SPIGOLANDO......

Tutto quello che non riguarda la politica.
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grazia
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Re: SPIGOLANDO......

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Colpo di Fulmine

La guardava estasiato, l'aveva tanto desiderata,
che quasi quasi non credeva ai suoi occhi. Ed
invece si, Lei era li accanto a lui splendida ,
desiderabile come non mai. Il suo aspetto reso
possente dalla sua sfolgorante bellezza
lo intimidiva, gli incuteva quasi un senso di
timore e di inadeguatezza. Quante notti aveva
trascorso insonne, con quel chiodo fisso nella
testa, “la voglio, la voglio” “la faro' mia a
qualunque costo", a "qualunque prezzo”. Quanti
giorni aveva trascorso in sua adorazione mentre
Lei sdegnosa e indifferente esibiva la sua bellezza
davanti a tutti. L'abbraccio' ancora una volta con
lo sguardo, consegno' l'assegno al concessionario,
mise in moto e con un rombo feroce, quasi un urlo
di felicita' volò via con la sua Yamaha....

grazia
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Re: SPIGOLANDO......

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L'ELOGIO DELLA FOLLIA (di Erasmo da Rotterdam)


Checché se ne dica, ecco la prova decisiva che io sola, la Follia, sono in grado di tenere allegro il genere umano. Infatti, non appena mi sono presentata a questa affollatissima assemblea, con indosso la divisa variopinta dei buffoni e sul capo il classico berretto a sonagli, i vostri volti si sono illuminati e mi avete applaudito con entusiasmo, dimenticando le vostre angosce. È bastata la mia presenza.
Fra poco capirete perché sono venuta qui oggi, folleggiando anche nel vestire. Ma dovete seguirmi con ben altra attenzione di quella che riservate in chiesa ai predicatori, o in teatro agli attori, o in piazza ai ciarlatani.
M’ispirerò all’antico genere encomiastico e quindi ascolterete un elogio, ma non quello di un personaggio famoso, bensì il mio: l’elogio della Follia. Né mi curo dei sapientoni che dànno del pazzoide a chi si loda svisceratamente da sé. Che c’è di più coerente della Follia che canta le proprie lodi? Chi mi conosce meglio di me? E non è meglio lodarsi che farsi lodare dagli altri, magari in cambio di qualcosa? E poi, se nessuno mi loda, perché non dovrei lodarmi da me?
Si sa che la gente è ingrata. Tutti mi corteggiano e si servono di me, ma nessuno ha il coraggio di fare un bell’elogio della Follia.
Ebbene, aspettatevi da me un discorso estemporaneo, non elaborato, perché mi piace dire quel che mi salta in mente. Non faccio come quegli oratori che fanno finta di parlare a braccio, mentre si sono scervellati per ore a preparare il loro discorso.
Perciò non vi annoierò con la definizione di me stessa. Perché dovrei indicare i miei limiti se il mio potere è sconfinato? Una definizione di me non potrebbe che essere riduttiva e non farebbe che offuscare un’immagine che avete sempre chiarissima davanti agli occhi.
Il mio volto non vi basta a capire che sono un’autentica dispensatrice di beni? Non vedete il mio sguardo, che è lo specchio del mio animo? Io non riesco a mostrare in volto una cosa, mentre ne ho un’altra nel cuore.

È LA FOLLIA CHE GARANTISCE LA CONTINUITÀ DEL GENERE UMANO

Orbene, che cosa può esserci di più dolce e prezioso della vita? Ma a chi, se non a me, va il merito della sua riproduzione?
Posso essere più esplicita, secondo il mio costume? È forse con la testa, col volto, col cuore, con le mani, con le orecchie (parti che tutte si possono nominare con decoro) che si generano gli esseri umani? No davvero! Propagatrice del genere umano è quella parte così buffa che non si può nominare senza ridere. E, ditemi, quale uomo porgerebbe il collo al capestro del matrimonio se prima ne considerasse gli svantaggi? Quale donna accosterebbe un uomo, se conoscesse e avesse in mente i pericolosi travagli del parto e i fastidi di allevare i figli? Perciò, se dovete la vita al matrimonio, cercate di capire quello che dovete a me. D’altra parte quale donna dopo la prima esperienza vorrebbe riprovarci, se non ci fosse il mio aiuto?
È così che sono nati anche i grandi filosofi (ai quali adesso sono subentrati i teologi), i re, i santi e i papi, che sono i più santi di tutti, tanto che già da vivi si fanno chiamare «santità».


