spigolando, spigolando....

Questo spazio ospiterà tutto ciò che riguarda il mondo della scuola, la cultura in genere, la letteratura, la poesia.

Re: spigolando, spigolando....

Messaggioda grazia » 11/06/2018, 10:34

PENSIERINI E PENSIERONI.....famosi

""I siriani immaginarono che l'uomo e la donna , creati nel quarto cielo, si azzardarono a mangiare una focaccia, invece dell'ambrosia, che era il loro cibo naturale. L'ambrosia si esalava attraverso i pori; mentre, dopo aver mangiato la focaccia, bisognava andare al cesso. L'uomo e la donna pregarono un angelo d'insegnar loro dove si trovasse detto luogo. Vedete, disse l'angelo, quel piccolissimo pianeta laggiù, a circa sessanta milioni di leghe da qui? E' il gabinetto dell'universo; andateci subito. essi ci andarono, e ci restarono. E da allora il nostro mondo è quel che è.""
Voltaire
"Maschi si nasce, Uomini si diventa"
Avatar utente
grazia
politico
 
Messaggi: 2280
Iscritto il: 14/01/2014, 12:50

Re: spigolando, spigolando....

Messaggioda grazia » 13/06/2018, 19:08

I Numeri

– Conterò poco, è vero:– diceva l’Uno ar Zero –
ma tu che vali? Gnente: propio gnente.
Sia ne l’azzione come ner pensiero
rimani un coso voto e inconcrudente.
lo, invece, se me metto a capofila
de cinque zeri tale e quale a te,
lo sai quanto divento?Centomila.
È questione de nummeri. A un dipresso
è quello che succede ar dittatore
che cresce de potenza e de valore
più so’ li zeri che je vanno appresso....

Trilussa1944

______________________________________
Qualsiasi riferimento a cose o persone attuali
è puramente casuale.....
"Maschi si nasce, Uomini si diventa"
Avatar utente
grazia
politico
 
Messaggi: 2280
Iscritto il: 14/01/2014, 12:50

Re: spigolando, spigolando....

Messaggioda grazia » 17/06/2018, 10:11

Pensierini e PENSIERONI

"""LA DEMOCRAZIA"""

Il termine demokratía comincia a circolare verso la fine del VI secolo avanti Cristo, con una accezione prevalentemente dispregiativa. In entrambe le componenti della parola. Da un lato, infatti, krátos non significa affatto genericamente «potere» (come per lo più si ritiene), ma si riferisce piuttosto a quella forma di potere che scaturisce da, e si fonda su, l’uso della forza. Analogamente, il termine démos viene adoperato per denominare non la totalità della popolazione, ma quella parte, ancorché maggioritaria, del popolo, che è in possesso di alcuni requisiti. Le occorrenze di démos nel senso di regime popolare, cioè di democrazia, sono pochissime e si trovano concentrate nel celebre dibattito sulle costituzioni, svoltosi verso la metà del V secolo. Le altre attestazioni di démos si presentano sostanzialmente come valutazioni negative della democrazia, quali potevano essere espresse soprattutto dai suoi avversari, i quali contestavano a questa forma di governo il fatto di privilegiare i (molti) cattivi, rispetto ai pochi (buoni), ovvero di pretendere che a governare fosse una moltitudine indistinta, anziché gli áristoi , i «migliori». Insomma, pur nell’estrema variabilità di significati, da un lato demokratía indica il dominio coercitivo, esercitato con la forza, di quella parte del popolo che è il démos (con la drastica esclusione delle donne), mentre dall’altro lato essa esprime il sopravvento della componente quantitativamente, ma non qualitativamente, più significativa del popolo.
Umberto Curi

