spigolando, spigolando....

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Re: spigolando, spigolando....

Messaggioda grazia » 16/05/2018, 22:37

ER BACO DA SETA
Trilussa

Un povero Ragno
parlanno cór Baco
je disse: — Compagno,
sei matto o imbriaco?
Perché, scusa er termine,
sei tanto minchione
da crede a un padrone
che vive sur vermine?
Nun sai che li fiocchi
che fai te li cambia
co' tanti bajocchi?
che mentre tu sudi
magnanno la foja
quer boja guadambia
mijara de scudi?
Bisogna aprì l'occhi
ché ormai la questione
se basa sur detto
«Né Dio, né padrone!»
— Sta' in guardia, fratello!
Sta' in guardia da quello!
— strillò un Bagarozzo
che usciva da un pozzo —
Ché quela carogna
t'imbroja e nun vede
che invece bisogna
ridatte la fede!
Sortanto cór crede
che c'è un Padreterno,
che c'è un Paradiso,
ch'esiste un Inferno,
sortanto co' questo
io credo che presto
ciavremo un governo
più bono e più onesto!
— Va' via! — disse er Ragno —
sennò me te magno!
— Va' via, che te strozzo! —
strillò er Bagarozzo.
Er Baco, scocciato,
ner vede in pericolo
la casa e la seta
ch'aveva filato,
— Qua, — disse — l'affare
comincia a imbrojasse:
è mejo a fa' sciopero,
è mejo a squajasse;
fintanto che sento
che tira 'sto vento,
starò co' la lega
der «chi se ne frega». —
E chiuse bottega.
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Re: spigolando, spigolando....

Messaggioda grazia » 25/05/2018, 9:35

""Dalla Pratica del mondo si ricava una meravigliosa chiarezza per giudicare gli uomini. Siamo tutti gretti e chiusi in noi stessi e non riusciamo a vedere più in là del nostro naso. Domandarono a Socrate di dove fosse. Non rispose " Di Atene " ma " Del mondo ".
Lui, che aveva uno spirito ricco e capace di una visione ampia della vita, abbracciava l'universo come la sua città, estendeva le sue conoscenze, la sua solidarietà e i suoi affetti a tutto il genere umano, non come noi che guardiamo soltanto al nostro ombelico"" .

MICHEL DE MONTAIGNE
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Re: spigolando, spigolando....

Messaggioda grazia » 25/05/2018, 10:51

DANTE ALIGHIERI MODERNISSIMO !

13 novembre 2016 DonneCultura

Riportiamo alcune frasi del grande maestro Dante Alighieri che, anche nel 2014, abbiamo trovato perfettamente moderne; adattissime anche alla nostra epoca e che rispecchiano lo spirito di questo blog/ giornale.

–Libertà va cercando, ch’è si cara come sa chi per lei vita rifiuta.

Dante ci vuole ricordare quanto sia preziosa la libertà, come ben sa chi per la libertà ha dato la vita. [la ricerca della libertà, come della “Verità”, dovrebbe essere il movente di ogni comunicatore e quindi anche di ogni blog].

-O voi ch’avete li ‘ntelletti sani, mirate la dottrina che s’asconde sotto ‘l velame de li versi strani.

Dante ci invita a comprendere anche gli insegnamenti che si trovano nascosti, nei suoi versi. [Dante con la sua saggezza e intelligenza ci suggerisce e insegna; sempre].

–Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!

Una tale verità non ha bisogno di commenti.

-Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza.

Dante ci ricorda che l’uomo, con la sua intelligenza, dovrebbe sempre vivere, non secondo l’istinto brutale, ma secondo le regole della virtù e della conoscenza. [Un consiglio assai poco seguito, visto che l’uomo non è nemmeno riuscito, in tanti millenni di storia, a comprendere che le guerre dovrebbero essere evitate, ricorrendo alla saggezza, al rispetto reciproco e al buon senso].

-Vien dietro a me, e lascia dir le genti:
sta come torre ferma, che non crolla
già mai la cima per soffiar di venti.

