I turchi sono impazziti

Discussioni generali riguardanti la politica internazionale

I turchi sono impazziti

Messaggioda vento » 21/02/2018, 19:25

La Turchia minaccia di invadere la Grecia
Turkey Threatens to Invade Greece
di Uzay Bulut



- Il partito al potere in Turchia e gran parte dell'opposizione sembrano determinati, per non dire ossessionati, dall'idea di invadere e conquistare queste isole greche in quanto considerate da sempre territorio turco.

- "Quello che abbiamo fatto finora è nulla in confronto agli attacchi ancor più grandi che stiamo pianificando per i prossimi giorni, inshallah [se Allah lo vuole]." – Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, 12 febbraio 2018.

- Il capo della Diyanet, la Direzione per gli Affari religiosi finanziata dallo Stato, ha apertamente descritto la recente invasione militare di Afrin come un "jihad". Un termine che ha senso se si pensa che i turchi musulmani devono la loro maggioranza demografica in Asia Minore a secoli di persecuzioni e discriminazioni turche contro i cristiani, gli yazidi e gli ebrei della regione.



Meno di due settimane dopo che il ministero greco della Difesa aveva denunciato la violazione del proprio spazio aereo da parte della Turchia per 138 volte in un solo giorno, una motovedetta della Guardia costiera turca, il 13 febbraio scorso, ha speronato una nave della guardia costiera ellenica al largo di Imia, una delle numerose isole greche su cui Ankara rivendica la propria sovranità.

La maggior parte delle zone all'interno dei confini attuali della Grecia rimasero sotto il dominio dell'Impero ottomano da metà del XV secolo fino alla guerra d'indipendenza greca del 1821 e alla creazione dello Stato moderno greco del 1832. Ma le isole, come il resto della Grecia, sono giuridicamente e storicamente elleniche, come indicano i loro nomi.

Tuttavia, l'Akp, il Partito per la giustizia e lo sviluppo, al potere in Turchia, e anche gran parte dell'opposizione sembrano determinati, per non dire ossessionati, dall'idea di invadere e conquistare queste isole greche in quanto considerate da sempre territorio turco.

A dicembre 2017, ad esempio, Kemal Kılıçdaroğlu, il leader del Chp, il principale partito turco di opposizione, ha dichiarato che se dovesse vincere le elezioni nel 2019, "invaderà e assumerà il controllo delle 18 isole greche nel mare Egeo, proprio come l'ex premier turco Bulent Ecevit invase Cipro nel 1974". Kılıçdaroğlu ha detto che non esiste "alcun documento" che dimostri che quelle isole appartengano alla Grecia.

Anche Meral Akşener, a capo del neopartito di opposizione Iyi parti, [in turco "il buon partito" o "partito del bene", N.d.T.], ha invocato l'invasione e la conquista delle isole. "Bisogna fare ciò che è necessario", ha twittato il 13 gennaio.

Ovviamente, la dichiarazione più audace e forte è arrivata dal presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, a quanto pare incoraggiato dall'invasione militare di Afrin, nel nord della Siria, di fatto incontrastata.

"Lanciamo un monito a chi ha passato il segno nel mare Egeo e a Cipro", ha dichiarato Erdoğan, aggiungendo:

"Il loro coraggio persisterà solo fino a quando non vedranno il nostro esercito, le nostre navi e i nostri aerei. (...) Che si tratti di Afrin, del mare Egeo o di Cipro, i nostri diritti sono gli stessi. Non pensiate mai che la prospezione di gas naturale nelle acque di Cipro e altri tentativi opportunisti nel mare Egeo passino da noi inosservati.

"Proprio come mettiamo fine ai piani [nella regione] con le operazioni "Scudo dell'Eufrate" e "Ramoscello d'Ulivo" [in Siria] e presto a Manbij e in altre regioni, possiamo distruggere, e lo faremo, i piani di chi fa calcoli sbagliati sul nostro confine meridionale. (...) Le nostre navi e le nostre forze aeree sorvegliano la zona per intervenire in ogni modo, se necessario".

Riferendosi ai tempi dell'Impero ottomano, Erdoğan ha affermato:

"Chi pensa che ci siamo dimenticati delle terre dalle quali ci ritirammo in lacrime cent'anni fa, si sbaglia.

