La Linke tedesca a Congresso. Lacerazioni interne sul tema d

Discussioni generali riguardanti la politica internazionale

La Linke tedesca a Congresso. Lacerazioni interne sul tema d

Messaggioda MaIn » 12/08/2018, 8:56

http://www.sinistraineuropa.it/approfon ... -migranti/


Si è concluso domenica a Lipsia il congresso della Linke, la maggiore forza della sinistra radicale tedesca.
Il tema centrale del dibattito, tesissimo in alcuni passaggi, tanto da far ventilare l’ipotesi di una scissione imminente, è stato quello dei migranti, nodo su cui sono emerse in maniera plastica le due anime del partito. Vi proponiamo i due ottimi articoli pubblicati da Il Manifesto in questi giorni, capaci di offrire un quadro esauriente della “dialettica” interna all’assise

La Linke spaccata sulle frontiere aperte. C’è aria di scissione
«Nel nostro partito non ci sono né razzisti né neoliberali». Un’affermazione apparentemente ovvia, quella di Katja Kipping, dalla tribuna del congresso della Linke che si chiude oggi a Lipsia.
di Jacopo Rosatelli – Il Manifesto
Solo apparentemente, però. Il cuore delle assise del principale partito della sinistra tedesca di opposizione sta in una controversia che lo sta portando al limite della lacerazione. Da una parte, i seguaci dei due segretari Kipping e Bernd Riexinger (più Gregor Gysi, attualmente numero uno della Sinistra europea), e dall’altra i sostenitori della capogruppo al parlamento federale Sahra Wagenknecht. Nella rappresentazione degli ultrà dei due schieramenti, rispettivamente: i «neoliberali» contro i «razzisti». Definizioni diffamatorie figlie delle diverse posizioni sul tema-chiave dei migranti. In sintesi: per i segretari, la Linke non deve rinunciare alla parola d’ordine delle frontiere aperte per tutti, per la capogruppo l’apertura incondizionata vale solo per i perseguitati che chiedono asilo.
Una spaccatura interna frutto dell’onda lunga della crisi dei rifugiati che investì la Germania – e la cancelliera Angela Merkel – nel 2015 e, soprattutto, dell’ascesa della destra nazionalista di Alternative für Deutschland (Afd), capace di mietere consensi anche in quell’elettorato popolare dei Länder dell’Est bacino della Linke. Per la carismatica capogruppo Wagenknecht – e per l’ancora influente ex leader Oskar Lafontaine – il partito deve correggere linea: l’enfasi no-borders manda i più anziani, i poveri e i disoccupati nelle braccia dell’Afd. L’attuale Linke – questa è l’accusa – piace ai giovani alternativi e di classe media dei centri urbani, e il partito si sta trasformando in una sorta di riedizione dei Verdi. Secondo Kipping non è così: «Se osservo i nostri giovani nuovi iscritti, non vedo hipster, non vedo nuovi verdi. Io vedo persone che con meravigliosa naturalezza sanno che la solidarietà verso i profughi e la difesa dello stato sociale sono una cosa sola. La Linke del XXI secolo ha bisogno della generazione del XXI secolo».
Nel suo discorso Kipping ha teso una mano a Wagenknecht, ma ha attaccato Lafontaine (che di Wagenknecht è anche compagno di vita): «Se il partito assume democraticamente una posizione, lui non la metta costantemente in discussione sui media». Posizione che ieri i delegati hanno assunto, approvando un documento congressuale in cui è scritto: lotta alle cause delle migrazioni (guerre, export di armi, sfruttamento), «corridoi umanitari sicuri, frontiere aperte e un sistema di accoglienza e distribuzione dei profughi in Europa rispettoso della dignità umana», e «diritti sociali per tutti». Sul punto simbolico delle frontiere, la formulazione è volutamente ambigua: non si dice per chi debbano essere aperte. Tutti o no? Un’indeterminatezza che ha permesso l’adozione quasi unanime della mozione.
Il passaggio anti-Lafontaine del discorso di Kipping non è andato giù agli avversari interni. Si spiega così la percentuale bassa con la quale la co-segretaria ieri è stata confermata nel suo incarico: appena il 64,5%, dieci punti in meno che alle assise precedenti. Meglio ha fatto Riexinger, ottenendo il 73,8%. Non c’erano candidati alternativi, la rielezione di entrambi era scontata, il dato politico stava tutto nella percentuale del loro consenso: e da ieri è più evidente che il clima nel partito è ancora lontano dal rasserenarsi. Lo dimostra anche l’unica situazione in cui i delegati hanno dovuto scegliere tra due persone riconducibili ciascuna ai due diversi gruppi: l’elezione del segretario organizzativo, il numero tre nella gerarchia interna. In uno scrutinio al cardiopalma si è imposto l’uomo di Kipping e Riexinger per soli 3 voti di scarto (su 550 totali).
Molto importante sarà l’intervento che farà questa mattina Wagenknecht: l’attesa è massima per capire se prevarranno i toni concilianti o quelli da battaglia. E soprattutto per comprendere meglio cosa la capogruppo intenda quando vagheggia della creazione di un «movimento di sinistra» che accomuni militanti della Linke a delusi del Partito socialdemocratico (Spd) e dei Verdi. Nelle intenzioni della capogruppo è una strategia per costruire una maggioranza alternativa alla grande coalizione fra democristiani (Cdu/Csu) e Spd che attualmente governa il Paese. C’è chi teme, invece, possa significare né più né meno che una «classica» scissione. Se fosse così, difficile immaginare che per la sinistra tedesca, ed europea, possa essere un bene.