LA FOLLIA RENDE PIACEVOLE LA VITA CHE ALTRIMENTI SAREBBE INSOPPORTABILE

Ma non solo la riproduzione della vita, anche tutto quello che nella vita vi è di piacevole, lo si deve a me.
Se togliete il piacere alla vita, che rimane?
E non fatevi confondere da quelli che predicano contro il piacere. Fanno finta, per distoglierne gli altri e tenerselo tutto per sé.
Ditemi voi, quale momento della vita non sarebbe triste, difficile, brutto, insipido, tedioso senza il piacere, cioè senza un pizzico di follia?
Tanto per cominciare, chi non sa che l’infanzia è la più lieta e gradevole delle età dell’uomo? Che cos’hanno i bambini per indurci a baciarli e a vezzeggiarli? Che cosa, se non quella grazia che la natura provvidamente infonde nei neonati in modo che possano conciliarsi la simpatia di chi li deve accudire e proteggere?
E l’adolescenza non piace a tutti? Non è forse merito mio se gli adolescenti sono così privi di senno e perciò sono sempre di buonumore? Ma va detto che gli adolescenti, con l’esperienza e l’educazione, rapidamente maturano e vien meno il loro fascino. Più si allontanano da me e meno vivono felici.
Fino a che non sopraggiunge la penosa vecchiaia. Tanto penosa che nessuno riuscirebbe a sopportarla se, ancora una volta, impietosita da tanto soffrire, io non venissi in aiuto e non riportassi all’infanzia quanti sono prossimi alla tomba. Tanto è vero che il volgo li chiama rimbambiti, cioè bambini di ritorno.
Volete sapere come opero questo prodigio? Non ne faccio misteri. Li faccio bere alla fonte dell’oblio. Così dimenticano le tristi esperienze della vita e tornano a essere felici come bambini.
Grazie a me dicono cose senza senso, come i bambini. Ma è proprio questo che li rende piacevoli. Sono infatti liberi dagli affanni dell’età matura, non avvertono il tedio della vita. Così riscuotono la simpatia degli amici, che gradiscono la loro compagnia. Sono addirittura più simpatici dei bambini, che non sono in grado di sostenere una piacevole conversazione.
Considerate inoltre che ai vecchi piacciono moltissimo i bambini, e ai bambini i vecchi, poiché ogni simile ama il suo simile. In che differiscono se non nelle rughe e negli anni, che nel vecchio sono di più? Per il resto: capelli radi e sbiaditi, bocca senza denti, corporatura ridotta, desiderio di latte, garrulità, mancanza di senno, smemoratezza, irriflessione. E più invecchiano più somigliano ai bambini, finché, come bambini, senza il tedio della vita, senza il senso della morte, lasciano la vita.
Se gli esseri umani si guardassero dalla saggezza e vivessero sempre sotto la mia protezione, la vecchiaia nemmeno ci sarebbe, ma solo un’eterna giovinezza.
Non vi accorgete che gli uomini seri, cogitabondi, impegnati in faccende complicate, consumano la loro linfa vitale?
Soltanto io sono in grado di prolungare la giovinezza, altrimenti fuggevolissima. Quelli del Brabante sono famosi perché si dice che, mentre altrove la maturità è l’età della saggezza, essi più invecchiano e più diventano matti. Non c’è infatti popolazione più gioconda di quella. Ma anche i miei connazionali Olandesi, vicini al Brabante sia geograficamente che nei costumi, si sono ben meritati il soprannome di matti, e ne vanno fieri.
Vadano pure gl'imbe.cilli a cercare rimedi all’invecchiamento. Solo io possiedo la formula che risuscita la giovinezza svanita, anzi la mantiene per sempre.
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Re: SPIGOLANDO......