Può tuttavia accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali porti gli uomini a mettersi nelle mani del primo padrone che si presenti loro. In effetti, nella vita di ogni popolo democratico, vi è un passaggio assai pericoloso. Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente della civiltà e dell’abitudine alla libertà, arriva un momento in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi perdono la testa alla vista dei beni che stanno per conquistare. Preoccupati solo di fare fortuna, non riescono a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti. In casi del genere, non sarà neanche necessario strappare loro i diritti di cui godono: saranno loro stessi a privarsene volentieri… Se un individuo abile e ambizioso riesce a impadronirsi del potere in un simile momento critico, troverà la strada aperta a qualsivoglia sopruso. Basterà che si preoccupi per un po’ di curare gli interessi materiali e nessuno lo chiamerà a rispondere del resto. Che garantisca l’ordine anzitutto! Una nazione che chieda al suo governo il solo mantenimento dell’ordine è già schiava del suo benessere e da un momento all’altro può presentarsi l’uomo destinato ad asservirla. Quando la gran massa dei cittadini vuole occuparsi solo dei propri affari privati i più piccoli partiti possono impadronirsi del potere. Non è raro allora vedere sulla vasta scena del mondo delle moltitudini rappresentate da pochi uomini che parlano in nome di una folla assente o disattenta, che agiscono in mezzo all’universale immobilità disponendo a capriccio di ogni cosa: cambiando leggi e tiranneggiando a loro piacimento sui costumi; tanto che non si può fare a meno di rimanere stupefatti nel vedere in che mani indegne e deboli possa cadere un grande popolo.
Alexis de Tocqueville

Aristotele sosteneva che la necessità di badare a che nessuno si innalzi in potenza tanto da superare la giusta misura è comune alla democrazia, all’oligarchia, alla monarchia e ad ogni costituzione, ma evidentemente capite bene che alla luce della storia la realtà delle cose fa sembrare il monito dell’antico filosofo come una vera e propria battuta di spirito. Oggigiorno infatti la democrazia è un sistema chiuso dove una maggioranza di impotenti elegge una minoranza di potenti. La realtà in buona sostanza è questa: voi votate un partito e questo vi frega, allora ne votate un altro e questo vi frega, un poco adirati ritornate a votare il primo e questo vi frega un’altra volta; insomma questa è la vera democrazia, essere liberi di cambiare e di scegliere chi vi frega in continuazione. Dicono che la democrazia sia il governo del popolo, il lavoro del popolo, la beffa del popolo, la miseria del popolo. La democrazia è tutto, è soprattutto burocrazia e demagogia. E’ una grande industria economico finanziaria i cui principali azionisti sono però i potenti oligarchi del mondo. Continuando ancora, poiché in una democrazia è il popolo che decide, i potenti uomini dell’industria e dell’economia si mobilitano per istruire la società affinché scelga e decida in modo assolutamente autolesionista e a favore ovviamente delle elités del potere. Insomma, per concludere potremmo dire che la moderna democrazia potyrebbe essere definita come l’insieme di antagonismi collaboranti, in pratica i partiti di governo e quelli dell’opposizione, vale a dire le parti antagoniste, collaborano per metterglielo sempre in quel posto ai vari cittadini, che si illudono al tempo stesso di poter avere un minimo di potere e di capacità decisionale e che al contrario dimostrano il famoso assioma di Papini che recita, “l’imbecillità dei nove decimi degli uomini viventi non ha bisogno di essere dimostrata, dunque è un assioma. Da questo assioma poi si possono trarre parecchi corollari …”
Carl William Brown


La democrazia, come la concepiamo e la desideriamo, in breve, è il regime delle possibilità sempre aperte. Non basandosi su certezze definitive, essa è sempre disposta a correggersi perché – salvi i suoi presupposti procedurali (le deliberazioni popolari e parlamentari) e sostanziali (i diritti di libera, responsabile e uguale partecipazione politica), consacrati in norme intangibili della Costituzione, oggi garantiti da Tribunali costituzionali – tutto può sempre essere rimesso in discussione. In vita democratica è una continua ricerca e un continuo confronto su ciò che, per il consenso comune che di tempo in tempo viene a determinarsi modificandosi, può essere ritenuto prossimo al bene sociale. Il dogma – cioè l’affermazione definitiva e quindi indiscutibile di ciò che è vero, buono e giusto – come pure le decisioni di fatto irreversibili, cioè quelle che per loro natura non possono essere ripensate e modificate (come mettere a morte qualcuno), sono incompatibili con la democrazia.
Gustavo Zagrebelsky


Il metodo della formazione della volontà attraverso la semplice fissazione della maggioranza è sensato ed accettabile se viene presupposta una sostanziale omogeneità di tutto il popolo. In tal caso non si verifica una sopraffazione della minoranza ma il voto serve solo a far risaltare un accordo ed un’unanimità già esistente e presupposta, seppur in forma latente. Infatti poiché ogni democrazia riposa sul presupposto del popolo nella sua interezza, unitarietà ed omogeneità, così non può esistere di fatto nessuna minoranza e tanto meno una pluralità di minoranze stabili e costanti.
Carl Schmitt