Frontiere aperte, alta tensione. Alla fine la Linke sigla una tregua
Il congresso di Lipsia si è chiuso con un compromesso sul tema dei migranti: una commissione approfondirà la questione in cerca di una sintesi. Ma il clima nel partito resta tesissimo.
di Jacopo Rosatelli – Il Manifesto
La tensione resta altissima, ma, per ora, è tregua. La Linke ha chiuso domenica il suo congresso a Lipsia con un compromesso sul tema che sta lacerando il partito: le frontiere aperte ai migranti. Una commissione formata da componenti di entrambi gli schieramenti interni dovrà approfondire la questione e cercare una sintesi che possa rappresentare tutti: sia i seguaci dei co-segretari Katja Kipping e Bernd Riexinger, fautori della linea anti-confini, sia quelli della capogruppo parlamentare Sahra Wagenknecht, sostenitrice della limitazione per «i migranti economici». Proprio l’intervento di quest’ultima, domenica mattina, aveva surriscaldato la platea al punto da indurre la presidenza a stravolgere l’ordine del giorno e dedicare una sessione straordinaria al confronto sul suo discorso.
Delegati contro altri delegati, toni molto accesi, esplicite accuse a Wagenknecht di sabotare l’azione del partito respinte indignate al mittente. In mezzo, un’area di dialoganti che invitavano – senza molta fortuna – a condurre la discussione senza demonizzazioni reciproche. Poi, quando la situazione sembrava sul punto di degenerare, la decisione di tutto il gruppo dirigente: si continuerà a discutere ordinatamente in altra sede.
Il congresso è finito dunque senza veri vincitori né vinti. Il clima nel partito è di quelli che possono preludere a una scissione, che, tuttavia, per ora non si è consumata. Sul dibattito fra le due anime intorno ai migranti incombe, in realtà, anche la proposta di Wagenknecht di creare «un’alleanza di sinistra» che rimane piuttosto nebulosa.
L’intervento di fronte ai delegati non è servito a capirne qualcosa di più: fra i sostenitori di Riexinger e Kipping circola il sospetto che la capogruppo stia tramando per la creazione di una «lista Wagenknecht»
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Re: La Linke tedesca a Congresso. Lacerazioni interne sul tema d

Messaggioda Dogma » 13/08/2018, 22:24

Altro che tregua, la linke ormai è in pieno subbuglio, dovendo rincorrere le destre nella denuncia attiva, in toto, delle politiche neoliberali. Se non altro, pure in Germania qualcosa si muove, anche se ancora non nel modo giusto e con fortissimo ritardo!
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Re: La Linke tedesca a Congresso. Lacerazioni interne sul tema d