"Diciamo ogni volta che si presenta l'occasione che la Siria, l'Iraq e altri luoghi sulla mappa geografica dei nostri cuori non sono diversi dalla nostra patria. Stiamo lottando affinché una bandiera straniera non venga sventolata in alcun posto dove sia recitato un adhan [la chiamata islamica alla preghiera nelle moschee].

"Quello che abbiamo fatto finora è nulla in confronto agli attacchi ancor più grandi che stiamo pianificando per i prossimi giorni, inshallah [se Allah lo vuole]."


La dinastia ottomana e il suo impero furono fondati da un capo nomade turcomanno attorno al 1300. Nel corso degli oltre seicento anni del periodo ottomano, i turchi ottomani, che rappresentavano anche il Califfato islamico, hanno regolarmente lanciato il jihad, invadendo e occupando terre in tre continenti.

I fautori del neo-ottomanesimo in Turchia abbracciano ancora con orgoglio il concetto di jihad (la guerra santa islamica) contro i kafir (gli infedeli). Il capo della Diyanet, la Direzione per gli Affari religiosi finanziata dallo Stato, ha apertamente descritto la recente invasione militare di Afrin come un "jihad".

Questo termine ha senso se si pensa che i turchi musulmani devono la loro maggioranza demografica in Asia Minore a secoli di persecuzioni e discriminazioni turche contro i cristiani, gli yazidi e gli ebrei della regione. Nell'XI secolo, i jihadisti turchi dell'Asia centrale invasero e conquistarono l'Impero bizantino, cristiano e di lingua greca, aprendo la strada alla graduale turchificazione e islamizzazione della regione, attraverso metodi quali omicidi, rapimenti, stupri e conversioni forzate.

Il più grande assalto turco contro i cristiani avvenne nel XX secolo. Dal 1914 al 1923, i turchi ottomani commisero un genocidio contro i greci, gli armeni e gli assiri (siriaci/caldei). Ciò non ha impedito alla Turchia di diventare membro della NATO nel 1952. L'attacco non le ha nemmeno impedito, tre anni dopo l'adesione alla Organizzazione del Trattato Nord Atlantico, di commettere un selvaggio pogrom contro la popolazione greca di Istanbul, o di cacciare con la forza, nel 1964, i greci rimasti in Turchia.

E proprio perché i turchi non sono mai stati ritenuti responsabili delle loro azioni e aggressioni criminali che continuano a minacciare la sicurezza e la sovranità dei paesi vicini. È giunto il momento che l'Occidente si svegli e richiami all'ordine Ankara.

Uzay Bulut, musulmana di nascita, è una giornalista turca che vive ad Washington D.C.
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Re: I turchi sono impazziti

Messaggioda Loki » 22/02/2018, 12:31

Perché? Erano sani di mente prima?
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Re: I turchi sono impazziti

Messaggioda vento » 22/02/2018, 13:20

Loki ha scritto:Perché? Erano sani di mente prima?

Già!
I popoli turco-mongoli sono stati i principali distruttori di civiltà ed i più crudeli e sanguinari, nelle loro esplosioni migratorie. Grandi imperi, da quello romano, al persiano e al cinese, perfino l'arabo, travolti e distrutti.
Gli attuali turchi, o meglio quelli di loro di origine turca, dovrebbero tornarsene nelle loro terre al di la del Caspio, nel centro dell'Asia, che è la loro casa. Solo così il Medio Oriente potrebbe trovare qualche equilibrio tra i vari popoli originari.
Bisanzio dovrebbe tornare ad essere il centro ortodosso, come Roma è il cattolico, Gerusalemme l'ebraico e la Mecca l'islamico. Ne deriverebbe stabilità e serenità tra i popoli mediterranei.
Peccato che dopo la prima guerra mondiale gli europei, pur provandoci, non siano riusciti a riprendersi gli stretti, sogno dei russi e zona critica le cui sponde non dovrebbero mai essere nelle stesse mani, come ora. Purtroppo i turchi sono guerrieri e Ataturk li ha ben guidati alla riscossa, contro alleati stanchi della guerra e greci imbelli, e ora maneggiarli preoccupa tutti, anche Putin e Trump e Erdogan lo sa.
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Re: I turchi sono impazziti

Messaggioda vento » 11/03/2018, 17:19

Perché la Turchia vuole invadere le isole greche
di Uzay Bulut

Why Turkey Wants to Invade the Greek Islands
11 marzo 2018


-Anche i propagandisti turchi hanno distorto i fatti per cercare di ritrarre la Grecia come l'aggressore.