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L'angolino del sorriso

LETTERA AL FIGLIO

Caro figlio,

ti scrivo queste poche righe perché tu sappia che ti ho scritto. Se ricevi questa lettera, vuol dire che è arrivata. Se non la ricevi fammelo sapere, cosí te la rimando. Scrivo lentamente perché so che tu non sai leggere in fretta. Qualche tempo fa tuo padre ha letto sul giornale che la maggior parte degli incidenti capitano entro un raggio di un chilometro dal luogo di abitazione, cosí abbiamo deciso di traslocare un po’ piú lontano. La nuova casa è meravigliosa: c’è una lavatrice, ma non sono sicura che funzioni. Proprio ieri c’ho messo dentro il bucato, ho tirato l’acqua e il bucato è sparito completamente.

Il tempo qui non è troppo brutto, la settimana scorsa ha piovuto due volte: la prima volta per 3 giorni, la seconda per 4.

Ti voglio anche informare che tuo padre ha un nuovo lavoro: adesso ha 500 persone sotto di se, infatti taglia l’erba nel cimitero.

A proposito della giacca che mi avevi chiesto, tuo zio Piero mi ha detto che spedirla coi bottoni sarebbe costato molto caro (per via del peso dei bottoni). Allora li ho staccati. Se pensi di riattaccarli, te li ho messi tutti nella tasca interna.

Tuo fratello Gianni ha fatto una grossa sciocchezza con la macchina: è sceso chiudendo di scatto la portiera e lasciando dentro le chiavi. Allora è dovuto rientrare in casa a prendere il crick per spaccare il vetro e cosí siamo potuti scendere dalla macchina anche noi.

Se vedi Margherita salutamela da parte mia, se non la vedi non dirle niente.


Adesso ti saluto perché devo correre all’ospedale, tua sorella sta per partorire, ma non sappiamo ancora se avrá un bambino o una bambina, per cui non so dirti se sarai zio o zia.Un forte abbraccio dalla tua mamma che ti vuole tanto bene.P.S. volevo metterti anche un po’ di soldi ma avevo giá chiuso la busta.
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Re: SPIGOLANDO......

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PERCHE' L'AMORE E' CIECO


Raccontano che un giorno si riunirono in un luogo della terra tutti i sentimenti e le qualità degli uomini. Quando la noia si fu presentata per la terza volta, la pazzia, come sempre un po' folle propose: "Giochiamo a nascondino!"

L'interesse alzò un sopracciglio e la curiosità senza potersi contenere chiese: "A nascondino? Di che si tratta?"

"E' un gioco, - spiegò la pazzia - in cui io mi copro gli occhi e mi metto a contare fino a 1000000 mentre voi vi nascondete e, quando avrò terminato di contare, il primo di voi che scopro prenderà il mio posto per continuare il gioco."

L'entusiasmo si mise a ballare, accompagnato dall'euforia. L'allegria fece tanti salti che finì per convincere il dubbio e persino l'apatia alla quale non interessava mai niente ... però non tutti vollero partecipare. La verità preferì non nascondersi, perchè, se poi alla fine tutti la scoprono? La superbia pensò che fosse un gioco molto sciocco (in fondo ciò che le dava fastidio era che non fosse stata una sua idea) e la codardia preferì non arrischiarsi.

"Uno, due, tre..." - cominciò a contare la pazzia.

La prima a nascondersi fu la pigrizia che si lasciò cadere dietro la prima pietra che trovò sul percorso. La fede volò in cielo e l'invidia si nascose all'ombra del trionfo che con le proprie forze era riuscito a salire sulla cima dell'albero più alto. La generosità quasi non riusciva a nascondersi. Ogni posto che trovava le sembrava meraviglioso per qualcuno dei suoi amici. Che dire di un lago cristallino? ideale per la bellezza. Le fronde di un albero? perfetto per la timidezza. Le ali di una farfalla? il migliore per la voluttà. Una folata di vento? magnifico per la libertà. Così la generosità finì per nascondersi in un raggio di sole.

L'egoismo, al contrario trovò subito un buon nascondiglio, ventilato, confortevole e tutto per sè. La menzogna si nascose sul fondale degli oceani (non è; vero, si nascose dietro l'arcobaleno). La passione e il desiderio al centro dei vulcani. L'oblio ... non mi ricordo ... dove? Quando la pazzia arrivò a contare 999999 l'amore non aveva ancora trovato un posto dove nascondersi poichè li trovava tutti occupati, finchè scorse un cespuglio di rose e alla fine decise di nascondersi tra i suoi fiori.