La democrazia maggioritaria, che attribuisce al popolo il potere di scelta del governo, togliendolo sia ai partiti sia al Parlamento, finisce inesorabilmente per produrre due effetti: rafforzare l’esecutivo rispetto al legislativo e diminuire il pluralismo. È a questi effetti – e agli inconvenienti che possono produrre – che occorre quindi guardare, chiedendosi che cosa possa temperare l’uno e l’altro. Per temperare un esecutivo forte, non c’è altro rimedio che un’investitura popolare separata del Parlamento e del governo. Solo se il governo non è figlio del Parlamento, questo gli si potrà opporre. Per moderare l’accentramento dei poteri in un corpo unico, non c’è altro che decentrare, deconcentrare, specializzare i poteri pubblici, dando a ciascuno di essi un campo o un’area di azione, sottraendo – dove possibile – la loro investitura al corpo politico e affidandola a custodi separati.
Sabino Cassese


Assistiamo a un revisionismo reazionario che apre la strada alla democrazia autoritaria, da noi e nel resto del mondo. Uno di quei cicli storici che dimostrano che anche la libertà ha le sue stagioni.[…] C’è stata una mutazione capitalistica, una rivoluzione tecnologica di effetto obbligato: ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri ed emarginati. È questa la ragione di fondo per cui la Resistenza e l’antifascismo democratico appaiono sempre più sgraditi, sempre più fastidiosi al nuovo potere. Padroni arroganti e impazienti non accettano più una legge uguale per tutti, la legge se la fabbricano ad personam con i loro parlamenti di yes-men.
Giorgio Bocca


La sostanza della democrazia è il potere dei cittadini di decidere del proprio destino in modo consapevole e pacifico nel quadro di una «società aperta», nella quale non si dia una distribuzione delle risorse materiali e culturali tale da impedire a qualsiasi cittadino di partecipare alla formazione delle decisioni politiche, come anche di accedere ai massimi livelli del potere […] Si pone quindi l’interrogativo: nelle attuali società democratiche si sono o no costituite barriere le quali impediscono loro di essere e di restare società effettivamente aperte, e cioè si sono o no stabilite posizioni di potere inaccessibili al controllo e alle decisioni della maggioranza?
Massimo L. Salvadori

È stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora.
Wiston Churchill
"Maschi si nasce, Uomini si diventa"
Avatar utente
grazia
politico
 
Messaggi: 2280
Iscritto il: 14/01/2014, 12:50

Re: spigolando, spigolando....

Messaggioda grazia » 17/06/2018, 10:35

L'UNITÀ DER PARTITO

Trilussa

Ner congresso socialista
de li Gatti intransiggenti
parlò un Micio communista:
— Qua 'gni tanto c'è un miciotto
che se squaja sotto sotto:
chi s'alliscia a li padroni
pe' raggioni de politica,
chi è cacciato perché critica
li compagni chiacchieroni,
questo dà le dimissioni,
quello scappa, l'antro litica...
Ma se annamo de 'sto passo
famo broccoli, scusate!
Troveremo er proletario
che ce tira le sassate!
No, compagni! È necessario
ch'ogni membro der partito,
favorevole o contrario,
nun se squaji e resti unito.
P'evità l'inconveniente
c'è un rimedio solamente:
se legamo tutti assieme
pe' la coda, e famo in modo
che se un gatto vô annà avanti
è obbrigato de sta' ar chiodo,
ché, se tira, strigne er nodo
e stracina tutti quanti.
Er compagno, che se sente
trattenuto, certamente
strilla, sgnavola, s'arruffa,
smania, sgraffia, soffia, sbuffa;
ma cór freno a parteddietro
chi lo libbera? San Pietro?
"Maschi si nasce, Uomini si diventa"
Avatar utente
grazia
politico
 
Messaggi: 2280
Iscritto il: 14/01/2014, 12:50

Re: spigolando, spigolando....

Messaggioda grazia » 26/06/2018, 10:55

Ormai la mia giovinezza è "fuggita "
da parecchio ma devo dire che è stata assai
"lieta", quello che mi preoccupa da qualche
mese è il futuro della "senectute" e hai
un bel pari a dire "di far festa tuttavia"........



Trionfo di Bacco e Arianna -

Quanto è bella giovinezza
che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto sia,
del doman non v'è certezza.

