“Repubblica” sta creando una condizione che volge ad uno sfascio generale, e il piano dell’ingovernabilità per Berlusconi sta degenerando nel caos totale.
Napolitano, che pure rispetto anche per il semplice fatto che è il Presidente del mio Paese, troppo spesso, ultimamente, pare travalicare i limiti del suo ruolo istituzionale: “consiglia il Parlamento sulle leggi, le “controlla” durante il loro percorso, le “giudica” anche quando fossero solo allo stato potenziale.
I giudici scioperano e scendono in piazza, come operai che producono manufatti, per di più in coincidenza con il rischio di perdere una seppure minima parte delle loro retribuzioni, oggettivamente eccessive.
I giornalisti manifestano, a squarciagola, lamentando di essere “imbavagliati”… . Manifestano ed inscenano uno spettacolo fra il ridicolo e l’indecoroso. E nello spettacolo c’è di tutto: l’amianto, la D’addario, tutte le ingiustizie e le crudeltà del mondo. E sono presenti i soliti “testimonials”: attori che, atteggiandosi a”impegnati”, tentano piuttosto di riconquistare un palcoscenico ormai, da troppo tempo, sempre più vuoto di spettatori. E c’è l’intervallo musicale, e c’è Di Pietro che smozzica le sue sempre più cafonesche invettive, ci sono i rossi più rossi, e tutti i “partigiani” per la libertà.
E poi, sempre, c’è Fini. Fini, che ha perduto il senso, la misura, il decoro. Fini, che parla sempre più a sproposito, credendo di accreditarsi, di offrirsi al sempre tanto desiderato applauso. Fini che, usato e strumentalizzato, si atteggia, compunto e convinto a “saggio padre della patria”. Poveretto! Ma non è solo colpa sua, ma anche del “suo” partito, che ancora tarda a metterlo al suo giusto posto: fuori.