"Un milione!" - contò la pazzia. E cominciò a cercare.

La prima a comparire fu la pigrizia, solo a tre passi da una pietra. Poi udì la fede, che stava discutendo con Dio su questioni di teologia, e sentì vibrare la passione e il desiderio dal fondo dei vulcani. Per caso trovò l'invidia e potè dedurre dove fosse il trionfo. L'egoismo non riuscì a trovarlo. Era fuggito dal suo nascondiglio essendosi accorto che c'era un nido di vespe.

Dopo tanto camminare, la pazzia ebbe sete e nel raggiungere il lago scoprì la bellezza. Con il dubbio le risultò ancora più facile, giacchè lo trovò seduto su uno steccato senza avere ancora deciso da che lato nascondersi. Alla fine trovò un po' tutti: il talento nell'erba fresca, l'angoscia in una grotta buia, la menzogna dietro l'arcobaleno e infine l'oblio che si era già dimenticato che stava giocando a nascondino. Solo l'amore non le appariva da nessuna parte.

La pazzia cercò dietro ogni albero, dietro ogni pietra, sulla cima delle montagne e quando stava per darsi per vinta scorse il cespuglio di rose e cominciò a muoverne i rami.

Quando, all'improvviso, si udì un grido di dolore: le spine avevano ferito gli occhi dell'amore ! La pazzia non sapeva più che cosa fare per discolparsi; pianse, pregò, implorò, domandò perdono e alla fine gli promise che sarebbe diventata la sua guida.

Da allora, da quando per la prima volta si giocò a nascondino sulla terra, l'amore è cieco e la pazzia sempre lo accompagna.

SARA LUCE
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Ovidio
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Re: SPIGOLANDO......

Messaggio da leggere da Ovidio »

grazia ha scritto: 19 ott 2020, 10:48 PERCHE' L'AMORE E' CIECO


Raccontano che un giorno si riunirono in un luogo della terra tutti i sentimenti e le qualità degli uomini. Quando la noia si fu presentata per la terza volta, la pazzia, come sempre un po' folle propose: "Giochiamo a nascondino!"

L'interesse alzò un sopracciglio e la curiosità senza potersi contenere chiese: "A nascondino? Di che si tratta?"

"E' un gioco, - spiegò la pazzia - in cui io mi copro gli occhi e mi metto a contare fino a 1000000 mentre voi vi nascondete e, quando avrò terminato di contare, il primo di voi che scopro prenderà il mio posto per continuare il gioco."

L'entusiasmo si mise a ballare, accompagnato dall'euforia. L'allegria fece tanti salti che finì per convincere il dubbio e persino l'apatia alla quale non interessava mai niente ... però non tutti vollero partecipare. La verità preferì non nascondersi, perchè, se poi alla fine tutti la scoprono? La superbia pensò che fosse un gioco molto sciocco (in fondo ciò che le dava fastidio era che non fosse stata una sua idea) e la codardia preferì non arrischiarsi.

"Uno, due, tre..." - cominciò a contare la pazzia.

La prima a nascondersi fu la pigrizia che si lasciò cadere dietro la prima pietra che trovò sul percorso. La fede volò in cielo e l'invidia si nascose all'ombra del trionfo che con le proprie forze era riuscito a salire sulla cima dell'albero più alto. La generosità quasi non riusciva a nascondersi. Ogni posto che trovava le sembrava meraviglioso per qualcuno dei suoi amici. Che dire di un lago cristallino? ideale per la bellezza. Le fronde di un albero? perfetto per la timidezza. Le ali di una farfalla? il migliore per la voluttà. Una folata di vento? magnifico per la libertà. Così la generosità finì per nascondersi in un raggio di sole.

L'egoismo, al contrario trovò subito un buon nascondiglio, ventilato, confortevole e tutto per sè. La menzogna si nascose sul fondale degli oceani (non è; vero, si nascose dietro l'arcobaleno). La passione e il desiderio al centro dei vulcani. L'oblio ... non mi ricordo ... dove? Quando la pazzia arrivò a contare 999999 l'amore non aveva ancora trovato un posto dove nascondersi poichè li trovava tutti occupati, finchè scorse un cespuglio di rose e alla fine decise di nascondersi tra i suoi fiori.