Questo è Bacco e Arianna
belli, e l'un dell'altro ardenti;
perché 'l tempo fugge e 'nganna,
sempre insieme stan contenti:
Queste ninfe e altre genti
sono allegre tuttavia:
Chi vuol esser lieto sia,
del doman non v'è certezza.

Questi lieti satiretti
delle ninfe innamorati,
per caverne e per boschetti
han lor posto cento agguati:
Or da Bacco riscaldati
ballon, salton tuttavia:
Chi vuol esser lieto sia,
del doman non v'è certezza.

Queste ninfe hanno ancor caro
da loro esser ingannate:
Non puon fare a Amor riparo
se non genti rozze e 'ngrate:
Ora insieme mescolate
fanno festa tuttavia:
Chi vuol esser lieto sia,
del doman non v'è certezza.

Questa soma che vien dreto
sopra l'asino, è Sileno,
così vecchio è ebbro e lieto,
già di carne e d'anni pieno:
Se non può star ritto, almeno
ride e gode tuttavia:
Chi vuol esser lieto sia,
del doman non v'è certezza.

Mida vien dopo a costoro,
ciò che tocca, oro diventa:
E che giova aver tesoro,
poiché l'uom non si contenta?
Che dolcezza vuoi che senta
chi ha sete tuttavia?
Chi vuol esser lieto sia,
del doman non v'è certezza.

Ciascun apra ben gli orecchi,
di doman nessun si paschi;
oggi siam giovani e vecchi,
lieti ognun, femmine e maschi,
ogni tristo pensier caschi;
facciam festa tuttavia:
Chi vuol esser lieto sia,
del doman non v'è certezza.

Donne e giovinetti amanti,
viva Bacco e viva Amore!
Ciascun suoni, balli e canti,
arda di dolcezza il core;
non fatica, non dolore!
Quel c'ha esser, convien sia:
Chi vuol esser lieto sia,
del doman non v'è certezza.

Quanto è bella giovinezza
che si fugge tuttavia!
"Maschi si nasce, Uomini si diventa"
Avatar utente
grazia
politico
 
Messaggi: 2280
Iscritto il: 14/01/2014, 12:50

Re: spigolando, spigolando....

Messaggioda grazia » 27/06/2018, 10:22

L'EDITTO

Trilussa


Dicheno che una vorta

un Prete nun entrò ner Paradiso

perché trovò ‘st’avviso su la porta:

«D’ordine de Dio Padre onnipotente

è permesso l’ingresso solamente

a queli preti ch’hanno messo in pratica

la castità, la carità, l’amore

che predicò Gesù nostro Signore.

Se quarchiduno ha fatto a l’incontrario

sarà mannato subito a l’inferno.

Firmato: Er Padre Eterno.

San Pietro, segretario.»

– Povero me! So’ fritto!

– disse er Prete fra sé – Tra tanti mali

ciamancava l’affare de ‘st’editto!

Chi diavolo sarà che je l’ha scritto?

Naturarmente, l’anticlericali…
"Maschi si nasce, Uomini si diventa"
Avatar utente
grazia
politico
 
Messaggi: 2280
Iscritto il: 14/01/2014, 12:50

Re: spigolando, spigolando....

Messaggioda giaguaro » 27/06/2018, 12:50

Ormai la mia giovinezza è "fuggita "
da parecchio ma devo dire che è stata assai
"lieta", quello che mi preoccupa da qualche
mese è il futuro della "senectute" e hai
un bel pari a dire "di far festa tuttavia".......

Personalmente non vedo altre soluzioni diverse rispetto all'invito "di far festa tuttavia....". D'altronde, se decidessimo di rinunciare a vivere perché ormai non siamo più giovani
credo che il panorama della vita futura non sarebbe entusiasmante. Io tengo presente il versetto dove si afferma che: "del doman non c'è certezza". E allora, concentrandomi sulle cose che mi piace (soprattutto i viaggi), mi concentro a studiare una crociera che mi porti in posti non ancora visitati; studio la forma migliore per ottenere qualità/prezzo a me accessibile, la prenoto e, nel frattempo, studio tutti i paesi e tutte le città che mi permetterà di visitare. Pensando a questo, il tempo scorre senza problemi; per cui, i sei/sette mesi che mi separano dalla partenza sembrano soltanto pochissime giornate trascorse in lieta attesa.
rre yu zz
giaguaro
politico
 
Messaggi: 1867
Iscritto il: 31/08/2013, 7:53

Re: spigolando, spigolando....