Messaggioda MaIn » 13/08/2018, 22:36

Dogma ha scritto:Altro che tregua, la linke ormai è in pieno subbuglio, dovendo rincorrere le destre nella denuncia attiva, in toto, delle politiche neoliberali. Se non altro, pure in Germania qualcosa si muove, anche se ancora non nel modo giusto e con fortissimo ritardo!



rincorrere le destre nel denunciare le politiche neoliberali? le destre sono capitaliste. tutte. anche salvini e casa pound lo sono pure se fanno finta di non esserlo. è una lezione della storia che non è stata ancora acquisita?
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Re: La Linke tedesca a Congresso. Lacerazioni interne sul tema d

Messaggioda Dogma » 13/08/2018, 22:45

Appunto, bisognava muoversi prima ed impedire per tempo che si verificassero i prodomi di un'uscita a destra dall'Euro.
Certo che Salvini è destra, il punto è che pure Frantoianni è un liberale de facto. Destra, quindi, anchesso!!!
gli Utili idioti dello SIM, avrebbero detto le BR, parafrasando Lenin.
Quando si dice dimenticare la storia. ;)
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Re: La Linke tedesca a Congresso. Lacerazioni interne sul tema d

Messaggioda MaIn » 13/08/2018, 22:47

Dogma ha scritto:Appunto, bisognava muoversi prima ed impedire per tempo che si verificassero i prodomi di un'uscita a destra dall'Euro.
Certo che Salvini è destra, il punto è che pure Frantoianni è un liberale de facto. Destra, quindi, anchesso!!!
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Lenin non c'entra nulla con quei delinquenti inconcludenti delle BR welcom
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Re: La Linke tedesca a Congresso. Lacerazioni interne sul tema d

Messaggioda Dogma » 13/08/2018, 22:50

...anche se, a dirla tutta, Salvini rappresenta quella Piccola-Media borghesia nazionale, che si è resa conto di essere soccombente nella riforma internazionalista del mercato. Un po la stessa operazione svolta in Usa con l'elezione di Trump.
Un po come avvenne durante la rivoluzione francese, la borghesia si serve del popolo per disarcionare dal potere la nobilta, che in questo caso è rappresentata dalla aristocrazia borghese, apolide e internazionalista.
Niente di nuovo sotto il sole. L'unico assente, la classe lavoratrice ...il proletariato, insomma.
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Re: La Linke tedesca a Congresso. Lacerazioni interne sul tema d

Messaggioda Dogma » 13/08/2018, 22:59

MaIn ha scritto:
Dogma ha scritto:Appunto, bisognava muoversi prima ed impedire per tempo che si verificassero i prodomi di un'uscita a destra dall'Euro.
Certo che Salvini è destra, il punto è che pure Frantoianni è un liberale de facto. Destra, quindi, anchesso!!!
gli Utili idioti dello SIM, avrebbero detto le BR, parafrasando Lenin.
Quando si dice dimenticare la storia. ;)


Lenin non c'entra nulla con quei delinquenti inconcludenti delle BR welcom


Compagni che sbagliano diceva Berlinguer (se lei sapesse cosa abbia rappresentato per due secoli la famiglia Berlinguer in Sardegna ... ;) ). Ora, senza voler sostenere le loro azioni militari, ovviamente, bisogna però ammettere che le loro analisi politiche non erano fondate su basi liberali, bensì su quelle leniniste, magari sbagliando il momento storico, sicuro, ma la dottrina era quella. Anzi, fin troppo dogmatici. E per giunta, a distanza di 40 anni, la loro lettura dell'evoluzione imperialista, lo SIM, appunto, non era tanto sbagliata, fatto salvo l'errata analisi secondo cui sarebbe stata confindustria, in italia, a guidarne il passaggio, quando invece, oggi possiamo ben dire, è stata la finanza nazionale ...Cruccia in primis e le tracce di questo possiamo ben vederlo dai finanziatori della P2.
Beh, insomma, la storia è questa e le BR, con le loro deviazioni, ne facevano parte appieno, analisi politiche comprese, che politicamente, rientrano appieno nella grande scuola marxista. Ipocrita negarlo, non credi?
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Re: La Linke tedesca a Congresso. Lacerazioni interne sul tema d