"Un milione!" - contò la pazzia. E cominciò a cercare.

La prima a comparire fu la pigrizia, solo a tre passi da una pietra. Poi udì la fede, che stava discutendo con Dio su questioni di teologia, e sentì vibrare la passione e il desiderio dal fondo dei vulcani. Per caso trovò l'invidia e potè dedurre dove fosse il trionfo. L'egoismo non riuscì a trovarlo. Era fuggito dal suo nascondiglio essendosi accorto che c'era un nido di vespe.

Dopo tanto camminare, la pazzia ebbe sete e nel raggiungere il lago scoprì la bellezza. Con il dubbio le risultò ancora più facile, giacchè lo trovò seduto su uno steccato senza avere ancora deciso da che lato nascondersi. Alla fine trovò un po' tutti: il talento nell'erba fresca, l'angoscia in una grotta buia, la menzogna dietro l'arcobaleno e infine l'oblio che si era già dimenticato che stava giocando a nascondino. Solo l'amore non le appariva da nessuna parte.

La pazzia cercò dietro ogni albero, dietro ogni pietra, sulla cima delle montagne e quando stava per darsi per vinta scorse il cespuglio di rose e cominciò a muoverne i rami.

Quando, all'improvviso, si udì un grido di dolore: le spine avevano ferito gli occhi dell'amore ! La pazzia non sapeva più che cosa fare per discolparsi; pianse, pregò, implorò, domandò perdono e alla fine gli promise che sarebbe diventata la sua guida.

Da allora, da quando per la prima volta si giocò a nascondino sulla terra, l'amore è cieco e la pazzia sempre lo accompagna.

SARA LUCE
Bello!
Tenere sempre a mente la „regola d‘oro“
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grazia
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Re: SPIGOLANDO......

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VALORE

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello
che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordare di che.
Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord,
qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.

Erri De Luca
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Re: SPIGOLANDO......

Messaggio da leggere da grazia »

L'OMO
Trilussa (Carlo Alberto Salustri)

Prima che Adamo se magnasse er pomo,
er Cane, che sapeva er dietroscena
già preparato pe' fregà er prim'omo,
pensò: — Povero Adamo, me fa pena:
giacché purtroppo j'ho da fa' l'amico,
adesso je lo dico. —
E je lo disse: — Abbada a quer che fai!
Se magni er pomo perdi l'innocenza,
diventi un birbaccione e servirai
a fa' li studi su la delinquenza;
sta' attent'a li consiji der Serpente
che te vorebbe mette ne li guai... —
Adamo chiese: — E come vôi che faccia
a conservamme l'anima innocente
se Dio me fabbricò co' la mollaccia?
Eppoi, che ce guadambio? Nun c'è gusto
de campà tanto senza capì gnente,
con un cervello che nun vede giusto.
Io, ne convengo, faccio una pazzia
a commette er peccato origginale:
ma er giorno che conosco er bene e er male
me formo una coscenza tutta mia.
Sarò padrone e schiavo de me stesso,
bono e cattivo, giudice e accusato
e, a l'occasione, inteliggente o fesso.
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Re: SPIGOLANDO......

Messaggio da leggere da grazia »

"


""Gli esseri umani si distinguono dalle formiche perché hanno la facoltà di esprimere le proprie opinioni
più o meno liberamente e che non tutti hanno la stessa opinione di fronte allo stesso fatto. Questa
facoltà evidentemente non è concessa alle formiche. Ma ci sono esseri umani che hanno il cervello da
formiche. Questi ultimi hanno la pretesa che tutti dovremmo pensarla allo stesso modo : cioè come
loro, cioè come formiche"".
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Re: SPIGOLANDO......

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l'angolino del sorriso
A VOLTE PUO' CAPITARE CHE.....

