scambi
Espansione del governo in nuove aree
Regolamentazioni dei sindacati e delle industrie
Cambio sociale o giustizia sociale
Diritti dei lavoratori
Le persone di destra sostengono:
Riforme del governo-programmi di assistenza finanziati
Valori religiosi o tradizionali, permettendo alle istituzioni di rimpiazzare i servizi del governo
Conservatorismo
Nazionalismo
Tasse ridotte (anche per i ricchi)
Libertà internazionale - accordi sugli scambi
Limitare il controllo del governo sulle attività degli imprenditori
Ridurre le regolamentazioni industriali

Osserva il linguaggio che usano per descriversi.
La gente di centro-sinistra si descrive come: progressista, socialdemocratica o socioliberista.
La gente di estrema sinistra si descrive come anticapitalista, comunista, socialista, socialista libertaria (anarchica).
La gente di centro-destra si descrive come: conservatrice, capitalista o liberista.
La gente di estrema destra si descrive come nazionalista, conservatrice, tradizionalista, spesso clericale e contraria alla democrazia.
Il fascismo è considerato un'ideologia dell'estrema destra, che in origine mescolava elementi di socialismo (non marxista), nazionalismo, repubblicanesimo, laicismo, interventismo militare e violenza di strada, che poi si è spostato verso posizioni conservatrici, clericali e di fatto è stato una dittatura.
Anche il nazismo nasce come fusione tra socialismo e nazionalismo (nazionalsocialismo) che però prese i connotati di un regime totalitario, razzista, violento e guerrafondaio.
Le persone di centro credono di essere in una posizione moderata rispetto alla destra e alla sinistra.
Liberali e democristiani (detti anche "popolari") si collocano al centro. Per il resto non esiste una chiara definizione di "centro".

Controlla queste qualità per sapere quelle che ti appartengono e quindi collocarti a destra, sinistra, centro o altro.


Consigli

La gente di destra crede che il governo intervenga troppo negli affari dei privati. Crede che l'autorità del governo e delle leggi controlla il libero mercato.Alcuni esempi di gente di destra: Winston Churchill, Ronald Reagan e Margaret Thatcher.
La gente di sinistra crede che il governo sia importante per la giustizia sociale e che quindi debba intervenire per aiutare gli individui per questo scopo. Alcuni esempi di gente di sinistra: Tony Benn, Fidel Castro, Mahatma Gandhi e Nelson Mandela.

Avvertenze


Fai attenzione ai termini quali estrema destra, centro-sinistra o quando il centro non è specificato. Il Partito Democratico è considerato per la maggior parte di sinistra negli Stati Uniti, mentre in Europa può essere considerato di centro-destra.
Le etichette politiche possono avere significati diversi in base alle nazioni o periodi storici. Un "liberale" australiano sostiene il Partito Liberale Nazionalista di destra, mentre in America un "liberale" sostiene il Partito Democratico di sinistra.
Ci sono molti quiz online per stabilire a quale fascia politica appartieni, ma molti di questi non sono affidabili. Alcuni potrebbero essere contraffatti per indurre la gente ad etichettarsi in uno specifico settore. Altri potrebbero essere semplicemente erronei.
Si potrebbero perdere informazioni importanti comprimendo l'intero spettro politico in un singolo asse. Due politici potrebbero non essere d'accordo su ogni argomento importante e quindi vengono chiamati moderati. Alcuni preferiscono un modello a 2 dimensioni, con problemi economici su un asse e libertà personale sull'altro. Altri preferiscono anche modelli con più dimensioni.

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grazia
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Re: SPIGOLANDO......

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La politica

Trilussa

Ner modo de pensà c’è un gran divario:

mi’ padre è democratico cristiano,

e, siccome è impiegato ar Vaticano,

tutte le sere recita er rosario;



de tre fratelli, Giggi ch’è er più anziano

è socialista rivoluzzionario;

io invece so’ monarchico, ar contrario

de Ludovico ch’è repubblicano.