Messaggioda grazia » 28/06/2018, 9:35

giaguaro ha scritto:Ormai la mia giovinezza è "fuggita "
da parecchio ma devo dire che è stata assai
"lieta", quello che mi preoccupa da qualche
mese è il futuro della "senectute" e hai
un bel pari a dire "di far festa tuttavia".......

Personalmente non vedo altre soluzioni diverse rispetto all'invito "di far festa tuttavia....". D'altronde, se decidessimo di rinunciare a vivere perché ormai non siamo più giovani
credo che il panorama della vita futura non sarebbe entusiasmante. Io tengo presente il versetto dove si afferma che: "del doman non c'è certezza". E allora, concentrandomi sulle cose che mi piace (soprattutto i viaggi), mi concentro a studiare una crociera che mi porti in posti non ancora visitati; studio la forma migliore per ottenere qualità/prezzo a me accessibile, la prenoto e, nel frattempo, studio tutti i paesi e tutte le città che mi permetterà di visitare. Pensando a questo, il tempo scorre senza problemi; per cui, i sei/sette mesi che mi separano dalla partenza sembrano soltanto pochissime giornate trascorse in lieta attesa.
rre yu zz


Vedi caro giaguaro i nostri genitori (e di conseguenza anche noi figli) dopo la guerra che li aveva lasciati quasi tutti senza una casa( rasa al suolo) e con le pezze là dove non batte il sole, hanno potuto guardare al futuro con speranza e ottimismo, la democrazia ha dato loro e a noi la possibilità di batterci per conquistare dei diritti che permettevano di distribuire quella ricchezza che il lavoro formava e contemporaneamente una parte veniva accantonata per ritrovarla in “senectute”, poi a un certo momento la salita virtuosa si è traformata in “discesa” , buona parte dei diritti sono spariti, il lavoro a trovarlo è diventato una vincita al lotto, and so on………….ecco perché abbandonarsi “alle gioie della vita” oggi come oggi per qualcuno potrebbe essere diventato difficile ma anche ai tempi di Lorenzo de Medici detto il magnifico qualcosa deve avergli ridotto l’ottimismo e le prospettive positive(non lo sapremo mai), qualcosa che gli ha fatto scrivere quelle poche ma significative parole che ti mettono attenzione e velano con una certa malinconia la spensieratezza che suggerisce: “DEL DOMAN NON V’E’ CERTEZZA”
Comunque tu continua serenamente a programmarti ciò che ti piace e come diceva la canzoncina che ogni tanto mi frulla nella testa: “che serà serà , whatever will be wil be”……sia quel che sia……
Buona giornata rre
"Maschi si nasce, Uomini si diventa"
Avatar utente
grazia
politico
 
Messaggi: 2280
Iscritto il: 14/01/2014, 12:50

Re: spigolando, spigolando....

Messaggioda grazia » 28/06/2018, 11:58

grazia ha scritto:
giaguaro ha scritto:Ormai la mia giovinezza è "fuggita "
da parecchio ma devo dire che è stata assai
"lieta", quello che mi preoccupa da qualche
mese è il futuro della "senectute" e hai
un bel pari a dire "di far festa tuttavia".......

Personalmente non vedo altre soluzioni diverse rispetto all'invito "di far festa tuttavia....". D'altronde, se decidessimo di rinunciare a vivere perché ormai non siamo più giovani
credo che il panorama della vita futura non sarebbe entusiasmante. Io tengo presente il versetto dove si afferma che: "del doman non c'è certezza". E allora, concentrandomi sulle cose che mi piace (soprattutto i viaggi), mi concentro a studiare una crociera che mi porti in posti non ancora visitati; studio la forma migliore per ottenere qualità/prezzo a me accessibile, la prenoto e, nel frattempo, studio tutti i paesi e tutte le città che mi permetterà di visitare. Pensando a questo, il tempo scorre senza problemi; per cui, i sei/sette mesi che mi separano dalla partenza sembrano soltanto pochissime giornate trascorse in lieta attesa.
rre yu zz