Messaggioda MaIn » 13/08/2018, 23:52

Dogma ha scritto:
MaIn ha scritto:
Dogma ha scritto:Appunto, bisognava muoversi prima ed impedire per tempo che si verificassero i prodomi di un'uscita a destra dall'Euro.
Certo che Salvini è destra, il punto è che pure Frantoianni è un liberale de facto. Destra, quindi, anchesso!!!
gli Utili idioti dello SIM, avrebbero detto le BR, parafrasando Lenin.
Quando si dice dimenticare la storia. ;)


Lenin non c'entra nulla con quei delinquenti inconcludenti delle BR welcom


Compagni che sbagliano diceva Berlinguer (se lei sapesse cosa abbia rappresentato per due secoli la famiglia Berlinguer in Sardegna ... ;) ). Ora, senza voler sostenere le loro azioni militari, ovviamente, bisogna però ammettere che le loro analisi politiche non erano fondate su basi liberali, bensì su quelle leniniste, magari sbagliando il momento storico, sicuro, ma la dottrina era quella. Anzi, fin troppo dogmatici. E per giunta, a distanza di 40 anni, la loro lettura dell'evoluzione imperialista, lo SIM, appunto, non era tanto sbagliata, fatto salvo l'errata analisi secondo cui sarebbe stata confindustria, in italia, a guidarne il passaggio, quando invece, oggi possiamo ben dire, è stata la finanza nazionale ...Cruccia in primis e le tracce di questo possiamo ben vederlo dai finanziatori della P2.
Beh, insomma, la storia è questa e le BR, con le loro deviazioni, ne facevano parte appieno, analisi politiche comprese, che politicamente, rientrano appieno nella grande scuola marxista. Ipocrita negarlo, non credi?


credo che tu stia facendo un calderone immenso.

innanzitutto dobbiamo chiarire:

1) io non sono marxista e non sono neanche comunista. quindi di quel che dicono i sacri testi di Marx mi frega il giusto. i movimenti politici si giudicano in base ai risultati e non in base all'adesione al dogma. come detto in altro post: meglio un ottimo governo liberale che un pessimo governo di sinistra o marxista.

2) le destre della seconda repubblica e le sinistre della seconda repubblica sono entrambe capitaliste ma non sono state la stessa cosa per il popolo italiano. le destre hanno non solo governato male (aumento del debito in mancanza di sviluppo economico), non solo difeso un'etica suprematista (no gay, no donne indipenti, no immigrati, no meridionali) ma hanno anche avvolarato la cosa peggiore per una destra: l'ingresso dei cafoni, dell'uomo qualunque nel gotha politica. L'elites politica si è volgarizzata. Indistinguibile dal popolo. E dalla parte peggiore del popolo poichè il contadino di una volta aveva un sano rispetto per la cultura, per la gerarchia, oltre ad avere una formazione di base. Qui non si ha nulla se non il rispetto del Dio "accumulo" (denaro, esperienze futili, donne,...). Uno schifo che se il vate della nostra non fosse uno che è vigliaccamente fuggito dopo il crollo del suo regime mascherato da non ricordo cosa, meriterebbe un piu' degno colpo alla testa autoinfilitto da buona gerarchia militare.


3) Lenin fece un rivoluzione negando di fatto Marx. Non un Paese cardine del capitalismo vide il socialismo reale ma la contadina Russia. Essere leninisti non significa niente altro che cogliere l'attivo per rovesciare il potere. Se non lo fai, non sei leninista.