Dante ci suggerisce di non occuparci di cosa dice la gente, ma di avere la forza di mantenere le proprie idee e convinzioni al di là delle suggestioni delle mode; del pensiero del momento.

-Amor, ch’a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m’abbandona.

Dante riconosce la complessità del sentimento dell’amore e propone questa frase che ha sempre avuto diverse interpretazioni. Forse Dante voleva ricordarci i vertici che la passione-amore può raggiungere, tanto da creare situazioni assai complesse. Francesca deve amore a suo marito, ma nulla può impedire che in lei nasca, malgrado tutto, un sentimento forte verso Paolo. Dante li mette all’inferno, ma non giudica, anzi si fa prendere dalla compassione; dalla misericordia direbbe Papa Francesco.

-Tu proverai sì come sa di sale
La pane altrui e com’è duro cale
Lo scender e il salir per l’altrui scale…

Una frase attualissima, in questo momento storico nel quale molti italiani, e non solo, devono andarsene dal proprio Paese per trovare un lavoro all’altezza o non, delle loro aspettative. In ogni caso l’esilio, anche se volontario, è quasi sempre una sofferenza; ci si ritrova estranei e l’integrazione non è quasi mai facile.
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Re: spigolando, spigolando....

Messaggioda grazia » 26/05/2018, 9:14

CONVERSAZIONE
Tratto da ""Pensieri Scelti"" di Montesquieu

Le conversazioni. Quasi tutti conoscono gli inconvenienti in cui di solito s’incorre durante le conversazioni. Mi limiterò a dire che dobbiamo aver presenti tre cose:
La prima è che parliamo dinanzi a persone che hanno una certa vanità, proprio come noi, e che la loro soffre man mano che si soddisfa la nostra;
La seconda è che ci sono poche verità talmente importanti che valga la pena di mortificare qualcuno e rimproverarlo di non conoscerle;
E, infine, che ogni uomo che s’impadronisce di tutte le conversazioni è uno sciocco, oppure è uno che sarebbe felice di esserlo.

Lo spirito della conversazione è uno spirito particolare che consiste in ragionamenti e vaneggiamenti brevi.

Non posso sopportare le persone che riportano continui trionfi sulla riservatezza degli altri. (Insolenti.)

Oggi l’unico merito è quello di riuscir graditi nelle conversazioni frivole e inutili. A tale scopo il magistrato lascia lo studio delle leggi, e il medico si sentirebbe sminuito da quello della medicina. Si rifugge, quasi fosse un male pernicioso, da ogni studio che possa allontanare dallo scherzo.

Il bon ton nei discorsi e nei modi è (dicevo) il corrispettivo del non avere accento nel parlare.

Nelle conversazioni, non ci si deve sovrapporre di continuo: sarebbero faticose. Bisogna procedere insieme. Anche se non si procede fianco a fianco, né sulla stessa linea, si compie tuttavia lo stesso percorso.

Lo spirito della conversazione è quello che viene definito spirito dai Francesi. Consiste in un dialogo generalmente allegro, in cui ciascuno, senza ascoltarsi troppo, parla e risponde, e in cui tutto è trattato in modo rapsodico, immediato e vivace. Lo stile ed il tono della conversazione s’imparano, ossia s’impara lo stile del dialogo. Ci sono popoli presso i quali lo spirito della conversazione è affatto sconosciuto: sono quelli ove non si vive insieme, o i cui costumi sono basati sulla massima austerità.
Quello che viene definito dai Francesi spirito non è dunque spirito, bensì un suo genere particolare. Lo spirito, in sé, è il buon senso unito alla chiarezza. Il buon senso è il giusto confronto delle cose, e la distinzione delle medesime nel loro stato effettivo e nel loro stato relativo.

Mi adatto alle persone a cui piace far ridere tutti, e che s’incaricano del divertimento generale.

Si scherza su tutto, perché tutto ha il suo rovescio.