Un tizio entra in un ristorante, al momento
dell'ordinazione chiede patatine, insalata ed un pollo,
alla fine del pranzo chiama il cameriere per
chiedere il conto, giunto dal cliente il cameriere
chiede se il pranzo era stato di suo gradimento,
il cliente dice al cameriere, non è mia abitudine
lamentarmi pero', a questo punto il cameriere
interrompendo il cliente dice: lo so, lo so, le
patatine erano senza sale, ed il cliente:
si erano un po’ insipide ma veramente
non era per questo che volevo lamentarmi, ma
il cameriere interrompendolo nuovamente dice: lo so,
lo so, il pollo forse era un pochetto crudo?... allora il
cliente esclama: un pochetto crudo... si è mangiato l'insalata!!!!
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Re: SPIGOLANDO......

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SVIZZERA-Covid, quando si decide di non rianimare
Dai protocolli sanitari emergono i criteri per i pazienti da non ricoverare in terapia intensiva nel caso la situazione negli ospedali diventasse critica. Denti: “Siamo saltati sulla sedia”
di MJ
24 ott 2020


“Nel peggiore dei casi”: queste le condizioni in cui andrebbe applicato il protocollo relativo ai posti di malattia intensiva, nel documento “Triage dei trattamenti di medicina intensiva in caso di scarsità di risorse”. Questo documento, elaborato dall’Accademia Svizzera delle Scienze Mediche e dalla Società Svizzera di Medicina Intensiva e in vigore dal 20 marzo, presenta le tipologie dei pazienti cui non verrebbe garantita la rianimazione cardiopolmonare e l’accesso ai letti di terapia intensiva nel caso che la pandemia peggiorasse al punto da rendere necessaria una selezione, per scarsità di posti letto. A colpire nel documento, portato sotto i riflettori da La Stampa, è la chiarezza dei criteri di chi, in pratica, verrebbe lasciato morire.

Pubblichiamo qui il contenuto ricordando però con chiarezza al lettore che si tratta di una situazione ipotetica, di crisi grave, ben lontana dallo scenario odierno.

“Se non ci sono letti, niente rianimazione cardiopolmonare”
La prima risposta alla scarsità di letti in terapia intensiva, è drastica: “Al livello B, indisponibilità di letti in terapia intensiva, non andrebbe fatta alcuna rianimazione cardiopolmonare”, si legge infatti nel documento. Seguono, a pagina 5, le tipologie di pazienti destinati, in quelle condizioni, a non essere ricoverati in terapia intensiva: “Età superiore a 85 anni. Età superiore a 75 anni accompagnata da almeno uno dei seguenti criteri: cirrosi epatica, insufficienza renale cronica stadio III, insufficienza cardiaca di classe NYHA superiore a 1 e sopravvivenza stimata a meno di 24 mesi”. A livello A invece, ovvero una situazione con letti in Terapia Intensiva disponibili ma risorse limitate, i criteri per non essere rianimati sono ancora più gravi: “Arresto cardiocircolatorio ricorrente, malattia oncologica con aspettativa di vita inferiore a 12 mesi, demenza grave, insufficienza cardiaca di classe NYHA IV, malattia degenerativa allo stadio finale”.

Denti: “Pesantissimo, ma è a garanzia di medici e pazienti”
“Queste decisioni”, si legge ancora nel documento, “vanno prese nell’ottica di contenere il più possibile il numero di malati gravi e morti”. Non hanno però lasciato indifferente nemmeno Franco Denti, presidente dell’Ordine dei Medici del Ticino, intervistato dal quotidiano torinese: “Quando è uscita questa direttiva siamo saltati sulla sedia. Decidere chi rianimare e chi no è pesante, pesantissimo per qualsiasi medico”, spiega Denti, che aggiunge però, “questo documento, che è pubblico, è a garanzia dei medici e degli stessi pazienti che potrebbero non aver voglia di essere sottoposti a ulteriori cure”. Nel comunicato di presentazione del protocollo, riporta ancora la Stampa, si parla anche della necessità di “prendere decisioni di razionamento”, con una terminologia da medicina di guerra. Inevitabile, secondo Denti: “Ogni decisione spetta ai comitati etici degli ospedali. Non mi risulta che sia già successo, ma siamo molto preoccupati”.
TICINO NEWS


"Quando la sincerità vince sull'ipocrisia"!!!
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