Vedi caro giaguaro i nostri genitori (e di conseguenza anche noi figli) dopo la guerra che li aveva lasciati quasi tutti senza una casa( rasa al suolo) e con le pezze là dove non batte il sole, hanno potuto guardare al futuro con speranza e ottimismo, la democrazia ha dato loro e a noi la possibilità di batterci per conquistare dei diritti che permettevano di distribuire quella ricchezza che il lavoro formava e contemporaneamente una parte veniva accantonata per ritrovarla in “senectute”, poi a un certo momento la salita virtuosa si è traformata in “discesa” , buona parte dei diritti sono spariti, il lavoro a trovarlo è diventato una vincita al lotto, and so on………….ecco perché abbandonarsi “alle gioie della vita” oggi come oggi per qualcuno potrebbe essere diventato difficile ma anche ai tempi di Lorenzo de Medici detto il magnifico qualcosa deve avergli ridotto l’ottimismo e le prospettive positive(non lo sapremo mai), qualcosa che gli ha fatto scrivere quelle poche ma significative parole che ti mettono attenzione e velano con una certa malinconia la spensieratezza che suggerisce: “DEL DOMAN NON V’E’ CERTEZZA”
Comunque tu continua serenamente a programmarti ciò che ti piace e come diceva la canzoncina che ogni tanto mi frulla nella testa: “che serà serà , whatever will be wil be”……sia quel che sia……
Buona giornata rre

N.B.
Giusto per farti capire il perchè dell'insorgere da parte mia della preoccupante ansia del futuro
tutto è nato da una delle solite passeggiate giornaliere per le vie di Internet e dei giornali e media quotidiani e la lettura di questo articolo:
http://www.ilgiornale.it/news/economia/ridurre-pensioni-fornero-non-basta-1507016.html
come vedi se leggi e anche tu facessi parte della truppa dei pensionati ex lavoratori(non parlo dei vitalizi , altra cosa) capisci che il tuo futuro potrebbe assumere un aspetto non proprio da metterti
"a far festa tuttavia" poi cominci a pensare che nessuno mai pone mente a chi invece e sicuramente
hanno tutte le ragioni "per ballare e saltare ridere e godere tuttavia" e cioè coloro che hanno cumulato miliardi di tasse non pagate e che sicuramente non figurano nel famoso "contratto"
governativo.......per recuperarle......
"Maschi si nasce, Uomini si diventa"
Avatar utente
grazia
politico
 
Messaggi: 2280
Iscritto il: 14/01/2014, 12:50

Re: spigolando, spigolando....

Messaggioda grazia » 30/06/2018, 11:31

L’AQUILA VITTORIOSA

Trilussa

Er fijo d’un gueriero disse all’Aquila:
— Aquila mia! Siccome
so’ fijo de mi’ padre
e ciò lo stesso nome,
me vojo mette ne li panni sui
pe’ fa’ l’eroe pur’io
come faceva lui.
Quanno m’infilerò quela montura
combatterò sur campo de l’onore
e la vittoria mia sarà sicura.
Ma tu, che sei l’ucello de l’eroi,
dovressi famme prima la promessa
de restamme vicino più che pôi;
se sei l’Aquila stessa
ch’accompagnò papà, resta co’ noi. —
L’Aquila disse: — Sì, so’ propio quella
ch’accompagnò tu’ padre e me ne vanto
ma co’ te nun ce vengo, scusa tanto:
nun me la sento de finì in padella.
Che credi tu? che l’eroismo sia
una cosa che va da padre in fijo
come la ditta d’una trattoria?…
No, caro; guarda a me:
io, in fonno, rappresento la Vittoria:
ma mi’ fija, però, che nun cià boria,
sta ar Giardino Zologgico, perché
nun vô sfruttà la gloria de famija
pe’ fasse un postarello ne la Storia.
1910
"Maschi si nasce, Uomini si diventa"
Avatar utente
grazia
politico
 
Messaggi: 2280
Iscritto il: 14/01/2014, 12:50

Re: spigolando, spigolando....

Messaggioda grazia » 06/07/2018, 8:01

Pensierini e pensieracci....famosi...
,,
I siriani immaginarono che l'uomo e la donna , creati nel quarto cielo, si azzardarono a mangiare una focaccia, invece dell'ambrosia, che era il loro cibo naturale. L'ambrosia si esalava attraverso i pori; mentre, dopo aver mangiato la focaccia, bisognava andare al cesso. L'uomo e la donna pregarono un angelo d'insegnar loro dove si trovasse detto luogo. Vedete, disse l'angelo, quel piccolissimo pianeta laggiù, a circa sessanta milioni di leghe da qui? E' il gabinetto dell'universo; andateci subito. essi ci andarono, e ci restarono. E da allora il nostro mondo è quel che è.
Voltaire
"Maschi si nasce, Uomini si diventa"
Avatar utente
grazia
politico
 
Messaggi: 2280
Iscritto il: 14/01/2014, 12:50

Re: spigolando, spigolando....