-Sebbene la Turchia sappia che le isole sono giuridicamente e storicamente greche, le autorità turche vogliono occuparle e turchificarle, presumibilmente per promuovere la campagna di annientamento dei greci, come fecero in Anatolia dal 1914 al 1923 e anche in seguito.

-Qualsiasi attacco contro la Grecia dovrebbe essere considerato come un attacco contro l'Occidente.

C'è una questione in merito alla quale l'Akp, il Partito per la giustizia e lo sviluppo, al potere in Turchia, e il Partito repubblicano del popolo (Chp), il suo principale oppositore, sono pienamente d'accordo ed è la convinzione che le isole greche occupino il territorio turco e che pertanto debbano essere riconquistate. Tale determinazione è così forte che i leader di entrambi i partiti hanno apertamente minacciato di inviare truppe nel Mar Egeo.

I due partiti però fanno a gara per dimostrare chi è il più potente e patriottico e chi ha il coraggio di mettere in atto la minaccia contro la Grecia. Mentre il Chp accusa l'Akp del presidente Recep Tayyip Erdogan di consentire alla Grecia di occupare le terre turche, l'Akp attacca il Chp, partito fondatore della Turchia, accusandolo di aver permesso alla Grecia di prendersi le isole, grazie al Trattato di Losanna nel 1924, agli accordi italo-turchi del 1932 e al Trattato di Parigi del 1947, che riconoscevano tutti alla Repubblica ellenica i diritti di sovranità sulle isole dell'Egeo.

Nel 2016, Erdogan affermò che la Turchia aveva "svenduto" le isole che "erano nostre" e che sono "a un tiro di schioppo" [dalla Turchia]. "Lì ci sono ancora le nostre moschee, i nostri santuari", egli disse, riferendosi all'occupazione ottomana delle isole.

Due mesi prima, in occasione della "Conferenza sul nuovo concetto di sicurezza della Turchia", Erdoğan aveva dichiarato: "Il Trattato di Losanna (...) non è mai stato un testo sacro. Ovviamente, ne discuteremo e lotteremo per ottenerne uno migliore". In seguito, i media pro-governativi pubblicarono le mappe e le foto delle isole nell'Egeo, definendole il territorio che "Erdogan afferma che è stato svenduto a Losanna".

Per raggiungere il suo fine ultimo di lasciare un'eredità che superi quella di tutti gli altri leader turchi, Erdogan ha fissato degli obiettivi per il 2023, in occasione del 100° anniversario della fondazione della Repubblica di Turchia, e per il 2071, anno in cui ricorrerà il 1000° anniversario della battaglia di Manzikert, che sancì la vittoria dei jihadisti musulmani turchi dell'Asia centrale sulle forze cristiane greco-bizantine sull'altopiano armeno dell'Impero bizantino.

L'idea alla base di questi obiettivi è quella di creare una coesione nazionalistica per l'annessione di più territori alla Turchia. Ma per modificare i confini turchi, Erdogan deve rinegoziare o annullare il Trattato di Losanna. Paradossalmente, in vista della sua visita ufficiale in Grecia nel dicembre 2017 – propagandata come un segnale di una nuova era nelle relazioni greco-turche – Erdogan ha detto ai giornalisti greci che il Trattato di Losanna aveva bisogno di essere revisionato. Durante il viaggio, prima visita ufficiale in Grecia da parte di un capo di Stato turco in 65 anni, Erdogan ha ripetuto il suo mantra che il Trattato di Losanna necessita di una revisione.