4) La famiglia Berlinguer avrà significato tanto per la Sardegna nel bene e nel male ma in Italia è significato oltre che Enrico anche la pessima riforma della scuola di quell'alcolizzato che ha ridotto il potere contrattuale delle professioni intellettuali oltre che l'intelletto per raggiungere una laurea. Oggi gli universitari hanno capacità di ragionamento di un vecchio liceale.


5) le BR non erano avanguardie rivoluzionarie ma terroristi. Non avevano un fine ma erano semplicemente soddisfatti di quel che facevano. Coglioni, vili, delinquenti.
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Re: La Linke tedesca a Congresso. Lacerazioni interne sul tema d

Messaggioda Dogma » 17/08/2018, 11:13

allora, non te la prendere, ma qui il calderone te lo stai facendo tu. Forse vista l'ora, eri semplicemente stanco. Capita pure al sottoscritto.

Infatti, al punto 1, è ovvio che un ottimo governo socialista sia migliore di uno capitalista e viceversa. E' il contesto del meglio che poi bisogna analizzare. Motivo per cui questa opinione è parecchio fallibile.

Sul punto 2, non è che le destre e le sinistre, ovviamente entrambe liberiste, abbiano governato male. Hanno governato da liberisti. Hanno applicato alla lettera, anche se lentamente ma incessantemente, le riforme di scuola liberale (liberalismo e liberismo sono la stessa identica cosa). Ovvio quindi che il popolo ne venisse esautorato da ogni vantaggio economico e sociale.
Il governo liberista governa nell'interesse del capitale e questo agisce in economia nell'interesse de domo sua, che MAI coincide con il vantaggio collettivo. Ne abbiamo un lampante esempio con il caso del contratto capestro della società autostrade. Hanno diviso utili per 4 miliardi e investito in manutenzione poco più della metà. Ora, non si capisce perché impedire allo stato di incassare 4 miliardi per permettere che finiscano nelle mani del privato, creando di fatto delle potentissime OLIGARCHIE.
Non voglio invece commentare Mussolini, il cui governo fu espressione della classe oligarchica liberale di quegli anni. Nei grandi centri non ci si rendeva conto ma nella provincia eran i latifondisti ed le grandi famiglie industriali a detenere il potere nel Partito Fascista.

Punto 3 ...beh, la distinzione fra il grande politico ed il brocco, È SEMPRE LA CAPACITÀ DI SAPER COGLIERE L'ATTIMO. In un contesto rivoluzionario, però serve anche l'appoggio della massa o il lupo ti sbrana. Karensky/Robespierre docet .
Sul fatto che Lenin abbia tradito Marx ...io ho una mia opinione, ma non ho capito la tua. LA POTRESTI ESPORRE più chiaramente, per cortesia?

Punto 4. Hai ragione. Dopo Enrico e Craxi nel bene o nel male, nessuno in italia ha più avuto un potere autonomo da intromissioni esterne. La riforma Berlinguer della scuola, rientra nel grande disegno liberale. Il punto è che la gente votava i partiti liberali. Nessuno ragionava in prospettiva e solo gli anziani, negli anni'90 avevano ben capito dove si andava a parare. Io lo ricordo molto bene quando mio nonno, imprenditore, diceva: Non ho mai visto un ricco aiutare un povero. Lui non ostante avesse fatto fortuna con il lavoro, non si è mai considerato un ricco, ma un lavoratore e come lui i suoi amici (diversamente dalal generazione di mio padre che oggi si morde la lingua ripensando al nonno).
Gli anziani lo dicevano, lo ricordo molto bene, ma i giovani non ascoltarono e non capirono. Oggi è dura per tutti ed è chiaro che non finirà bene per chi vive di lavoro, sia esso autonomo e dipendente e non importa quanto ben avviato sia.


Punto 5. Tutti condannano la violenza, che ti credi. Ma il tuo giudizio sulle BR è infantile e privo di profondità intellettuale. Fuori contesto se non in quello della propaganda spiccia derivata da quella che definisci la riforma Berlinguer. ;)


Ps: il bello dei forum, è che ci si può confrontare pacatamente anche fra fascisti e comunisti ...anzi più facilmente che con i liberali. ;)
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