Messaggioda grazia » 11/07/2018, 10:29


LA TAZZA DI TE’


Un filosofo si recò un giorno da un Maestro Zen e gli dichiarò:

“Sono venuto a informarmi sullo Zen, su quali siano i suoi principi ed i suoi scopi”.
“Posso offrirti una tazza di tè?” gli domandò il maestro.
E incominciò a versare il tè da una teiera.
Quando la tazza fu colma, il maestro continuò a versare il liquido, che traboccò.
“Ma che cosa fai?” sbottò il filosofo. “Non vedi che la tazza è piena?”
“Come questa tazza” disse il maestro “anche la tua mente è troppo piena di opinioni e di congetture perché le si possa versare dentro qualcos’altro..
Come posso spiegarti lo Zen, se prima non vuoti la tua tazza?”

"La mente non può che fare riferimento al passato ed a quanto le è già noto.
Tutto ciò che riceve, lo interpreta alla luce delle precedenti esperienze ed opinioni.
In tal modo, però, impedisce un approccio diretto e fresco verso la realtà.
Se non liberiamo la mente dai pregiudizi non c’è modo, quindi, di apprendere nulla di veramente nuovo. "
"Maschi si nasce, Uomini si diventa"
Avatar utente
grazia
politico
 
Messaggi: 2280
Iscritto il: 14/01/2014, 12:50

Re: spigolando, spigolando....

Messaggioda grazia » 11/07/2018, 10:37

I 2 CAVALLI


Due cavalli tiravano ognuno il proprio carro.

Il primo cavallo non si fermava mai;
ma l’altro sostava di continuo.

Allora tutto il carico venne messo sul primo carro.

Il cavallo che era dietro e che ormai tirava un carro vuoto,
disse sentenzioso al compagno:
” Vedi? Tu fatichi e sudi!
Ma più ti sforzerai, più ti faranno faticare.”

Quando arrivarono a destinazione, il padrone si disse:
” Perché devo mantenere due cavalli!
Mentre uno solo basta a trasportare i miei carichi?

Meglio sarà nutrir bene l’uno, e ammazzare l’altro;
ci guadagnerò almeno la pelle del cavallo ucciso! “


E così fece…

LEV TOLSTOJ!
"Maschi si nasce, Uomini si diventa"
Avatar utente
grazia
politico
 
Messaggi: 2280
Iscritto il: 14/01/2014, 12:50

Re: spigolando, spigolando....