A gennaio scorso, il presidente turco ha preso di mira il leader del Chp, Kemal Kilicdaroglu, accusando di nuovo il suo partito che firmò il Trattato di Losanna di aver svenduto le isole nel corso dei negoziati. "Informeremo la nostra nazione di questo", ha dichiarato Erdogan. Tale affermazione implica che Erdogan accetta il fatto che le isole appartengano alla Grecia, ma allo stesso tempo ne denuncia "l'invasione" da parte della Repubblica ellenica, esprimendo la volontà di riappropriarsi di quei territori che un tempo erano sotto il dominio dell'Impero ottomano.

Tuttavia, la retorica del Chp è altrettanto aggressiva, con Kilicdaroglu che ha affermato davanti al parlamento turco che la Grecia aveva "occupato" 18 isole. Quando il ministro greco della Difesa Panos Kammenos si è detto "imbarazzato" per questa affermazione, il responsabile per la politica estera del Chp, Ozturk Yilmaz, gli ha risposto: "La Grecia non deve mettere la nostra pazienza alla prova". Yilmaz avrebbe anche aggiunto che "la Turchia è molto di più di un governo" e ogni ministro greco che provoca la Turchia sarà "colpito con una mazza sulla testa. (...) Se Kammenos ripassa la storia, troverà molti esempi".

La storia è infatti piena di esempi di violenze e massacri perpetrati dai turchi contro i greci anatolici. Il genocidio commesso contro i cristiani greci e armeni a Izmir nel 1922 è stato evocato da Devlet Bahceli, leader del Partito del movimento nazionalista (Mhp), in un discorso pronunciato davanti al parlamento:

"Se i greci vogliono di nuovo finire in mare – se hanno voglia di essere inseguiti ancora – beh, sono i benvenuti. La nazione turca è pronta e fiduciosa di rifarlo. Qualcuno deve spiegare al governo greco cosa accadde nel 1921 e nel 1922. Se non lo farà nessuno, fionderemo come proiettili nel Mar Egeo, pioveremo dal cielo come una vittoria benedetta e insegneremo la storia daccapo ai messaggeri di ahl al-salib [il popolo della croce]".

Anche i propagandisti turchi hanno distorto i fatti per cercare di ritrarre la Grecia come l'aggressore. Umit Yalim, ex segretario generale del Ministero della Difesa nazionale, ad esempio, ha dichiarato che la "Grecia ha trasformato le isole in arsenali e avamposti militari in vista dei suo futuro intervento militare contro la Turchia".

Tutti i politici turchi sembrano avere la propria motivazione a essere ossessionati dalle isole: espansionismo turco tradizionale, turchificazione delle terre elleniche, neo-ottomanesimo e – fiore all'occhiello della conquista islamica – il jihad. Il desiderio di invadere le isole è anche dettato da ragioni strategiche, come si evince da una dichiarazione rilasciata dal vice-premier Tugrul Turkes sul controllo di Cipro da parte della Turchia dal 1974:

"Circolano erronee informazioni che la Turchia sia interessata a Cipro perché lì ci sarebbe una comunità turca. (...) Anche se nessun turco vivesse a Cipro, la Turchia avrebbe comunque una questione cipriota ed è impossibile rinunciarci".

Lo stesso atteggiamento e la medesima logica valgono per le isole del Mar Egeo. Sebbene i turchi sappiano che le isole appartengono giuridicamente e storicamente alla Grecia, le autorità turche vogliono occuparle e turchificarle, presumibilmente per promuovere la campagna di annientamento dei greci, come fecero in Anatolia dal 1914 al 1923 e anche in seguito. La distruzione di tutte le vestigia della cultura greca esistenti in Asia Minore, una regione greca prima dell'invasione turca dell'XI secolo, è quasi completa. Meno di 2 mila greci vivono ancora oggi in Turchia.

Tenuto conto della brutale invasione turca di Cipro del 1974, le attuali minacce contro la Grecia – da un capo all'altro dello spettro politico turco – non dovrebbero essere sottovalutate dall'Occidente. La Grecia è la culla della civiltà occidentale. Confina con l'Unione Europea. Qualsiasi attacco contro la Grecia dovrebbe essere considerato come un attacco contro l'Occidente. È ora che l'Occidente, che è rimasto in silenzio di fronte alle atrocità turche, si opponga ad Ankara.

Uzay Bulut, musulmana di nascita, è una giornalista turca che vive a Washington D.C.
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