In generale, un uomo che non parla non pensa. Mi riferisco a chi non ha motivi per non parlare. Ciascuno è ben contento di esprimere quel che reputa un pensiero valido; gli uomini sono fatti così.

Bisogna lasciare i salotti un attimo prima di rendersi ridicoli. Così si usa in società.
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Re: spigolando, spigolando....

Messaggioda grazia » 03/06/2018, 10:57

dal "DIARIO DI CAMPAGNA DI UNA SIGNORA INGLESE " di Edith Holden

E poi veniva l’allegro Giugno
Di verdi foglie abbigliato come se fosse un suonatore,
Eppure nella sua stagione lavorava tanto, quanto suonava,
Perchè dal ferro del suo aratro balzasse l’umida zolla;
Un granchio cavalcava, un granchio che procedeva
Lento all’indietro, con passi incerti, grotteschi
E sgraziati, come il rematore di una chiatta
Che spinge il remo in direzione opposta alla sua faccia....

SPENCER

"Un cielo senza nubi, un mondo di erica,
Rosso di digitale purpurea, giallo di ginestre
E noi due tra esse, quasi guardando insieme,
Spargendo miele, calpestando profumo.
Sciami di api s'inebriano di trifoglio
Frotte di cavallette schivano tra i nostri piedi,
Stormi di allodole sopra di noi
Recitano la preghiera del mattino
Ringraziando il Signore per una vita così dolce.”

JEAN INGELOW

È una splendida giornata di Giugno, cielo azzurro e sole splendente e lei Edith Holden
sta passeggiando per i sentieri di campagna:

"Gli uccelli cantano ancora mattina e sera, ma non si ode più quel coro nutrito come un mese fa.
Le responsabilità e le cure richieste dalle grandi nidiate di uccellini affamati richiedono troppe attenzioni e troppo tempo agli indaffarati genitori.

È un piacere osservare i Balestrucci quando in mezzo alla strada raccolgono fango per i loro nidi.
Le corte zampe piumate sembrano quasi bianchi calzettoni."

In questa serena giornata tutto sembra sbocciare intorno, e lei rimane stupita nel vedere un'immensa distesa di Digitale in fiore, ed anche la prima rosa selvatica e i rovi sono in fiore.
Il prato è coperto di erba corta e di sterpi lanuginosi e profuma deliziosamente di Timo.
Nella palude poco distante, chinandosi per raccogliere una miosotide palustre, vede arrivare a volo radente una magnifica libellula che si posa sui giunchi per riprendere, poco dopo, il suo volo.

Poi:

" Scende la sera, immobili sono i prati,
Il gorgogliare del ruscello assetato,
Silente tutto il giorno si leva, di nuovo;
Abbandonata è la quasi falciata pianura,
Silenziose le stoppie! Il cigolare dei carri,
Il grido del falciatore, l'abbaiare dei cani.
Tutti albergano nelle fattorie addormentate!
L'affaccendarsi del giorno è finito...
La brezza notturna porta folate di profumi...
Scende la sera, immobili sono i prati." (Mattew Arnold)
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Re: spigolando, spigolando....

Messaggioda grazia » 04/06/2018, 13:11

L'incrocio

Trilussa

Una Cavalla disse a un Somarello:
No, co' te nun ce sto: vattene via.
Io vojo un maschio de la razza mia,
nobbile, arzillo, fumantino e bello.

Pur'io - rispose er Ciuccio - vojo bene
a una certa Somara montagnola
ch'ammalappena dice una parola
me sento bolle er sangue ne le vene.

Ma qui se tratta che a l'allevatore,
che bontà sua cià fatto trovà assieme,
je serveno li muli e nun je preme
se li famo per forza o per amore.

De dietro a l'ideale e ar sentimento
lo sai che c'è? L'industria mulattiera.
Dunque, damoje sotto e bona sera,
chiudemo un occhio e famolo contento.

__________________________

Quanno se dice: Famo de neccessità virtù.........
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Re: spigolando, spigolando....