Messaggioda grazia » 21/07/2018, 10:48

Misurare le parole

Che il linguaggio contribuisca a forgiare ciò che pensiamo, sentiamo e addirittura percepiamo è qualcosa che la ricerca scientifica sa da tempo: schiere di psicologi, filosofi, sociologi e semiologi hanno ripetuto per tutto il Novecento che gli esseri umani sono fatti di parole e segni, oltre che di carne e ossa. È con le parole che costruiamo la nostra capacità di pensare, è di parole che sono fatti gran parte dei nostri pensieri, ed è dalle parole che dipende pure il mondo esterno, o almeno quella fetta che rientra nei limiti della nostra comprensione. Questa consapevolezza è ormai talmente diffusa da essere entrata nel senso comune: capita a tutti di sentir ripetere nei contesti più disparati, dai talk show ai supermercati, frasi come «Le parole sono pietre», che era il titolo di un libro di Carlo Levi, o «Le parole sono importanti», che fu urlata da Nanni Moretti nel film Palombella Rossa, per dar voce alla rabbia che il personaggio Michele Apicella provava contro i luoghi comuni sciorinati dalla giornalista che lo stava intervistando.
Le parole siamo noi insomma, e lo sappiamo. Inoltre sono pietre, nel senso che possono fare male, e molto. Se non si scelgono con ponderazione e non si usano con tatto. Anche di questa ponderazione ci riempiamo la bocca da anni, con il linguaggio politically correct: non diciamo più «handicappati» ma «disabili», non più «spazzini» ma «operatori ecologici», non più «negri» ma «neri» o «persone di colore». Per non parlare delle acrobazie linguistico-simboliche con cui cerchiamo di consolare le donne della loro discriminazione sociale ed economica, particolarmente più grave in Italia che in altri paesi sviluppati: «care colleghe e cari colleghi», «care/i colleghe/i», «car* collegh*» e via dicendo. Ma se da un lato ci esercitiamo in circonlocuzioni «politicamente corrette», dall’altro siamo pronti, oggi più di ieri, a usare la lingua in modo sbracato: turpiloquio, espressioni colorite, colloquiali e gergali hanno ormai invaso anche gli ambienti più colti ed elitari – dall’università all’azienda, dalla politica alle istituzioni – nell’idea che «parlare come si mangia» implichi maggiore autenticità ed efficacia del parlar forbito. Un’idea confermata tutti i giorni dai media, specie dalla televisione, dove l’aggressività linguistica è diventata per molti (giornalisti, star, ospiti) un vezzo, un fatto di stile. E in quanto tale fa tendenza e si riproduce ovunque, dai salotti chic ai flaming su internet.
Non è facile trovare un equilibrio fra questi due poli: da una parte, infatti, le formule politicamente corrette non bastano a costruire il rispetto che pretenderebbero di esprimere, ma restano spesso una semplice facciata, dietro alla quale si possono camuffare le peggiori tendenze razziste, omofobe e sessiste; d’altra parte è vero anche che la sciatteria linguistica può implicare sciatteria esistenziale e relazionale: «Chi parla male pensa male e vive male», diceva ancora Nanni Moretti/Michele Apicella. Ma se gli eccessi eufemistici possono cadere nell’ipocrisia, pure la posizione di Moretti corre i suoi rischi, che sono quelli dello snobismo: il mondo è pieno di persone che non hanno potuto dotarsi degli strumenti culturali necessari a raffinare il modo in cui parlano, ma sono ugualmente capaci di pensare e vivere benissimo, vale a dire con autenticità e rispetto per gli altri. Molto più di quanto non facciano certi sapientoni, la cui arroganza – verbale e non – vediamo all’opera tutti i giorni.
E allora, come se ne esce? Come si trova la misura giusta? Purtroppo non c’è una soluzione generale, perché l’attenzione, il senso di opportunità, il rispetto sono sempre relativi al contesto e al momento in cui si esercitano, ma soprattutto alla persona (o persone) a cui sono indirizzati. E oltre che con le parole possono essere trasmessi con l’espressione del volto, il tono della voce e gli atteggiamenti del corpo, con i quali si può confermare ciò che abbiamo detto, ma anche sconfessarlo. Perciò bisogna cercare la misura caso per caso, sempre ricordando che siamo ciò che diciamo e diciamo quel che siamo, ma lo diciamo con un mare di segni, sintomi e indizi ben più vasto delle parole, e lo diciamo anche con l’insieme dei nostri comportamenti e il tessuto delle nostre relazioni. Lo diciamo con tutta la nostra vita.
G.Cosenza
"Maschi si nasce, Uomini si diventa"
Avatar utente
grazia
politico
 
Messaggi: 2280
Iscritto il: 14/01/2014, 12:50

Re: spigolando, spigolando....

Messaggioda grazia » 21/07/2018, 19:59

Un sorriso

Un sorriso non costa nulla e rende molto.
Arricchisce chi lo riceve,
senza impoverire chi lo dona.
Non dura che un istante
ma il suo ricordo è talora eterno.

Nessuno è così ricco da poterne fare a meno.
Nessuno è così povero da non poterlo dare.
Crea felicità in casa; è sostegno negli affari;
è segno sensibile dell’amicizia profonda.

Un sorriso dà riposo alla stanchezza;
nello scoraggiamento rinnova il coraggio;
nella tristezza è consolazione;
d’ogni pena è naturale rimedio.
Ma è bene che non si può comprare,
né prestare, né rubare,
poichè esso ha valore solo nell’istante in cui si dona.

E se poi incontrerete talora chi non vi dona l’atteso sorriso,
siate generosi e date il vostro;
perchè nessuno ha tanto bisogno di sorriso
come chi non sa darlo ad altri.

Frederik W. Faber (1814-1863)
"Maschi si nasce, Uomini si diventa"
Avatar utente
grazia
politico
 
Messaggi: 2280
Iscritto il: 14/01/2014, 12:50

PrecedenteProssimo

Torna a Istruzione, cultura, letteratura, poesia

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 11 ospiti
cron