Prima de cena liticamo spesso

pe’ via de ’sti princìpi benedetti:

chi vo’ qua, chi vo’ là... Pare un congresso!



Famo l’ira de Dio! Ma appena mamma

ce dice che so’ cotti li spaghetti

semo tutti d’accordo ner programma.


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grazia
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Re: SPIGOLANDO......

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LA DEMOCRAZIA NON SEMPRE SI PUO' ESPORTARE

10 luglio qui su Huffpost ci chiedevamo con plateale scetticismo se la democrazia fosse un bene esportabile come scarpe Nike o pollo del Kentucky. Lo spunto arrivava da Kabul, dove il ritiro delle forze militari dei Volenterosi induceva a pronosticare il ritorno dei talebani nella capitale entro fine anno. È invece bastato poco più di un mese, e una decina di giorni di marcia senza sparare un colpo. Non lo si sottolinea per darci un tono: eravamo già in ritardo anche noi. Ma vale la pena sottolinearlo per restituire il giusto apprezzamento a una politica capace di cogliere la portata del disimpegno in Afghanistan fuori tempo massimo, guardando al Var le immagini disperanti dell’aeroporto e commentandole in stile rubicondo, perché prima, secondo recente e ubertosa tradizione, era troppo impegnata a spremere in quotidiane frivolezze le sue migliori energie. Questo abbiamo, perché è quanto sappiamo produrre: leadership che non sapevamo guardare oltre il domani, poi solo all’oggi e adesso dedite allo ieri. Bell’affare.

Scrivevamo, allora, che la democrazia non è un bene esportabile, riferendoci all’Afghanistan e in parte al malsicuro Iraq, perché la democrazia non è soltanto un insieme di regole ma soprattutto una disposizione mentale e culturale (Robert Conquest) nata in Europa due millenni e mezzo fa nell’Atene di Pericle, passata dalla Magna Carta, da Oliver Cromwell e poi dalla Gloriosa rivoluzione in Inghilterra, dalla Guerra d’Indipendenza americana (caso interessante di importazione della democrazia con uso di armi), dalla Rivoluzione francese, dalle svariate dichiarazioni dei diritti dell’uomo, insomma un lunghissimo, dibattutissimo, sanguinoso percorso in fondo al quale le democrazie occidentali oggi non sono una soluzione finale ma un esperimento in cammino, talvolta in evoluzione altre in involuzione, e messo a faticosa prova dagli accidenti della vita, come ora il virus.

Il punto, voglio dire, è che la democrazia non è altro che il passaggio della ricerca della felicità dall’aldilà all’al di qua. A un certo punto (con tutte le minchiate e gli eccessi dell’Illuminismo e della Rivoluzione francese) l’uomo ha deciso di non accontentarsi di ubbidire ai mille Hirohito da cui è stato dominato in cambio di un premio ultraterreno, ma ha deciso di costruirsi la sua felicità qui e ora. Il resto è conseguenza. Si sono tagliate le teste dei re, si sono inventate le costituzioni, i diritti umani, i suffragi prima parziali poi universali, e si è ridotta la religione a questione privata. Dunque la domanda è: come si esporta la democrazia dove questo interminabile dibattito non è forse nemmeno stato abbozzato, dove la religione è questione niente affatto privata ma totalmente pubblica e, attraverso la Sharia, alla de Maistre, fa discendere da Dio le regole e le punizioni? La risposta arriva da Kabul, dove le meraviglie della democrazia si sono dissolte in dieci giorni davanti alla sciabola ordinatrice degli emissari celesti.

Resta un punto: chi crede nella democrazia, nel suo inesausto percorso verso il possibile e non verso il perfetto, chi crede nei suoi valori universali, tesi a dichiarare l’inviolabile unicità dell’essere umano, non dovrà mai rinunciare a diffonderla. Ma basta guardare in casa nostra, dove la democrazia è considerata un diritto e non una estenuante e quotidiana conquista, e dunque è allegramente maltrattata a ogni capriccio, per sapere che non è una vittoria per ovunque e nemmeno per sempre.

MATTIA FELTRI


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