Messaggioda heyoka » 04/06/2018, 13:20

Ma a Roma lo hanno fatto un monumento a Trilussa?
Questa poesia dell' incrocio mi ha fatto suboto pensare a Berluska e a Renzi.
Pare che agli industriali ed ancor piu all' industria della Finanza sarebbe stato molto utile far nascere questo " mulo" politico per inchiappettare i soliti Trotoni.
E sono certo che Trilussa sarebbe stato d' accordo con me.
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Re: spigolando, spigolando....

Messaggioda heyoka » 04/06/2018, 14:01

L’ARTISTA DE SINISTRA

Il razzismo, se sa, è brutta robba.
È segno de incivile intolleranza tipica de chi ragiona co’ la panza.

Ma, di certo, ‘na cosa assai più brutta
è l’intellettuale quanno rutta.

Quanno se erge cor dito moralista
e come er Padreterno,
dei buoni e dei cattivi fa la lista.

Filosofo o scrittore, poeta o cantautore, attore o saltimbanco,
è come se la storia s’inchinasse all’astio livoroso e intelligente
de chi se crede sempre er più sapiente.

Spesso nun sa manco de che parla, ma parla per parla’
e per l’impegno preso e coltivato con lo sdegno
de chi è convinto che deve lascià un segno.

L’artista de sinistra in tracotanza,
dall’alto del suo ego trasformato,
diventa un drogato de arroganza.

Lui se convince de esse come un Faro,
invece, spesso, è solo un gran Cazzaro.

                                                    (L’Anarca
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Re: spigolando, spigolando....

Messaggioda grazia » 05/06/2018, 9:10

heyoka ha scritto:Ma a Roma lo hanno fatto un monumento a Trilussa?
Questa poesia dell' incrocio mi ha fatto suboto pensare a Berluska e a Renzi.
Pare che agli industriali ed ancor piu all' industria della Finanza sarebbe stato molto utile far nascere questo " mulo" politico per inchiappettare i soliti Trotoni.
E sono certo che Trilussa sarebbe stato d' accordo con me.


Caro heyoka Roma l'ho vista di corsa molti anni fa, comunque
pare proprio che ci sia il monumento a Trilussa (meritatissimo) secondo questo scritto:

______________
Trilussa, er poeta de Roma
Claudia Coarelli


Con il fortunato anagramma “Trilussa”, creato a sedici anni giocando con le sillabe del suo cognome, il romano Carlo Alberto Camillo Mariano Salustri ha firmato le sue numerose liriche, a partire da “le Stelle de Roma” (1888), madrigali in cui esalta la bellezza delle concittadine, popolane, borghesi ed aristocratiche, una per ciascun rione.

Nei suoi componimenti successivi, con un dialetto romanesco facilmente comprensibile, raffigura gli Italiani borghesi, spesso egoisti, astuti, ipocriti e non il “popolino romano” immortalato dal suo illustre predecessore Giuseppe Gioachino Belli.

Pur essendo molto legato alla città natale, all'interno della sua poesia non delinea il volto di una particolare Roma, come fanno invece gli altri poeti dialettali, quali il citato Belli, Pascarella, Zanazzo e Mario Dell'Arco.

La dimensione cittadina a lui congeniale è quella salottiera, non accademica; più che nei ritrovi degli intellettuali romani, solitamente si può incontrare questo elegante signore alto quasi due metri, vestito con cravatte sgargianti, da “Alfredo alla Chiesa Nuova” o da “Checco er Carettiere”, note osterie storiche romane. Trilussa ama il mondo luccicante della commedia e va spesso a teatro, all'Ambra Jovinelli o all'Argentina.

Il Poeta recita le sue opere in tutta Italia, a Parigi, Berlino, in Svizzera, in Egitto, in Argentina ed ovunque viene apprezzato sia da personaggi influenti, come il critico Ugo Ojetti, l'attore Ettore Pretolini, il Papa Pio XII, che da tante persone non famose, tra le quali i bambini che conoscono a memoria i suoi sonetti. Trilussa vuole rivolgersi ad un pubblico molto vasto ed intuisce le potenzialità dei mezzi di comunicazione di massa, come i giornali e la radio.

Oltre ad essere un poeta dal facile estro, è un uomo dall'animo molto sensibile, un pacifista, che non schernisce la società contemporanea, ma ne evidenzia i vizi e i difetti, vagheggiando un ideale umano al quale vorrebbe che tutti somigliassero. La sua satira rimane sempre apolitica e questo gli permette di mantenere inalterata la propria fama internazionale anche durante il periodo fascista.

Oggi i Romani riconducono il nome di Trilussa alla piazza omonima, situata a Trastevere: eppure, provenendo da ponte Sisto, solamente un attento osservatore può scorgere, alla destra della Fontana dell'Acqua Paola, il cosiddetto “sderenato de Trastevere” (il trasteverino piegato in due). La criticata opera di Lorenzo Ferri, inaugurata nel 1954, lo raffigura mentre recita i suoi versi accompagnandosi con il movimento della bella mano “michelangiolesca”, affacciato da un balcone. Accanto alla sua immagine è riportata una sua poesia, “All'ombra”, che nasconde un'ombra di disprezzo verso le vicende umane.

Ma qual è il legame del Poeta con questo caratteristico rione romano?

Nato il 26 ottobre 1871 in via del Babbuino angolo Via della Croce, solo nel 1899, dopo vari trasferimenti, si stabilisce a Trastevere, dove soggiorna per quasi 10 anni al quarto piano del palazzo di piazza in Piscinula 44, adiacente alla graziosa chiesetta di San Benedetto, caratterizzata dal piccolo campanile romanico che custodisce la più antica campana di Roma.

A partire dal 1917 “Tri”, conosciuto anche per i suoi numerosi disegni, prende in affitto la casa-salone all'interno del Villino Corrodi, uno dei 17 atelier per pittori e scrittori, creati dal pittore svizzero Salomon Corrodi con i figli. Si trova all'angolo tra via Maria Adelaide e via Maria Cristina.
L'edificio, in stile umbertino, è arricchito con volti ed un bassorilievo raffigurante uno studio di pittore, con tavolozze e pennelli.

Nonostante le difficoltà economiche, Trilussa trasforma quel salone, ampio 100 metri quadri ed alto 8 metri, in una “casa romantica, scettica, ironica”, arredandolo con quadri, caricature, fotografie di Puccini, Mascagni, D'Annunzio con dedica, busti in marmo, strumenti musicali, marionette, poltrone, i putti dorati donati da Eduardo de Filippo, tende, animali impagliati, una lunga scala regalatagli da due operai, libri ammonticchiati in terra...

Fino alla sua morte, avvenuta il 21 dicembre 1950, vi abita con la “fedele perpetua” Rosaria
Tomei, detta Rosa, e con il “micio” Pomponio, rappresentante degli animali che Trilussa ama a tal punto da renderli protagonisti “parlanti” di moltissimi sonetti.

Dopo l'ingiusto smantellamento di questo grande bazar, dal 1981 quel poco che ne è rimasto è esposto nel Museo di Roma in Trastevere; ma la magia che rendeva suggestivi ed unici tutti quegli oggetti che rispecchiavano l'anima dell'artista è andata perduta.
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Re: spigolando, spigolando....

Messaggioda grazia » 05/06/2018, 9:13

LA POLITICA
Trilussa

Ner modo de pensà c'è un gran divario:
mi' padre è democratico cristiano,
e, siccome è impiegato ar Vaticano,
tutte le sere recita er rosario;

de tre fratelli, Giggi ch'er più anziano
è socialista rivoluzzionario;
io invece so' monarchico, ar contrario
de Ludovico ch'è repubbricano.

Prima de cena liticamo spesso
pe' via de 'sti principî benedetti:
chi vò qua, chi vò là... Pare un congresso!

Famo l'ira de Dio! Ma appena mamma
ce dice che so' cotti li spaghetti
semo tutti d'accordo ner programma.
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